Genova Pride: il flop di Arisa e le spaccature interne
di Caterina Coppola
Giovedì 18 Giugno 2009
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Alla vigilia del corteo del 27, Azione Trans si dissocia "dai giochi politici che stanno putrefacendo il movimento". E il circolo lesbo Le Ninfe esce da Arcilesbica: "somiglia sempre più ad Arcigay". |
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 Quasi deserto il concerto di Arisa A pochi giorni dal Genova Pride, quello nazionale, quello che dovrebbe rappresentare tutta la comunità lgbtq italiana, l'impianto si sta lentamente sgretolando. Il comitato organizzatore perde pezzi e la disorganizzazione sembra avere la meglio anche sulla buona volontà dei volontari che lavorano alle iniziative. A partire dal concerto di Arisa, vincitrice dell'ultimo Sanremo Giovani, che, raccontano le cronache locali, è stato un vero e proprio flop. Avrebbe dovuto essere l'inaugurazione in grande stile del Pride Village, l'ospite di grande richiamo che ci si aspettava riempisse lo spazio del Porto Antico. E invece, all'inizio del concerto, una quarantina di minuti dopo l'orario previsto, davanti all'occhialuta cantante c'erano, forse, un centinaio dipersone e molte sedie vuote. L'area invece si è riempita quando è iniziata la musica da discoteca. Meglio di niente, per quella che qualcuno ha creduto somigliasse più a una sagra paesana che a un evento lgbt.
E pensare che, stando al comitato organizzatore, quello del Village è un esperimento, una sorta di prova tecnica di un evento che dovrebbe ripetersi ogni anno, al Porto Antico di Genova o in un'altra area, sulle orme del frequentatissimo Gay Village che anima le estati romane e di quello padovano che ha contato 60 mila presenze.
 Il circolo Le Ninfe esce da Arcilesbica e critica la gestione del Pride Ma la situazione non sarebbe poi così grave se tutti i problemi fossero organizzativi: un Pride nazionale non è certo un evento facile da preparare e gestire, anche se questo non è il primo che si fa.
Il fatto è che il comitato organizzatore e le associazioni che ne fanno parte, perdono vistosamente pezzi e la questione diventa politica. Prime a manifestare le loro critiche a questo Pride sono state le Ninfe-GenovaGaya, associazione lesbica cittadia che fino a qualche giorno fa era un circolo di Arcilesbica e adesso ha deciso di percorrere una strada autonoma. La ragione scatenante, in realtà, non è neanche la gestione del Pride, quanto questioni interne ad Arcilesbica.
"Ci sono stati alcuni problemi interni nei rapporti tra noi, la segreteria nazionale e la sua rappresentante a Genova - ci ha spiegato Rita Bellotti, componente del consiglio direttivo della nuova associazione -. Abbiamo subito delle scorrettezze, ci sono state attribuite colpe che non riconosciamo di avere. Abbiamo anche presentato un'istanza al collegio delle garanti che non è stata presa in considerazione. A fronte di una mancanza totale di comunicazione, è stata presa dalla segreteria nazionale una decisione unilaterale. Certo, anche il disaccordo sull'organizzazione e la gestione del Pride ha influito, a cominciare dal modo in cui è stato indetto".
Adesso Le Ninfe è un'associazione indipendente che si definisce orizzontale e non verticistica, in contrapposizione, invece, a chi verticistico lo è. "Arcilesbica somiglia sempre più ad Arcigay - ha aggiunto Rita -. L'ultima novità è la nomina della vicepresidente, ovvero la ex segrtaria nazionale. Peccato che la carica di vicepresidente non sia prevista dallo statuto. Noi vogliamo essere orizzontali e inclusive, anche nei confronti di chi ha idee diverse dalle nostre. Dall'altro lato, però vogliamo collaborare con tutti perché l'unità sugli obiettivi è fondamentale". E il Genova Pride? "E' nato male, convocato con qualche telefonata, senza confronto né dialettica. Non poteva che scatenare polemiche: se la scelta del Pride itinerante deve permettere a qualcuno di porsi come se fosse l'intero movimento lgbt o di appropriarsi dell'orgoglio di tutti, allora è sbagliato."
