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Onu: gli States per la depenalizzazione dell'omosessualità
di Gay.it
Luned́ 23 Febbraio 2009

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Gay.it - Onu: gli States per la depenalizzazione dell'omosessualità
Quando la Francia presenṭ la risoluzione, lo scorso anno, Bush addusse motivazioni tecniche per motivare il rifiuto di sottoscriverla. Adesso, la linea di Obama porta gli Usa dalla parte opposta.

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Lo scorso dicembre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha simbolicamente votato un documento che chiedeva la decriminalizzazione universale dell'omosessualità. La risoluzione voluta dalla Francia è composta da 13 punti che puntano ad "assicurare che l'orientamento sessuale o l'identità di genere non possa mai constituire la base per infliggere condanne, in special modo esecuzioni, arresti o detenzioni". Il documento ha ricevuto 60 voti a favore, la maggior parte dagli stati europei e sudamericani. Ad opporsi alla risoluzione, oltre al vaticano e ad alcunimembri dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, anche gli Usa. 

Allora, l'amministrazione Bush aveva giustificato la propria obiezione utilizzando dei tecnicismi legali. Bene, questo era il passato. Il presente è un'altra cosa: alla Conferenza di Revisione di Durban sul razzismo e la xenofobia che si è tenuta a Ginevra, l'Europa ha dinuovo speso parole per condannare "tutte le forme di discriminazione e tutte le violazioni dei diritti umani basate sull'orientamento sessuale". Stando a quello che riportano alcune riviste specializzate nel seguire le vicende delle Nazioni Unite, la Repubblica Ceca, cui spetta la presidenza di turno dell'Unione Europea, con il sostegno della Nuova Zelanda, degli Stati Uniti, della Colombia, del Chile a nome degli stati del Sud America, l'Olanda, l'Argentina e pochi altri si sono espressi a favore della risoluzione.

Gli sforzi, sfortunatamente, sono stati vani a causa della mancanza del sostegno dei paesi non europei (Sud Africa, a nome del Gruppo Africano, Cina, Egitto, Nigeria, Marocco, Arabia Saudita, Tunisia, Botwana, Iran, Algeria e Syria), ma la buona notizia è che gli States, questa volta, si sono schierati dalla parte giusta.

 
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