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Genova: in città è Gay Pride. Malore nel corteo
di Stefano Bolognini e Daniele Nardini
Sabato 27 Giugno 2009

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Fai Notizia

Gay.it - Genova: in città è Gay Pride. Malore nel corteo
40 mila persone per la Questura e più di 200 mila per il Comitato organizzatore. Un'ambulanza rianima una transessuale. Fischiato il presidente di Arcigay durante il suo discorso finale.

Gay.it - Genova: in città è Gay Pride. Malore nel corteoDal comitato organizzatore si dicono entusiasti, tanto che il portavoce del Genova Pride Alberto Villa e il presidente di Arcigay si spingono a dichiarare: "Siamo oltre 200 mila". Per la questura siamo solo 40 mila obiettiamo. "Sicuramente non sono qui in corteo", conclude Villa. Al di là delle cifre la timida Genova sembra aver vinto il suo pudore e per le strade, alla fine, sono scesi i cittadini più restii.

Le difficoltà - Questo Genova Pride non ha certo avuto vita facile Gay.it - Genova: in città è Gay Pride. Malore nel corteonei nove mesi di attività che hanno preceduto la marcia dell'orgoglio gay, con pochi mezzi e sfiancato da polemiche quasi quotidiane: quella con il cardinale Angelo Bagnasco per lo spostamento di data della manifestazione che in un primo momento era in contemporanea con la manifestazione del Corpus Domini; quella per la prossimità di un asilo alla sede offerta dal comune ad Arcigay Genova; quella sul logo che raffigura la lanterna, simbolo della città che la destra non avrebbe voluto e che gruppi lesbici trovavano addirittura fallocentrico.

La gente "normale" - Le scene sono quelle di un normale Gay Gay.it - Genova: in città è Gay Pride. Malore nel corteoPride: bandiere, associazioni, slogan, coppie, famiglie con bambini, carri musicali... Per metri camminiamo circondati da eterosessuali, sono migliaia. Tre donne ultrassessantenni genovesi osservano il corteo divertite e commentano «Chi ce l'ha con voi dovrebbe finirla, non ci sono parole, devono garantirvi diritti». Al coro si unisce la mamma di un omosessuale di Piacenza. È sorpresa: «È il mio primo Pride, quante persone normali!» mentre il figlio ventenne ci sussurra «E' strano fare un Gay Pride con mamma. Faccio finta di non guardare i ragazzi, solo che è impossibile non vederli». Una coppia di orsetti veste la maglietta «Voglio sposare lui».

La Sinistra - L'entusiasmo di sicuro non manca. Gli Gay.it - Genova: in città è Gay Pride. Malore nel corteoeterosessuali sono in piazza a migliaia e dal corteo si alza la vice di Don Gallo, prete degli ultimi cacciato dalle gerarchie, chiede amore e rispetto per tutti i diversi. All'allegria della folla fa da contraltae l'estrema timidezza dell'universo politico: nessun leader nazionale di partito è presente alla manifestazione. C'è Marta Vincenzi, sindaco della città, ma è senza fascia tricolore ed è qui a titolo personale. Alla spicciolata compaiono gli altri membri una delegazione del Partito democratico: C'è Roberta Pinotti, Annamaria Parente e Jean Leonard Touadi e l'onorevole lesbica Anna Paola Concia. Ci sono i neoeletti esponenti locali, i bolognesi Sergio Lo Giudice, ex presidente di Arcigay e il giovanissimo Matteo Cavalieri. Non manca la delegazione dei Radicali.

La Destra - C'è anche un po' di Pdl, con Benedetto della Vedova, onorevole radicale di centro-destra che chiacchiera con i giornalisti: «E' necessario rilanciare i DiDoRé». Il Pride incassa anche una importante apertura dal ministro della Difesa Ignazio La Russa che si dice favorevole a tutele individuali per gli omosessuali.

Un malore nel corteo - Una transessuale che era sul carro della Comunità di San Benedetto è stata rianimata dagli operatori del 118. La 54enne è stata ricoverata al Galliera in codice rosso per arresto cardiaco e intubata. Ora le sue condizioni sembrano essere migliorate Un fotografo ha rischiato il linciaggio avvicinandosi troppo al carro. Il corteo è ripartito dopo circa 30 minuti di sosta.

