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Congresso Arcigay: arriva Pierluigi Bersani
di Carlo D'Ippoliti
Sabato 13 Febbraio 2010

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Gay.it - Congresso Arcigay: arriva Pierluigi Bersani
Il segretario del PD interviene alla seconda giornata del Congresso di Arcigay. Ma i cavilli e la burocrazia fermano più volte i lavori. Polemiche sulla modalità di voto elettronico.

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Gay.it - Congresso Arcigay: arriva Pierluigi BersaniSeconda giornata congressuale per Arcigay caratterizzata dal lungo intervento di Pierluigi Bersani davanti all'assemblea questa mattina. Il segretario del PD ha avuto così modo di parlare di omofobia ("Vogliamo riprendere il filo di questa battaglia - ha affermato Bersani - che va portata avanti pure in un meccanismo di pesi e meccanismi parlamentari che è quel che è") e di rompere il muro del silenzio intorno alla sentenza della Corte Costituzionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, prevista per il 23 marzo ("i prossimi pronunciamenti della Corte Costituzionale potranno essere occasione per discutere con piu' serenita' di questo tema").

La partenza del congresso vero e proprio è però impantanata in cavilli e questioni procedurali, segno che la tensione non si è affatto smorzata. Ci sono molti ordini del giorno, proposte, emendamenti: certamente più di quanti se ne potrebbe discutere in un giorno e mezzo. Giovanni Dall'Orto, storico esponente del movimento gay, nel suo intervento avanza addirittura l'ipotesi che qualcuno stia cercando di fare ostruzionismo, pur di evitare che l'Assemblea si esprima chiaramente.

C'è occasione anche per un momento di riappacificazione: Vanni Piccoloha ha chiesto scusa alla dirigenza di Arcigay Roma dopo averli accusati su Gay.it di aver ostacolato il suo voto al Congresso provinciale, e dichiara di essersi agitato troppo. Un abbraccio tra Piccolo e Carlo Guarino (tra i suoi principali "accusati") chiude la questione.

Gay.it - Congresso Arcigay: arriva Pierluigi BersaniLa discussione non manca di punte molto polemiche, tanto che Antonio Rotelli annuncia di aver presentato una denuncia alla Polizia Postale per un commento anonimo, molto offensivo nei suoi confronti, lasciato proprio nel forum di Gay.it. L'avvocato Rotelli si è poi dispiaciuto per il danno alla vita democratica e all'immagine di tutta l'associazione che causa questo basso livello di dialogo e civiltà.

L'intervento politicamente più rilevante, comunque, sembra quello di Sergio Lo Giudice. L'ex-presidente annuncia di condividere quanto scritto in entrambe le mozioni ("Essere Futuro" e "Inarrestabile Cambiamento") ma di non aver firmato nessuna delle due perché le trova ugualmente prive di visione politica. Lo Giudice rivendica il tentativo di dialogo stretto con alcuni partiti, affermando che occorre andare lì dove si aprono spazi. Inoltre, nota che ciò che manca alle mozioni è la definizione di chiare priorità: a suo parere per l'anno in corso il matrimonio civile deve essere la priorità di Arcigay, che rispetto alle altre associazioni ha su questo tema una responsabilità in più, quella di creare il consenso.

Grosse urla si sono levate (e molto tempo è stato perso) attorno alla modalità di voto, con gli esponenti della mozione "Inarrestabile cambiamento" che hanno richiesto il voto segreto almeno per decidere il Presidente, contestando l'uso di apparecchiature elettroniche invece del voto cartaceo. Affermando che un computer da qualche parte potrebbe registrare i voti di ognuno, hanno minacciato l'impugnabilità delle votazioni: si è arrivati ad un accordo solo quando Patanè (candidato presidente per la mozione "Essere futuro") ha interrotto le discussioni accettando il voto cartaceo.

