Giovanardi: "Chiamparino scardina la Costituzione"
Lunedì 1 Marzo 2010
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La curia torinese e il sottosegretario con delega alla famiglia si scagliano contro il sindaco Chiamparino. Per la Chiesa è "scorretto pensare all'amore gay in analogia a quello etero". |
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All'indomani delle prime nozze (simboliche) gay d'Italia, celebrate dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino, non potevano mancare le polemiche, nonostante il primo cittadino del capoluogo piemontese abbia esplicitamente chiesto che la cerimonia non si svolgesse in un luogo istituzionale. "La partecipazione di un'autorità civile ad una celebrazione di 'nozze gay' - stigmatizza l'Ufficio pastorale per la famiglia della Curia torinese - non può non correre il pericolo di creare una confusione deleteria nel mondo contemporaneo già così frammentato, una confusione che non giova alla fine nemmeno alla stessa giusta causa di non fare dei cittadini di serie B".
"Riteniamo sia scorretto - aggiunge l'Ufficio pastorale - pensare l'amore omossessuale in perfetta analogia con l'amore eterosessuale: conosciamo quest'ultimo, dobbiamo forse trovare delle categorie adeguate e rispettose della dignità umana per il primo, ma avendo l'onestà di fare le debite distinzioni. Distinguere e differenziare è il presupposto della costruzione di una civiltà che sia degna di questo nome e non necessariamente sinonimo di ingiusta discriminazione. Così alla Chiesa appare semplicistico e fuorviante parlare di nozze o matrimonio omossessuali senza per questo voler avallare alcuna tesi apertamente o velatamente discriminatoria". "La Chiesa non ignora che oggi si assiste ad un fenomeno di pluralizzazione dei significati di famiglia, né ignora la realtà delle persone omossessuali che si battono per una parità di diritti come cittadini - conclude l'Ufficio pastorale per la famiglia - tuttavia essa riconosce che la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio, pur in tempi di epocali cambiamenti costituisce il nesso fondamentale tra individuo umano e società".
A fare eco alla Curia torinese arriva Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per la famiglia. "Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino tenta di scardinare i principi costituzionali benedicendo cerimonie nuziali che nulla hanno a che fare con la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna" ha dichiarato Giovanardi, trascurando il fatto che proprio in quanto autorità civile e non religiosa, Chiamparino non ha potuto imporre alcuna benedizione. "Invece che rafforzare l'Istituto del matrimonio in una società che rischia il collasso, per la mancanza di nascite, l'invecchiamento della popolazione, un flusso migratorio impossibile da integrare se non ci saranno più italiani - conclude il sottosegretario -, la sinistra propaganda ulteriori elementi di disgregazione sociale, confondendoli con i sacrosanti diritti individuali di ogni cittadino".
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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
14-03-2010 02:42
Trovo profondamente ingiusto quello che stiamo vivendo in Italia a riguardo del matrimonio tra persone dello stesso sesso! Io convivo da ben otto anni col mio compagno, e per lo Stato non contiamo nulla come coppia: in buona sostanza siamo due perfetti estranei. tremo al pensiero che possa accadere qualcosa a me o a lui poiché quello che, ipoteticamente restasse in salute non potrebbe neppure chiedere informazioni ai medici sul conto dell'altro. La Costituzione dice che la Repubblica deve rimuovere ogni ostacolo acché ogni cittadino possa avere gli stessi diritti di tutti gli altri, e quando parla di matrimonio utilizza esclusivamente il termine 'Coniugi', senza mai usare le espressioni 'marito e moglie' o 'unione tra uomo e donna'. E' l'ostinarsi a negare alla comunità LGBTQ una piena dignità e un pieno riconoscimento di quelli che non possiamo più chiamare 'diritti civili' -semmai dobbiamo parlare di DIRITTI UMANI- che scardina la Costituzione italiana!
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| Inviato da:
Ospite
Data:
4-03-2010 11:34
[quote="antoninogi":1ej1bs1y]Ho detto che proverò....ma non è detto che ci riuscirò...
Io non ci provo nemmeno... per me sarebbe umiliante anche il solo provarci.
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| Inviato da:
antoninogi
Data:
4-03-2010 11:29
Ho detto che proverò....ma non è detto che ci riuscirò...
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| Inviato da:
Ospite
Data:
4-03-2010 11:22
[quote="antoninogi":3j9uajlb]se poi decidono di creare nuovi istituti e nuovi acronimi per le coppie omosessuali proverò ad accontentarmi.
E' questo atteggiamento che non va assolutamente bene.
Guai accontentarsi si un trattamento da inferiori.
Esattamente come eventuali proposte miranti a riservare la libertà di unirsi in matrimonio ai bianchi e a riservare ai neri quella di registrarsi queste proposte non sono uguaglianza, possono al massimo proprio massimo essere 'compromessi' se vogliamo essere buoni nel considerarle. I compromessi sono un qualcosa di intermedio in vista di qualcosa di più giusto, non un qualcosa che, seppure obtorto collo, si deve accettare come il proprio futuro.
