Gay: razza orfana di un senso di appartenenza
di Flavio Mazzini
Lunedì 9 Giugno 2008
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Dall'inno di Mameli sussurrato alla convergenza coi Rom. Ma alla fine ciò che ci manca è proprio quella solidarietà che andiamo sbandierando. Considerazioni sul Roma Pride. |
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Sabato ho raggiunto il corteo del Pride a piazza Navona. Ero curioso di ascoltare i discorsi dal palco. Uno si è messo perfino a cantare l'inno di Mameli, nel silenzio pressoché totale della piazza. Pochi si sono uniti a lui, più col movimento delle labbra che a voce piena. Alla scena grottesca ha subito replicato una ragazza, dichiarando di non sentirsi affatto orgogliosa di essere Italiana e riscuotendo un'ovazione che non lasciava dubbi sul senso patriottico dei presenti. D'altra parte, eventi sportivi a parte, sappiamo bene che il patriottismo - come quasi tutto in questo Paese - è legato principalmente a motivi di opportunità, né più né meno del sentimento religioso o del senso della famiglia. La polemica è stata chiusa da Franco Grillini, che ha argutamente ricordato come Goffredo Mameli sia morto combattendo contro il papa.
L'attuale successore di Pio IX è stato in seguito aspramente attaccato per le sue sfacciate contraddizioni, le stesse che i principali mezzi di comunicazione ignorano ogni volta che gli porgono obbedienti il microfono. Viene però da chiedersi se, usurpazione del vero spirito cristiano a parte, abbia ancora senso attaccare il Vaticano, che altro non è se non uno Stato estero con un atavico impulso espansionistico. Più logico sarebbe girare le responsabilità alla nostra classe politica. Anche in quel caso giungerebbe però, altrettanto logica, una domanda: "Come mai nel nostro Paese, chiunque sia di turno al potere non riesce mai a risolvere uno stallo apparentemente tanto semplice? Come mai si impastoia in questioni di natura ideale proprio chi di ideali è privo? La stessa Vladimir Luxuria che ha attaccato duramente la Chiesa ma anche il passato Governo - dicendo peraltro cose sacrosante - nella passata Legislatura è stata parlamentare di un partito di Governo. E votò il rinnovo dell'esenzione dell'ICI per tutti i beni ecclesiastici.
Un'altra cosa che ha particolarmente colpito la mia attenzione è stata la convergenza sbandierata a parole con altre minoranze e gruppi di protesta. E' vero che anche in questo Pride avevano sfilato gruppi di sostenitori esterni solidali con le nostre battaglie. Ma il coro di fratellanza universale levatosi da parte delle associazioni gay non credo fosse condiviso da tutti i presenti. Perché - a mio modesto avviso - gli omosessuali, intesi come comunità, sono assai poco capaci di far fronte comune. Caustici, a volte invidiosi, aggressivi, contraddittori, irrisolti, siamo una razza orfana di un reale senso di appartenenza, priva di un denominatore comune più nobile ma altrettanto profondo del semplice sesso. Basta fare un salto in qualunque forum presente su questo sito per accorgersene, a cominciare dalla polemica puerile sul numero dei presenti al Pride.
Le battaglie civili in un'Italia tanto ipocrita avrebbero potuto essere un vero collante. Ma non lo sono diventate. Perché ad alcuni nulla importa dei riconoscimenti delle coppie. Perché molti sono sposati o fidanzati o hanno preso i voti o comunque si nascondono. O sono egoisti e indifferenti e magari sufficientemente ricchi da avere quello che vogliono potendolo comprare. O sono contrari a certe rivendicazioni, al matrimonio, alle adozioni. O semplicemente non condividono i modi e le forme delle battaglie e si aggiungono al coro di quanti pensano che il Pride non sia altro una sciocca Carnevalata. Se dunque molti non sposano la causa comune, perché dovrebbero combattere per cause di altri? La mia opinione è che noi gay, una volta che i problemi non toccano il nostro orticello, non siamo affatto più generosi degli altri. Se ci lamentiamo per ottenere solidarietà da fuori, poi non siamo altrettanto pronti a concederne.