AzioneTrans esce dal Comitato Organizzatore: "Solo giochi politici"  A seguire Le Ninfe, arriva AzioneTrans che con un comunicato stampa diffuso oggi comunica la sua fuoriuscita dal comitato organizzatore. "Di fatto Azionetrans è figurata solo nell'elenco delle Associazioni organizzatrici - scrive la presidente Francesca Busdraghi - ma non ha mai avuto alcuna possibilità né di avere una sola risposta nella mailing list del Comitato Genovapride 2009, né tantomeno è mai stata chiamata in causa per la benché minima decisione in merito al Pride ed agli eventi correlati e lo stesso vale per tutti i comunicati diramati dal Comitato". Più avanti nel comunicato, i toni si fanno ancora più aspri e polemici: "Di fronte ad una totale mancanza di democrazia e di condivisione - si legge nella nota dell'associazione trans - chiediamo la immediata cancellazione di Azionetrans dalla mailing list del Comitato Direttivo Genovapride e contestualmente la rimozione dalla lista delle associazioni organizzatrici. Esprimiamo totale appoggio alle Ninfe e ne condividiamo la decisione di iniziare un percorso autonomo e scevro da giochi politici che stanno solo putrefacendo i resti del movimento lgbt Italiano".
Dal comitato organizzatore, non una parola su queste dafaillances, quasi non esistessero o non rappresentassero un problema politico, il segno che, forse, qualche errore è stato fatto. Per il 27 giugno, intanto, a Genova si aspettano da 150 a 200 mila persone. A Roma, lo scorso sabato, erano 250 mila. E non era il Pride nazionale. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
M@x Lagomarsino
Data:
20-07-2010 21:42
Ad un anno di distanza, ora GenovaGaya Le Ninfe Lgbtq genderFree (e chi più ne ha più ne metta!) ha una trentina di soci/e di cui una ventina vengono veramente a settimanali riunioni-fiume (ma anche due o tre alla settimana, perchè c'è il gruppo trans/transgender di auto-aiuto, c'è il Consiglio Direttivo con riunioni a volte insieme, a volte separate dalle riunioni "sociali") che spesso iniziano alle 18 per finire verso l'una di notte. Sì, sette ore! E di iniziative ne abbiamo fatte, a giudicare dalla home del sito ufficiale
genovagaya . it
Ora io vorrei sapere:
1. quante riunioni ha fatto Arcigay da quando il Pride è finito ben poche, e solo sulla carta - o per le carte, per scrivere che si son fatte (quanti soci vengono a riunione o presiedono solo i capi, i vertici )
2. Ostilia Mulas, che nel Genova Pride aveva la carica magniloquente di "rappresentante nazionale Arciesbica a Genova" è riuscita a fondare un circolo Arciesbica genovese sì o no NO (qualcuno mi dica che sbaglio - perchè non me ne sono accorto, finora)
3. come mai il circolo GenovaGaya Le Ninfe, dato per spacciato e irrilevante e non-autorevole e capace solo di arraffazzonare "aperitivi clandestini" (gergo rivouzionario che mi piace molto, visto che siamo stati diffamati e persegiutati - eravamo come i carbonari nel Risorgimento - solo che gli Austriaci non erano gli etero omofobi, ma indovinate un po' CHI ci ha dato addosso invece ) - come mai GenovaGaya Le Ninfe non è fallita miseramente, ma R/Esistiamo ancora, e ancora, e "non se ne vede l'ora che spariscano ma son sempre lì in quella topaia" - pardon - due grandi sale pubbliche di piazza Palermo
Ci siamo e non spariremo
Qualcun altro invece sembra esserci e invece nella realtà è sparito
M@x Lagomarsino, uno dei 7 Consiglieri "GenovaGaya Le Ninfe"
N.B. siamo talmente verticistici che per statuto non abbiamo la figura di Presidente
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| Inviato da:
Ospite
Data:
22-06-2009 21:38
[quote="giancarlone":3hjdvtl9]Il corteo del Roma Pride è stato bello, ma perché dire che c'erano 250.000 persone? L'ho guardato sfilare tutto ed è passato in una quarantina di minuti, soste e rallentamenti compresi. Diciamo 15.000-20.000 persone? 250.000 persone per transitare ci avrebbero messo alcune ore. A me sono sembrate tantissime e mi è sembrata una manifestazione ben riuscita. A Genova si vedrà quanti saremo. Ma dubito che saremo 150.000 - 200.000 persone, se si fosse 50.000 sarebbe un successo, non vi pare? Sui dissidi interni all'organizzazione del Pride: da quel che ho letto è stato annunciato da arci gay forzando la situazione, senza neppure consultare il direttivo di arci gay, figuriamoci se sono state sentite le altre associazioni. quando si parte col piede sbagliato, poi è difficile raddrizzare il timone.
