E' morto Peter Orlovsky, poeta Beat, "sposo" di Ginsberg
Martedì 1 Giugno 2010
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Orlovsky si è spento al Karme Choling Meditation Center dove era ricoverato da tempo. Era stato per moltissimi anni il compagno di Allen Ginsberg, una coppia "che bruciava di amore e poesia". |
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E' morto domenica sera, nel Karme Choling Meditation Center di Barnet dove era ricoverato da tempo, Peter Orlovsky, poeta della Beat Generation e per moltissimo tempo compagno di un altro noto poeta, Allen Ginsberg. Insieme erano la coppia gay della Beat per eccellenza e Fernanda Pivano, che era loro intima amica, li definiva una coppia che "bruciava di amore e poesia". Orlovsky aveva 76 anni e soffriva a causa di un cancro ai polmoni.
La coppia formata da Ginsberg ed Orlovsky, che curava la sua depressione assumendo droghe psichedeliche, è stata ritratta molte volte anche da fotografi celebri, come ad esempio Richard Avedon: una delle immagini più famose è quella in bianco e nero che li mostra nudi ed abbracciati (qui di fianco, ndr).
Orlovsky era nato a New York l'8 luglio 1933 e, dopo avere abbandonato la scuola superiore, fu arruolato come infermiere durante la guerra di Corea. Nel dicembre del 1954 il pittore Robert La Vigne, a San Francisco, gli presentò Allen Ginsberg, che non era ancora uno dei poeti più famosi d'America. Orlovsky ne divenne l'amante e il segretario, insieme viaggiarono per il mondo, in particolare in Marocco e India (tra le mete preferite dai protagonisti della Beat Generation) e la loro relazione aperta d'amore e amicizia che durò per oltre trent'anni, fino alla morte di Ginsberg, avvenuta nel 1997 all'età di 71 anni. Orlovsky è stato autore di una decina di raccolte. Tra le sue opere figurano "Clean Asshole Poems and Smiling Vegetable Songs", "Dear Allen, Ship will land Jan 23, 58", "Lepers Cry", "Straight Hearts' Delight: Love Poems and Selected Letters" (scritta insieme a con Ginsberg). Le sue poesie principali sono state raccolte dalla City Lights Books nel 1977, la casa editrice del poeta Beat Lawrence Ferlinghetti.
Nel 1954 Ginsberg aveva 28 anni quando vide nell'appartamento del pittore Robert La Vigne il grande quadro che ritraeva Orlovsky nudo e sdraiato su un divano con un mazzo di cipolle ai piedi. Nacque allora una delle storie d'amore più famose e durature della letteratura americana, la prima di una coppia gay apertamente dichiarata. Fernanda Pivano ha raccontato che il 3 febbraio 1955 Orlovsky accettò il voto nuziale proposto da Ginsberg, che impegnava i due "sposi" a possedersi e donarsi l'un l'altro fino a che non fossero andati insieme in Paradiso. Nel suo diario Ginsberg ha spiegato il voto con un lungo soliloquio che affermava la sua posizione di maestro con i ibri e quello di Orlovsky di maestro del sesso. La loro lunga relazione fu resa difficile dalla depressione cronica, dalla bisessualità di Peter Orlovsky e dal prorompente predominio di Ginsberg.
Nonostante gli scompensi anfetaminici di Peter, Allen lo tenne sempre vicino a sé. La sua simpatia, il suo incoraggiamento avevano dato fiducia in se stesso a Peter e la sua possibilità di organizzare orge e incontri a tre bisessuali aveva vinto la sua timidezza. Orlovsky ebbe fugaci relazioni anche con un altro noto esponente della Beat Generation, William Burroughs, che aveva conosciuto nel 1957 durante un viaggio a Tangeri. Negli anni Sessanta, in più ripetuti viaggi in India, si avvicinò al buddismo, condividendo questa fede anche negli incontri con Jack Kerouac e Gregory Corso. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
V.L.