Inoltre, credo che ci siano minoranze (tali almeno nel nostro Paese), che poco hanno a che vedere con noi. Mentre sabato sul palco qualcuno diceva di essere Rom, Sinti, Musulmano, ecc., ad intendere solidarietà con essi, io pensavo che non ci fosse nulla di più distante. Prima di tutto perché in tali gruppi etnici, del tutto assenti al Pride, i gay non mi pare vengano accolti con il sorriso. E poi, forse, perché a buona parte di noi loro non piacciono. A me, personalmente, dà fastidio qualsiasi cultura maschilista e confesso che preferirò sempre avere a che fare con un Alemanno che con un Ahmadinejad e ritrovarmi in piazza Navona piuttosto che sulla forca.
Quanto alla povera Carfagna, ritengo sia giusto assolverla. Come Luxuria votò pro Vaticano per direttive dall'alto, allo stesso modo lei, così impreparata e palesemente inadatta a fare il ministro, non potrà mai esserci più utile del cuscino del mio divano. Fingendo di prestare attenzione alle nostre richieste si guarderà sempre dall'urtare la sensibilità dei veri potenti per non perdere quel ruolo istituzionale ritrovatasi per un caso fortuito. Da un ministro con le mani legate non ci si può aspettare altro che parole di circostanza. Sbagliamo a prendercela con lei, pretendendo coraggio e cervello, non solo più di quanto sia lecito aspettarsi, ma anche più di quanto noi stessi mettiamo in campo per le nostre battaglie.
Mentre eravamo in piazza Navona, alcuni militanti di Facciamo Breccia protestavano contro la mancata concessione di piazza s. Giovanni tentando di manifestare in Piazza s. Pietro. Se li avessimo seguiti in massa forse la cosa avrebbe potuto avere un seguito, chissà. Così invece è rimasto solo uno dei tanti generosi ma sterili lampi di sapore radicale. Insomma, se a noi gay mancano il coraggio e la voglia di combattere uniti le nostre battaglie, ha poco senso poi lagnarsi che un ministro da barzelletta non sappia tutelarci abbastanza. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
xromx
Data:
28-06-2008 10:45
intervengo
perchè il mio fidanzato è un rom,
che si sta facendo tutti i pride in Italia tanto è vicino a certe problematiche, io non posso seguirlo per motivi di salute.
attenzione. non scivoliamo nel solito luogo comune di fare di tutta l'erba un fascio.
Molti rom sono nelle nostre vite e nella nostra cultura più di quanto possiamo immaginare, pure rimanendo legati alle loro tradizioni ma sapendo prendere le distanze da tanti comportamenti.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
12-06-2008 09:40
[quote="Marco Milano":21g3jzzo]
Quello che a te, caro anonimo, sembra denigrazione e offesa per me è misera volgarità che qualifica solo chi la dice.
La tua è solo un'opinione personale, legittima tanto quanto quella di chi si difende, come meglio può, viste le armi assolutamente impari con cui si è costretti a confrontarci, dai continui attacchi offensivi e denigratori di una casta di mantenuti (anche con i tuoi soldi), privilegiati, sessuofobi e sessualmente perversi (ne so qualcosa, purtroppo).
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| Inviato da:
Marco Milano
Data:
11-06-2008 19:34
TI RISULTA CHE QUALCUNO L'ABBIA MAI NEGATO IL RISPETTO ?
GUARDA CHE IL DIFENDERSI DA ATTACCHI DENIGRATORI E OFFENSIVI O DALL'ISTIGAZIONE ALLA DISCRIMINAZIONE NON SIGNIFICA NON RISPETTARE
C'è difesa e difesa.
Quello che a te, caro anonimo, sembra denigrazione e offesa per me è misera volgarità che qualifica solo chi la dice. Non mi tange minimamente.
