Gay Help Line, associazioni: "Rendere pubblici i dati"
di Daniele Nardini
Mercoledì 9 Giugno 2010
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Alcune associazioni lgbt hanno chiesto ad Alemanno una verifica dei dati del servizio telefonico offerto da Arcigay Roma. "300 casi al giorno? Numeri da guerriglia. Cifre siano rese pubbliche". |
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Alcune associazioni gay hanno chiesto al Comune di Roma che finanzia la Gay Help Line di rendere pubblici i dati di accesso al servizio. Il numero verde gestito da Arcigay Roma, e finanziato proprio dal Comune, serve infatti per segnalare eventuali casi di omofobia e transfobia, e conoscere il numero di segnalazioni giornaliero aiuterebbe a valutare la dimensione di un fenomeno su cui non si hanno stime di nessun tipo.
Il numero dei casi denunciati agli operatori della Gay Help Line non è mai stato reso noto ufficialmente né da Arcigay Roma né dal Comune, ma per la prima volta Arcilesbica, Associazione Libellula Trans, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Coordinamento Trans Sylvia Rivera e MIT - Movimento Identità Transessuale hanno inviato una lettera per chiedere il dato reale.
"Ci concentriamo su tale richiesta - si legge nella missiva - anche perché anche nell’ultimo episodio romano si è assistito ad un balletto di dati forniti dai giornali sulle percentuali di casi emersi dalla Gay Help Line. A puro esempio riportiamo le percentuali di un quotidiano, Repubblica , tra l’altro diverse da quelle elencate per esempio dal Messaggero, ma entrambe di pura e straordinaria emergenza. Si legge: la Gay Help Line, numero verde nazionale, ha 2000 contatti al mese di cui il 50 % nel centro Italia e soprattutto a Roma (dunque 1000 in un mese); il 30 % di questi sono di violenze.
Da tali dati si deducono circa 300 casi di violenza, soprattutto a Roma, ogni mese. Una casistica del genere, emergente sui giornali da un servizio legato a una amministrazione pubblica, non può rimanere così indistinta, anche perché in tali termini si prefigura una situazione quasi da guerriglia."
Nato a marzo del 2006 grazie al patrocinio delle istituzioni romane e laziali, il numero verde Gay Help Line è stato contattato nei soli primi quattro mesi di vita da 10.000 persone a quanto dichiararono i gestori di Arcigay Roma. Numeri pressoché in linea con quelli riportati dalla stampa.
Gay.it ha sentito l'opinione in merito del presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè che si dice d'accordo con la richiesta.
Arcigay Nazionale sa quante segnalazioni arrivano giornalmente alla Gay Help Line?
Sicuramente Arcigay Roma ha questo dato e non ho motivo di dubitare che sarà disponibile a fornirlo. Noi come associazione nazionale non li abbiamo
Perché Arcigay Nazionale non dispone dei dati sulla Gay Help Line?
Perché è dalle associazioni territoriali che dipende la raccolta dei dati e dal Comune la certificazione e la pubblicazione degli stessi.
Il Comune ha mai fornito dati ufficiali sul servizio?
Che mi risulti no, non li ha mai forniti
La lettera chiede di conoscere le cifre esatte. Perché è importante?
Perché i numeri permetterebbero di fotografare in modo corretto la casistica dei casi omofobia e transfobia nella Capitale e ricostruire il fenomeno con dei riferimenti che lo rendono scientificamente analizzabili in modo più serio e preciso.
Per voi è un problema che questi dati siano resi noti?
No, non soltanto non è un problema ma è indispensabile che questi dati siano pubblicati una volta per tutte
La stampa parla di 300 casi segnalati giornalmente. La lettera li definisce "numeri da guerriglia". Pensa anche lei che siano cifre gonfiate?
Se fossero davvero 300 al giorno il termine guerriglia sarebbe ampiamente giustificato
Pensa che Arcigay Roma agevolerà la pubblicazione dei dati?
Non ho nessun dubbio che lo farà con la massima trasparenza e collaborazione |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
orsogrigio
Data:
7-02-2011 14:34
Ho lavorato per un paio d'anni alla GHL di Roma e ricordo che molte chiamate erano chiamate mute, nel senso che l'interlocutore chiudeva la linea appena noi rispondevamo, ci veniva consigliato di parlare anche se dall'altra parte c'era silenzio e, in effetti, spesso un utente alla fine si apriva.
Numero di telefonate assolutamento diverso dalle richieste reali, quindi.
Oltretutto la GHL di Roma è aperta per sole 16 ore a settimana, con 1/2/4 operatori, con chiusure per il periodo da Natale alla Befana e d'estate con pochi operatori.
Altra cosa da segnalare è che il responsabile della linea, Poto, ci diceva di stare attenti a quello che si diceva all'utente, perchè la linea era ascoltata e monitorata dal Comune, se ad es. parlavamo con uno che si dichiarava minore, non dovevamo invitarlo in sede, qualsiasi problema avesse avuto, perchè sarebbe stato un reato che il Comune, che ascoltava in parallelo, avrebbe contestato il fatto alla GHL, levandole il contributo che era, 2005/6, di 5000 euro l'anno, presto finiti, i successivi costi coperti da Arcigay Nazionale o dai responsabili della GHL.
