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Vendola si candida: "L'Italia pronta ad un premier gay"

Mercoledì 21 Luglio 2010

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Gay.it - Vendola si candida:
Il governatore della Puglia, eletto per la seconda volta lo scorso marzo, ha dichiarato in un'intervista di volere "scompaginare" la sinistra e si candida a primo ministro.

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Gay.it - Vendola si candida: "L'Italia è pronta per un primo ministro gay. Nel paese c'è una domanda di libertà molto larga e il fatto di essere gay non fa la differenza quando non c'è ipocrisia". Con queste parole Nichi Vendola, governatore della Puglia al suo secondo mandato, si candida a "scompaginare il centro sinistra" e a scalzare Berlusconi che "come tutti i prodotti pubblicitari, è usurato".
"Io non ho mai mentito sulla mia vita privata a differenza di tanti altri e ho sempre avuto una condotta abbastanza morigerata" dice, intervistato da Libero, Vendola che ammette di essere, per certi versi, figlio del berlusconismo e che accusa la sinsitra di avere la "Sindrome di Zelig".
 
Gay.it - Vendola si candida: "La sinistra - sostiene uno dei fondatori di Arcigay e da sempre parte attiva nella comunità lgbt italiana - ha fatto l'errore di non aver inteso la trasformazione del paesaggio sociale italiano e non aver saputo offrire altro racconto. Deve curarsi, ha una grave malattia: la sindrome di Zelig. Per paura di perdere contro Pdl e Lega, si traveste da destra. Per paura di perdere il consenso del mondo cattolico, si traveste da cardinale. Per paura di perdere i voti degli imprenditori, si traveste da Confindustria".
Non c'è differenza, stando sempre alle dichiarazioni di Vendola tra centrosinistra e centrodestra che "appaiono come due copioni shakesperiani quasi identici". E se il premier "si è presentato come l'uomo in grado di vendere sogni - spiega Vendola -, il centrosinistra ha agito come un'alleanza di amministratori di condominio che tante volte non erano eccellenti" ma senza nessuna sostanziale differenza tra l'uno e l'altro schieramento.

Gay.it - Vendola si candida: Il Pd non commenta le dichiarazioni del governatore che ha battuto alle primarie il candidato di D'Alema e il silezio viene letto da Vendola come "silenzio di riflessione". La reazione contraria del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, invece, è per Vendola il timore che "possa riportare nell'alveo del Pd tutti i voti che ha drenato al centrosinistra, cannibalizzando la sinistra radicale. Ma non sono sceso in campo per togliere spazio vitale a Di Pietro" precisa. Quanto a D'Alema, Vendola lo definisce "una persona generosissima" e anche quando è stato attaccato dall'ex premier, si è trattato di un "atto di generosità, perché sapeva di avere la possibilità di perdere la partita". Nel centrodestra, il governatore pugliese, in un'ipotetica alleanza, sceglierebbe Fabio Granata, "ma non potrei arruolarlo - conclude - perché verrebbe additato come la prova postuma che tra i finiani c'è un'intelligenza col nemico".


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Parliamoci chiaro...
Data: 31-07-2010 15:00

