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Preti irlandesi pedofili: il Papa chiede scusa

Venerdì 11 Dicembre 2009

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Gay.it - Preti irlandesi pedofili: il Papa chiede scusa
Benedetto XVI e i vescovi irlandesi chiedono scusa alle famiglie dei 2500 bambini che dal 1940 al 1980 in Irlanda hanno subito abusi da parte di preti. Il Papa: «la pedofilia è un crimine odioso».

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Non passeranno impuniti i reati di pedofilia commessi su 2500 bambini da parte di preti irlandesi. L'ha annunciato oggi Papa Benedetto XVI dopo aver ricevuto il presidente della Conferenza episcopale irlandese e l'arcivescovo di Dublino. Rileggendo il Rapporto Ryan, un documento che testimonia la serie di abusi commessi su bambini e adolescenti di tutte le età in un arco di tempo che va dal 1940 al 1980, il Papa ha espresso «rabbia e vergogna per questi crimini odiosi» tramite il portavoce del Vaticano Monsignor Lombardi. Benedetto XVI ha fatto inoltre sapere che la Santa Sede prenderà molto sul serio la questione e invierà ai fedeli irlandesi una lettera pastorale in cui indicherà chiaramente le iniziative da prendere. Si ipotizza che già da oggi alcuni vescovi potrebbero decidere di rassegnare le dimissioni.

Proprio ieri i vescovi irlandesi avevano fatto pubblicamente le loro scuse a bambini e genitori per i ripetuti abusi e per «i tentativi di insabbiamento messi in atto dall'arcivescovato di Dublino», scuse non sufficienti per il Papa che, vedendo tradite le solenni promesse da parte del clero irlandese, ha garantito che continuerà a seguire la questione con la massima attenzione. Il rapporto Child Abuse Commission ha messo in luce una pagina oscura nella storia della chiesa irlandese di cui lo stesso Vaticano sembra vergognarsi e l'incontro di oggi potrebbe portare ad una svolta del modo di operare delle istituzioni ecclesiastiche che troppo spesso in passato hanno preferito tacere su episodi di questo genere.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Ospite
Data: 18-12-2009 15:25

Rientra nel sociale il problema della paura dell'emarginazione. Chi partecipa attivamente a gruppi sociali (andando a messa, portando il figlio a catechismo, poi mandandolo all'oratorio, ecc) sostanzialmente vuole farne parte oltre a sfruttarne i servigi e si instaurano rapporti viziati dal contesto buonista. Non è strano che con una notizia "forte" ci siano persone che prendano una posizione piuttosto che un'altra e persone che proteggano i "leader" di questi gruppi non volendo credere a comportamenti scorretti che minerebbero il significato del gruppo stesso (la politica italiana insegna). L'emarginazione arriverebbe da queste persone che vedono il bambino come "oggetto" della discordia e/o i genitori come orchestratori della farsa (non è neppure raro che qualcuno punti il dito contro chi dice la verità piuttosto che contro cosa si è detto)... un gruppo circoscritto dove il bambino crescerà (perché negli oratori vanno anche i bambini della stessa scuola o delle scuole vicino a dove si abita). Se poi ci sia pure la stupida sensazione di avere in casa qualcosa di impuro per l'atto in sè di cui il bambino non è responsabile (di cui vergognarsi e da non divulgare a tutti) non so... ma sarebbe lo stesso ragionamento che fa vergognare certi genitori, in confronto al gruppo sociale dove vivono, di avere figli omosessuali rispetto a essere come tutti gli altri. [quote:zgfilzq1]Da quando chi denuncia un danno subito (vero ovviamente) viene socialmente emarginato? Pensa soltanto alle donne violentate da qualcuno che non sia uno sconosciuto o un extracomunitario.. che per qualcuno diventano provocatrici o troie e poi immaginale in un contesto piccolo di vita quotidiana. (esempio cinematografico stupido: Malena) Non bastano le leggi per creare una linearità e logica di pensiero.. c'è ignoranza e paura dell'esclusione.


Inviato da: Belial King
Data: 18-12-2009 04:06

Ovviamente tutto quello che hai scritto riguarda la reazione soggettiva di un genitore, io avevo soltanto chiarito come stanno le cose dal punto di vista legale. Infatti ho detto che il genitore continua ad essere responsabile per l’educazione del figlio che però è cosa ben diversa dal dire che è responsabile delle azioni del figlio, come era scritto nel messaggio precedente. Invece per la responsabilità di chi sa (genitori compresi) continuo a non trovare giustificazioni. Parli di emarginazione sociale? Ma di chi? Della parte lesa? Da quando chi denuncia un danno subito (vero ovviamente) viene socialmente emarginato?


