Gay.it
 
  Arti
  Attualità
  Benessere
  Casa powered by Casa.it
  Cinema
  Comics
  Design
  Donne
  Esperti
  Gallerie
  Gossip
  Libri
  Moda
  Motori
  Musica
  Nightlife
  Oroscopo
  Sesso
  Tecnologia
  Televisione
  Viaggi
     
 
 
  Attualità : ultimi articoli
 
   
Bocchino, le trans e
Bocchino, le trans e "gli uomini della destra moderna"
"Finalmente si scopa": sesso gay in Commissione Cultura
San Valentino: baci gay sul ponte degli Alpini e un video
San Valentino: baci gay sul ponte degli Alpini e un video
Uganda: eliminata la pena di morte per i gay
Uganda: eliminata la pena di morte per i gay
Povia ci ricasca:
Povia ci ricasca: "Sei gay? POsso darvi io un po' di Eterox"
Washington: ancora sì a nozze gay, la governatrice festeggia
Washington: ancora sì a nozze gay, la governatrice festeggia
   
  Tutti gli articoli di Attualità
 
Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportuno
di Alessio De Giorgi e Giuliano Federico
Giovedì 5 Novembre 2009

Condividi:
Gay.it - Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportuno
Dopo una lettara aperta del presidente di Arcigay Aurelio Mancuso, i direttori di GAY.tv e Gay.it prendono posizione rispetto alla sentenza dell'Unione Europea.

Commenta su Facebook

Gay.it - Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportunoLa lettera aperta che il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso ha pubblicato sul suo profilo Facebook, nella quale si palesa il disaccordo con la sentenza dell'Unione Europea che invita a rimuovere i crocefissi dalla aule delle scuole, segnala la necessità di un'analisi più approfondita della questione, che trascenda la dicotomia credenti/non credenti e che superi le posizioni politiche intorno a questo dibattito.

Gay.it - Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportunoAurelio Mancuso sottolinea il valore della consuetudine culturale e umana legata alla croce cristiana, asserendo che essa è in primis un simbolo d'amore tanto profondamente radicato nel vissuto degli Italiani, che la sua sparizione rappresenterebbe un gesto di violenza. Questa asserzione implica una visione personale che però fa perdere di vista l'oggettiva realtà dei fatti. Il crocefisso infatti è, nella sua intrinseca natura, un simbolo religioso. Il simbolo, non già di un Amore neutrale e generico, ma la bandiera di uno specifico, determinato credo. Come tale deve essere riconosciuto, come tale deve essere rispettato. La potenza di un simbolo non può e non deve essere sottovalutata: qualsiasi emblema, di ogni natura - sociale, politica, religiosa - esercita potere sullo spazio in cui è posto, annullandone la neutralità.

Gay.it - Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportunoUn crocefisso appeso a un muro non è soltanto il retaggio di una tradizione, non può essere visto solo come parte di una consuetudine sociale, come presenza di un vissuto al quale possiamo anche essere affezionati: esso è una bandiera, legata in mondo imprescindibile e univoco a una specifica appartenenza religiosa, che segnala il proprio potere su un determinato luogo. E il luogo in questione, in questo caso, è il più sacro di tutti. La scuola è infatti il tempio della formazione, lo spazio che raccoglie le menti più ricettive e influenzabili di una società, le menti sulle quali facciamo affidamento per il nostro domani. La scuola rappresenta, per i bambini, il primo contatto con lo spazio "pubblico": come tale ha la responsabilità di mantenersi neutrale, tollerante, aperta a tutti, laica nel senso più nobile del termine. Un'aula con un crocefisso appeso sopra la lavagna non è solo una consuetudine: è un potente messaggio di appartenenza che, in un luogo preposto alla formazione, si amplifica e diventa sottilmente impositivo. Questo non può essere considerato accettabile nell'ambito dell'istruzione pubblica, in un luogo che dovrebbe essere "spazio bianco" per la formazione politica, sociale e culturale libera e laica. La sfera privata rimane lo spazio preposto alle scelte personali, tra le quali anche quelle religiose.

Gay.it - Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportunoLo spazio pubblico, in uno Stato laico deve essere de facto un luogo neutrale, senza simboli e senza emblemi. Confondere la tradizione culturale dell'Italia con la diffusione di un simbolo - si torna a dire - intrinsecamente e specificatamente religioso, porta a cadere in un tranello che troppe volte è stato invocato. Il cattolicesimo non è una tradizione, non è una consuetudine. Il cattolicesimo è una religione. E la croce è il suo simbolo. Simbolo di questo, e di nient'altro.

