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Matrimoni gay e Unioni civili. Ecco la situazione in Europa

Mercoledì 24 Marzo 2010

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Gay.it - Matrimoni gay e Unioni civili. Ecco la situazione in Europa
Se alcuni stati hanno esteso l'istituto del matrimonio anche ai gay, quasi tutti gli stati occidentali riconoscono le coppie di fatto, indipendentemente al fatto che siano gay o eterosessuali.

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Tutti i paesi occidentali hanno regolamentato le unioni di fatto gay. O quasi. Mancano all'appello infatti solo 4 stati: Cipro, Malta, la Grecia e, ovviamente, l’Italia. Le altre nazioni hanno deciso per una equiparazione delle coppie di fatto gay a quelle eterosessuali oppure per una regoalmentazione ad hoc. La prima strada, quella dei paesi che hanno esteso il matrimonio alle coppie gay, è stata percorsa da Svezia, Norvegia, Belgio, Spagna, Olanda e, per ultimo, il Portogallo.

Il motivo è semplice. Sono le istituzioni comunitarie a chiedere ai paesi di regolamentare le coppie gay, pur non obbligando le nazioni a percorrere per forza la strada dell'estensione a queste del matrimonio. L'ultimo trattato europeo che chiede ai paesi di non discriminare in base all'orientamento sessuale è quello di Lisbona, cioè la Costituzione europea.

Per questo l'Italia, pur in presenza di una sentenza positiva della Corte Costituzionale, non sarà comununque obbligata ad introdurre i matrimoni gay nell'ordinamento. Al limite accellererà i tempi per l'approvazione di una legge che regolamenti le coppie di fatto, magari con uno dei provvedimenti già proposti da alcune proposte di legge (Cus o DiDoRe) o con un nuovo istituto ad hoc.

Ecco una lista di paesi europei che hanno scelto strade diverse dal matrimonio.
FRANCIA: Dal 1999 è in vigore la legge sui "Pacs", i Patti civili di solidarietà, sia per le coppie etero che quelle omosessuali.
GERMANIA: Dal 2001, il "contratto di vita comune" garantisce alle coppie omosessuali diritti simili a quelli del matrimonio. 
REGNO UNITO: Dal 2005, il "partenariato civile" garantisce alle coppie gay diritti pressoché identici rispetto a quelle etero in materia d'eredità, impiego e pensioni. 
UNGHERIA: Le coppie dello stesso sesso sono riconosciute come "amanti", ma è esclusa l'adozione.
SVIZZERA: Anche qui c'è un "partenariato registrato" dal 2005, ma è esclusa l'adozione. 
CROAZIA: "Reciproco sostegno" e diritto all'eredità sono garantiti alle coppie omo da una legge adottata nel 2003.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: fabrizio orsini (malaga-london)
Data: 15-04-2010 23:02

x valerio 1234.preciso,per libera circolazione intendo riconoscimento giuridico,legale!


Inviato da: fabrizio orsini (malaga-london)
Data: 15-04-2010 22:50

x valerio 1234.è come dico io,mi sono informato a dovere,giusto per cultura,in quanto io sto bene in spagna.l'italia deve riconoscere le coppie gay e lesbo dell'UE,in quanto è previsto nel trattato di lisbona,la libera circolazione di tutti i cittadini dell'UE,all'interno dell'unione stessa,e quindi dell'area schengen,compresi coniugi ed eventuale prole,siano essi etero o gay.poi l'unione non obbliga,ma invita,tutti i paesi membri a legiferare nei confronti delle coppie gay un riconoscimento giuridico! ma l'italia,avendo sottoscritto il trattato di lisbona,deve riconoscere le unioni di fatto di cittadini UE.e qui è l'incongruenza! a livello internazionale l'italia a riconosciuto le unioni di fatto gay in sede del parlamento europeo,ma poi all'interno del paese non vuole neanche legiferare un PACS tipo quello francese! ma d'altro canto l'italia è notga per le sue ipocrisie e incongruenze,no? xorsoandy.ma chi glielo fa fare a rientrare in italia e pagare le tasse a benito berlusconi e alla lega nord? avrebbe comunque una vita candidata a cittadino di serie B.resti in austria,glielo consiglio! l'italia da calci in faccia ai gay! e concordo con lei,quella sorta di gay repressi e nascosti,che votano ai fascisti,andando contro loro stessi e a tutta la comunità,magari celate anche dietro un matrimonio etero-saffiko,e probabilmente andando anche in chiesa,ma per ricchi clisteri di acqua santa,però,mi fanno molto skifo,come ha detto lei pocanzi!