Basta con i Pride!
Sembriamo solo FENOMENI DA BARACCONE!
Gli omosessuali non sono solo checche isteriche o trans con le tette di fuori che urlano e si dimenano come invasate!
Se vogliamo ottenere i diritti che ci competono è giunta ora di reclamarli con le cattive maniere visto che le buone non servono a niente!
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| Inviato da:
giancarlone
Data:
22-06-2009 18:35
Il corteo del Roma Pride è stato bello, ma perché dire che c'erano 250.000 persone? L'ho guardato sfilare tutto ed è passato in una quarantina di minuti, soste e rallentamenti compresi. Diciamo 15.000-20.000 persone? 250.000 persone per transitare ci avrebbero messo alcune ore. A me sono sembrate tantissime e mi è sembrata una manifestazione ben riuscita. A Genova si vedrà quanti saremo. Ma dubito che saremo 150.000 - 200.000 persone, se si fosse 50.000 sarebbe un successo, non vi pare? Sui dissidi interni all'organizzazione del Pride: da quel che ho letto è stato annunciato da arci gay forzando la situazione, senza neppure consultare il direttivo di arci gay, figuriamoci se sono state sentite le altre associazioni. quando si parte col piede sbagliato, poi è difficile raddrizzare il timone.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
20-06-2009 02:42
@stranita
[quote:144tu8t0]un circolo che grida allo scandalo solo ed unico, in un panorama così ben retificato e ampio come quello di Arcilesbica o Arcigay?
cara stranita, prima di tutto ti prego di non chiamarmi Rita Arcilesbica, grazie. Preferisco, se proprio vuoi, Rita iena. Mi sembri emilio fede quando storpia i cognomi degli esponenti di sinistra...
Ti spiego un paio di cose.
Il circolo è unico a gridar allo scandalo (in arcilesbica, perchè nel movimento forse le urla non le senti perchè hai i tappi nelle orecchie) perchè siamo, ops pardon, eravamo, l'unica minoranza rimasta in arcilesbica. Il dissenso in arcilesbica, non è, come dire... non è riuscito a esprimersi (e, come tutti immagineranno, è stato solo per colpa sua) e se ne è andato tutto, il nostro caso sembra unico solo perchè siamo l'unico circolo ad essersene andato per intero e facciamo forse più notizia di tutte quelle persone, singole ma tante che hanno deciso di andarsene nei mesi scorsi.
Ti credo sulla parola quando dici che non fai parte nè di arcilesbica nè di arcigay (in realtà non ti credo perchè hai il clichè nello stile ma faccio finta di crederti) e ti dico che fino a novembre 2008 le assemblee di arcilesbica erano vive e piene di dibattiti e ragionamenti, ora sono solo noiose: tutto viene approvato subito all'unanimità con rare eccezioni di magari un'astenuta o un voto o due contrari su 20 una volta ogni tanto almeno da tre assemblee nazionali. La minoranza ha preferito altri lidi. Noi siamo solo la punta dell'iceberg.