I temi dibattuti, anche al di là dei tanti cavilli, sembrano onestamente molto auto-referenziali, e le divisioni vere sembrano più sulle persone che sulla linea politica dell'associazione. Mi aspettavo, onestamente, che qualcuno accusasse l'attuale gestione di non aver impresso una linea politica e un'agenda di priorità al movimento LGBT, e mi aspettavo che qualcuno difendesse l'operato passato e facesse proposte per il futuro. Invece no: doveste chiedermi quali temi davvero importanti sono stati discussi oggi. Onestamente non lo so. Spero di poter dire qualcosa di più domani, ultimo giorno di discussioni e votazioni.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: buzzintercultura.org
Data: 15-02-2010 11:48

L'arcigay è per il vaticano (e leccaluli dei preti affini) quello che il partito democratico è per forza italia. Come è anche grazie al PD che Forza italia stravince in italia, così è anche grazie all'arcigay che lì'italia è l'ultima in materia di diriti. All'arcigay interessano solo i soldi delle tessere (tangenti legalizzate) che sono necessarie per entrare in qualsiasi locale gay (situazione unica nel suo genere nel mondo)


Inviato da: Roberto Donatini
Data: 15-02-2010 05:47

In che qualità parlava Lo Giudice? In qualità di capogruppo Pd al comune di Bologna o in qualità di gay ex presidente dell'ArciGay? A stare a quanto riportato penso che abbia parlato come rappresentante, infiltrato, del Pd. Le stesse conclusioni sono di veltroniana memoria. "si, ma anche", con un occhio rivolto alle nuove alleanze di stampo Udc, astenendosi dal voto. Troppo comodo. Lui parla di "dialogo stretto con alcuni partiti"? Io parlo di appiattimento e asservimento dell'arcigay alle logiche e alle politiche (se così si possono definire) del Pd. Di cui abbiamo avuto ampia dimostrazione proprio sulla questione dei Dico. Senza parlare di un cedimento totale sulla laicità. Senza che nessuno all'interno del Pd e men che meno Lo Giudice abbia mai affermato che i valori irrinunciabili rivendicati dalla chiesa e dalla sua parte politica, l'Udc (in concorrenza, adesso, con il Pd) sono gli stessi valori irrinunciabili di un qualsiasi partito che si definisca laico. E che proprio per questo pensare ad alleanze con partiti che sostengono la chiesa al punto da farsi essi stessi portavoce, e nn solo, della chiesa è delirante. Sotto tutti gli aspetti. Io non so come si muoverà nel futuro arciGay. So però come si è mossa nel passato. E posso solo sperare che Arcigay lasci perdere di cercare spazi dove si aprono. Quanto piuttosto di cercare noi di aprire spazi. E credo che proprio sul tema della laicità oggi l'arcigay possa aprire voragini in grado di mettere in crisi e di mostrare tutte le contraddizioni del Pd in materia di Diritti civili. Senza parlare del resto. Cosa non molto difficile. Parlare del Pd oggi è come sparare sulla croce rossa. Per quanto riguarda la questione matrimonio gay. Siamo davvero sicuri che oggi questo sia un obbiettivo o debba esserlo? O la battaglia non debba essere quella di affermare che ognuno possa decidere come meglio crede la forma e il modo di convivenza senza che questa debba tramutarsi, poi in perdita di diritti? Non sono io a dire che l'istituzione matrimonio è in crisi e che sono in aumento le convivenze, che spesso e volentieri si trasformano in matrimonio solo per goderne dei diritti legati ad esso.


Inviato da: Jovin
Data: 14-02-2010 02:13

la solita tempesta nel bicchier d'acqua... e l'impegno si dissolve come nebbiolina al sole, e le priorità pure... poi - triste risveglio - l'agenda politica ce la detta il cardinal CAFFARRA di oggi (leggere la stampa! )... che coincidenza di tempi!!! questi vecchi prelati sì che sanno fare politica, e avere ai piedi politici e media...


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