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Non vogliamo mica la Luna
di Alessio De Giorgi
Mercoledì 14 Aprile 2010

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Gay.it - Non vogliamo mica la Luna
Occorre leggere le motivazioni della Corte, che magari ci daranno qualche spiraglio in più rispetto a quanto trapelato, ma l'Alt è innegabile. Adesso bisogna dialogare con la destra.

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Non vogliamo mica la luna: vogliamo solo il riconoscimento e la pari dignità delle nostre coppie.

Verrebbe scontato rispondere così a quanti oggi pontificano sulla decisione della Corte Costituzionale di rigettare i ricorsi presentati da alcune coppie in giro per l’Italia, con una campagna promossa dalla Rete Lenford che raccoglie gli avvocati lgbt e dall’associazione Certi Diritti. Certo, occorre leggere le motivazioni della Corte, che magari ci daranno qualche spiraglio in più rispetto a quanto trapelato oggi, ma l’alt che ci è stato dato è innegabile.

Stiamo chiedendo la luna? Abbiamo osato? Abbiamo peccato di massimalismo, concentrando i nostri sforzi su un obiettivo tutto sommato impossibile?

E’ possibile che sia così, ma questa battaglia andava comunque fatta per due motivi. Da da un lato esiste oggettiva e forte una ben più che comprensibile “pressione” delle coppie lgbt che pretendono di essere riconosciute, dall’altro questa sentenza costringe tutto il paese a ragionare su un tema, quello del riconoscimento delle nostre coppie, che ormai da qualche anno non è più all’ordine del giorno. E impone al legislatore una direzione chiara e netta: su questa materia, prima o poi il Parlamento Italiano dovrà pronunciarsi.

Detto questo, personalmente continuo a restare convinto che in un paese come questo e in un periodo politico come quello che stiamo attraversando gli obiettivi che possiamo darci non possono che essere a portata di mano: una legge contro omofobia e discriminazioni, campagne informative, iniziative nelle scuole di contrasto al bullismo, al massimo – ma dovrà passare ancora qualche anno  – una legge che blandamente riconosca le coppie di fatto anche omosessuali. E’ poco, ma le condizioni nelle quali operiamo sono queste: non è la Spagna, non è la Francia con Sarkozy che oggi giustamente bacchetta Bertone, non è la stragrande maggioranza dei paesi europei, ma è – tristemente - l’Italia.

Non voglio fare il minimalista di turno. Ma proprio perché ho sostenuto questa campagna che ha portato alla sentenza di oggi, e l’ho sostenuta considerandola come una inevitabile conseguenza della mancanza assoluta di dibattito su questa tematica nell’agenda politica italiana, oggi sono convinto che il movimento lgbt debba nella sua interezza riprendere i contatti con questa politica. Anche con la politica ai tempi di Berlusconi Presidente, che comunque qualche timida sorpresa positiva  ce l’ha riservata: penso ad esempio alla campagna di comunicazione del Ministro Carfagna, nonostante lo stop tremendo e secco dato dal Parlamento alla legge contro l’omofobia.

In sostanza, oggi che la via giudiziaria al riconoscimento delle nostre coppie è fallita, va ripresa la via politica. Difficile quanto volete, ma necessaria.

Perché le nostre coppie sono ancora lì senza uno straccio di riconoscimento giuridico. E nessuna di loro vuole la luna.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: galamay
Data: 15-04-2010 22:58

