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Coro Komos escluso da festival per volere dell'Arcidiocesi

Lunedì 5 Luglio 2010

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Gay.it - Coro Komos escluso da festival per volere dell'Arcidiocesi
Avrebbe dovuto esibirsi a Pesaro nell'ambito del festival "Vespri a Cristo re", ma l'Arcidiocesi annulla il concerto del coro gay bolognese, già vittima, nella sua città, di censure della chiesa.

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Gay.it - Coro Komos escluso da festival per volere dell'Arcidiocesi"Un provvedimento di stampo culturale nazista, che, mutatis mutandis, ricorda le leggi razziali del 1938, aggravato dall'abitudine di certi ambienti ecclesiastici di non motivare mai le loro sibilline decisioni, gettando il sasso per poi ritirare la mano". Così il presidente dell'Arcigay di Pesaro Valerio Mezzolani e il vice presidente Luca Perilli criticano aspramente la decisione dell'Arcidiocesi di annullare il concerto del coro omosessuale bolognese Komos, inizialmente previsto per il 10 luglio prossimo nella chiesa dell'Annunziata a Pesaro, nell'ambito della rassegna "Vespri a Cristo re".

Gay.it - Coro Komos escluso da festival per volere dell'ArcidiocesiNon è certo la prima volta che il coro bolognese si scontra con inspiegabili decisioni delle gerarchie ecclesiastiche. Già nel capoluogo emiliano, Komos aveva dovuto subire la scelta del cardinale Caffarra di vietare a don Nildo di concedere loro i locali dell'oratorio di San Bartolomeo per farli provare. "Non fatichiamo a immaginare che il vero motivo della 'ferma dissociazione' della Curia pesarese dal concerto possa essere ricondotta a questo aspetto - dicono ancora i responsabili di Arcigay Pesaro -. E se così fosse, sarebbe un atto di razzismo allo stato distillato puro".
Mezzolani e Perilli concludono poi denunciando "un grave problema di razzismo antropologico di genere nella morale ufficiale cattolica, particolarmente in quella sessuale, che sembra tornare a ideologie medievali. Con tanti saluti alle (comunque timide) aperture del Concilio Vaticano secondo. Cosa c'entra il valore professionale di un gruppo di coristi, ampiamente apprezzati dalla critica, con il loro dichiarato orientamento sessuale"?

Gay.it - Coro Komos escluso da festival per volere dell'ArcidiocesiIl direttore del coro, Paolo Montanari, intanto, ha scritto una email all'Arcidiocesi di Pesaro per conoscere i motivi dell'esclusione di Komos dalla rassegna. Montanari ha dichiarato all'Ansa di avere appreso della cosa da un giornalista di un quotidiano di Pesaro, ma di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte degli organizzatori della rassegna. Stando a quanto dichiara Montanari, anche la direzione del festival sarebbe allo scuro della cosa, anche se uno dei referenti si trova momentaneamente all'estero.
"Ma a questo punto credo sia importante soprattutto sapere perché hanno deciso di cancellare il concerto - ha spiegato il direttore - visto che, anche nella nota ufficiale della Curia, non sono state addotte spiegazioni". Nella mail inviata alla Curia, il fondatore del Komos ha anche ricordato: "Saremmo stati contenti di esibirci a Pesaro, convinti di essere stati invitati anche per i nostri meriti professionali a prescindere dall'orientamento sessuale dei coristi".


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Ospite
Data: 7-07-2010 20:47

l’assessore alla Cultura Gloriana Gambini è corsa subito in sostegno della decisione discriminatoria della diocesi


Inviato da: casulamente qui
Data: 6-07-2010 16:36

Condivido pienamente. Come ex praticante ed attivista nella parrocchia vi dico che ad un certo punto la vita "apparente" e quella interiore più autentica cozzano e bisogna fare una scelta: continuare a vivere nell'ipocrisia e nell'illusione di essere accettati o guardare avanti e vivere senza remore o timori.


Inviato da: La tradizione...
Data: 6-07-2010 14:21

[quote="antoninogi":1q60dmg4]Sono daccordo sul fatto che dovevano aspettarselo, però rimane il fatto che non è giusto. "Cantare è pregare due volte" (Sant'Agostino), e la chiesa sta dimostrando per l'ennesima volta di essere lontana non solo dalla sua tradizione, ma sopratutto dal Vangelo. Più che dal vangelo (ma sarebbe meglio parlare di vangeli) dal quale puoi cavare tutto ed il contrario di tutto, la chiesa si allontana dalla sua tradizione, che ha sempre usato gli artisti omosessuali anche quando non facevano mistero del loro vizio immondo! vedi Michelangelo (che dipinse addirittura il sancta sanctorum del cattolicesimo), Leonardo, Caravaggio ecc. Semmai mi meraviglio delle proteste del coro gay. Se non li vogliono, dovrebbero far loro una pernacchia e dire: Non saremmo venuti nemmeno se ci aveste chiamati; visto che siamo immondi sodomiti, rivolgetevi a cori "senza peccato".


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 6-07-2010 12:43
Guarda il mio profilo su Me2

Solidarietà a Paolo V. Montanari, naturalmente.


Inviato da: antoninogi
Data: 6-07-2010 09:02

Sono daccordo sul fatto che dovevano aspettarselo, però rimane il fatto che non è giusto. "Cantare è pregare due volte" (Sant'Agostino), e la chiesa sta dimostrando per l'ennesima volta di essere lontana non solo dalla sua tradizione, ma sopratutto dal Vangelo.


Inviato da: Trifide
Data: 6-07-2010 08:02

Dio non esiste, quindi le Religioni non hanno motivo di esistere, punto.


Inviato da: In effetti...
Data: 6-07-2010 02:32

@ Ospite Provo a contestualizzare. Magari risulta più chiaro. Esiste una religione le cui basi sono state invalidate dalla storiografia moderna e contemporanea, le/a divinità di tale religione ha parlato tramite adepti, profeti ed accoliti dicendo chiaramente che l'omosessualità grida vendetta al cospetto di dio. Questa religione ha tessuto la cesta che ha ospitato i vagiti della più grande e capillare organizzazione economica mondiale: la Chiesa Cattolica. Il brand è loro. Dopo due millenni di torture, crociate e persecuzioni, mai davvero sconfessate, si è arrivati al sistema gelatinoso attuale: immobili pro ricatti. Una persona facente parte delle categorie da sempre osteggiate da tale organizzazione (e vi prego risparmiatemi i distinguo su quanto sono amorevoli i repressi preti omosessuali di periferia e quanto è producente dialogare con loro in certe anguste stanzette) dovrebbe avere il senno di cercare e proporre un modello alternativo a quello che ha percosso e ucciso milioni di suoi simili. Dalla sindrome di Stoccolma si guarisce, e con un po' d'impegno si riesce persino a desumere insegnamenti generali da certi culti infantili fondati sull'assioma "sarete sempre figli", quindi legittimati a non avere alcuna responsabilità. Ai pargoli disubbidienti, così come alle pecorelle smarrite, il padre-pastore dà un buffetto sulla guancia per richiamare all'ordine. Tutti gli altri, smessi gli occhioni sgranati, le litanie e le laute liquidazioni, possono affrancarsi dal padrone e crescere. Sono d'accordo!. sarebbe come se i membri di un coro "Jude over all" si lamentassero di essere esclusi da un festival del partito nazionalsocialista per volere della direzione politica del partito. A ben guardare, dovrebbero esserne molto contenti... non essere


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