Abusi, arrestato il prete dei gruppi gay cristiani
Mercoledì 26 Maggio 2010
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Don Pezzini è accusato di abusi su un tredicenne. Trovato materiale pornografico nella sua abitazione. È il punto di riferimento di importanti gruppi di gay cristiani che lui stesso aveva fondato |
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Un'amicizia finita in relazione sessuale. È questo che ipotizzano i magistrati riguardo a Don Pezzini, 73 anni, e un ragazzo che all'epoca dei fatti aveva 13 anni. Il sacerdote della diocesi di Lodi è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata dopo le indagini della Squadra Mobile di Milano a seguito della denuncia della presunta vittima.
La vicenda - I due si sarebbero conosciuti in un parco, per caso. Il ragazzino era in difficoltà economiche ed era stato cacciato di casa dai genitori. Secondo la ricostruzione dei magistrati don Pezzini avrebbe preso molto a cuore la sua situazione tanto da offrirgli ospitalità in comunità, regalargli libri, musica e a volte piccole somme di denaro. Poi il ragazzo iniziò a cambiare isolandosi a tal punto da far insospettire gli operatori della comunità. Da lì la confessione ai magistrati e la conseguente denuncia finita con l'accusa e l'arresto avvenuto due giorni fa ma che è stato reso noto solo oggi. Nella casa di Don Pezzini è stato trovato materiale pornografico.
I gruppi gay credenti - Don Pezzini era molto conosciuto nel mondo delle associazioni gay cristiane. Lo stesso Pezzini aveva fondato la prima in Italia, il "Gruppo del Guado" nel 1980 e poi una altra ancora, "La Fonte" nel 1986. Sul sito del Guado, il portavoce Gianni Geraci (nella foto a sinistra) ha pubblicato un comincato nel quale si dice incredulo davanti all'arresto di Don Pezzini. «Se infatti è vero che le nostre strade si sono separate più di venticinque anni fa è anche vero che la nostra stima nei suoi confronti è ancora grande: di lui apprezziamo il lavoro instancabile che ha fatto con centinaia di omosessuali credenti che ha aiutato a conservare la fede; di lui apprezziamo i ripetuti interventi con cui ha saputo affrontare il tema dell’omosessualità declinando in maniera esemplare la fedeltà al vangelo e il rispetto per le persone che la vivono in prima persona; di lui conosciamo i numerosi libri di spiritualità che l’hanno fatto diventare un conferenziere molto apprezzato non solo nella chiesa italiana, ma anche fuori d’Italia».
«Facciamo fatica a pensare a lui come al responsabile di un reato così odioso e così vigliacco come quello di cui viene accusato - continua la nota - In attesa di conoscere la verità su questa vicenda dolorosa crediamo che la prima cosa che dobbiamo fare è quella di pregare nella speranza che si tratti comunque di un grosso equivoco. Si tratta di una speranza che nasce dalla solidarietà nei confronti del ragazzo che ha sporto la denuncia, perché un male come un abuso sessuale subito da parte di un sacerdote non è mai da augurare a nessuno. Si tratta di una speranza che nasce dalla nostra stima per don Domenico, che ha fatto tante cose buone e che non vorremmo mai vedere coinvolto in una situazione così grave. Si tratta di una speranza che nasce dalla solidarietà che proviamo per tanti omosessuali credenti italiani, che in don Domenico hanno riposto la loro fiducia e che potrebbero sentirsi traditi se gli abusi di cui è accusato risultassero fondati. Si tratta infine di una speranza che nasce dall’amore che portiamo per la chiesa italiana: una chiesa di cui il ragazzo che ha denunciato l’abuso è comunque un figlio; una chiesa di cui don Domenico è comunque un ministro; una chiesa di cui noi tutti ci sentiamo comunque membra ferite da questa notizia. Nel condividere questa speranza non possiamo però non ribadire il nostro rispetto e la nostra simpatia per il lavoro di indagine e di approfondimento che la magistratura e i corpi di polizia stanno portando avanti: a loro spetta il compito delicato di accertare la verità e di ristabilire la giustizia. Quanto a noi intendiamo continuare quello che facevamo prima con un impegno e con un senso di responsabilità ancora maggiori, nel ricordo delle parole con cui Gesù ha congedato i suoi discepoli al termine del Vangelo di Matteo: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Chiediamo a lui di aiutarci tutti a non dimenticare mai di questa sua promessa.»
