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Quei dubbi sulle elezioni di Arcigay Roma

Martedì 19 Gennaio 2010

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Gay.it - Quei dubbi sulle elezioni di Arcigay Roma
Continuano i malumori di chi era presente alle elezioni dei delegati del circolo romano. I bodyguard, il tesseramente chiuso, le riprese video dei presenti e le decine di eterosessuali "esterni".

Proseguono le polemiche sullo svolgimento del congresso che Arcigay Roma ha tenuto lo scorso sabato per votare le due mozioni che si confronteranno all'appuntamento nazionale di Arcigay il prossimo 12 febbraio. Alcuni dei presenti hanno espresso il loro malumore in particolare per la gestione dell'assemblea dentro e fuori la sede, prima e dopo le votazioni.

Gay.it - Quei dubbi sulle elezioni di Arcigay RomaCome racconta Mauro Cioffari, del blog www.gayroma.it, sarebbero stati presenti decine di tesserati "esterni" all'associazione, e in particolare provenienti dalla vicina sede del Partito democratico di Testaccio. Truppe mobilitate, forse, in favore della mozione risultata poi vincitrice ("Inarrestabile cambiamento"). «Ho riconosciuto decine di militanti del Pd con cui lavoro abitualmente - dice Cioffari - che erano state chiamate dai dirigenti di Arcigay Roma. Nulla di irregolare, per carità, ma non avevo mai visto congressi di un associazione con una tale partecipazione di persone che non hanno nulla a che fare con la vita del circolo». «Mi hanno detto che c'erano decine di militanti eterosessuali del Pd», conferma Guido Allegrezza, del movimento We Have a dream, anche lui presente all'assemblea congressuale.

Chi ha manifestato perplessità non si è però limitato alle presenze "esterne" ad Arcigay. Il dissenso per aver chiuso la segreteria in modo molto fiscale rispetto all'orario indicato è risultato a molti incomprensibile. «Almeno una decina di persone sono state mandate via, compreso Vanni Piccolo che era dalla sede ancora prima che aprisse le porte - dice Cioffari -». Lucky Amatao di Certi Diritti scrive sul forum di Gay.it la sua versione: «Ho visto buttare fuori in malo modo Helena Velena, Vanni Piccolo (che si è sentito male dopo una terribile reazione nervosa), ho visto negare la validità delle tessere di un gruppo di persone insieme ad Anna del Corallo, apertamente schierate con Patanè e Trentini, e per questo appellarsi a non so bene quale norma del misteriosissimo (non è mai stato reso pubblico) statuto provinciale. Ho sentito un socio gridare che erano peggio del Vaticano, e per questo vederlo bloccato dalla vigilanza (modello Chile 1973), mentre uno dell’establishment di AG Roma gli urlava di declinare generalità e il numero di tessera per la revoca, e a quel punto mi sono visto oltre il limite di sopportazione dirgli anch’io che erano molto peggio del Vaticano e che le mie generalità erano pubbliche. Ho sentito minacce varie, richieste di aiuto ai Carabinieri, gente scandalizzata che urlava di tutto, stando ahimé fuori al freddo e al gelo per tre ore, insieme a Maccarone del Mieli, tutti e due tenuti fuori in quanto impossibilitati a votare come soci, e indesiderati come uditori».

Gay.it - Quei dubbi sulle elezioni di Arcigay Roma«Il fatto che si dovessero fare due file - spiega Cioffari -, una per l'accreditamento e un'altra per il rinnovo delle tessere, ha impedito di essere da entrambe le parti in tempo utile.» «Regnava la disorganizzazione più totale - racconta -. A una persona è stata addirittura sequestrata la tessera che aveva da anni per via di un errore della data di nascita. Per non parlare di chi aveva fatto un rinnovo nei giorni precedenti ma che aveva una posizione non aggiornata sui tabulati della segreteria». Matteo Proromo, blogger di queerworld.splinder.com racconta su Facebook di come «Marrazzo (presidente di Arcigay Roma, ndr) si è inventato che l'orario massimo per firmare la lista erano le 16:30 e alle 16 e 29 minuti e 59 secondi dei delegati con la penna in mano in procinto di firmare si sono visti togliere di mano il documento perché la segreteria doveva chiudere».