Data:
23-06-2010 17:23
il Guglielmo Tell finto-etero che uccise la moglie e scappò in Messico dove visse da tossico-alcolizzato ai limiti della legalità e della follia schizzofrenica?
Scrittore mediocre tralaltro!
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
23-06-2010 13:57
Guarda il mio profilo su Me2
A me Orlovsky piaceva molto,
anche se nessuno della Beat Generation
mi piace e mi rappresenta meglio di Burroughs.
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| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
23-06-2010 12:26
Eh sì! Purtroppo è mancato davvero un mito, una di quelle persone che hanno cambiato un'epoca, che hanno contribuito col loro stile di vita alternativo a trasformare la cittadina portuale di san Francisco nella mitica città dei "Figli dei Fiori", preparando così il terreno nella sua successiva trasformazione in "Città Gay" ... va bhe', forse mi sono espresso amle o con troppa enfasi, ma fondamentalmente il concetto fila: è la nostra storia che è ora rimasta orfana di uno dei suoi personaggi ...
A tale proposito, voglio proprio riascoltare "San Francisco" di Scott McKenzie, così ripenserò alla nostra storia ... e a coloro che l'hanno costruita, quindi anche a Orlovsky e Ginsberg ...
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| Inviato da:
Ospite
Data:
22-06-2010 22:11
MILANO- Peter Orlovsky è morto domenica sera nel Vermont all'età di 76 anni per un tumore ai polmoni. Con Allen Ginsberg aveva formato la coppia gay della Beat Generation. L'annuncio della scomparsa del poeta statunitense è stata pubblicata su un blog del Los Angeles Times.
Orlovsky, che amava definirsi «un poeta buddista», era ricoverato da tempo nel Karmê Chöling Meditation Center di Barnet, nello stato del Vermont. Una coppia che «bruciava di amore e poesia», secondo la definizione di Fenanda Pivano, loro intima amica. Una coppia ritratta molte volte anche da fotografi celebri, come Richard Avedon: una delle immagini più famose è quella in bianco e nero che li mostra nudi ed abbracciati. Una storia raccontata anche dal film Howl, dall'omonimo titolo del poema di Ginsberg, considerato uno dei manifesti della Beat Generation e sottoposto a processo per oscenità, nel 1957 , perché incentrato su droga e sesso sia etero che omosessuale.
VOTO NUNZIALE NEL 1955 - Nato a New York nel 1933, dopo avere abbandonato la scuola superiore, Orlovsky fu arruolato come infermiere durante la guerra di Corea. Nel 1954 Ginsberg, ventottenne, vide nell'appartamento del pittore Robert La Vigne il grande quadro che ritraeva Orlovsky nudo e sdraiato su un divano con un mazzo di cipolle ai piedi. Orlovsky, che curava la sua depressione con droghe psichedeliche, ne divenne l'amante e il segretario. Insieme viaggiarono ovunque, in particolare Marocco e India, le mete predilette della beat generation. Una relazione aperta d'amore e amicizia, durata per oltre trent'anni, fino alla morte di Ginsberg, nel 1997 a 71 anni. Una delle storie d'amore più famose e durature della letteratura americana, la prima di una coppia gay apertamente dichiarata. Fernanda Pivano ha raccontato che il 3 febbraio 1955 Orlovsky accettò il voto nuziale proposto da Ginsberg, che impegnava i due «sposi» a possedersi e donarsi l'un l'altro fino a che non fossero andati insieme in Paradiso. Nel suo diario Ginsberg ha spiegato il voto con un lungo soliloquio che affermava la sua posizione di maestro con i libri e quella di Orlovsky di maestro del sesso. La loro lunga relazione fu resa difficile da un lato dalla depressione cronica e dalla bisessualità di Peter Orlovsky, dall'altro dal prorompente predominio di Ginsberg. Nonostante gli scompensi anfetaminici di Peter, Allen lo tenne sempre vicino a sé. La sua simpatia, il suo incoraggiamento avevano dato fiducia in se stesso a Peter. La possibilità di organizzare orge e incontri bisessuali a tre aveva vinto la sua timidezza. Orlovsky ebbe fugaci relazioni anche con un altro noto esponente della Beat Generation, William Burroughs, che aveva conosciuto nel 1957 durante un viaggio a Tangeri. Negli anni Sessanta, in più viaggi in India, abbracciò il buddismo, condividendo questa «fede» anche negli incontri con Jack Kerouac e Gregory Corso.
