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Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciata
di Paul Mazza
Giovedì 21 Maggio 2009

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Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciata
Dopo 27 anni di vita (e tre fallimenti) chiude lo storico magazine gay italiano. Chi l'ha ucciso, mancanza di sponsor o un'analisi sbagliata del mercato gay italiano? Ecco i motivi di un insuccesso.

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Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciataEra una voce che circolava da tempo: Babilonia chiuderà. Oggi la conferma: lo storico magazine gay italiano, l'unico ad essere venduto in edicola, non uscirà più. Il suo trasformarsi, all'inizio di quest'anno, in bimestrale anziché mensile, già fu un campanello d'allarme. E' lo stesso direttore Lucia Contin ad annunciarlo con una lettera: "In tutti questi anni c'è sempre stata la speranza di riuscire ad ottenere qualche segnale positivo da parte degli inserzionisti, senza i quali, purtroppo, il giornale non può avere una sua indipendenza economica. Dopo oltre quattro anni di autofinanziamento l'editore ha posto un fermo". E conclude: "Cercheremo, fin dove ne avremo la possibilità, di ritornare in edicola. Pensiamo di uscire prima di fine anno con un numero speciale che raccolga un anno di attività. Questo è quanto. Ci spiace moltissimo ma non abbiamo altra scelta. Non ci è noto se comunque Babilonia continuerà a vivere online."

La storia - La notizia di certo non sorprenderà gli addetti ai Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciatalavori. Molto probabilmente le nuove generazioni di gay non sono nemmeno a conoscenza dell'esistenza del magazine, i più "anziani" forse, con l'avvento dei vari free press (Clubbing, Pride, Lui), lo avevano dimenticato. Eppure quanta storia dietro a questo nome ispirato alla biblica città, capitale dell'antica Mesopotamia. Nata nel 1982 la rivista ha segnato e raccontato, mese dopo mese, ogni evoluzione del movimento e della cultura gay in Italia. In quegli anni il nostro paese non era certo avanti rispetto al resto d'Europa, ma prometteva bene e lasciava ben sperare. C'erano molti problemi da risolvere e traguardi ancora da raggiungere, ma - è proprio il caso di dirlo -  si stava meglio quando si stava peggio! L'Italia cattolica, ancora più bigotta e bacchettona di quanto non lo sia oggi, aveva un giornale gay, che come tale si proponeva, apertamente e dichiaratamente, senza nascondersi dietro ambigui titoli, venduto in edicola e ricco di contenuti e di cultura. Nel corso degli anni non erano mancati i problemi, l'avvicendarsi di varie direzioni al timone del giornale, un primo e un secondo fallimento e relative rinascite.

L'avventura di una editrice etero - Ci è sconosciuta la ragione Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciataper cui Lucia Contin, una signora etero, della quale non siamo a conoscenza di precedenti esperienze editoriali, un giorno decida di prendere in mano la defunta testata e di farla rivivere. A lei sicuramente il merito di aver creduto nella causa gay e avervi lottato e investito per diversi anni, ma probabilmente la sua esperienza dimostra di come anche il cosiddetto pubblico gay sia diventato esigente e di come i tempi siano cambiati. Non riuscire a "stare al passo" porta inevitabilmente al fallimento. Nella sua accorata lettera, la signora Contin lamenta la mancanza di sponsor, eppure in passato, quando era impensabile che un qualsiasi brand potesse investire in pubblicità su una rivista gay, Babilonia riusciva a sbarcare il lunario e a proseguire, mese dopo mese, la sua avventura.

L'ex direttore - Così infatti ci spiega Giovanni Dall'Orto, ex Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciatadirettore di Pride che un tempo fu anche alla guida della vecchia Babilonia: «Babilonia non è morta, è stata uccisa! La rivista aveva una sua collocazione e viveva per vendere informazioni ai lettori, hanno voluto trasformarla in un qualcosa che avrebbe dovuto vivere con gli sponsor. Ai tempi d'oro vendevamo nelle edicole cinquemila copie e, anche grazie alle vari iniziative collaterali - come la casa editrice, gli speciali foto ecc. - riuscivamo a pagare gli stipendi di otto, nove persone. Per farti pagare 5 € in edicola devi vendere dei contenuti di un certo tipo. Adesso si sta rivelando il contrario, paradossalmente hanno più contenuti i vari free press che riescono a sopravvivere senza l'introito dell'acquisto in edicola. Non si può fare un TETU (rivista gay francese, ndr) italiano senza avere un investitore grande che ti finanzia alle spalle. E poi lo stesso TETU, oltre a immagini, moda ecc ha anche moltissimi contenuti di qualità. Lo stesso vale per ZERO (rivista gay spagnola, ndr).»
«Mi dispiace tantissimo - prosegue Dall'Orto - è un pezzo della mia vita che se ne va, ma era già una morte annunciata, aveva superato già tre fallimenti. Probabilmente ci vuole l'umiltà di dire che si è sbagliato sull'analisi del mercato gay italiano. E forse una donna etero non è in grado di capire il mercato gay maschile. Nel mondo etero c'è un'idea radicata rispetto a quello che i gay vogliono che forse è sbagliata.»