Matrimonio ai bianchi, unione ai neri... matrimonio agli etero, unione ai gay... CHE SCHIFO
Esigo che tutti a prescindere da razza sesso e orientamento sessuale siano liberi di unirsi in matrimonio con il proprio amore. Mi spiace ma nulla può essere accettabile al posto di questo.
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| Inviato da:
antoninogi
Data:
4-03-2010 10:30
Se fossi nato eterosessuale, il sindaco della mia città mi avrebbe sposato ed avrei contratto matrimonio civile, senza dover presentare un certificato che attesti la mia possibilità fisica ad avere figli o la mia volontà di averne....sono omosessuale, ma questo non mi rende diverso nei diritti e nei doveri da un mio coetaneo etero: nel pagare le tasse non si fanno distinzioni.
I diritti graziosamente concessi riguardano altri periodi storici, quando esistevano le monarchie repressive, che a causa delle rivoluzioni, concedevano la costituzione, ma per mantenere lo status di potere assoluto creavano formule che intendevano "la costituzione non è un vostro diritto ma vi è stata graziosamente concessa dal Sovrano"....Non credo ci sia bisogno di altre parole per spiegare l'enorme assurdità di questi termini.
Da cittadino italiano conosco solo il termine matrimonio, e solo questo istituto per indicare l'unione legalizzata tra due persone, per cui pretendo da cittadino italiano di avere il diritto, come i miei coetanei eterosessuali, di accedere a questo istituto, se poi decidono di creare nuovi istituti e nuovi acronimi per le coppie omosessuali proverò ad accontentarmi.
P.s. Il dialogo con le istituzioni e l'eventuale necessità di scendere compromessi sono una cosa, l'omofobia (anche quella interiorizzata) è un'altra, e chiaramente quest'ultima non può essere presente su questo forum...A buon intenditor.....!
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| Inviato da:
booboononloggato
Data:
4-03-2010 00:45
Certo che al di là di tutto state proprio tutte bene a parlare di matrimonio. Ma la disoccupazione e la crisi non fregano a nessuno? Come fai anche solo a metterti con qualcuno se non ce la fai a tirare avanti? E di nuovo il separatore sociale! Io combinazione lavoro - mobbato - con persone che potrebbero pure adottarsi i figli a vicenda nel caso fossero gay ma rimarrebbero comunque dei casi umani da paura.
Possibile che nel sociopolitico gay ancora una volta la misura sia data dal diritto più esteriore e ci si dimentichi quelli basilari? Che palle! Veramente che palle!
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| Inviato da:
Ospite
Data:
3-03-2010 17:57
Ma siiii... poi basta guardare le cose come stanno per vedere quelle frasi per quello che sono: idiozie sparate apposta pur di andare contro i matrimoni gay. I gay si uniscono in matrimonio civile nello Stato del Massachusetts per via del fatto che la Corte Suprema statale ha dichiarato discriminatorio, quindi incostituzionale, escluderli dal matrimonio civile e segregarli in una civil union con medesime conseguenze legali; idem avvenuto nello Stato del Connecticut; nello Stato del Vermont e in quello del New Hampshire sono state le commissioni parlamentari di studio sulle coppie omosessuali a iniziare il dibattito politico che ha portato alla sostituzione delle civil union simil matrimoniali con l'apertura del matrimonio civile e lo hanno fatto mostrando tutta l'inadeguatezza e la discriminatorietà di tali unioni segregate. In Canada i gay si uniscono in matrimonio civile grazie a una legge che ha recepito in maniera integrale e nero su bianco le varie sentenze federali emesse da alte corti locali nelle quali l'esclusione dei gay dal matrimonio civile e l'ipotesi della civil union simil matrimoniale per omosessuali al posto dell'apertura del matrimonio civile sono state definite discriminatorie, incostituzionali. In California la stessa sentenza che a inizio 2009 ha decretato la legittimità della prop8 appena approvata ha ribadito il fatto che non ci può essere parità etero omosessuali senza che i gay abbiano al matrimonio civile. In Spagna e Portogallo l'approvazione dell'apertura del matrimonio civile a gay e lesbiche è stata dettata da una chiara scelta politica di rifiuto verso le proposte miranti a creare una unione registrata simil matrimoniale per omosessuali al posto di eliminare la discriminazione matrimoniale; è stata continuamente ribadita -vedi le parole di Zapatero ad es- l'importanza di chiamare matrimonio le unioni omosessuali. In Svezia e Norvegia idem, difatti le unioni registrate simil matrimoniali per omosessuali sono state convertite in apertura del matrimonio civile in nome, come è stato annunciato su tutti i media, di un maggior rispetto del diritto di ognuno all'uguaglianza a prescindere dai gusti sessuali. In Sudafrica è stata la Corte costituzionale stessa a dichiarare illegittime le ipotesi alla separate but equal volte appunto a creare una unione registrata apposita per omosessuali al posto di consentire loro di unirsi in matrimonio, e difatti il parlamento dopo tentennamenti vari ne ha preso atto e ha riconosciuto le unioni omosex come matrimoni veri e propri. Eccetera eccetera.
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