Vedo che ti produci in un tripudio di giudizi universali che condannano il nemico (io) e colorite descrizioni agiografiche dei salvatori dell'umanità (arcigay e arcilesbica) che mi suonano molto famigliari. Sopporto questo stile da qualche mese... dici che fai politica da sempre: ma quale politica? Sinceramente io, ma sono ignorante, non sento maturità politica in quello che dici nè soprattutto in come lo dici. Usi i soliti luoghi comuni e le solite tecniche infantili di rovesciamento dei termini e di denigrzione del nemico. Perchè ti assicuro che il tuo post è quello di chi guarda una situazione dall'alto al basso e parla con un nemico, non con un interlocutore.... sembri una iena, per usare i tuoi termini.
Dici che me la sono presa con Julia (e tra l'altro inventi parole che non ho usato, ma non fa nulla neanche questo). A Julia ho detto di venire a conoscerci per vedere che non siamo quei mostri che dicono, quei mostri che tu stesso descrivi nel tuo post.
Il resto, mi spiace, sarà poco politicaly correct, ma ci sono occasioni in cui io amo parlar chiaro: non si può criticare una associazione di volntariato perchè non fa quello che vogliamo e poi non esserci mai a partecipare alla costruzione della stessa associazione che è fatta di persone, non di parole.
Potrei invece io sentirmi offesa dalle sue parole a proposito di "aperitivi clandestini" (ma che vuol dire? forse che non hanno il bollino blu genovapride?) e del suo denigrare qualcosa che non conosce.
Ma non mi offendo e anzi, invito ancora Julia a venire a conoscerci. Nessuno le ringhierà addosso nè la morderà. Potremo chiederci scusa di persona. Reciprocamente. O anche no, e berci soltanto qualcosa insieme ricominciando il discorso daccapo entrambe in altri termini.
Per quanto riguarda l'essere interlocutrici autorevoli... noi non ci poniamo il problema, ci limitiamo ad agire secondo coscienza e secondo quello che crediamo giusto dire e fare.
Non preoccuparti, dormi tranquillo, la nostra autorevolezza non è un tuo problema.
Voglio fare il conto di fulmini divini (complmenti, hai usato tutti i tipi di illazione negativa, dalla psichiatria alla destra populista, sette più!) vs. agiografia perchè il tuo post merita. Non aggungo commenti perchè le citazioni si commentano da sole. E poi la iena sono io. Fai, fai pratica politica... si imparano queste cose? Sono contenta di non essere alla tua altezza.
io/Ninfe:
-Rita che sbrana, a morsi di autoglorificazione
-titanico vittimismo
-colpi d’accetta
-cambiare il nome de “Le ninfe” nel più appropriato “Le iene”
-facile attacco al grido di “verticisti verticisti
-una visione delle cose pericolosamente berlusconiana
-un circolo che grida allo scandalo solo ed unico
-cronachette locali
-Ma sono spaccature o schegge
-toni aggressivi, vittimisti e titanici
-proclami e declami nei tuoi scritti
-gettare fango
-I visionari
-manie di persecuzione
-la destra populistica
-si tratta solo di pulci, contro due giganti
-Il refugium peccatorum
arcigay/lesbica:
-un panorama così ben retificato e ampio come quello di Arcilesbica o Arcigay
-per quanto abbia a cuore le sorti di ogni Pride cittadino,
-stare addosso ad una città, per un mese intero e intenso, con il fiato sul collo delle istituzioni, con tantissime iniziative
-Corrono a liberarci, altro che tappare le bocche in nome di un populistico verticismo
-un’ottica più realistica
-Per quanto non faccia parte di Arcilesbica né di Arcigay, devo dire che ho stima del loro lavoro, a volte seguo le loro iniziative e ne condivido modi e intenti
-rappresentante dell’Arcilesbica capitolina, salire sul palco del Pride
-fa il suo discorso e incassa una vittoria
-due giganti, divenuti tali (arcigay/lesbica)
Hai un futuro nella letteratura comica. Grazie.