La valutazione del pubblico gay - In Italia spesso capita che Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciataalcuni imprenditori, sia in campo editoriale, sia turistico, d'intrattenimento o di vario genere, cerchino di accostarsi al mercato gay in maniera talvolta un po' superficiale, pensando sia un campo facile dove si possa fare denaro e speculazioni seguendo alcuni stereotipi (peraltro spesso sbagliati). Molto probabilmente non è così. In campo editoriale, ad esempio, ci sono moltissime riviste non gay che hanno tutta una serie di contenuti tali da soddisfare anche questo tipo di utenza. Giocare a fare i gay senza il massimo del professionismo ormai non funziona più. Il movimento è cresciuto, si sono fatti tanti passi avanti. Un bell'uomo seminudo in copertina oramai lo trovi su tutte le riviste di moda, o di fitness. Per parlare al mondo gay probabilmente queste armi non servono più, o meglio ancora servono, ma non devono e possono essere queste soltanto.

Gay.it - Chiude Babilonia: cronaca d'una morte annunciataE se rispetto agli altri paesi europei non abbiamo una legge sulle coppie di fatto e tante belle altre cose, adesso non abbiamo più nemmeno una rivista dichiaratamente gay in edicola. Però ci sono moltissime realtà che si approcciano al mercato gay, editoriali e non, che riscuotono successo e godono di ottima salute. Non vogliamo quindi abituarci all'idea di essere sempre inferiori e facciamo gli auguri a chi vorrà colmare questo vuoto editoriale. Alla signora Contin, se un giorno deciderà di ripartire, o a un nuovo editore che possa dare al nostro paese un giornale che ci faccia ogni mese morire dalla voglia di comprarlo e sfogliarlo, dove gli sponsor faranno a gara per accaparrarsi le pagine pubblicitarie. E soprattutto che le edicole lo tengano in bella vista, tra Panorama e Vogue, invece che nel reparto dedicato alle riviste porno. Auguri, auguri di cuore, a te futuro "direttore", come a noi tutti.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: chiusi-chianciano terme
Data: 6-06-2009 12:17

babilonia comunista????? ahahahahahahahahahah! fosse stata comunista forse sarebbe ancora in vita, era il tipico giornale da cula liberale milanese ! sembrava impaginata da dolce e gabbana ! capacità di critica di certe persone è praticamente zero!


Inviato da: Ospite
Data: 5-06-2009 22:03

finalmente uno che parla chiaro! e che sarà mai... pagare per un giornale frocio ? un ragazzo di 14-34 anni che cazzo se ne farà mai di giornali froci ? 10 anni fa quando i giornali vendevano moltissimo, io ne comperavo uno sui videogiochi per computer, la mia compagna di classe benestante figlia di farmacista e medico di base invece non riceveva nè la mancetta nè poteva comprarsi una sola rivista... adesso che paradossalmente le riviste per videogiochi, oltre alla rivista in sè, ti regala un videogioco gratis di qualità nessuno le compra e c'è crisi nell'editoria, e le riviste del settore da 10 si sono ridotte a 2... come mai ? ma è ovvio ! io con internet so tutto prima di doverlo leggere su una merda di rivista, e per il videogiochino del cazzo... io posso averli da casa mia in 5 secondi anche quelli non ancora usciti. Quindi manco a morire a comprarne una... devo fare un lungo viaggio ? mi porto il nintendo ds che oramai ti fa di tutto da giocare a insegnarti il giapponese, test di guida, ricette di cucina e altro. Ora perché cazzo dovrei comperarmi una fottuta rivista gay, tenendo presente che già 10 anni fa la gente disposta a spendere soldi per una rivista che non fosse un quotidiano era praticamente poca, e che ora si possono avere notizie molto più fresche e gratis con internet... e poi non parliamo delle free press... mi sembra proprio di stare a sentire quella logica: il tutto non funziona, ok amen, mettiamoci i soldi dello stato... (dei contribuenti !) per mantenerlo artificialmente in vita... così poi abbiamo un servizio inutile e non voluto e mal gestito da far invidia al terzo mondo e alla russia


Inviato da: robyal
Data: 31-05-2009 01:43

in effetti, non posso che esser d'accordo con pab38. al di là del fatto che, comunque, spiace che una voce, gay o meno, possa tacere - forse - per sempre, ricordo bene gli anni migliori, anche se non proprio d'oro, di Babilonia. La si attendeva con ansia, alle volte saltava il numero, però era quasi sempre molto interessante, ti faceva crescere e migliorare, e comunque univa la giusta frivolezza alla serietà. dopo parecchi anni, avevo provato ad acquistare alcuni numeri, ma che delusione! sembrava di sfogliare una rivista di moda, e di articoli intelligenti poco o nulla. in effetti, a quel punto, davvero meglio Vanity Fair, sia dal punto di vista informativo (rispetto all'ultima Babi è quasi da intellettuali) che da quello patinato. infine, dal punto di vista politico, mi si permetta una considerazione tutta personale: la parziale, ma notevole, virata a destra non credo le abbia giovato. ma, ripeto, è una considerazione personale, nulla di più.