Aggiornamento (di Daniele Nardini)
I fischi - In serata è giunta notizia anche di una contestazione ad Aurelio Mancuso. Quando il presidente di Arcigay ha preso la parola dal palco per il discorso conclusivo, alcune persone nella folla hanno iniziato a fischiare.

L'appello - Vladimir Luxuria ha poi letto integralmente il testo dell'appello al presidente della Repubblica per conferire una medaglia al valore civile a Maria Luisa, la studentessa napoletana che ha rischiato la vita in difesa di un amico gay. L'iniziativa di Gay.it, Certi Diritti, I-Ken Onlus e Arcigay Napoli sta avendo un ottimo successo. Questa mattina alle centinaia di adesioni si è aggiunta anche quella di Luciana Littizzetto.

Genova ha avuto il suo Pride, si è immersa nella visibilità, ha fatto i conti con la comunità gay ed il bilancio sembra piuttosto positivo.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Luca72
Data: 2-07-2009 01:33

oi luca72 scusa ma ho fatto del casino con i quote, mi riferivo a un intervento di la stampa "Arcigay invia i comunicati alle agenzie di stampa? Dubito, ha altri interessa da cucare." per questo ero rimasto un po' basito certo che lo so che una campagna stampa e un ufficio stampa come dio comanda non si limita a mandare un comunicato in email, magari bastasse, gli interventi da fare sono molti e si diramano su vari piani, insomma è ovviamente più complesso e laborioso che elaborare un semplice comunicato e per fare questo c'è bisogno di persone dedicate e che lo sappiano fare, non c'è dubbio per quel che riguarda il cassero, magari informati da persone diverse, fa molte altre cose oltre che le feste serali che ovviamente portano un introito economico rilevante in arcigay la discussione sulla comunicazione è avviata da tempo, al cassero c'è un ufficio stampa, arcigay nazionale ha un suo ufficio stampa, il pride di bologna ne aveva uno, poi che abbiano lavorato bene o male ognuno lo giudica da sè, però di fatto siamo molto oltre l'età della pietra che ipotizzi cmq, al di là di ufficio stampa o no, una manifestazione come quella di genova meritava molta più copertura, e il fatto che non ci sia stata fa venire il sospetto (per me la certezza) che non c'è ufficio stampa o strategia di comunicazione che tenga, se non ti vogliono pubblicare non lo fanno e riga poi, rispetto ad arcigay, molte delle critiche che fai possono anche essere condivisibili, però non valgono nulla se prima non provi a conoscere le cose e poi provi a cambiarle, se davvero ti interessa è facile starsene al balcone col ditino puntato, arcigay è una associazione e chiunque può contribuire a migliorarla e a cambiarla, basta volerlo baci cmq Fla, niente di personale, in fondo abbiamo entrambi a cuore la stessa situazione. E' difficile spiegarlo qui, ma ci provo: nella mia città c'erano due sorelle famose con un nome un pò tedesco che avevano l'appalto come ufficio stampa del Comune. Vivevano di rendita, mandavano comunicati, li facevano pubblicare. Ora sono in rovina. Oggi come oggi devi davvero INVENTARTI modi nuovi di fare notizia: almeno 10 mesi prima dell'evento, *costruire* la notiziabilità dell'evento. Io non faccio ufficio stampa, non mi sto proponendo. Ma vedo la differenza tra le due sorelle in questione e gente come Glebb & Metzger, che se è l'ufficio stampa di colossi come Ferrero & Bacardi ci sarà un motivo (per chiarire: non lavoro per loro). Costano 100.000 euro l'anno almeno? E' allora? Stiamo dicendo che tra Cassero, Arci Gay nazionale, e circoli locali non si tirano su 100.000 euro per una campagna di comunicazione? Oppure SEC & Associati. Se è la seconda agenzia di lobby in Italia ci sarà una ragione... Insomma, io quando ho bisogno chiamo gente del genere, magari tratto sul prezzo, ma...il movimento ha bisogno di professionisti, non si vincono battaglie complesse come queste, con le istituzioni e il Vaticano contro, con un ufficio stampa interno di volenterosi come quello che mi ha detto che esiste. Ti do un altro modello: www.marciamondiale.org<
/a>, fatti un giro sul sito, qui parlo a ragion veduta perchè parte delle strategie di comunicazione Italia le curo io (gratis anche in questo caso): come fare ad uscire dalla dimensione "interna" e volontaristica? Hanno parlato chiaro ed hanno coinvolto almeno 20 (dico: VENTI) realtà esterne tra uffici stampa e comunicazione strategica, ognuno da una fetta del proprio tempo, tutti insieme abbiamo ottenuto il consenso che vedi sul sito (dai un'occhiata alle adesioni!) in DODICI MESI. Quanti anni è che il movimento si lamenta e poco altro? Dimmi tu che sai... Scusa l'amarezza, non ce l'ho con te, ma sono disilluso assai. Ho la netta sensazione che a chi controlla queste dinamiche *non interessi* mettersi in gioco seriamente. E sai perchè? Perchè sennò sarebbe qui a discuterne con noi. Un abbraccio Luca