E soprattutto anonimi, vero?
Non ti disturbare a rispondermi oltre perchè parleresti da solo. Ho smesso di perdere il mio tempo con arcigay/lesbica.
RitaB.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
20-06-2009 02:40
[quote:3rkzslrl]un circolo che grida allo scandalo solo ed unico, in un panorama così ben retificato e ampio come quello di Arcilesbica o Arcigay?
cara stranita, prima di tutto ti prego di non chiamarmi Rita Arcilesbica, grazie. Preferisco, se proprio vuoi, Rita iena. Mi sembri emilio fede quando storpia i cognomi degli esponenti di sinistra...
Ti spiego un paio di cose.
Il circolo è unico a gridar allo scandalo (in arcilesbica, perchè nel movimento forse le urla non le senti perchè hai i tappi nelle orecchie) perchè siamo, ops pardon, eravamo, l'unica minoranza rimasta in arcilesbica. Il dissenso in arcilesbica, non è, come dire... non è riuscito a esprimersi (e, come tutti immagineranno, è stato solo per colpa sua) e se ne è andato tutto, il nostro caso sembra unico solo perchè siamo l'unico circolo ad essersene andato per intero e facciamo forse più notizia di tutte quelle persone, singole ma tante che hanno deciso di andarsene nei mesi scorsi.
Ti credo sulla parola quando dici che non fai parte nè di arcilesbica nè di arcigay (in realtà non ti credo perchè hai il clichè nello stile ma faccio finta di crederti) e ti dico che fino a novembre 2008 le assemblee di arcilesbica erano vive e piene di dibattiti e ragionamenti, ora sono solo noiose: tutto viene approvato subito all'unanimità con rare eccezioni di magari un'astenuta o un voto o due contrari su 20 una volta ogni tanto almeno da tre assemblee nazionali. La minoranza ha preferito altri lidi. Noi siamo solo la punta dell'iceberg.
Vedo che ti produci in un tripudio di giudizi universali che condannano il nemico (io) e colorite descrizioni agiografiche dei salvatori dell'umanità (arcigay e arcilesbica) che mi suonano molto famigliari. Sopporto questo stile da qualche mese... dici che fai politica da sempre: ma quale politica? Sinceramente io, ma sono ignorante, non sento maturità politica in quello che dici nè soprattutto in come lo dici. Usi i soliti luoghi comuni e le solite tecniche infantili di rovesciamento dei termini e di denigrzione del nemico. Perchè ti assicuro che il tuo post è quello di chi guarda una situazione dall'alto al basso e parla con un nemico, non con un interlocutore.... sembri una iena, per usare i tuoi termini.
Dici che me la sono presa con Julia (e tra l'altro inventi parole che non ho usato, ma non fa nulla neanche questo). A Julia ho detto di venire a conoscerci per vedere che non siamo quei mostri che dicono, quei mostri che tu stesso descrivi nel tuo post.
Il resto, mi spiace, sarà poco politicaly correct, ma ci sono occasioni in cui io amo parlar chiaro: non si può criticare una associazione di volntariato perchè non fa quello che vogliamo e poi non esserci mai a partecipare alla costruzione della stessa associazione che è fatta di persone, non di parole.
Potrei invece io sentirmi offesa dalle sue parole a proposito di "aperitivi clandestini" (ma che vuol dire? forse che non hanno il bollino blu genovapride?) e del suo denigrare qualcosa che non conosce.
Ma non mi offendo e anzi, invito ancora Julia a venire a conoscerci. Nessuno le ringhierà addosso nè la morderà. Potremo chiederci scusa di persona. Reciprocamente. O anche no, e berci soltanto qualcosa insieme ricominciando il discorso daccapo entrambe in altri termini.