Tra le sue opere ricordiamo: Alle porte di Sion. Voci di omosessuali credenti, Le mani del vasaio. Un figlio omosessuale: che fare?, L'acqua e la rosa. Piccola grammatica della vita di relazione
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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Regole di diritto
Data:
8-06-2010 02:13
[quote="Ospite Altro":103htfta][quote="Vale la pena.....":103htfta][quote="Ospite Altro":103htfta]
Beh certo questo cambia un po' le cose. Evidentemente le apparenze ingannano, e fanno temere di peggio.
A quanto pare non val la pena di essere garantisti
Vale sempre la pena di esserlo
1. per un principio di civiltà giuridica, perché è chi accusa che deve provare la reità dell'accusato, non chi è accusato che deve provare la propria innocenza,
2. (se il principio di cui in 1. ti è indifferente) per un semplice calcolo egoistico: oggi è accusato un altro, domani potresti essere accusato ingiustamente tu e se dovessi essere tu a dover provare che sei innocente, potresti ancoe avere difficoltà, molte difficoltà a trovare le prove e in ogni caso nel frattempo saresti sbattuto sui giornali e processato virtualmente e quasi sempre condannato virtualmente, se non altro per il suspetto che ti rimarrebbe appicicato addosso, anche se tu fossi poi assolto giuridicamente...
Certo, certo, era solo un paradosso amaro.
Una volta tanto che ho dei dubbi su una storia che sembra troppo brutta per essere vera vengo smentito da una testimonianza precisa.
Le testimonianze si rendono in tribunale, altrove (nel migliore dei casi) sono sono chiacchiericcio inconcludente....
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| Inviato da:
Ospite Altro
Data:
7-06-2010 11:53
[quote="Vale la pena.....":2jr17sqh][quote="Ospite Altro":2jr17sqh]Io so per certo che Don Pezzini
ha allungato le mani su un mio amico,
- all'epoca sedicenne - che non testimonierà
in quanto il reato è già prescritto.
(Io insisterò perché lo faccia, naturalmente)
Beh certo questo cambia un po' le cose. Evidentemente le apparenze ingannano, e fanno temere di peggio.
A quanto pare non val la pena di essere garantisti
Vale sempre la pena di esserlo
1. per un principio di civiltà giuridica, perché è chi accusa che deve provare la reità dell'accusato, non chi è accusato che deve provare la propria innocenza,
2. (se il principio di cui in 1. ti è indifferente) per un semplice calcolo egoistico: oggi è accusato un altro, domani potresti essere accusato ingiustamente tu e se dovessi essere tu a dover provare che sei innocente, potresti ancoe avere difficoltà, molte difficoltà a trovare le prove e in ogni caso nel frattempo saresti sbattuto sui giornali e processato virtualmente e quasi sempre condannato virtualmente, se non altro per il suspetto che ti rimarrebbe appicicato addosso, anche se tu fossi poi assolto giuridicamente...
Certo, certo, era solo un paradosso amaro.
Una volta tanto che ho dei dubbi su una storia che sembra troppo brutta per essere vera vengo smentito da una testimonianza precisa.
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| Inviato da:
Vale la pena.....
Data:
5-06-2010 16:59
[quote="Ospite Altro":9dpirukz]Io so per certo che Don Pezzini
ha allungato le mani su un mio amico,
- all'epoca sedicenne - che non testimonierà
in quanto il reato è già prescritto.
(Io insisterò perché lo faccia, naturalmente)
Beh certo questo cambia un po' le cose. Evidentemente le apparenze ingannano, e fanno temere di peggio.