Inviato da: flavioferrara (Emilia Romagna)
Data: 1-07-2009 12:28
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oi luca72 scusa ma ho fatto del casino con i quote, mi riferivo a un intervento di la stampa "Arcigay invia i comunicati alle agenzie di stampa? Dubito, ha altri interessa da cucare." per questo ero rimasto un po' basito certo che lo so che una campagna stampa e un ufficio stampa come dio comanda non si limita a mandare un comunicato in email, magari bastasse, gli interventi da fare sono molti e si diramano su vari piani, insomma è ovviamente più complesso e laborioso che elaborare un semplice comunicato e per fare questo c'è bisogno di persone dedicate e che lo sappiano fare, non c'è dubbio per quel che riguarda il cassero, magari informati da persone diverse, fa molte altre cose oltre che le feste serali che ovviamente portano un introito economico rilevante in arcigay la discussione sulla comunicazione è avviata da tempo, al cassero c'è un ufficio stampa, arcigay nazionale ha un suo ufficio stampa, il pride di bologna ne aveva uno, poi che abbiano lavorato bene o male ognuno lo giudica da sè, però di fatto siamo molto oltre l'età della pietra che ipotizzi cmq, al di là di ufficio stampa o no, una manifestazione come quella di genova meritava molta più copertura, e il fatto che non ci sia stata fa venire il sospetto (per me la certezza) che non c'è ufficio stampa o strategia di comunicazione che tenga, se non ti vogliono pubblicare non lo fanno e riga poi, rispetto ad arcigay, molte delle critiche che fai possono anche essere condivisibili, però non valgono nulla se prima non provi a conoscere le cose e poi provi a cambiarle, se davvero ti interessa è facile starsene al balcone col ditino puntato, arcigay è una associazione e chiunque può contribuire a migliorarla e a cambiarla, basta volerlo baci cmq [quote="flavioferrara":hjn6bt
4i]luca72, ma davvero stai dicendo che arcigay non manda abbastanza comunicati stampa? mi sembra di sognare, ma dove vivi? ricevo regolarmente tutti i comunicati emessi da arcigay e ti assicuro che sono davvero tanti, su ogni cosa... poi che non vengano cagati dalle redazioni per ordini che vengono dall'alto è un altro discorso
Ciao Flavio, credimi, le cose non funzionano così, da tempo, ormai. E proprio le tue parole mi evidenziano che il problema è davvero grave. Se qui pensiamo che basti mandare un comunicato stampa per ottenere attenzione dai media siamo davvero al paleolitico. Fare comunicazione, da almeno 10 anni, è tutt'altra cosa, significa "costruire" la notiziabilità di un evento, veicolandolo su diverse tipologie di media, rendere allettante quello che succede, gestire e governare la polemica, significa tutta una serie di cose che vanno ben oltre la confezione di un buon comunicato stampa (una redazione ne riceve un migliaio al giorno, di comunicati stampa, perchè dovrebbe considerare proprio quello del Pride?) e che non possono essere approfonditi in questo thread. Bisognerebbe ad esempio che ArciGay nazionale (riferimento politico) e perchè no il Cassero, che ultimamente più che un circolo è diventato - mi dicono dalle parti di Bologna - una bella fonte di guadagno, e chiunque altro ne abbia interesse, si attivassero con un gruppo di lavoro sulla comunicazione. Ma qui siamo all'età della pietra, l'ArciGay è buona solo a lamentarsi e vive di rendita di quello. Ti faccio un esempio pratico: Daniele Tigli, giornalista radiofonico Romagnolo, un trend-setter nel settore comunicazione, ha chiamato l'Arci Gay all'epoca del Pride di Bologna, mesi prima, mettendosi a disposizione gratis (sottolineo: GRATIS) per elaborare un pò di strategie di comunicazione che andassero appunto al di la di un comunicato stampa. Non perchè sia gay o altro (non lo so, fatti suoi comunque) ma perchè da addetto ai lavori voleva aiutare, mettersi a disposizione di un movimento che si batte realmente per la parità di diritti. Ti pare che qualcuno l'abbia richiamato o coinvolto? Dio ce ne scampi, accendere il cervello ed innovare un pò è troppa fatica per chi governa l'ArciGay, l'unica cosa che pare siano buoni a fare e sbraitare dal palco. Salvo poi lamentarsi se i media non ci considerano. A ciò aggiungiamo lo storico lassismo dei media, che ho evidenziato nel primo post: non saranno 100.000 persone, per rispondere a qualcuno, solo 60.000? Ma di cosa stiamo parlando?? 60.000 persone in piazza SONO una notizia a prescindere dal motivo per il quale ci vanno, non diciamo fesserie. Ma ovviamente: perchè un giornale deve andare contro il potere costituito e raccontare una notizia che da fastidio, se per giunta coloro che sono i destinatari, gli interessati primari, se ne fregano, non fanno lobby, non strutturano strategie, e si limitano a mandare qualche comunicato stampa con l'arroganza e la stupidità di pretendere che il solo invio valga la pubblicazione? Le due cose (lassismo dei media e lassismo delle associazioni gay) s'incrociano, ed il risultato è che il giorno dopo l'evento (sempre e comunque i TG danno conto di cosa è successo il giorno prima di eclatante) NESSUN TG ha raccontato nulla, ed a parte Repubblica i giornali hanno pressochè taciuto. Ci diamo una sveglia?? Bye, Luca