L'atteggiamento descritto del personale amministrativo addetto alle tessere e agli accrediti è stato descritto in generale come «aggressivo e arrogante». Forse anche a causa della presenza di due bodyguard all'ingresso. «Non so se fossero soci e privati cittadini - dice Allegrezza -. Ne ho visto solo uno: alto 1 e 80 circa, rasato, ben piazzato, tatuaggio sul collo, pugnali alle orecchie (forse di Paciotti, dice scherzando)». «E' stato di cattivo gusto per un congresso che avrebbe dovuto essere a porte aperte mettere all'ingresso due vigilantes per far entrare solo chi aveva fatto in tempo ad accreditarsi», dice invece Cioffari. «E le loro facce non invitavano certo a contraddirli», aggiunge. «Uno dei due aveva una bella M tatuata sul collo: si trattava dell'iniziale di Mussolini?», si chiede Alessandro Chini, in passato coordinatore del gruppo giovani di Arcigay Roma.

La presenza delle telecamere non ha, infine, portato la serenità a chi ormai l'aveva perduta. «Siamo stati ripresi durante tutto il congresso senza che nessuno ci avesse chiesto l'autorizzazione alle immagini - dice Cioffari -. C'era un operatore con una telecamera mobile che andava dentro e fuori la sede a riprendere tutto quello che succedeva. Io credo che qualcuno avesse dovuto chiedere l'autorizzazione ai presenti, invece nulla». «Alcuni di noi - aggiunge Chini - gli hanno chiesto di smetterla con le riprese. Lì dentro ci sarebbero potute essere persone non visibili, ma è stato inutile».

La vittoria della mozione "Inarrestabile cambiamento" su quella "Essere futuro" è stato schiacciante: 167 a 20. Ma in tanti sono tornati a casa col mal di pancia, per altri motivi.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Giacomo L
Data: 21-01-2010 19:03

Marco hai perfettamente ragione sul silenzio assordante e vergognoso di arcigay in merito alla vicenda di manule e francesco. Questa domanda dovresti però farla a Paolo Patanè che è responsabile legale del settore nazionale di arcigay da tre anni ed è esattamente tre anni che arcigay non fa più nulla, eccetto la pubblicità a Povia. Ma Patanè è il futuro di arcigay. Stiamo freschi Da persona che aderisce agli eventi SPONTANEI di We have a dream, rimango semplicemente basito dal comportamento di arcigay, che al posto di difendere i diritti della comunità preferisce evidentemente la visibilità delle telecamere e garantirsi con tonnellate di tessere fatte nelle saune il prestigio di avere tantissimi iscritti. Mi chiedo come mai solo 180 persone circa hanno votato? Come mai Arcigay ha lasciati soli Manuel e Francesco per 14 giorni almeno, e l'unica cosa che è riuscita a fare è un comunicato? PS: Relativamente a we have a dream: forse nessuno l'avrà notato perchè il boicottaggio mediatico è assordante, ma WHAD (ossia una comunità spontanea...) martedì scorso era a Montecitorio per sostenere Manuel e Francesco con chiunque volesse esserci. Mancava all'appello "la solita nota"...


Inviato da: Marco_rm
Data: 21-01-2010 02:46

Da persona che aderisce agli eventi SPONTANEI di We have a dream, rimango semplicemente basito dal comportamento di arcigay, che al posto di difendere i diritti della comunità preferisce evidentemente la visibilità delle telecamere e garantirsi con tonnellate di tessere fatte nelle saune il prestigio di avere tantissimi iscritti. Mi chiedo come mai solo 180 persone circa hanno votato? Come mai Arcigay ha lasciati soli Manuel e Francesco per 14 giorni almeno, e l'unica cosa che è riuscita a fare è un comunicato? PS: Relativamente a we have a dream: forse nessuno l'avrà notato perchè il boicottaggio mediatico è assordante, ma WHAD (ossia una comunità spontanea...) martedì scorso era a Montecitorio per sostenere Manuel e Francesco con chiunque volesse esserci. Mancava all'appello "la solita nota"...