Inviato da: Ospite
Data: 18-12-2009 03:12

[quote="Belial King":1o7pzgki] No, spiacente di informarti che per la legge italiana i genitori sono considerati responsabili delle azioni del figlio minorenne solo fino ai 14 anni, dopo sono solo responsabili per il suo mantenimento e la sua educazione fino ai 18 anni. Quindi, nel caso il genitore può al massimo cercare di "correggere" il figlio ma null'altro. Forse ti identifichi più nel sedicenne o nel prete che non nei genitori. Se succedesse a mio figlio non gli direi "divertitevi e fate solo una sveltina perché domani hai l'interrogazione di inglese" perché non sono responsabile dei suoi svaghi.. l'educazione è anche nel comportamento, i genitori dopo i 14 anni del ragazzo non si trasformano in bancomat senza voce. Un adoloscente può far sesso ma dipende con chi e il contesto da cui è nato tutto. Distinguere se sia solo sesso o innamoramento. Se il tizio in questione è un educatore più grande di lui qualche sospetto sul comportamento dell'uomo me lo pongo, prima di tutto perché non è professionale nello svolgere la sua attività... e poi da quando in quà un prete non può essere uno stronzo? Un genitore ha diritto di proteggere il figlio, se per crederci devi leggerlo in una legge non so cosa dirti. Anche gli amici si proteggono e non c'è nessuna legge scritta a riguardo. [quote="Belial King":1o7pzgki] Però il fatto di avvertire sto Vescovo in generale mi irrita un po' perché quando invece non si parla di un sedicenne, ma di uno più piccolo, c’è sempre l’idea che si debba avvertire il Vescovo. E poi quando ci sono gli scandali è sempre solo il Vescovo ad essere incolpato del silenzio. Inoltre si vorrebbe far passare il messaggio che il Vescovo, oltre ad insabbiare i casi di pedofilia, abbia anche qualche strano potere di controllo sulla magistratura per mettere tutto a tacere. Niente di più distante dalla realtà! Infatti, se la denuncia arriva alle autorità, queste procederanno nei confronti del prete come per qualsiasi cittadino, senza che il Vescovo abbia alcun potere di intervenire. Invece io mi chiedo perché non faccia altrettanto scandalo il fatto che persone che ne sono a conoscenza, genitori dell’interessato compresi, spesso vadano dal Vescovo invece che andare alla polizia. Per i casi in cui il reato c'è immagino dipenda tutto dal retaggio di aver un figlio abusato e rendere il fatto pubblico nel quartiere, a scuola... nel mondo del bambino e della famiglia che per tutta la crescita dello stesso potrebbe provocare conseguenze sociali quali l'emarginazione.. quindi si sceglie di passare prima per la strada informale per ottenere quantomeno la testa del prete tramite il Vescovo. Mistero risolto?


Inviato da: Belial King
Data: 16-12-2009 21:56

Tecnicamente sono d'accordo ma consideriamo che un sedicenne è comunque un minore (con l'età del consenso) ed entrano in gioco anche i genitori che invece sono responsabili per le azioni del ragazzo (e non possono farsi una carrellata di cazzi propri perché quelli sono cazzi loro)... ovvio che questi avvertano il vescovo, o chi per lui, e il vescovo debba intervenire... come minimo per una cosa chiamata celibato che i preti dovrebbero seguire.. e poi ovvio anche per lo scandalo che potrebbe suscitare perché sempre di minore si tratta ... quindi non penso che il vescovo possa farsi i cazzi propri... dopotutto non si parla di romeo e giulietta No, spiacente di informarti che per la legge italiana i genitori sono considerati responsabili delle azioni del figlio minorenne solo fino ai 14 anni, dopo sono solo responsabili per il suo mantenimento e la sua educazione fino ai 18 anni. Quindi, nel caso il genitore può al massimo cercare di "correggere" il figlio ma null'altro. Però il fatto di avvertire sto Vescovo in generale mi irrita un po' perché quando invece non si parla di un sedicenne, ma di uno più piccolo, c’è sempre l’idea che si debba avvertire il Vescovo. E poi quando ci sono gli scandali è sempre solo il Vescovo ad essere incolpato del silenzio. Inoltre si vorrebbe far passare il messaggio che il Vescovo, oltre ad insabbiare i casi di pedofilia, abbia anche qualche strano potere di controllo sulla magistratura per mettere tutto a tacere. Niente di più distante dalla realtà! Infatti, se la denuncia arriva alle autorità, queste procederanno nei confronti del prete come per qualsiasi cittadino, senza che il Vescovo abbia alcun potere di intervenire. Invece io mi chiedo perché non faccia altrettanto scandalo il fatto che persone che ne sono a conoscenza, genitori dell’interessato compresi, spesso vadano dal Vescovo invece che andare alla polizia.


Inviato da: Ospite
Data: 16-12-2009 18:23

:lol: no, no, da passivissimo... e si fa pure insultare


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 16-12-2009 18:19
Guarda il mio profilo su Me2

Ovviamente se mio figlio di 15 anni svolgesse il ruolo attivo con Corona, io gli regalerei il motorino nuovo.


Inviato da: Ospite
Data: 16-12-2009 18:13

dimenticavo: e in quei casi non si chiama la polizia ma il Vescovo... che i cazzi proprio non se li deve fare visto che il prete ricopre il ruolo di educatore (o guardiano di bambini)


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