A quanto pare non val la pena di essere garantisti
Vale sempre la pena di esserlo
1. per un principio di civiltà giuridica, perché è chi accusa che deve provare la reità dell'accusato, non chi è accusato che deve provare la propria innocenza,
2. (se il principio di cui in 1. ti è indifferente) per un semplice calcolo egoistico: oggi è accusato un altro, domani potresti essere accusato ingiustamente tu e se dovessi essere tu a dover provare che sei innocente, potresti ancoe avere difficoltà, molte difficoltà a trovare le prove e in ogni caso nel frattempo saresti sbattuto sui giornali e processato virtualmente e quasi sempre condannato virtualmente, se non altro per il suspetto che ti rimarrebbe appicicato addosso, anche se tu fossi poi assolto giuridicamente...
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| Inviato da:
Ospite Altro
Data:
5-06-2010 16:16
Io so per certo che Don Pezzini
ha allungato le mani su un mio amico,
- all'epoca sedicenne - che non testimonierà
in quanto il reato è già prescritto.
(Io insisterò perché lo faccia, naturalmente)
Beh certo questo cambia un po' le cose. Evidentemente le apparenze ingannano, e fanno temere di peggio.
A quanto pare non val la pena di essere garantisti nemmeno quando le accuse sembrano una montatura fatta ad hoc per far piacere alla destra cattolica (ecclesiastica e politica) lombarda.
I ciellini saranno tanto contenti. Un po' meno i gay cattolici che avevano fiducia nel loro prete.
L'unico lato positivo lo immagino almeno nel fatto che qualche gay cattolico in più potrebbe finalmente voltare le spalle alla Chiesa - ma questa è una mia visione personale.
D'altra parte a sedici anni mi pare che non ci sia reato a meno che non si dimostri che il sedicenne non fosse consenziente. Forse per questo il tuo amico non avrà molta voglia di sbattersi per far sapere la cosa.
Che brutta storia.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
28-05-2010 13:32
possono incolpare chiunque di qualunque reato.....mi preoccup0erei più dei magistrati gay e omofobi che a Milano abbondano e sono veramente micidiali e terribili ( qualcuno andava perfino al ricci e si vantva delle cause contro gli albanesi bonazzi...br che brivido)1
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| Inviato da:
Garantista docp
Data:
28-05-2010 03:27
In effetti capire quando ci sia violenza psicologica su minori, magari favorita dall'autorità (sacerdotale, magistrale, parentale ecc.) del presunto violentatore, non è certo facile!
Alla fine la cosa più semplice (anche se non necessariamente quella che rappresenta meglio la realtà) è di attenersi alla legge:
violenza psicologica presunta, senza possibilità di prova contraria, se il minore ha meno di 14 anni, ovvero meno di 16 anni qualora il maggiore abbia autorità (sacerdotale, magistrale, parentale ecc.) su di lui.
Nel resto dei casi, soprattutto quando la presunta vittima si ricorda della presunta violenza a distanza di anni, magari perché il presunto violentatore è finito sui giornali e si aprono interessanti prospettive di notorietà mediatica e magari di cospicui risarcimenti, io andrei molto, ma molto cauto, anche se siano implicate persone, come i preti, che non mi stanno particolarmente simpatiche né come ateo né (tanto meno) come gay.
Ma anche per loro credo debba valere il principio di civiltà giuridica della presunzione d'innocenza.
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
27-05-2010 17:15
Guarda il mio profilo su Me2
Peccato che non c'azzecchi un cazzo.
Che relazione può esserci tra minorenni
che si fingono maggiorenni per prostituirsi
e un prete che - approfittando della sua posizione -
molesta dei ragazzini che sa essere minori?
Secondo te il tredicenne avrebbe adescato il Don apposta
pur di fargli causa e ricevere un compenso
(che intascherebbero comunque i suoi genitori)?
Non poteva prostituirsi e basta
(almeno i soldi se li sarebbe tenuti lui)?
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