Inviato da: Ospite
Data: 30-05-2009 11:38

babilonia troppo comunista? semmai il contrario. Avevo smesso di leggerla da tempo (se non quando per caso mi capitava tra le mani a casa di amici) perche' priva di QUALUNQUE riflessione reale e di analisi, reportage o recensione degna di questo nome. Una rivista priva di contenuti che non siano gossip, omaccioni nudi o poco piu' a che serve? Se avesse avuto dei contenuti veri, radicali e veramente differenzianti rispetto a vanity fair (che spesso pubblica anche articoli e reportage di qualita' traducendoli da riviste straniere) o a clubbing forse sarebbe ancora viva...


Inviato da: colotti giovanni
Data: 30-05-2009 10:20

chiude perchè c'è troppo comuismo nelle rivista. una mensile GAY deve essere trasversale e non distinguere i gay buoni(di sinistra) dai gay cattivi (di dx). i gay comunistisono un danno per la causa gay. colotti giovanni


Inviato da: vinceboot
Data: 26-05-2009 00:13

Il mio ricordo e le mie impressioni sono chiaramente personali; è divertente vedere come tu rispondi citando la generazione attuale di giovani gay che è già molto diversa dalla nostra. ma è soprattutto lontanissima dai loro "nonni" che leggevano Babilonia. Io già allora da diciottenne la trovai una rivista vecchia, superata, fintamente intellettuale, lontana dal mio modo di essere e tutto sommato per nulla gaia (direi anzi cupa e angosciante).E poi quello spazio riservato alle folli idee dei pedofili è una macchia per me troppo grande da dimenticare (anche se capisco che faccia comodo a tutti rimuovere certi scheletri dagli armadi).


Inviato da: Ospite
Data: 25-05-2009 23:00

Il fatto che una pubblicazione chiuda è sempre triste, ma a differenza di molti non sentirò la mancanza di quella strana rivista che vidi la prima volta a 16 anni in un'edicola di Firenze. Nella vetrinetta posteriore erano infatti poste tante copie arretrate di Babilonia e quella schiera di bei ragazzi dagli sguardi allusivi, mi provocò un dolce turbamento. Anni dopo comprai una volta la rivista (o forse era un arretrato imballato con qualche vhs porno in promozione) e rimasi sconvolto. Pochi lo ricordano, ma c'era una rubrica fissa sulla pedofilia! Ragazzi 15-20 anni fa' in una rivista gay c'era uno spazio in cui i pedofili difendevano l'amore verso i minori! Mi sentii profondamente schifato! Poi lessi un racconto che voleva essere un'operina post-pasoliniana: la storia di un quarantenne che dopo la sua bella nottata di sesso con un gay appena maggiorenne e molto ingenuo, si compiaceva, nel gettare via il suo numero di telefono subito dopo i saluti, di aver fatto illudere il giovane di aver trovato l'amore e non una squallida notte di sesso! Devo dire che l'immagine del mondo gay che ne usciva dalla rivista era drammatica...poi capii che era rivolta, non a un 18enne come me, ma a gay allora quarantenni che avevano vissuto una realtà molto diversa da quella che mi accingevo a vivere io. Da allora ho sempre evitato di imbattermi in quella rivista e quel mondo fatto di velate, infelicità, sensi di colpa, rimorsi e ricatti, che Babilonia descriveva così bene! Beh, io allora non ero un gay quarantenne ma avevo più o meno la tua età e non ricordo nulla di così drammatico. Sicuramente era una dimensione diversa da ora, senz'altro più intimista, dove tutto era meno esposto ma forse proprio per questo più intrigante e profondo. C'erano molte difficoltà e questo faceva si che ci si guardasse più dentro; si parlava anche di sentimenti e ,perchè no, di infelicità e paure. Ma credo che questo ci rendesse migliori, non peggiori; di certo non peggiori delle frociette odierne, che si sentono così "liberate" ma che sotto la maschera della "splendida" hanno abissi di vuoto e solitudine che sono incapaci di affrontare. E come reagiscono? Non con un pò di sana introspezione (ovviamente sto generalizzando, non è così per tutti) ma stordendosi con sesso compulsivo, droghe etc. Boh, forse il mondo un pò velato e crepuscolare della prima "Babilonia" ,a guardarlo adesso non era poi così male...


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