Pubblico questo commento e vi invito a diffonerlo ------------------- Peccato... è stata persa un'opportunità. La Consulta non ha avuto il coraggio di far valere i diritti di noi, che siamo una minoranza, per non subire ripercussioni. Non ha riconosciuto per sentenza ciò che dovrebbe essere riconosciuto dal parlamento ma che lo non sarà mai, almeno fintanto che il parlamento resterà infestato di confessionalisti e conservatori illiberali. D'altro canto, se la consulta avesse detto che, in quanto al costituzione non vieta espressamente il matrimonio tra gay e che anzi, in base all'art. 3 tutti i cittadini sono uguali e hanno gli stessi diritti e doveri, e quindi le coppie omosessuali possono già sposarsi(apllicando le leggi in modo conforme alla costituzione), il parlamento clericale che abbiamo avrebbe emendato la costituzione per rendere esplicito il divieto: avrebbe reso cioè conforme la costituzione alle leggi che regolano il matrimonio, rendendo esplicito che i coniugi sono solo di sesso opposto. Così invece non cambierà niente e dobbiamo aspettare una rivoluzione che faccia piazza pulita dei cattolci e dei conservatori in parlamento. Meglio emigrare? Meglio mandare a cagare questo paese di merda? Io vorrei che si istituisse l'Unione civile, valida per tutti (coppie eterosessuali e omosessuali), rescindibile unilateralmente (come in spagna, anche se si ci sono sia i matrimoni civili sia le unioni civili). Non vedo infatti che senso abbia avere due istituti che regolano gli stessi rapporti. Meglio fare una riforma del matrimonio civile cambiandone il nome e riducendo i tempi per il divorzio a 12 mesi. Il termine "matrimonio" sopravviverebbe solo col senso di "unione coniugale celebrata con rito religioso", che non avrebbe alcun valore legale in mancanza dell'Unione civile stipulata in comune. Il matrimonio civile, se non si vuole estendere la denominazione attuale anche alle coppie omosessuali, dovrà essere riformato in modo da non dare adito ad alcuna discriminazione tra coppie eterosessuali e omosessuali. Pertanto dovrà chiamarsi unione civile, essere estesa anche alle coppie omosessuali, ed essere rescindibile non in 36 mesi, come oggi, ma in soli 12 (divorzio breve: http://www.google.it/search?h
l=it&q=div ... 1I7ADFA_it
) . In quanto ai rapporti tra genitori e figli, quelli devono essere considerati indipendenti dai rapporti esistenti tra i genitori. Già oggi non c'è, finalmente, quasi alcuna differenza tra figli legittimi e figli nati al di fuori del matrimonio (definiti "figli naturali"); i figli ricevono il diritto di essere mantenuti dai genitori in coseguenza del riconoscimento che i genitori fanno nei loro confronti... il riconoscimento una volta effettuato non può più essere revocato. http://www.google.i
t/search?hl=it&q=ric ... 1I7ADFA_it
Inoltre col divorzio non dovrebbe cambiare niente nel rapporto tra genitori e figli e già oggi ci si orienta verso la potesta congiunta anche dopo il divorzio. http://
www.google.it/search?hl=it&rlz=1 ... orzio&meta
Il matrimonio serve solo alla coppia per essere riconosciuta dallo Stato che così ne regolamenta diritti e doveri intrinseci ed estrinseci. L'esistenza dei figli non è necessaria per la validità del matrimonio civile neppure per le coppie eterosessuali, e non vedo perchè debba esserlo per quelle omosessuali. ----- Alessio Giandomenico Mameli (così anche su Facebook). http://www.youtube.com
/aggadym
http://
www.ilmondodigalamay.ilcannocchiale.it


Inviato da: demcris
Data: 15-04-2010 17:35

Scusate ma non erano degli sporchi comunisti questi giudici.Un po incoerenti questi verdi/azzurri.Purtroppo quelli che non la pensano come la coppia Giovanardi/Roccella debbono tacere,altrimenti il seggio se lo scordano.Ancora,tuttavia non ho sentito gli ineffabili Gasparri/Quagliarello.


Inviato da: fabrizioparigi
Data: 15-04-2010 17:33

@ ruby.. si fino al momento in cui avrai il tuo partner in ospedale e ti impediranno di vederlo .. solo allora ti inginocchierai davanti alla porta piangendo come una madama butterfly?? per gli altri : un consiglio siete giovani , le opportunità sono tante lasciate sta merda di paese ed emigrate verso lidi migliori , più remunerativi , socialmente avanti e più civili Francia, Spagna, Germania, Argentina , Le Isole Canarie. e non ditemi "ma il lavoro , la famiglia ..." la famiglia la potete vedere comunque e il lavoro si trova , certo se aspettate che vi chiamino loro state freschi , ma cercare su internet, proporsi ... Meglio dare i soldi a chi in fondo almeno ci considera cittadini che ad un paese che non da nulla...