Inviato da: Ospite
Data: 21-01-2010 00:59

Pare che la mozione essere futuro di Paolo Patanè a roma abbia presentato candidati che non sapevano di esserlo aggiungendo anche dati sensibili presi non si sa come e non si sà da chi. Su facebook venerdì notte ho ricevuto una mail dal gruppo 10 domande a rossana praitano in cui si affermava che c'era bisogno di candidati per la mozione essere futuro. Chiunque fossero? La Binetti pare fosse molto interessata. Prendere 20 voti vuol dire non contare nulla, non aver convinto nessuno, essere poco più di zero. Eppure era candidato anche il presidente di rete lanford, uno dei primi firmatari della mozione nazionale essere futuro di Paolo Patanè e Rosario Murdica detto 300 euro al mese. Comincio a chiedermi come realmente si sono svolti gli altri congressi dove questa mozione ha vinto. A firenze 7 persone per 6 delegati, a milano 39 per 14 delegati, a bologna 30 per 14 delegati... a catania tessere strappate e lanciate in faccia al candidato presidente.... altro che congressi blindati. Un brindisi alla morte di arcigay.


Inviato da: alex roma 1
Data: 20-01-2010 14:44

avete coinvolto molta gente per la scampagnata in bicletta per we have a dream! avete galoppato l'ondata ad agosto e settembre delle aggressioni e poi non siete stati capaci di dar voce alle nostre esigenze. le persone come me, gay, sono stanche di questi atti di pavonismo. iniziate ad agire e non essere travolti dagli eventi


Inviato da: Guido Allegrezza
Data: 20-01-2010 08:12

la percentuale di 220/11.000 soci (senza stare a sottilizzare i numeri precisi) non mi pare indice di enorme partecipazione. credo più nell'ansia di "contrastare" una piccola minoranza poco organizzata, ma che in sé, a chi non è abituato a gestire il dissenso, dà un certo fastidio (non parlerei di paura, ricordiamo che stiamo parlando di piccoli manipoli di persone...). soprattutto se confrontata con la partecipazione alle elezioni del mieli (ad esempio) in cui partecipano circa un terzo dei soci. e tale fastidio, prende le facce della disorganizzazione, dei tentativi piuttosto goffi di manipolare le regole, della volontà di "irregimentare" un evento importante come il congresso provinciale in vista di quello nazionale, ma certamente meno importante, localmente, di quello che elegge il direttivo. non vorrei usare un'espressione esagerata, ma in presenza di una "dittatura della maggioranza" (molto di moda da qualche anno in Italia come a destra così a sinistra) quel che si ottiene non è altro che una normale reazione esasperata di chi sente violato il proprio diritto ad essere ascoltato, ad esprimersi nei luoghi associativi, ecc. si chiamerebbe democrazia. ma questa è un'altra storia. @ alexroma devo una risposta. che io sia un attivista militante del mondo lgbtqi a roma e non solo è arcinoto. che io sia un militante di Sinistre Ecologia Libertà anche. lo stesso dicasi di cristiana alicata (del PD). entrambi molto attivi, non governiamo we have a dream, ma ne siamo parte dalla sua creazione. non vedo dove sia il problema, dato che tutto è noto e non vi sono "pregiudiziali" politiche. anzi, farei un vanto di whad il saper coinvolgere persone di estrazioni diverse, nonostante i continui tentativi di "egemonizzarlo" e affermarne identità politiche e ideologiche che respingiamo puntualmente al mittente, difendendo aspramente le caratteristiche basilari di whad. grazie per l'attenzione


Inviato da: antagonista
Data: 20-01-2010 03:27

arcigay poca democrazia... e perchè non parliamo del circolo mario mieli e del suo aver cambiato presidente dopo un mese? la democrazia va esercitata, non soltanto criticata... riflettete...


Inviato da: sean85 (Campania)
Data: 20-01-2010 01:40
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Mi colpisce l'impegno di gay.it e del suo direttore contro Marrazzo. Roma è stato praticamente l'unico circolo con una vera partecipazione, 200 persone in fila per votare, forse perchè funziona bene... Si può dare adito a tutte le polemiche di tutti i vari nemici, ma un'associazione si basa sull'attività dei suoi iscritti e questi nel rispetto delle regole si sono espressi chiaramente. Un autore dell'articolo ignoto per un articolo credibilità zero. Troppi condizionali, troppe ipotesi per rovesciare l'unico e riuscito caso di rappresentanza e guardacaso, dissenso. Se il direttore DeGiorgi vuol cambiare arcigay perchè non comincia ad iscriversi e a partecipare dall'interno?



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