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"Niente gay a scuola, potrebbero deviare i ragazzi"

Lunedì 22 Marzo 2010

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Gay.it -
Questa è una delle incredibili motivazioni usate dai genitori degli studenti di un liceo lombardo per bloccare un incontro organizzato con gli iscritti al Circolo "Milk" per parlare di omosessualità.

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Gay.it - Scuola vietata ai gay. Avrebbe potuto essere scritto questo sulla porta del liceo "Don Milani" di Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo dove i ragazzi, reduci da un incontro con alcuni aderenti al Circolo di cultura omosessuale "Milk" di Milano durante le celebrazioni del Giorno della Memoria, avevano deciso di incontrare di nuovo i ragazzi dell'associazione per parlare di omosessualità.
L'incontro, previsto nell'ambito di un'assemblea sulla sessualità, avrebbe dovuto tenersi il 30 e il 31 marzo prossimi.
Ma è bastato che i genitori venissero a sapere dell'idea balenata in testa ai loro figli perché partisse una raffica di veto incrociati proprio da parte delle famiglie, terrorizzate da chissà quale contaminazione, opera di proselitismo o corruzione di cui sarebbero stati vittime i loro figli. 

Motivazioni come "i ragazzi stanno formando la loro personalità e quindi potrebbero essere deviati" e "propaganda: gli omosessuali non possono parlare di omosessualità", hanno fatto in modo che scoppiasse un caso, tale da portare il Consiglio d'Istituto ad annullare l'incontro. Secondo quanto riporta il "Giornale di Treviglio" un genitore avrebbe anche dichiarato: "Accompagno mio figlio persino a fare le vaccinazioni figuriamoci se lo lascio andare ad un incontro del genere. E' come il vaccino antinfluenzale: è più dannoso che utile".
Gli studenti e la maggior parte dei professori, però, non hanno accettato la decisione di consiglio e genitori ed hanno protestato e lo stesso preside ha condannato "l'estrema gravità delle affermazioni omofobe di alcune persone".

Gay.it - Alla fine, un incontro ci sarà, anche se non come lo avevano progettato gli studenti: a partecipare saranno solo le quarte e le quinte, mentre i relatori saranno rappresentanti dell'Agedo. Ma anche in questo caso, qualcuno aveva ipotizzato che si vietasse perentoriamente la presenza di omosessuali. I ragazzi, invece, sono riusciti ad ottenere che almeno un rappresentante della comunità gay presenziasse all'incontro. Per fortuna, a spingere perché l'incontro di tenesse lo stesso sono stati, oltre ad alcuni professori, principalmente i ragazzi, evidentemente più propensi al confronto e alla conoscenza rispetto alle loro famiglie.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: andrea912
Data: 1-04-2010 10:23

io alla palestra della don milani qui a bergamo ( per intenderci dove c'è l'ex inceneritore a lallio) ci sono stato ad arbitrare . e mentre arbitravo ho sentito un gruppo di ragazzi parlare di sta cs.. all'inizio ero stupito n quanto essendo gay dichiarato mi aveva stupito una cosa del genere sopprratutto a bergamo dove la metà della popolazione vive ancora nel medioevo.. ma ora leggendo questo articolo si capiscono molte cose.. sono i genitori che hanno paura della diversità e dei cambiamenti e per questo vietano ai ragazzi di sapere e di decidere perchè non è detto che tutti siamo ugguali perchè se no che mondo sarebbe=?


Inviato da: DON MILANI
Data: 26-03-2010 16:00

IN MERITO ALL'ARGOMENTO SIETE INVITATI A LEGGERE I DUE COMUNICATI PUBBLICATI SUL SITO DEL LICEO. BUONA GIORNATA


Inviato da: Ospite
Data: 24-03-2010 13:52

Che tristezza che ancora ci troviamo a questi livelli! Tutti parlano dell'importanza dei figli per il futuro della 'nazione' e poi guardate voi come l'Italia li tratta i suoi figli! E questo è solo uno dei pochissimi casi che viene alla luce del sole, ma tutti gli altri di cui non sappiamo nulla?