Inviato da: peppe2
Data: 15-04-2010 17:30

Un timbro, mettetemi un timbro! e c'è bisogno di una sanzione pubblica e solenne? Ma chi se ne frega del riconoscimento pubblico? Anni e secoli a dire che il matrimonio è la tomba dell'amore, che sono solo carte, etc e poi mi venite fuori con questa prepotente voglia di timbro? Con il quale è come se lo stato vi dicesse: "be', in fondo non fai nulla di male". Perchè questa è la chiave di tutto secondo me. Nessuno mi toglierà dalla testa che queste esigenze sono di chi, in fondo, non si è mai accettato e vuole essere tranquillizzato. Un gay davvero libero e liberato non sentirebbe alcun bisogno di tutto ciò, perchè sa bene di non avere nulla per cui ottenere il pubblico perdono. Le esigenze pratiche grandi o piccole si possono poi soddisfare agilmente e in fretta con le norme ordinarie, eventualmente riviste e calibrate, senza mettere su apparati enfatici e ridicoli come quelli che tanto piacciono a molti gay,ma non a tutti! Piuttosto, se si raccogliesse con serietà il parere dei gay sul diritto al matrimonio qualcuno -e parlo dell'Arcigay prima di tutto - avrebbe delle amare sorprese.[/quote] @rubytuesday il matrimonio non è semplicemente una festicciola e qualche rito tramandato dagli antenati. il matrimonio è anzitutto un CONTRATTO. ed è una cosa vergognosa che questo contratto possa essere fatto solo da eterosessuali, in una coppia gay se uno muore l'altro non ha assolutamente nessun diritto, se uno è ricoverato in ospedale non possono dare informazioni all'altro, una coppia gay rimmarrà sempre divisa dalla legge, e stai sicuro che la posizione dei gay in materia è chiarissima, è inutile sparare queste baggianate secondo cui ai gay non interessano i diritti, questa è semplicemente ignoranza


Inviato da: rubytuesday (Sicilia)
Data: 15-04-2010 15:41
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Un timbro, mettetemi un timbro! e c'è bisogno di una sanzione pubblica e solenne? Ma chi se ne frega del riconoscimento pubblico? Anni e secoli a dire che il matrimonio è la tomba dell'amore, che sono solo carte, etc e poi mi venite fuori con questa prepotente voglia di timbro? Con il quale è come se lo stato vi dicesse: "be', in fondo non fai nulla di male". Perchè questa è la chiave di tutto secondo me. Nessuno mi toglierà dalla testa che queste esigenze sono di chi, in fondo, non si è mai accettato e vuole essere tranquillizzato. Un gay davvero libero e liberato non sentirebbe alcun bisogno di tutto ciò, perchè sa bene di non avere nulla per cui ottenere il pubblico perdono. Le esigenze pratiche grandi o piccole si possono poi soddisfare agilmente e in fretta con le norme ordinarie, eventualmente riviste e calibrate, senza mettere su apparati enfatici e ridicoli come quelli che tanto piacciono a molti gay,ma non a tutti! Piuttosto, se si raccogliesse con serietà il parere dei gay sul diritto al matrimonio qualcuno -e parlo dell'Arcigay prima di tutto - avrebbe delle amare sorprese.


Inviato da: Ospite
Data: 15-04-2010 10:32

ma davvero pensavate che sarebbe passata?..Ragazzi sveglia una buona volta, smettiamola di credere che in italia si ottenga qualcosa in questo modo. Quei porci che ci governano, oltre ad essere omofobi e fascisti sono anche troppo intimoriti dal vaticano per prendere una decisione sull'argomento. Bisogna cambiare strategia...facile a dirsi e meno facile a farsi, ma bisogna cominciare a lottare seriamente per i nostri diritti. Perchè, per esempio, ogni omosessuale non presenta una personale querela contro quell'imbecille di Bertone? Cominciamo a farci sentire incazzati....basta con tutta questa protesta silenziosa in attesa che le cose vengano da sole...ci prendono per il culo e noi, nel meravigliosi spirito da italiani, aspettiamo che sia qualcun altro ad occuparsene. Incazziamoci!!!!


Inviato da: gredase vero
Data: 15-04-2010 10:26

la Corte ha fatto quel che doveva fare, ora aspettiamo le motivazioni che potrebbero anche obbligare il Parlamento a fare una legge uguale a quella francese o tedesca. coloro che se la prendno con l Corte probabilmente sono ignoranti. la Costituzione, LEGGETEVELA, è abbastanza chiara. la cosa più sconcertante che nelle nostre scuole manchi l'ABC. per cui se uno in Costituzione legge: "famiglia naturale" pensa che sia un concetto giusnaturalista o eterosessuale quando invece è tutt'altro. non potete prendervela con la Corte se non sapete capire il significato dei testi scritti in italiano, è questo il vero dramma!


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