Inviato da: Ospite
Data: 30-06-2009 15:42

Il trans è morto.Arcigay deve muoversi per chiedere a Napoletano una medaglia alla memoria: purtotroppo invece i coglioni continuano a vivere ...comunque per la cronaca si dice LA trans


Inviato da: Ospite
Data: 30-06-2009 14:15

Il trans è morto.Arcigay deve muoversi per chiedere a Napoletano una medaglia alla memoria:


Inviato da: Luca72
Data: 30-06-2009 13:05

[quote="flavioferrara":2hllq37g]luca72, ma davvero stai dicendo che arcigay non manda abbastanza comunicati stampa? mi sembra di sognare, ma dove vivi? ricevo regolarmente tutti i comunicati emessi da arcigay e ti assicuro che sono davvero tanti, su ogni cosa... poi che non vengano cagati dalle redazioni per ordini che vengono dall'alto è un altro discorso Ciao Flavio, credimi, le cose non funzionano così, da tempo, ormai. E proprio le tue parole mi evidenziano che il problema è davvero grave. Se qui pensiamo che basti mandare un comunicato stampa per ottenere attenzione dai media siamo davvero al paleolitico. Fare comunicazione, da almeno 10 anni, è tutt'altra cosa, significa "costruire" la notiziabilità di un evento, veicolandolo su diverse tipologie di media, rendere allettante quello che succede, gestire e governare la polemica, significa tutta una serie di cose che vanno ben oltre la confezione di un buon comunicato stampa (una redazione ne riceve un migliaio al giorno, di comunicati stampa, perchè dovrebbe considerare proprio quello del Pride?) e che non possono essere approfonditi in questo thread. Bisognerebbe ad esempio che ArciGay nazionale (riferimento politico) e perchè no il Cassero, che ultimamente più che un circolo è diventato - mi dicono dalle parti di Bologna - una bella fonte di guadagno, e chiunque altro ne abbia interesse, si attivassero con un gruppo di lavoro sulla comunicazione. Ma qui siamo all'età della pietra, l'ArciGay è buona solo a lamentarsi e vive di rendita di quello. Ti faccio un esempio pratico: Daniele Tigli, giornalista radiofonico Romagnolo, un trend-setter nel settore comunicazione, ha chiamato l'Arci Gay all'epoca del Pride di Bologna, mesi prima, mettendosi a disposizione gratis (sottolineo: GRATIS) per elaborare un pò di strategie di comunicazione che andassero appunto al di la di un comunicato stampa. Non perchè sia gay o altro (non lo so, fatti suoi comunque) ma perchè da addetto ai lavori voleva aiutare, mettersi a disposizione di un movimento che si batte realmente per la parità di diritti. Ti pare che qualcuno l'abbia richiamato o coinvolto? Dio ce ne scampi, accendere il cervello ed innovare un pò è troppa fatica per chi governa l'ArciGay, l'unica cosa che pare siano buoni a fare e sbraitare dal palco. Salvo poi lamentarsi se i media non ci considerano. A ciò aggiungiamo lo storico lassismo dei media, che ho evidenziato nel primo post: non saranno 100.000 persone, per rispondere a qualcuno, solo 60.000? Ma di cosa stiamo parlando?? 