Certi Diritti invita gli israeliani al Pride di Napoli
Martedì 15 Giugno 2010
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Aguda, l'associazione gay israeliana esclusa dal Pride di Madrid dopo il blitz sulla nave diretta a Gaza, viene invitata al Pride nazionale di Napoli dai radicali di Certi Diritti. |
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L'associazione radicale Certi Diritti ha invitato Aguda, la più grande associazione gay israeliana, a partecipare al Pride nazionale di Napoli. La decisione nasce dopo l'esclusione di Aguda da parte degli organizzatori del Pride di Madrid a seguito del blitz sulla nave diretta a Gaza. Una scelta "fatta per colpire Israele - dicono quelli di Certi Diritti - che sottolineano come Aguda sia "conosciuta in Israele, insieme alla Open House di Gerusalemme, perché sostiene chiunque chieda aiuto e svolge attività di volontariato per proteggere e sostenere i gay palestinesi che vivono in fuga una doppia condizione di clandestinità: dalla propria famiglia e dallo Stato di Israele".
"La stessa Open House di Gerusalemme - prosegue Certi Diritti - è un’organizzazione dove nella sua sede si vedono più giovani palestinesi che israeliani e comunque non vi sono conflitti tra di loro perché tutti accomunati dall’obiettivo dell’emancipazione e del superamento delle diseguaglianze. Ci sono gruppi di auto aiuto e sostegno molto all’avanguardia e la stessa popolazione, eslcusi i soliti fondamentalisti del fanatismo religioso, conosce bene le loro attività che si integrano in tutti i contesti sociali".
"È bene ricordare che ad Haifa è stato appena aperto un nuovo 'telefono amico' in lingua araba: una help-line che è il frutto del coraggio e dell'impegno dei militanti di Aswat (organizzazione per i diritti delle lesbiche arabe) e di Alqaws (associazione a tutela della diversità sessuale nella società palestinese di Gerusalemme)".
"L’Associazione Radicale Certi Diritti ritiene profondamente ingiusta la decisione degli organizzatori del Gay Pride di Madrid, certamente frutto di un grave errore politico. Abbiamo invitato i dirigenti di Aguda a sfilare con noi al Pride nazionale di Napoli che si terrà sabato 26 giugno per dimostrare loro vicinanza e solidarietà. Ci auguriamo che a Napoli possa partecipare il dirigente palestinese di Aguda che non potrà andare a Madrid a causa del ritiro dell’invito". |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
19-06-2010 13:40
Guarda il mio profilo su Me2
Ti pare che esista la possibilità
di invitare un gruppo gay palestinese
che NON condanni le stragi di civili israeliani?
O un gruppo di gay statunitensi
che non condanni Guantanamo?
Simili gruppi gay non esistono,
ignoravo esistessero gay israeliani
capaci di tanto.
Certo. Mi aspetterei che a un qualsiasi gruppo gay
che non condannasse le violazioni dei diritti umani nel suo Paese
venisse negato di presentarsi ufficialmente a un Pride.
Voi vorreste un gruppo gay tedesco
che non condannasse i Lager?
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| Inviato da:
Fabio Castorino SV
Data:
19-06-2010 12:52
Bravi quelli di Certi Diritti, che si qualificano sempre più come l'associazione gay più seria e preparata. Non invitare i gay israeliani come protesta per l'attacco dell'esercito israeliano alla nave degli attivisti pro-palestinesi, come hanno fatto quelli del Pride di Madrid, è assurdo, sarebbe come non invitare i gay italiani per protestare contro le leggi ad personam di berlusconi.
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| Inviato da:
antoninogi
Data:
19-06-2010 12:08
Nessuno ha chiesto a Israele
di non uccidere i terroristi;
ma qui ci sono nove morti
di un convoglio umanitario.
Non dovrebbe essere così difficile dire:
"Ci dispiace, è stato un errore".
Quando si dice: "Chi non ci vive non può giudicare"
bisogna sempre ricordarsi di farlo valere per entrambe le parti in causa.
Solo che a Tel Aviv ci puoi anche andare in vacanza,
mentre a Gaza i soldati israeliani non ti fanno neanche entrare
(né per portare aiuti umanitari, né per fare foto)
Visto che i civili sono civili da entrambe le parti
(nonostante muoiano quattro palestinesi per ogni israeliano)
mi domando perché sia così facile condannare l'esplosione di un autobus
e così difficile condannare questo ultimo fatto navale.
Allora non inviteresti neanche i palestinesi se prima non dicono di sbagliare quando lanciano gli ordigni artigianali contro le case dei coloni israeliani?
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| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
19-06-2010 11:42
Tenendo conto del fattoche i gay israeliani stanno vivendo una situazione sociopolitica non molto dissimile dalla nostra, credo che non sia una cattiva idea quella di invitarli al Pride nazionale.
Visto che tra di noi è abbastanza raro trovare solidarietà, almeno vediamo se riusciamo a dimostrarla verso degli stranieri. Chissà!
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
19-06-2010 11:38
Guarda il mio profilo su Me2
Nessuno ha chiesto a Israele
di non uccidere i terroristi;
ma qui ci sono nove morti
di un convoglio umanitario.
Non dovrebbe essere così difficile dire:
"Ci dispiace, è stato un errore".
Quando si dice: "Chi non ci vive non può giudicare"
bisogna sempre ricordarsi di farlo valere per entrambe le parti in causa.
Solo che a Tel Aviv ci puoi anche andare in vacanza,
mentre a Gaza i soldati israeliani non ti fanno neanche entrare
(né per portare aiuti umanitari, né per fare foto)
Visto che i civili sono civili da entrambe le parti
(nonostante muoiano quattro palestinesi per ogni israeliano)
mi domando perché sia così facile condannare l'esplosione di un autobus
e così difficile condannare questo ultimo fatto navale.
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| Inviato da:
antoninogi
Data:
19-06-2010 10:29
Si, ma chiederemo anche agli israeliani cosa significa vivere costantemente sotto la minaccia del terrorismo. Intendiamoci, la violenza va condannata e mai giustificata, però sarebbe meglio non esprimere giudizi su ciò che non viviamo personalmente.
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
19-06-2010 10:03
Guarda il mio profilo su Me2
Vorrà dire che chiederemo a Certi Diritti
cosa ne pensano dell'attacco alla flottiglia umanitaria.
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