DEPRESSIONE E VERSI - Autore di una decina di raccolte, Orlovsky ha scritto diverse opere poetiche: «Clean Asshole Poems and Smiling Vegetable Songs», «Dear Allen, Ship Will Land Jan 23, 58», «Lepers Cry». Una raccolta di suoi poemi fu pubblicata dalla City Lights Books nel 1977, la casa editrice del poeta beat Lawrence Ferlinghetti (a cui proprio in questi giorni è stata dedicata una mostra antologica a Reggio Calabria: Lawrence Ferlinghetti: 60 anni di pittura, al foyer del Teatro Cilea fino all'1 luglio). Ma il nome di Orlovsky è rimasto legato indissolubilmente a quello di Ginsberg (con cui scrisse «Straight Hearts' Delight: Love Poems and Selected Letters»). Due liriche-manifesto, l'«Urlo» e «Kaddish» (scritta in occasione della morte della madre nel '61), sono state edite in Italia da Il Saggiatore (1997).
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Biografia [modifica]
Dopo avere abbandonato la scuola superiore, Orlovsky fu arruolato come paramedico durante la Guerra di Corea.
Nel dicembre del 1954 il pittore Robert La Vigne, a San Francisco, gli presentò Allen Ginsberg. Orlovsky ne divenne il segretario, viaggiò per il mondo assieme a lui, e ne fu il partner in una relazione aperta di amore e amicizia che sarebbe durata per quattro decenni, fino alla morte di Ginsberg.
La coppia formata da Ginsberg ed Orlovsky, una delle poche ad essere apertamente tali nel periodo pre-moti di Stonewall, è stata ritratta molte volte anche da fotografi celebri, tra cui Richard Avedon.
Orlovsky era anche lui poeta: tra le sue opere, si ricorda la raccolta Clean Asshole Poems & Smiling Vegetable Songs.
Pur non essendovi accreditato ufficialmente, nel 1978 fu tra i protagonisti del film Renaldo and Clara, scritto e diretto da Bob Dylan, che documenta la tournée del 1975 della Rolling Thunder Revue.
Peter Orlovsky è deceduto domenica 30 maggio 2010 per un tumore ai polmoni. Era ricoverato da tempo nel Karmê Chöling Meditation Center di Barnet, nello stato del Vermont.
Bibliografia [modifica]
* Dear Allen, Ship will land Jan 23, 58 (1971).
* Lepers Cry (1972).
* Clean Asshole Poems & Smiling Vegetable Songs (1978) (ristampa 1992).
* Straight Hearts' Delight: Love Poems and Selected Letters (con Allen Ginsberg) (1980).
* Dick Tracy's Gelber Hut (traduzione tedesca) (1980).
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| Inviato da:
HoldenTO
Data:
3-06-2010 18:51
Sorprendente che per questo "mito" della beat generation ci sia un solo commento... scommetto che se il tema fosse stato Ricky Martin canta cicale cicale con il suo compagno i messaggi si sarebebro sprecati...AH mon dieu...
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| Inviato da:
giulianoquattrocchi@yahoo.it
Data:
2-06-2010 09:23
Davvero romanzata la sua vita. Scoppiettante e musicale, poetica e fragorosa, scandalosa e anti-litteram. Peccato che questo "juke-box all'idrogeno" si sia spento. Giuliano Quattrocchi.
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