60.000 persone in piazza SONO una notizia a prescindere dal motivo per il quale ci vanno, non diciamo fesserie. Ma ovviamente: perchè un giornale deve andare contro il potere costituito e raccontare una notizia che da fastidio, se per giunta coloro che sono i destinatari, gli interessati primari, se ne fregano, non fanno lobby, non strutturano strategie, e si limitano a mandare qualche comunicato stampa con l'arroganza e la stupidità di pretendere che il solo invio valga la pubblicazione? Le due cose (lassismo dei media e lassismo delle associazioni gay) s'incrociano, ed il risultato è che il giorno dopo l'evento (sempre e comunque i TG danno conto di cosa è successo il giorno prima di eclatante) NESSUN TG ha raccontato nulla, ed a parte Repubblica i giornali hanno pressochè taciuto. Ci diamo una sveglia?? Bye, Luca


Inviato da: Ospite
Data: 29-06-2009 20:32

atterrito..iniaziamo a metterci assime e vedrai che la gente si abituerà. Facciamo questo sforzo.. :mrgreen: .in modo che altri omosessuali seguano il nostro esempio e rompano questo circolo vizioso pensando che il solo pride possa ( che fra l'altro sfila una volta l'anno ) contribuire a dare visibilità tutto l'anno a noi omosessuali. Noi abbiamo bisogno di sfilare tutto l'anno..perchè siamo presenti e facciamo da sempre parte della società. Ci negano gli stessi uomini che di nascosto ci cercano e farebbero pazzie per noi. Mi riferisco a qualunque ceto sociale... Ce lo dimostra chi è visible e mi spiace che siano in pochi...e non permettono di far vedere quanto sia diversa l'omosessualtà fra di noi. Ammiro il coraggio di Platinette, luxuria e lo stesso grillini e altri. Sicuramente vivono meglio di noi...perchè la curiosità è iniziale e poi la gente si abitua. Sicramente, come era prevedibile...Platinette quando si è mostrata avrà subito qualunque attacco...lo stesso dicasi per gli altri. Finito l'abbaglio iniziale...adesso si concetrano sulla persona intelligente quale è. Non sono abituate le persone all'omosessualità.. e non ti deve stupire che ci siano queste reazioni stupide che vanno fermate all'origine...dando a chi mette i figli al mondo l'esempio del rispetto per la diversità. Non è che l'educazione e il rispetto inizia per strada... Fuori metti in pratica quel che hai imparato dentro casa. Rifaccio la stessa domanda agli esperti: "Come mai? non mi è venuta mai voglia nella mia vita di andare fuori per strada ad insultare qualcuno?"... Sicuarmente i miei genitori qualcosa di buono hanno fatto...fra i tantissimi difetti che ho da essere umano quale sono?! :wink: :mrgreen:


Inviato da: atterrito
Data: 29-06-2009 19:27

Ma avete visto su youtube i commenti orripilanti al gay pride? il tripudio dell’odio omofobico da parte di neonazi, ultrà e altra feccia di utenza ma possono offendere così, fare apologia di fascismo e istigazione all’ omicidio liberamente e senza conseguenze legali???? Qui ci vogliono almeno altri 100 anni di pride



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