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E arrivò la goffa censura di Mancuso

Lunedì 6 Luglio 2009

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Gay.it - E arrivò la goffa censura di Mancuso
Il gesto di censura da parte dell'associazione è un sintomo della gestione autoritaria del suo presidente. Ma la censura a volte fa paura. Arriverà al direttore di Clubbing un po' di solidarietà?

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Prescindete da me. Prescindete dalle cose che ho scritto, dalle cose che penso, dai modi in cui dirigo le mie aziende. Prendiamo per scontato che io sia un cazzaro, un mistificatore, un falsario, un ipocrita, un opportunista, e non uno lucido che ha visto un po' troppo il mondo per capire che in Italia c'è qualcosa che non funziona e va radicalmente cambiato. Prendiamo per scontato che le colpe di tutta questa vicenda non siano almeno 50 e 50, ma che sia io il male, e Aurelio Mancuso e quei pochi che ancora gli vanno dietro siano il bene. Il bene assoluto.

Prescindiamo da tutto e giudichiamo solo i fatti. C'è un imprenditore-giornalista che pensa e scrive delle cose. Le scrive sulla sua testata, insiste, poi la cosa dilaga e viene ripresa da altri media, tra cui un free-press gay che "osa" intervistarlo.

C'è una serata molto frequentata a Milano, organizzata dall'associazione principale di quella città. E' una domenica sera, e giustamente è luogo di distribuzione abituale del free-press. La gente che la frequenta sa che lì troverà tutte le riviste, tanto più che è organizzata da una associazione, che notoriamente non distingue (o non dovrebbe distinguere) fra figli e figliastri. Ma c'è una novità: al direttore del free-press viene rifiutata la distribuzione della rivista - non tanto la pubblicità, che ciascuno sceglie sempre legittimamente di acquistare dove meglio crede -, perchè in essa è contenuta una intervista al sottoscritto.

Dove è andata a finire la libertà di stampa e di espressione? La libertà di critica? Il ruolo di associazione super partes, che dovrebbe essere interessata a un dibattito vivo, sulle questioni in campo, e non chiudersi a riccio come una associazione di regime? Dov'è tutto questo?
Certo, è goffo. È goffo pensare che così si riesca a impedire ai propri associati ed ai frequentatori delle proprie serate la lettura di un pezzo troppo scomodo, perché critico nei confronti del presidente di quella associazione, non fosse altro perché per fortuna c'è il solito Internet a rimediare. Ma la censura è sempre goffa, da che mondo è mondo.

Quanto è successo è gravissimo. E non può essere classificato come "guerra tra poveri". Certo, è anche una guerra tra poveri nella misura in cui è un triste episodio di una querelle che va avanti da troppo tempo e non trova soluzione tra due parti che dovrebbero avere ben altri nemici. Ma, prima che essere una guerra tra poveri, è un triste episodio di censura che avrebbe fatto passare dalla parte del torto anche Madre Teresa di Calcutta. Segnale forte, aggiungo io, di una più generale cultura da regime in cui l'associazione sotto la guida autoritaria di Aurelio Mancuso si è imbevuta.

Quanto ci vorrà perché vengano messi appositi filtri nei personal computer di tutti i circoli Arcigay d'Italia, in modo tale che sia loro impedito l'accesso ai siti del network di Gay.it e a tutti quelli che riprendono o approfondiscono il nostro punto di vista?

A Felix Cossolo, direttore-editore di Clubbing, va, ovviamente, tutta la nostra solidarietà. La vicenda rende merito al suo rigore di giornalista: mi rifiuto di dire al suo coraggio, perchè sarebbe decisamente triste pensare che in Italia occorre essere coraggiosi per dare spazio giornalistico a chi, specie in tempi di crisi, osa criticare il presidente della principale associazione gay.

Ed a proposito di coraggio, quando arriverà la solidarietà dei giornalisti lgbt, degli altri free press e degli altri siti internet gay italiani a Felix Cossolo? O la censura fa così tanta paura?