Gay.it - Perché pensiamo che il crocefisso a scuola sia inopportunoL'assenza di un crocefisso sul muro della scuola non priverà un bambino cattolico della sua fede. L'assenza di un crocefisso sul muro non farà sentire un bambino ebreo o musulmano "fuori posto". L'assenza di un crocefisso sul muro lascerà uno spazio bianco, neutrale, laico e libero, nel quale i due bambini potranno confrontarsi. Ad Aurelio Mancuso vogliamo dire che è questo il ruolo di una scuola laica. E di uno Stato laico. E ricordargli che la possibilità ch'egli ha avuto oggi di esprimere la propria posizione in difesa del crocefisso è figlia proprio di una società che non impone né a lui, né a noi, un pensiero unico. Così come non dovrebbe imporre ai nostri bambini un solo simbolo religioso.

Alessio De Giorgi (Gay.it)
Giuliano Federico (GAY.tv)


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Ospite
Data: 18-11-2009 15:41

La croce cristiana è simbolo di amore e di solidarieta'. In generale , un occidentale non puo' non essere cristiano ; un gay che esca poi dalla nostra cultura e tradizione si espone ai marosi di culture concorrenti come l'islamica. testa di cazzo, la religione non centra niente con la cultura. imbecille.


Inviato da: Non_ascolto_le_favolette
Data: 8-11-2009 14:48

[quote="pucciolo5@hotmail.it":1grdxi0v] Non si tratta di una reazione soggettiva alla presenza di un simbolo per altro rispettabilissimo, e non solo perché simbolo di una fede, ma perché ricordo della condanna da parte del potere, religioso (il sinedrio) e politico (la dominazione romana) e populista (il popolo che, interrogato, sceglie Barabba e condanna Gesù), condanna di un uomo libero che predicava e viveva l'amore per il prossimo come comandamento uguale all'amore di Dio. Ma che bella favoletta..... l'uomo libero che si ribella per amore al potere politico religioso e demagogico..... io la demagogia ce la vedrei piuttosto nell'uomo Gesù che poi tanto libero non era visto che si muoveva pur sempre nell'ambito di quella tradizione ebraica che lo condannava..... Quanto alla ribellione al potere politico se non mi sbaglio erano sue frasi "date a Cesare quel che è di Cesare" e " il mio regno non è di questa terra"..... Sull'amore poi lasciamo perdere visto che amava anche lui quelli che lo seguivano ma gli altri se non gli stavano bene li cacciava a suon di frustate (vedi mercanti del tempio) o auspicava che finissero nella Geena l'inferno ebraico.....


Inviato da: pucciolo5@hotmail.it
Data: 8-11-2009 09:44

Condivido in ogni parola l'articolo dei direttori di Gay.tv e di Gay.it. Soprattutto, dove ci fa capire che il crocifisso a scuola non deve essere giudicato sulla domanda: mi dà fastidio o meno? Non si tratta di una reazione soggettiva alla presenza di un simbolo per altro rispettabilissimo, e non solo perché simbolo di una fede, ma perché ricordo della condanna da parte del potere, religioso (il sinedrio) e politico (la dominazione romana) e populista (il popolo che, interrogato, sceglie Barabba e condanna Gesù), condanna di un uomo libero che predicava e viveva l'amore per il prossimo come comandamento uguale all'amore di Dio. Quindi, dicevo, la scelta di eliminare il crocifisso dalle pareti dei luoghi pubblici non va giudicata sotto il profilo soggettivo (mi dà fastidio o meno), ma su di un piano oggettivo: apporre un simbolo religioso, pur - ripeto - rispettabilissimo, su luoghi frequentati da ogni essere umano (anche da chi in quel simbolo non riconosce la propria fede) e di proprietà di uno Stato democratico e laico che di questa uguaglianza di diritti tra tutti gli esseri umani ha improntato la Costituzione che si è dato. "Possono morire, ma quel crocifisso non si leva!" ha urlato il ministro Ignazio La Russa dal video televisivo nel corso di una trasmissione. Mi chiedo: di quale stato è ministro un uomo che si permette di fare affermazioni di questo genere? Grazie per lo spazio concessomi