Leggendo i forum direi che il rispetto per gli altri è un elemento decisamente carente, mentre la denigrazione e l'offesa dell'altro sono all'ordine del giorno e, soprattutto, l'unica argomentazione conosciuta che i più hanno per "difendersi". Peraltro non capisco da cosa e da chi i più si debbano difendere, nell'anonimato che regna in questo sito...
Prendersa con il Papa, con la Carfagna, con Berlusconi, con Grillini, con Prodi, con la Imma, con Mancuso ecc ecc, con chiunque di qualunque fede e colore è assolutamente inutile (ed è solo perdita di tempo) se l'unico argomento è il dileggio e lo sfottò altrui.
La mia impressione è che nessuno abbia niente da dire e che discorsi seri non se ne facciano.
Anche qui vale la legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente) come se fossimo nel Far West della parola. Tutti contro tutti, senza senso di appartenenza se non a se stessi.
Che tristezza.
ciao
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| Inviato da:
Ospite
Data:
11-06-2008 14:00
[quote="Marco Milano":3n92rlby]
ma tutto il tuo discorso non porta a nessuna conclusione pratica sul dafarsi
solo crtiche (di farle siamo capaci tutti) e difesa della protervia delle gerarchie vaticane
Il mio discorso non è critica fine a se stessa, ma è un ragionamento che prende spunto dall'evidenza. E' uno stimolo di riflessione di un frocio qualunque.
Le mie personali conclusioni:
- i gblt sono (mal) rappresentati da un gruppuscolo di gente (im)preparata alla comunicazione e l lobbying, che lo fa a tempo perso (in ogni caso grazie per quello che fanno);
- pochi si sentono rappresentati da quel gruppuscolo;
- pochissimi hanno voglia di sviluppare un senso di appartenenza ad un movimento gay;
- manca in moltissimi una motivazione forte per partecipare e sentirsi di appartenere perchè a molti, tutto sommato, va bene che sia così (non svegliare il can che dorme, potrebbe essere peggio);
- manca il messaggio forte che unifichi e ci faccia muovere il culo in altro modo;
- mi piacerebbe che i "nostri" rappresentanti si svegliassero e sto usando dei mezzi di comunicazione per dirglielo.
Credo che il successo dell'articolo del Mazzini (l'articolo "GAY: razza orfana di senso di appartenenza" è sparito dal sito: perchè? E' censura?) sia sacrosanto.
Ho delle mie personali convinzioni:
- ripeto, gracchiare contro il vaticano non serve a nulla;
- sono ateo, non battezzato e sono discendente da famiglia ebraica che ha vissuto i campi di concentramento, non ami i papi e le caste religiose di qualunque confessione, ma non per questo vado in giro ad offenderle;
- chiedo rispetto e ho/do rispetto, come uomo e come gay.
Conclusioni pratiche:
- patecipiamo attivamente
- facciamo discorsi seri solamente su quello che VOGLIAMO (non su quello che detestiamo o che odiamo)
- diamolo ad alta voce, con orgoglio
- diamo la libertà e il rispetto che a nostra volta chiediamo.- ECC
- ECC
Il tema è fonte di lunghi discorsi...
ciao
Marco
PS: MAZZINI FACCENE UN ALTRO DI ARTICOLI COME "Gay: razza orfana di un senso di appartenenza".
TI RISULTA CHE QUALCUNO L'ABBIA MAI NEGATO IL RISPETTO ?
GUARDA CHE IL DIFENDERSI DA ATTACCHI DENIGRATORI E OFFENSIVI O DALL'ISTIGAZIONE ALLA DISCRIMINAZIONE NON SIGNIFICA NON RISPETTARE
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| Inviato da:
Marco Milano
Data:
11-06-2008 13:52
ma tutto il tuo discorso non porta a nessuna conclusione pratica sul dafarsi
solo crtiche (di farle siamo capaci tutti) e difesa della protervia delle gerarchie vaticane
Il mio discorso non è critica fine a se stessa, ma è un ragionamento che prende spunto dall'evidenza. E' uno stimolo di riflessione di un frocio qualunque.