Per quanto riguarda l'essere interlocutrici autorevoli... noi non ci poniamo il problema, ci limitiamo ad agire secondo coscienza e secondo quello che crediamo giusto dire e fare.
Non preoccuparti, dormi tranquillo, la nostra autorevolezza non è un tuo problema.
Voglio fare il conto di fulmini divini (complmenti, hai usato tutti i tipi di illazione negativa, dalla psichiatria alla destra populista, sette più!) vs. agiografia perchè il tuo post merita. Non aggungo commenti perchè le citazioni si commentano da sole. E poi la iena sono io. Fai, fai pratica politica... si imparano queste cose? Sono contenta di non essere alla tua altezza.
io/Ninfe:
-Rita che sbrana, a morsi di autoglorificazione
-titanico vittimismo
-colpi d’accetta
-cambiare il nome de “Le ninfe” nel più appropriato “Le iene”
-facile attacco al grido di “verticisti verticisti
-una visione delle cose pericolosamente berlusconiana
-un circolo che grida allo scandalo solo ed unico
-cronachette locali
-Ma sono spaccature o schegge
-toni aggressivi, vittimisti e titanici
-proclami e declami nei tuoi scritti
-gettare fango
-I visionari
-manie di persecuzione
-la destra populistica
-si tratta solo di pulci, contro due giganti
-Il refugium peccatorum
arcigay/lesbica:
-un panorama così ben retificato e ampio come quello di Arcilesbica o Arcigay
-per quanto abbia a cuore le sorti di ogni Pride cittadino,
-stare addosso ad una città, per un mese intero e intenso, con il fiato sul collo delle istituzioni, con tantissime iniziative
-Corrono a liberarci, altro che tappare le bocche in nome di un populistico verticismo
-un’ottica più realistica
-Per quanto non faccia parte di Arcilesbica né di Arcigay, devo dire che ho stima del loro lavoro, a volte seguo le loro iniziative e ne condivido modi e intenti
-rappresentante dell’Arcilesbica capitolina, salire sul palco del Pride
-fa il suo discorso e incassa una vittoria
-due giganti, divenuti tali (arcigay/lesbica)
Hai un futuro nella letteratura comica. Grazie.
E soprattutto anonimi, vero?
Non ti disturbare a rispondermi oltre perchè parleresti da solo. Ho smesso di perdere il mio tempo con arcigay/lesbica.
RitaB.
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| Inviato da:
stranìta
Data:
19-06-2009 23:27
Sono lesbica, amo la politica, la pratico da sempre. Non faccio parte di Arcilesbica né di Arcigay, sebbene abbia grossa stima delle due associazioni.
Quello che leggo è una molto poco gentile Rita che sbrana, a morsi di autoglorificazione, e titanico vittimismo (come tutti i vittimismi), il parere di una tale Julia che ha una sola colpa: quella di pensarla diversamente dalle ultime firme di questo forum. Leggo su un sito gay aspri colpi d’accetta contro un movimento che si vuole spaccare a tutti i costi.
Sei sicura, Rita, di non volere cambiare il nome de “Le ninfe” nel più appropriato “Le iene”? Credi davvero di avere autorevolezza politica rispondendo a Julia qualcosa del tipo “Io sul territorio ci sono, se non mi vedi c…tuoi! Brutta cieca!”. Mi dici poi che su Genova le lesbiche non ci sono attorno a te e vuoi che mi soprenda, magari anche?
La politica è affare assai complesso, per fortuna. Il facile attacco al grido di “verticisti verticisti!” potrebbe anche essere credibile se non fosse immediatamente smentito dai toni con cui si risponde, che suggeriscono una visione delle cose pericolosamente berlusconiana, per dirla fuori dai denti: populistica. Gridate allo scandalo Pride itinerante da un sito gay, a qualche giorno dal Pride. La domanda che una persona dotata di normale intelligenza si pone, leggendovi, è: ma quanta pratica politica ha un circolo che grida allo scandalo solo ed unico, in un panorama così ben retificato e ampio come quello di Arcilesbica o Arcigay?