Ho segnalato i problemi della GHL 800713713 alla organizzazione del Congresso dell'anno scorso.
Il suggerimento oggi è lo stesso di allora: numero unico con deviazioni su servizi locali a richiesta dell'utente.
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| Inviato da:
vivita
Data:
10-06-2010 18:35
suppongo che il mieli, arcigayroma o qualunque altra associazione, riceva denaro pubblico poi fornisca resoconti economici all'ente che li eroga. Il controllo spetta appunto a l'ente in questione. Infatti il documento di mieli, arcilesbica, mit non parla di questo, non fa a gayhelp line le domande, ad esempio, di startman bensì chiede contenuto, chiede che siano pubblici e chiari e dati sulle violenze visto che il report che è sul sito è, per chi non vuole strumentalmente dichiarare il contrario, un'elaborazione statistica, senza numeri (anzi quando appaiono sono poco credibili, le 56 mila telefonate di cui parla melian). Ma soprattutto la richiesta ha un forte senso visto che proprio dai comunicati della gayhelp line partono le gran casse mediatiche sulle aggressioni, gran casse che riguardano solo fatti avvenuti su gay maschi, solo in area coming out e village a roma, tralasciano le decine di aggressioni e omicidi di trans, non parlano di altre città (è una linea nazionale) né di quartieri periferici di Roma e nonostante tutto ciò danno l'idea che sia meglio stare chiusi in casa... Insomma conoscere davvero i dati non sarebbe utile per non sparare a caso? e soprattutto che male c'è a chiederli?
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| Inviato da:
startman
Data:
10-06-2010 17:35
allora su quale sito troviamo i report sui sodi ricevuti dal mieli per l'assistenza domiciliare? su quale sito troviamo il resoconto delle spese sostenute per tale assitenza? quante persone a domicicio sono state assitite nel corso degli anni? e quanti erano gli operatori? e come avveniva la richiesta di assitenza? e in cosa consisteva l'assistenza? e quali erano le spese pro capite giornaliere?
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| Inviato da:
Ospite
Data:
10-06-2010 14:45
ma non vi vergognate ancora a fare ste polemiche? E' vero i dati sono sul sito. Non vi piaciono, bene contestateli, ma non dite che non ci sono. Al genio che dice che ci sono solo quelli del 2008, come studente di statistica mi viene spontaneo capire che quelli del 2009 vengono elaborati nel 2010, quindi dovremmo stupirci se entro quest'anno non li vedremo. Ma che polemica sterile viene da un Mieli che ha perso il ricorso al Tar per farl lui la gay help line... ma sopratutto che brutta figura che fa Paolo Patanè a non sapere che i dati c'erano e stavano dove dovevano essere sul sito che parla del servizio.... che tristezza!
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| Inviato da:
melian
Data:
10-06-2010 14:22
Sul sito non ci sono dati, ma solo due vecchi report che riportano solo analisi statistiche (grafici "a torta") che non presentano cifre, ma solo percentuali (di che? di 10 telefonate?).
Non è un report scientifico, ma solo fluffa!
L'unico dato inserito nel report 2008 è "I contatti ricevuti : sono 56.526 contatti dall’inizio del servizio"
56.526 contatti???? In due anni?
se il servizio fosse stato attivo per 365 giorni all'anno fanno 77 telefonate ala giorno!!
77 telefonate al giorno.
Chiunque abbia mai fatto l'operatore in uno sportello o in un centro di ascolto telefonico sa che è fantascienza pura.
Patanè ha risposto benissimo alle domande di Nardini: se i numeri fossero questi, non si tratterebbe di guerriglia, ma della terza guerra mondiale.
ma francamente sembra solo un modo per Marrazzo &Co di accreditarsi e giustificarei finanziamenti ricevuti.
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| Inviato da:
libero-sempre.
Data:
10-06-2010 13:12
E' assolutamente necessario che le amministrazioni forniscano dettagliatamente l'ammonatare degli importi erogati nel corso degli anni al mieli per l'assistenza domiciliare ai malati di aids, assistenza che da anni grazie alle nuove terapie non si fa più e precisino quali controlli hanno effettuato per accertare la regolarità del servizio e della spesa giornalmente sostenuta. Il Mieli da parte sua vorrà dare riscontri oggettivi sul denaro perfcdepito e su come è stato speso nel rispetto delle legge sulla tracciabilità e trasparenza. Questa questione dovrà essere necessariamente ed imediatamente segnalata alle amministrazioni alla stampa nonchè ad ogni organo deputato ad esaminarla.
PS. Patanè come al solito ha perso un'occasione per tacere e quindi fare migliore figura
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| Inviato da:
Ospite
Data:
10-06-2010 11:42
I dati sono sempre stati pubblici vedo, bastava andare sul sito, Paolo Patanè ha perso un occasione per non rendersi ridicolo. pensavo lo chiamassero presidente fruttarolo perchè lavorava in un import export di frutta, invece pare che fosse perchè è un peracottaro.
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