Inviato da: José Merentes
Data: 14-04-2010 15:11

La Corte a sbagliato e oblidato i suoi compiti. Secondo la decisione, é possibili scegliere l´orientamento sessuale. Ignoranti insensibili!


Inviato da: Valerio1234
Data: 14-04-2010 14:27

Invito Fabrizio e Orsoandy a meglio verificare quanto espresso. L'unione fra cittadini non-italiani dello stesso sesso che si rechino in Italia non sarà riconosciuta (a mio avviso) in Italia proprio perché non esiste in Italia una struttura corrispondente. Questi riconoscimenti al momento avvengono in base alla legislazione specifica di ogni paese e non mi risulta che l'Italia al momento abbia legiferato in materia. Sono residente nel Regno Unito e pensate che fino a poco tempo fa il Regno Unito riconosceva i PACS francesi come civil partnerships ma la Francia non riconosceva le civil partnerships britanniche, pur riconoscendo le istituzioni di altri paesi europei. Ora la situazione è stata rettificata da un'apposita legge francese ma fino a che questo non è avvenuto, i cittadini britannici legalmente uniti nel Regno Unito erano considerati perfetti sconosciuti in Francia con conseguenti disastrosi effetti in caso per esempio di morte di uno dei due e impossibilità dell'altro di ereditare per esempio una casa comune senza pagare una quantità esorbitante in tasse. Ci fu un caso celebre che mise in evidenza questa situazione. Quindi non conterei sul fatto che l'Italia riconosca unioni estere.


Inviato da: Ospite
Data: 14-04-2010 14:25

Nell'articolo si fa un elenco incompleto dei Paesi con le unioni registrate. Mancano diversi Stati, fra cui Austria, Slovenia, Lussemburgo, Andorra, Danimarca, Finlandia, Islanda, Repubblica Ceca,... e si omette il fatto che anche gli Stati in cui i gay si possono unire in matrimonio sono in vigore le unioni civili per le coppie di fatto. In Olanda ad esempio, Paese in cui anche chi è gay o lesbica può accedere al matrimonio civile, vige una unione registrata avanzatissima alla quale possono accedere coppie sia etero sia omosessuali la quale comporta le stesse conseguenze legali del matrimonio civile.


Inviato da: orsoandy
Data: 26-03-2010 10:37

Grazie Fabrizio per le informazioni, al momento ho la cittadinanza italiana e non credo di cambiarla con quella austriaca, almeno finche vivro con il mio compagno austriaco qua e avremo tutti i diritti e doveri previsti dalla legge austriaca per le copie di fatto. Comunque e interessante saperlo nel caso decidessimo in futuro di trasferirci in Italia, se non ci saranno leggi italiane che tutelano i diritti delle coppie di fatto estere, faro il cambio di cittadinanza in modo da avere i miei diritti riconosciuti anche nel regno dell imperatore silvio con i suoi dignitari. Pero che schifo dover emigrare x voler essere noi stessi in liberta e reciprocita di diritti come tutti gli altri cittadini, cio mi ricorda i liberi pensatori che dovettero fuggire in francia spagna e svizzera all avvento del fascismo in italia, siamo forse a quel punto ? Se si ringraziamo anche tanti gay che adulano berlusconi ed il suo partito, come mi fanno SCHIFO


Inviato da: fabrizio orsini (malaga-london)
Data: 25-03-2010 03:25

x orsoandy! se acquisirà la cittadinanza austriaca,sappia che l'italia le dovrebbe riconoscere l'unione civile,al pari di me se lo volessi,che ho quella spagnola,in quanto sposato con uno spagnolo! altra incongruenza! infatti,sempre per il trattato di lisbona,l'italia non riconosce le coppie di fatto gay italiane,ma deve riconoscere quelle gay dei paesi UE dove vi sono le leggi in materia,poiché,se due cittadini gay sposati o legalmente conviventi,e,dove è possibile,anche con prole,venendo a vivere in italia magari per lavoro,non potrebbero non avere i diritti di convivenza riconosciuti,in quanto tali nel loro paese,in caso di necessità (ad esempio pensione,assistenza medica,etc.)e di lunga permanenza in italia con residenza regolare! informatevi su google inserendo trattato di lisbona e diritti del cittadino UE!


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