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La Cassazione. "Marrazzo vittima e testimone, non colpevole"

Martedì 20 Aprile 2010

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Gay.it - La Cassazione.
La Corte di Cassazione, rifiutando la richiesta di scarcerazione dei carabinieri coinvolti, chiarisce che l'ex presidente non commise reati ma fu vittima "di una vera e propria imboscata".

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Gay.it - La Cassazione. Dopo mesi di silenzio si torna a parlare del cosiddetto caso Marrazzo, la vicenda che portò l'allora presidente della Regione Lazio (era ottobre dello scorso anno) a dimettersi per via di un ricatto subito da alcuni carabinieri che lo avevano sopreso e filmato durante un incontro con la trans Natalì nell'appartamento di lei in via Gradoli a Roma. Adesso, a riaprire la vicenda è la sentenza numero 15082 della Corte di Cassazione chiamata, in realtà ad esprimersi sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali dei carabinieri autori del ricatto. Nella loro pronuncia, i giudici del Palazzaccio hanno definitivamente assolto Piero Marrazzo descrivendolo come vittima di "un vero e proprio agguato culminato con l'irruzione nell'abitazione della trans".
Tutte le accuse rivolte dai carabinieri Luciano Simeone e Carlo Tagliente cadono nella stenenza della Suprema Corte che nega la scarcerazione ai tre e spiega come nessuno dei comportamenti dell'ex presidente della Regione sia penalmente rilevante.

Gay.it - La Cassazione. L'auto blu con cui Marrazzo si faceva accompagnare in via Gradoli, ad esempio, non era usata impropriamente, dato che la vettura viene concessa in uso al presidente per qualsiasi spostamento e non solo per quelli istituzionali.
L'ex presidente, che di tutta la vicenda è "la vittima predestinata di quella che è stata considerata come un'imboscata organizzata ai suoi danni", non dovrà rispondere neanche per la presenza della cocaina. Le indagini, infatti, hanno provato che a mettere la droga nell'appartamento di Natalì sono stati Luciano Simeone e Carlo Tagliente, i carabinieri autori del video, al solo scopo di rendere più grave la posizione della vittima della loro imboscata facendo così in modoc he fosse più facilmente ricattabile. In più, se anche a portare la droga fosse stato Marrazzo, a quanto risulta dagli elementi raccolti dagli inquirenti, la cocaina sarebbe stata destinata all'uso personale e quindi non penalmente rilevante.
Irrilevanti poi anche le accuse riguardo la presunta falsa denuncia di smarrimento degli assegni che l'ex presidente fu costretto a firmare sotto ricatto. Marrazzo, infatti, cfece sapere alla banca di quegli assegni solo per non favorire i suoi estortori.

Gay.it - La Cassazione. Sia la testimonianza di Marrazzo che quella di Natalì sono state considerate affidabili e attendibli cosa che, insieme al comportamente dei due carabinieri nell'appartamento "certamente non riconducibile a quanto ci si aspetterebbe da rappresentanti delle forze dell'ordine impegnati in compiti di istituto", ha avallato la tesi secondo cui quello di via Gradoli fu un blitz in piena regola e non un controllo casuale. A dare credibilità maggiore a questa circostanza anche il fatto che i due carabinieri non presentarono alcun verbale dell'irruzione, non sequestrarono la cocaina o perquisito l'appartamento. "Risulta invece - scrive suprema Corte - che "essi, o eventuali complici introdottosi con loro nell'appartamento, hanno eseguito delle significative riprese video del Marrazzo in atteggiamento certamente compromettente, specie per un uomo che ricopriva un importante ruolo istituzionale; riprese le cui finalità non erano certo quelle di assicurare, a fini di giustizia, le tracce di reati, o di individuare i colpevoli di condotte delittuose, ma solo di registrare situazioni scabrose per ottenere indebiti vantaggi".

Gay.it - La Cassazione. In una video-intervista rilasciata a Repubbliva TV, l'ex predisente del Lazio, visibilmente provato, ricorda di non essere mai stato accusato dalle autorità giudiziare, ma considerato sempre vittima e testimone dell'accaduto. "Ecco perché ho aspettato in silenzio il lavoro dei magistrati, degli investigatori e dell'Arma dei Carabinieri - dice al microfono di Repubblica -. L'unica cosa è che il silenzio è stato pagato da mia moglie e dalle mie figlie che hanno pagato un prezzo altissimo. Però oggi la parola finale è stata detta dalla Suprema Corte di Cassazione. Non si è tenutoconto di quello che dicevano i magistati che dichiaravano 'Marrazzo è vittima', ma si è preferito tenere conto delle falsità e delle testimonianze inattendibili. Le mie responsabilità personali, le ho riconosciute prima di tutto davanti alla mia famiglia - continua l'ex presidente -. Io ho fatto del male a mia moglie e alle mie figlie, ma per quello in cui credo dovevo dimettermi nonostante fossi innocente. Non è bastato".

"Adesso è venuto il tempo di raccontare una verità che io ho già raccontato ai magistrati nel corso degli interrogatori - conclude Marrazzo -. Ma la racconterò nel rispetto delle istituzioni". Nei prossimi giorni, quindi, Piero Marrazzo racconterà finalmente la sua versione della vicenda che, evidentemente, è diversa da tutte quelle che abbiamo sentito finora.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: marrcobcn
Data: 21-04-2010 12:50

Che Marrazzo non sia colpevole mi fa solo piacere per lui, l´unica cosa che non capisco é questa difesa a spada tratta che si fa su questo sito nei confronti dell´ex Governatore del Lazio. Non capisco ad esempio questo vittimismo a buon mercato da parte sua, se ha sofferto e ha fatto soffrire le persone a lui vicine senz´altro é solo colpa sua, anzi forse é stato meglio che la cosa sia stata resa publica cosi almeno i suoi cari sono venuti a conoscenza con chi hanno avuto a che fare. Per quanto riguarda la questione politica mi sembra una stupidata dire che questa vicenda sia frutto di un complotto (magari ordito nelle file del PDL), su questo sito non ho sentito parlare di complotto quando delle vicende personali di Papi Berlusconi lo stavano coinvolgendo e sul piano politico sempre il nostro Papi fu molto criticato per la sua condotta portando l´opposizione (sempre molto liberale e comprensiva quando si tratta di giudicare se stessa) a chiedere le dimissioni per l´inopportunitá a rappresentarci. Per quanto riguarda la mancata ricandidatura di Marrazzo sarebbe meglio chiedere al PD che si é fatto travolgere da un perbenismo becero, di tutto si puó incolpare il nostro Papi Berlusconi ma arrivare a dire che sia colpa sua anche la mancata candidatura di Marrazzo mi sembra veramente patetico. Un saluto Marco.


Inviato da: Ospite
Data: 21-04-2010 11:57

I laziali non sono vittime... visto che la Polverini l'hanno votata loro... o forse in molti non hanno proprio votato, alterando le percentuali ...


Inviato da: Ospite
Data: 21-04-2010 11:23

I laziali non sono vittime... visto che la Polverini l'hanno votata loro...


Inviato da: Ospite
Data: 20-04-2010 23:26

Qualche mese fa, a Roma, su un manifesto abusivo(scritto a mano con un pennarellone), appiccicato su un manifesto legale della Polverini, lessi che la storia di Marrazzo sarebbe stata frutto di un complotto per toglierlo di mezzo. Vuoi vedere che era tutto vero ...


Inviato da: Edy87 (Lombardia)
Data: 20-04-2010 22:22
Guarda il mio profilo su Me2

vittime lui e i laziali che ora si devono tenere la Polverini!=S


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