Le mie personali conclusioni:
- i gblt sono (mal) rappresentati da un gruppuscolo di gente (im)preparata alla comunicazione e l lobbying, che lo fa a tempo perso (in ogni caso grazie per quello che fanno);
- pochi si sentono rappresentati da quel gruppuscolo;
- pochissimi hanno voglia di sviluppare un senso di appartenenza ad un movimento gay;
- manca in moltissimi una motivazione forte per partecipare e sentirsi di appartenere perchè a molti, tutto sommato, va bene che sia così (non svegliare il can che dorme, potrebbe essere peggio);
- manca il messaggio forte che unifichi e ci faccia muovere il culo in altro modo;
- mi piacerebbe che i "nostri" rappresentanti si svegliassero e sto usando dei mezzi di comunicazione per dirglielo.
Credo che il successo dell'articolo del Mazzini (l'articolo "GAY: razza orfana di senso di appartenenza" è sparito dal sito: perchè? E' censura?) sia sacrosanto.
Ho delle mie personali convinzioni:
- ripeto, gracchiare contro il vaticano non serve a nulla;
- sono ateo, non battezzato e sono discendente da famiglia ebraica che ha vissuto i campi di concentramento, non ami i papi e le caste religiose di qualunque confessione, ma non per questo vado in giro ad offenderle;
- chiedo rispetto e ho/do rispetto, come uomo e come gay.
Conclusioni pratiche:
- patecipiamo attivamente
- facciamo discorsi seri solamente su quello che VOGLIAMO (non su quello che detestiamo o che odiamo)
- diamolo ad alta voce, con orgoglio
- diamo la libertà e il rispetto che a nostra volta chiediamo.
- ECC
- ECC
Il tema è fonte di lunghi discorsi...
ciao
Marco
PS: MAZZINI FACCENE UN ALTRO DI ARTICOLI COME "Gay: razza orfana di un senso di appartenenza".
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| Inviato da:
Ospite
Data:
10-06-2008 21:00
[quote="Marco Milano":3lwolcaf]... Siate più combattivi e puntate ai risultati anche attraverso compromessi, anche con il diavolo(per voi il vaticano)
Esattamente, il diavolo!
Gli isterismi gay contro il vaticano e contro il pastore tedesco che ne sta a guardia e lo presiede sono totalmente sterili ed hanno un risultato di audience pari a zero. Ci si può ridere sopra, ma il 97% degli italiani cattolici non li sente questi gridolini in farsetto. E non apprezza.
La guerra contro il vaticano non serve a nulla (la chiesa è più potente e ben più antica e radicata della pseudo neo-lobby gaya) e rivela il profilo altrettanto fobico di chi vorrebbe ottenere il superamento di un'altra fobia, quella detestabile omo-fobia che ci assilla tanto.
Domanda: Quanti italiani credete che si schieri con i gay quando attaccano un povero vecchio di oltre 80anni, con i capelli bianchi che lavora 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, per il bene del mondo e dei bambini, in una chiesa?
Risposta: Nessuno!
Le attività di lobbying sono ben altra cosa rispetto a quello che fanno i nostri pseudo-rappresentanti dell'arcygay, del miele e della pappareale, che, usandoci per i loro affaretti (arcitessere in cima alla lista), non pare abbiano idea di come si faccia ad ottenere qualcosa.
Mezza legislatura a maggioranza di sinistra (con anche i radicali al governo), con piena visibilità a un decennale deputato gay ed ad una trans, non ha prodotto uno straccio di leggina sulle coppie di fatto a favore degli etero (applicabile ai gay). Nè PACS, nè DICO nè ALTRO...
L'attacco frontale al vaticano è un suicidio sociale per i gay.
