Allarme HIV: cresce tra i gay nei paesi omofobi
Martedì 16 Marzo 2010
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L'agenzia dell'agenzia UNAIDS speiga che la diffusione del virus è maggiore dove i gay hanno paura di chiedere aiuto perché temono di essere perseguiti per il loro orientamento sessuale. |
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I livelli di infezione da HIV tra i gay stanno crescendo nei paesi le cui società hanno attitudini omofobe. A diffondere la notizia è stato il capo dell'agenzia dell'Onu UNAIDS.
Michel Sidibe ha spiegato ai giornalisti, durant eun pranzo di lavoro svoltosi ieri, che in aree come l'Africa, dove molti stati hanno leggi che condannano l'omosessualità, il numero di gay che contraggono il virus dell'HIV sta rapidamente crescendo.
In Africa e in Cina, ha dichiarato Sidibe, il 33 per cento delle nuove infezioni riguarda i gay ed è un aumento significativo.
"C'è anche una crescente tendenza conservatrice che mi preoccupa molto - ha aggiunto Sidibe -. Dobbiamo insistere affinché i diritti delle minoranze siano incoraggiati e sostenuti. Se non lo facciamo, penso che l'epidemia si allargerà di nuovo. Non possiamo accettare la tirannia della maggioranza".
Per avvalorare la sua tesi, Mr. Sidibe ha fatto il confronto con i Caraibi dove le leggi contro gli omosessuali sono di meno e dove le infezioni da HIV ai danni dei gay sono cresciute solo di una percentuale che va dal 6 al 9 per cento.
L'aumento del numero dei gay contagiati è dovuto soprattutto al fatto che i gay hanno troppa paura per chiedere aiuto e farsi curare perché temono di essere perseguiti per il loro orientamento sessuale.
Lo stesso meccanismo vale per chi si prostituisce e per i tossicodipendenti nei paesi in cui ci sono leggi molto severe contro la prostituzione e l'uso di droghe: anche tra gli appartenenti a queste due categorie, in quei contesti specifici, si registra un aumento dei casi di infezione. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
daemien73
Data:
4-04-2010 18:38
Credo semplicemente che sia perche' dopo gli anni 90 sia rientrato l'allarme HIV, perche' con i nuovi farmaci si e' ridotta la mortalita' ed e' aumentata la qualita' della vita dei pazienti. Cosi' nei paesi in cui si parla con difficolta' di AIDS e omosessualita' si e' lasciato cadere il discorso, mentre dove i gay sono piu' visibili e attivi socialmente sono continuate le campagne di informazione e prevenzione.
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| Inviato da:
P.D.
Data:
3-04-2010 15:17
Ma tu guarda caso, vero?
La piantiamola con queste notizie! Ormai lo sanno tutti che l'AIDS è una sorta di mezzo usato da alcuni stati per eliminare gli omosessuali! Addirittura in una puntata di Family guy si fa accenno a tutto questo! E in Italia ancora crediamo ad una cosa simile????
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| Inviato da:
www.slaaitalia.org
Data:
31-03-2010 13:43
forse il messggio è che dove la uomini gay non possono vivere storie alla luce del sole, rischiano piu' failmente in rapporti non protetti e con sconosciuti, ergo l'aumento delle infezioni?
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Inviato da:
warmTO (Piemonte)
Data:
18-03-2010 14:24
Guarda il mio profilo su Me2
Non credo che siano aumentate di colpo, né che i paesi si siano trasformati da tolleranti a intolleranti. Credo che il fenomeno si sia costruito nel tempo, i contagi si possono diffondere in modo esponenziale, ogni persona può contagiarne diverse altre, e questo può succedere con più facilità in contesti come quelli descritti sopra.
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Inviato da:
Madjakk (Piemonte)
Data:
16-03-2010 19:12
Guarda il mio profilo su Me2
E prima invece erano paesi tolleranti? Da aperti sono diventati omofobi e di colpo sono aumentate le infezioni?
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