Inviato da: primadonna
Data: 7-11-2009 19:24

Togliamo il crocifisso e mettiamo un corno portafortuna per tutti gli studenti, piuttosto. Io da ragazzino guardavo con un occhio la professoressa che cercava sul registro chi interrogare, e con l'altro il crocefisso pensando "gesù ti prego, ti prego, ti prego, fa che non interroghi me". Francamente la scuola è laica, trovo inopportuno qualsiasi simbolo religioso. Dopo ognuno è libero di professare la fede che vuole, di ritenere la croce una meraviglia o un orrore (personalmente lo reputo un orrore e preferisco l'immagine della Madonna con il bambino, perchè l'amore io lo vedo in quell'immagine...). Non possiamo definirci non cristiani perchè in questa cultura ci siamo nati, ma si puo essere ragionevoli e pensanti. Io ogni tanto ci provo :oops:


Inviato da: Ithiliond
Data: 6-11-2009 16:44

Non è una questione di fastidio, il crocefisso è un simbolo che non ha motivo di essere appeso nei luoghi adibiti all'insegnamento e alla conoscenza di uno stato Laico; oltre a questo si può anche parlare di quanto risulti inopportuno (perché è inopportuno, sarebbe come appendere la foto di Togliatti, personaggio importante della Nostra storia, ma che rappresenta un'ideologia che giustamente non tutti condividono), e l'insieme dei fattori rendono giusto e lecito rimuovere il fantomatico simbolo dalle nostre scuole.


Inviato da: lyho
Data: 6-11-2009 16:41

a me il crocifisso nn da fastidio...Mancuso si....ma come mai che quando arrivano a ricoprire ruoli che li portano a contatto con gli alti papaveri strizzano gli occhi al vaticano????


Inviato da: Ospite
Data: 6-11-2009 14:42

A me il crocifisso non da nessun fastidio, sono cristiano, ma anche se non lo fossi continuerebbe a darmi fastidio Ops, volevo dire "a non darmi fastidio"


Vai al forum per leggere il resto della discussione.

Questo forum è chiuso in scrittura agli utenti anonimi. Per lasciare il tuo commento fai il login o, se non ne hai già uno, creati un account cliccando qui, richiede pochissimi minuti e ti permette di dire la tua, da ora in avanti, liberamente su tutti gli argomenti del nostro Forum.
Entra a far parte anche tu del Forum gay più popolato d'Italia!

Puoi usare il nome utente e la password che hai scelto per entrare in uno qualsiasi dei siti del network (Gay.it, Me2.it, Guidagay.it, Gayforum.it). Se il login avviene con i dati di accesso al sito Me2.it verrà inserita accanto al tuo commento anche la foto di base che hai scelto per il tuo profilo.


Password dimenticata? - Nome utente dimenticato?

oppure

registrati a Gayforum.it

 
   Interagisci con l'articolo


  Da Gay.it
 
   Interagisci con l'articolo
    Carattere: A A A
    Scrivi all'autore
    Invia ad un amico
    Stampalo
    La notizia nella tua pagina personale
 
 
 
  Da Gay.it
 
I tag della settimana tutti i tag...
Alessandro Cecchi Paone Associazioni Bologna Carlo Giovanardi Cinema Coming out Coppia Cristiano Malgioglio Diritti Umani Discriminazioni Donne Editoria Gay Festival Cinema Festival di Sanremo Fotografia Gay.it Genitorialità India Lady Gaga Madonna Milano Moda Musica Nichi Vendola Omofobia Paolo Patanè Pedofilia Porno Pubblica Amministrazione Ricky Martin Russia Sesso Silvio Berlusconi Spagna Stati Uniti Tecnologia Televisione Tiziano Ferro Torino Transgender Trentino Alto Adige Uganda Unioni - Matrimoni gay Veneto Viaggi Violenza Vladimir Luxuria social network


Company info :: Contatti :: La Redazione :: Privacy :: COM.MA :: MercatoGay :: Lavora con noi :: Gay.it Mobile :: WebMaster :: La pagina su Facebook
-for English-speakers Site-

© 2000 - 2012 Gay.It S.r.l. - P.I.: 01543300501 - Registrazione Tribunale di Pisa n° 16 del 15/06/2005 - È vietata ogni riproduzione anche parziale