Inviato da: Paolo di Torino
Data: 24-03-2010 09:16

"Buona sera, Sono il compagno omosessuale di un insegnante del Liceo DON MILANI di Romano Lombardia, vi segnalo che nella scuola si è verificato un caso di omofobia, un ragazzo di IV liceo ha abbandonato il corso di studi recentemente, lo studente aveva dichiarato di essere omosessuale e dal quel momento era stato sottoposto alla derisione della classe. In gita nessuno dei compagni voleva dormire lui. La preside e i docenti del corso non solo non sono intervenuti ma hanno coperto tutto diligentemente. " Segnalo questo passaggio, che sembra tagliato su misura per "anche per quel solo ragazzo" di cui parla Ale di Roma... L'intervento è posto come commento all'articolo del "Corriere della Sera" del 22 marzo u.s. Dove è ora quel ragazzo? E soprattutto come si sente e come sta?


Inviato da: Ospite
Data: 23-03-2010 19:19

Una buona notizia dal mondo della scuola. MATRIMONI GAY, STUDENTI CALTANISSETTA IN UDIENZA (9Colonne) Roma, 23 mar - L'Associazione Radicale Certi Diritti, che sta assistendo con una sua rappresentanza all'udienza in Corte Costituzionale relativamente alla questione di legittimità del matrimonio tra persone dello stesso sesso, plaude all'Istituto Tecnico Mottura di Caltanissetta, che con 41 dei suoi studenti sta assistendo al dibattimento. "Plaudiamo all'iniziativa dell'Istituto Tecnico Mottura" affermano i rappresentanti di Certi Diritti, "che ha dato l'opportunità ai suoi studenti di presenziare a una sentenza storica per l'Italia e per i suoi cittadini; è con questo senso civico che un istituto scolastico dovrebbe rapportarsi alla società, mettendo in primo piano il confronto, l'informazione e la sensibilizzazione su tematiche che riguardano il principio di eguaglianza e di non discriminazione tra tutte le persone. Un messaggio positivo e incoraggiante" continuano, "rispetto a quello del liceo Don Milani di Romano di Lombardia, che qualche giorno fa ha bloccato, per opera dei genitori, un'incontro propedeutico alla non discriminazione delle persone omosessuali


Inviato da: Ospite
Data: 23-03-2010 18:29

Quando si smette di aver voglia di conoscere si diventa vecchi... ma perchè far diventar vecchi anche i propri figli?


Inviato da: Ospite
Data: 23-03-2010 16:09

sono un gay 40enne e sono commosso dalle parole di ale roma,magari avessi potuto avere un confronto ai tempi del liceo,mi sono sentito solo come un cane,mi sono autoisolato,la mia famiglia lo ha saputo a 23 anni e tutt oggi sono in guerra quasi quotidiana con loro , fanno finta di accettare ma nel loro profondo nutrono diprezzo e pena , mi sono sforzato di capire i loro limiti,di mediare ma la loro ignoranza e' rimasta tale e quale agli anni 50,imbottiti di televisone e berlusconismo a buon mercato , mia sorella è medico ha tre anni piu' di me e non mi ha mai rivolto la parola,mi ha usato come presenza per il suo quadretto familiare senza mai interessarsi minimamante a mediare tra me e i miei genitori. Se un genitore legge questo mio messaggio lo invito alla riflessione, a superare l'egoismo che ci porta a credere di sapere tutto e a inofrmarsi,comunicare,leggere,conoscere.... Io invece sono un gay di 35 anni, ma la mia esperienza adolescenziale circa l'omosessualità è stata identica, anche se poi, dopo un primo periodo di riluttanza, la mia famiglia ha finito per riconoscere che, in fondo, ero sempre la stessa persona di quando non sapevano fossi gay. Sottoscrivo in pieno quanto detto da ale roma e concordo con quanto dici tu caro ospite 66 e spero che ogni genitore, in futuro, almeno, possa prevedere fin dalla nascita dei suoi figli, che costoro possano essere dei gay o delle lesbiche. Già è dura lottare con una società sottilmente, ma intrinsecamente, ostile, figurarsi poi durante l'adolescenza trovarsi da soli senza nessuno cui poter confidare le proprie ansie e i propri timori. L'OMOFOBIA E' SEMPRE UN CANCRO TERRIBILE ma è peggiore quando ad esserne colpiti sono i genitori di ragazzi e ragazze gay!


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