Il Pride itinerante, personalmente, lo considero uno strumento indispensabile, in Italia, nella lotta per i diritti di gay e lesbiche. Quello che non riusciamo a vedere, forse, è la necessità di portare molti froci e tante lelle in ogni posto in cui sia possibile, non solo e non sempre nella Roma caput mundi, per quanto abbia a cuore le sorti di ogni Pride cittadino, da lesbica quale sono. Credi davvero, Rita Arcilesbica, che stare addosso ad una città, per un mese intero e intenso, con il fiato sul collo delle istituzioni, con tantissime iniziative (i cui flop lascerei alle cronachette locali, se davvero tali sono stati, non li citerei certo du un sito gaio!) serva a poco o nulla?Credi che non vi sia nessun legame tra la mancanza di tutto questo e l’assenza di lesbiche che ti aiutino, te e le Ninfe, a intessere una tessuto comunitario, nella tua città?
Corrono a liberarci, altro che tappare le bocche in nome di un populistico verticismo, questo dovresti pensare.
Il refugium peccatorum è sempre lo stesso: mica in nome dell’unità possiamo tacere le incredibili spaccature interne! Ma sono spaccature o schegge? Non dovremmo forse ridimensionare il tutto in un’ottica più realistica?
Per quanto non faccia parte di Arcilesbica né di Arcigay, devo dire che ho stima del loro lavoro, a volte seguo le loro iniziative e ne condivido modi e intenti. I tuoi toni aggressivi, vittimisti e titanici al contempo, la raccontano lunga sulle tue modalità di concepire la comunità LGBT, l’organizzazione sua interna, l’idea di orizzontalità che proclami e declami nei tuoi scritti.
Non credo affatto sia una mossa intelligente quella di gettare fango su due associazioni di statura storica di un certo peso, nel movimento LGBT e di spessore politico, nonché organizzativo e di rete, a qualche giorno dal Pride nazionale.
A che scopo mettere steccati tra le cose, quando ho letto che un circolo grosso della capitale, come il Mieli, presenzierà a Genova di tutto accordo?
Sul sito di Radio Radicale, giorni fa, ho visto la rappresentante dell’Arcilesbica capitolina, salire sul palco del Pride e lanciare le sue invettive, con gli altri, contro un’italietta moralista e bacchettona. Dove sono le spaccature e i verticismi se Arcilesbica Roma, in tutta tranquillità, presenzia con forma ufficiale al Pride cittadino, fa il suo discorso e incassa una vittoria?
I visionari, una volta li si voleva al potere, oggi forse è tempo di realismo, e dovrebbero tornare nelle loro manie di persecuzione, se non nella loro collocazione storica ben definitasi: la destra populistica. O forse si tratta solo di pulci, contro due giganti, divenuti tali, per quello che leggo e ho letto in questi anni, perché da sempre hanno interpretato, con accoglienza mi sembra, senza fucili, il disagio lesbico e gaio, altro che “Le Ninfe c’erano e tu eri invisibile per noi”, riferito alla povera Julia, cui va tutto la mia solidarietà on line. Impara l’arte (della politica) e mettila da parte, per tempi in cui smetterai di essere pulce nell’orecchio e diverrai interlocutore autorevole sul territorio.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
19-06-2009 22:45
si continua a discutere pride roma o pride itinerante. Soliti banali discorsi. Perchè non si discute di cosa dovrebbe esser un pride. Un rave party? Immaginiamo di fare un pride serio, di protesta, con carri dedicati alla lotta dei diritti etc. Anche colorato ma serio. Quanta gente verrebbe? Allora roma o altrove serve solo per far andar gente ai village, alle mucche etc.
Cosa è servito il pride nazionale romano del 2007? A far eleggere berlusconi e la Carfagna e Alemanno?
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