Aspettando l'Italia: la Corte portoghese ha detto "sì"
Venerdì 9 Aprile 2010
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Si attende da lunedì la sentenza della Corte Costituzionale italiana sulla leggittimità delle nozze gay. Intanto, l'omologa portoghese ha ammesso i matrimoni tra persone dello stesso sesso. |
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Lo aveva promesso in campagna elettorale e lo ha fatto. Il premier portoghese, il socialista Jose Socrates e il suo governo hanno presentato una legge che consente anche alle coppie gay di sposarsi che però, dopo l'approvazione del parlamento, il presidente Anibal Cavaco Silva, cattolico praticante e membro del principale partito d'opposizione, ha voluto sottoporre al vaglio della Corte Costituzionale. Adesso la Corte si è espressa con una sentenza con la quale dà il via libera alla legge che autorizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Unico neo della legge è il divieto esplicito di adottare figli. A favore della nuova norma si sono espressi 11 membri della Corte, mentre solo due hanno votato contro.
Adesso il presidente ha venti giorni di tempo per firmare la legge o porre il veto. Nel secondo caso, il parlamento dovrà votare
nuovamente la legge che sarebbe approvata anche con la maggioranza semplice. Questo potenziale inconveniente non ritarderebbe l'entrata in vigore della norma, prevista per l'estate. Il Portogallo diventa così il sesto stato europeo ad ammettere i
matrimoni tra persone dello stesso sesso insieme a Belgio, Olanda, Spagna, Svezia, Norvegia, cui si aggiungono Canada,
Repubblica Sudafricana, Massachussetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, Washington D.C. e alcune municipalità e/o regioni di Argentina, Messico e Brasile. Ricordiamo, poi, che sono 17 le nazioni in cui alle coppie gay vengono riconosciuti gli
stessi diritti di cui gono le coppie etero (Austria, Francia, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Islanda, Andorra, Croazia, Colombia, Nuova Zelanda, Uruguay).
A pochi giorni dalla tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale italiana, sentenza che sarebbe dovuta arrivare lo scorso 23 marzo ma che è stata rimandata a dopo il 12 aprile, le notizia in arrivo dal Portogallo sembrano di buon auspicio.
Si felicita per il via libera che la Corte Costituzionale portoghese l'associazione radicale Certi Diritti.
"La Corte ha respinto le riserve del Presidente della Repubblica - affermano Sergio Rovasio e Ottavio Marzocchi, segretario e responsabile delle questioni europee dell'associazione -, ricordando il divieto di discriminazioni basate sull'orientamento sessuale ed affermando che nulla nella Costituzione portoghese impedisce l'entrata in vigore di una tale legge, eliminando così l'ultimo ostacolo sulla strada del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Di fronte all'inazione del legislatore italiano Certi Diritti attende con fiducia la sentenza della Corte Costituzionale, prevista dopo il 12 aprile, nella speranza che l'Italia possa rientrare in Europa invece che allontanarsene sempre di più".
"La Corte (portoghese, ndr) ha spiegato che il concetto di matrimonio, proveniente da un certa tradizione, è oggi ben diverso,
aperto e in evoluzione - si legge in una nota della presidenza di Arcigay - ed ha motivato l’approvazione con il fatto che l’apertura alle coppie gay e lesbiche non ostacola la salvaguardia dell’unione uomo-donna. Ora l’ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore è la firma del Capo dello Stato".
"La comunità lgbt italiana attende con ansia e grande speranza questa decisione, auspicando che possa essere riconosciuto un
diritto fondamentale di uguaglianza e che finalmente le famiglie omosessuali possano smettere di essere invisibili grazie ad un
riconoscimento pubblico dei propri amori e delle proprie relazioni – dichiara il presidente nazionale Arcigay Paolo Patanè –. Più volte gli organismi europei hanno invitato i Paesi UE a dare dignità a tutte le relazioni familiari, convinti che solo attraverso la tutela di ogni persona e di ogni coppia si possa davvero costruire una nuova società ricca di molteplici relazioni affettive". |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
almy on the radio
Data:
16-04-2010 23:39
assomiglia un pò a come parla il filiberto di savoia
suggerimeto: fumare di meno
scartabellando comunque ha detto qualcosa di interessante
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| Inviato da:
almy on the radio
Data:
16-04-2010 23:34
Ci scommetto le palle.
Mi hanno pure invitato a parlarne in una radio locale,
ma tanto so che dirò: "Lo sapevo già"
ti hi sentito on the radio
hai una voce stranissima e l'erre moscissima e l' accento veneto
però diverso da come ti immaginavo
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
13-04-2010 15:11
Guarda il mio profilo su Me2
Perché si acquista la cittadinanza
solo se ti sposi con chi lì la possiede già.
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| Inviato da:
ProblemaSolve
Data:
13-04-2010 11:12
Dato che nell'articolo sono elencati tanti "bei" paesi, perché non andate a sposarvi là?
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| Inviato da:
Ospite
Data:
12-04-2010 21:25
Viva Portugal! Se si pensa che fino a tre o quattro anni fa lì non si poteva nemmeno abortire, stanno facendo grandi passi grazie a Sòcrates. E noi qui a guardare...
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| Inviato da:
Moreno1989
Data:
12-04-2010 17:04
Vorrei far presente una cosa a Gredase. Non dimentichiamoci, che la Corte Costituzionale tra i suoi poteri, non ha solo quello di dire o meno se gli articoli del codice civile sono incostituzionali ma ha anche il potere di scavalcare il legislatore effettuando direttamente un intervento sulle leggi, attraverso le sentenze manipolative o additive. Oppure esiste anche la possibilità (non so se valida in questo caso) di utilizzare una sentenza interpretativa, che consenta di non conferire alle parole 'marito' e 'moglie' carattere vincolante (anche se l'interpretazione non diventa obbligatoria per tutti).
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| Inviato da:
gredase vero
Data:
10-04-2010 20:45
ma va bene, libero di essere feice ed ottimista, ma vedi io credo che anche la nostra Corte se interpellata con la stessa domanda rivolta agli omologhi portoghesi avrebbe risposto di sì. il problema è che le domande sono diverse. se anche la nostra Corte dicesse di sì sarebbero due sì diversissimi. da noi il sì implicherebbe che il legislatore non puòvietare i matrimoni gay, il si portoghese (a quanto MI sembra) invece dice che è il legislatore a decidere sul matrimonio. come vedi anche nel caso di risposta affermativa le implicazioni sarebbero differenti.
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