Io credo (e lo ripeto) sia un problema di strategia di comunicazione generale... e probabilmente talmente grave da mettere in forse la partecipazione di tutti coloro ne avrebbero vantaggio (noi gblt).
Lentamente e inesorabilmente la partecipazione cala, ci si assenta e si disertano i Pride (italiani).
E il nostro bravo Flavio Mazzini, (che ci predica bene anche quando ci parla delle sue cazzate giovanili, perchè lo fa a fin di bene) ha pienamente centrato il nostro senso di smarrimento e di solitudine (per non dire lutto).
Appartenere a cosa, oltre a noi stessi?
Che dire quando si legge (persino su gay.it) ogni "sconcezza" sui nostri rappresentanti (la Imma, il Mancuso, la Luxuria, il Grillini...) ad alto grado di litigiosità interna. Di chi ci si fida? A chi ci si affida?
Mazzini, guida il nostro Risorgimento!!!
O almeno tieni alta l'asta... della bandiera.
ciao a tutti
Marco
ma tutto il tuo discorso non porta a nessuna conclusione pratica sul dafarsi
solo crtiche (di farle siamo capaci tutti) e difesa della protervia delle gerarchie vaticane
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| Inviato da:
Marco Milano
Data:
10-06-2008 19:47
... Siate più combattivi e puntate ai risultati anche attraverso compromessi, anche con il diavolo(per voi il vaticano)
Esattamente, il diavolo!
Gli isterismi gay contro il vaticano e contro il pastore tedesco che ne sta a guardia e lo presiede sono totalmente sterili ed hanno un risultato di audience pari a zero. Ci si può ridere sopra, ma il 97% degli italiani cattolici non li sente questi gridolini in farsetto. E non apprezza.
La guerra contro il vaticano non serve a nulla (la chiesa è più potente e ben più antica e radicata della pseudo neo-lobby gaya) e rivela il profilo altrettanto fobico di chi vorrebbe ottenere il superamento di un'altra fobia, quella detestabile omo-fobia che ci assilla tanto.
Domanda: Quanti italiani credete che si schieri con i gay quando attaccano un povero vecchio di oltre 80anni, con i capelli bianchi che lavora 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, per il bene del mondo e dei bambini, in una chiesa?
Risposta: Nessuno!
Le attività di lobbying sono ben altra cosa rispetto a quello che fanno i nostri pseudo-rappresentanti dell'arcygay, del miele e della pappareale, che, usandoci per i loro affaretti (arcitessere in cima alla lista), non pare abbiano idea di come si faccia ad ottenere qualcosa.
Mezza legislatura a maggioranza di sinistra (con anche i radicali al governo), con piena visibilità a un decennale deputato gay ed ad una trans, non ha prodotto uno straccio di leggina sulle coppie di fatto a favore degli etero (applicabile ai gay). Nè PACS, nè DICO nè ALTRO...
L'attacco frontale al vaticano è un suicidio sociale per i gay.
Io credo (e lo ripeto) sia un problema di strategia di comunicazione generale... e probabilmente talmente grave da mettere in forse la partecipazione di tutti coloro ne avrebbero vantaggio (noi gblt).
Lentamente e inesorabilmente la partecipazione cala, ci si assenta e si disertano i Pride (italiani).
E il nostro bravo Flavio Mazzini, (che ci predica bene anche quando ci parla delle sue cazzate giovanili, perchè lo fa a fin di bene) ha pienamente centrato il nostro senso di smarrimento e di solitudine (per non dire lutto).
Appartenere a cosa, oltre a noi stessi?
Che dire quando si legge (persino su gay.it) ogni "sconcezza" sui nostri rappresentanti (la Imma, il Mancuso, la Luxuria, il Grillini...) ad alto grado di litigiosità interna. Di chi ci si fida? A chi ci si affida?
Mazzini, guida il nostro Risorgimento!!!
O almeno tieni alta l'asta... della bandiera.
ciao a tutti
Marco
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