Alessio De Giorgi
Direttore di Gay.it


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Manny
Data: 9-07-2009 20:21

Arcigay Milano gestisce la serata della domenica al borgo e decide, per responsabilità verso i partecipanti, che cosa distribuire. Il senso di "casa mia" è quello. La serata la organizza il CIG; non il borgo e quindi il cig decide cosa distribuire. I bilanci sono pubblici, i soldi bloccati in titoli di stato per evitare l'assalto alla diligenza alle prossime elezioni, tutti gli organi di garanzie e di controllo provinciali e nazionali pienamente funzionanti. Ma i dementi che scrivono che i soldi se li intasca qualcuno spendono troppo tempo in shopping... ma secondo voi il festival del cinema allo streler quanto costa e chi lo paga? i pride di milano dal 2001 in poi chi li ha organizzati e pagati per la maggior parte (palco, impianti, siae, bandiere) e le associaizoni che nel corso degli anni sono venute al cig per aver sostegni economici.... mai negato un soldo a nessuno. e la gente continua a sparlare. ma fate qualcosa piuttosto che le solite checche nullafacenti, critiche e invidiose. andate al concerto di madonna, visto che sapete fare solo quello...


Inviato da: pro-meteo
Data: 9-07-2009 18:15

Solidarieta' a Ferigo e sostegno a Mancuso:...tenete DURO!!!!!!!!!!!!


Inviato da: paolo epis
Data: 9-07-2009 16:07

Ma della serata del Borgo nessuno parla??? Di dove vanno a finire quelle centinaia di migliaia di euro di incassi??? Nelle case di Paolo Ferigo e soci??? Non doveva Arcigay Milano comprarsi una sede... e invece no, non ci sono soldi... Ma i bilanci di Arcigay Milano dove sono??? Io non sono più socio arcigay da anni ma di fronte alle maldicenze ho un conato di vomito. Iscriviti ad arcigay milano, partecipa alle assemblee del cig e scoprirai quanti e dove sono quei soldi.. e magari avrai modo di conoscere volontari che impegnano tutto il loro tempo libero nella formazione nelle scuole, nei servizi di assistenza e di ascolto attivo!


Inviato da: paolo epis
Data: 9-07-2009 15:22

la battaglia che da anni vede impegnato De giorgi dall'interno e dall'esterno per sceditare aricgay è stomachevole.. mi chiedo quanto il suo contributo commerciale (necessario e lodevole) stia però contribuendo alla causa della difesa e all'equiparazione dei diritti. Detto ciò, sulla questione censura vorrei sentire la versione di Paolo e Aurelio.. perché questo articolo ha comunque un taglio fazioso. Aggiungo: se qualcuno portasse del materiale disinformativo sulle malattie a trasmissione sessuale, sarebbe doveroso distribuirlo? Cossolo più di una volta su clubbing sono apparsi articoli critici di Arcigay e non è mai stata vietata la sua diffusione. E tu fai bene a pubblicarli. detto ciò mi pare lecito ma fuorviante continuare a dare spazio a chi ne fa un'unica ragione di vita!


Inviato da: Ospite
Data: 8-07-2009 23:47

vorrei capire Ferigo che concezione dell'associazionismo abbia quando dice che il Borgo é "casa sua". Ma ci rendiamo conto? arcigay milano é una associazione no profit, non un locale qualunque che può scegliere quali riviste distribuire e quali no.... quoto


Inviato da: L-S-D foggia
Data: 7-07-2009 17:24

Di quali diritti parli? Un tuo concittadino , in questo paese , senza tagliarsi il pene , si è arricchita e oggi fa la gran dama nei salotti borghesi di RAI e Mediaset .E allora ?


Inviato da: X tetide
Data: 7-07-2009 17:19

Qual'e' la tua causa , se non quella di procurarti c.....?


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