Ha ragione Tremonti, quando dice che il piano sanitario di Vendola farebbe della Puglia un'altra Grecia, o ha ragione Vendola quando dice che non è affatto vero? "Tremonti avverte Vendola: per la Puglia rischio Grecia" Sono tante le regioni con un sistema sanitario mangiasoldi. La Puglia non è certo l'unica regione con grossi problemi di deficit sanitario. Però... vivendo in Lombardia (che da anni presenti i conti in regola), non capisco perché certe regioni spendano più del dovuto e alla fine il conto da pagare ricada sulle spalle dello stato (sotto forma di aiuti per ripianare il deficit), cioè di tutti quanti, anche di chi ha già pagato i suoi conti. Non sono leghista, ma penso che scaricare i propri debiti sulle spalle degli altri non sia una cosa molto corretta (e lo fanno anche alcune regioni del Nord). Al di là di quello che dice l'uno e l'altro, perché ovviamente bisogna sempre fare la tara alle accuse ed alle difese dei politici, è un fatto che l'amministrazione pubblica e quindi la spesa pubblica in Italia sia intrisa di sprechi, parassitismi, favoritismi, ruberie legali e purtroppo non credo che ci sia chi sia veramente senza peccato, al massimo c'è chi è meno peggio in certi campi, anche se poi è tutto da dimostrare che non sia pessimo in molti altri. Le regioni meridionali (veramente bisognerebbe fare molti distinguo, ma accettiamo la vulgata) hanno sempre avuto la tendenza all'ipertrofismo delle assunzioni, anche per sostenere un'economia che nei decenni scorsi non offriva molto a gran parte dei giovani. Tuttavia non pensiamo che gli sprechi gravi siano solo dovuti agli eccessi d'assunzioni, perché si può benissimo sprecare in altro modo, con altri beneficiari e per somme molto più ingenti, come vediamo quotidianamente anche nelle regioni settentrionali ritenute "virtuose". E soprattutto non pensiamo che indizio dello spreco siano solo i bilanci in deficit... l'amministrazione pubblica può sprecare i soldi dei cittadini anche se conserva un bilancio in equilibrio: certo gli sprechi che portano al deficit sono più clamorosi e fanno incazzare di più, ma anche gli altri non sono meno ingiusti o meno gravosi per le tasche dei cittadini.


Inviato da: scettico
Data: 31-07-2010 12:50

Ha ragione Tremonti, quando dice che il piano sanitario di Vendola farebbe della Puglia un'altra Grecia, o ha ragione Vendola quando dice che non è affatto vero? "Tremonti avverte Vendola: per la Puglia rischio Grecia" http://www.ilsole2
4ore.com/art/notizie/ ... 0322.shtml
"PUGLIA: VENDOLA (SEL), NON PENSO CHE TREMONTI COMPLOTTI CONTRO DI ME" http:/
/www.irispress.it/Iris/page.asp?V ... ENDOLA.jpg
Sono tante le regioni con un sistema sanitario mangiasoldi. La Puglia non è certo l'unica regione con grossi problemi di deficit sanitario. h
ttp://www.nuovacosenza.com/cs/10/marzo/sanita.html
Però... vivendo in Lombardia (che da anni presenti i conti in regola), non capisco perché certe regioni spendano più del dovuto e alla fine il conto da pagare ricada sulle spalle dello stato (sotto forma di aiuti per ripianare il deficit), cioè di tutti quanti, anche di chi ha già pagato i suoi conti. Non sono leghista, ma penso che scaricare i propri debiti sulle spalle degli altri non sia una cosa molto corretta (e lo fanno anche alcune regioni del Nord).


Inviato da: scettico
Data: 28-07-2010 21:40

Non capisco come faccia esserti tanto chiaro che il partito comunista cinese non è realmente comunista, mentre ti preoccupi che Vendola lo sia ancora. Ti riporto la definizione del dizionario Garzanti, ma ne potrei trovare di molto simili quasi su qualsiasi dizionario: "Comunismo - dottrina politica e sistema sociale che si incentra sulla eliminazione totale o parziale della proprietà privata dei mezzi di produzione e sul controllo collettivo della loro utilizzazione." La Cina ha persino cambiato la costituzione per reintrodurre la proprietà privata, e nell'elenco dei protagonisti della rivoluzione che prima erano operai e contadini, ha pure aggiunto gli IMPRENDITORI. L'economia cinese si sta sempre più privatizzando, i lavoratori non godono neppure dei minimi diritti sindacali (ne hanno di più nei nostri paesi "capitalisti"), la borsa si Shangai è ormai una delle prime piazze finanziarie mondiali, ecc. ecc. Dammi una definizione di comunismo. Magari riesci a trovarne una che abbastanza vaga da farci rientrare pure la Cina... Secondo me persino Vendola sarebbe d'accordo nel dire che in Cina non c'è più il comunismo al governo. E Berlusconi? Sarà liberale o ancora socialista? Berlusconi non lo voto comunque, non mi interessa come definirlo (Vendola, come ho già detto, se vince le primarie del centrosinistra lo voto, anche se spero che non le vinca lui). Il Comunismo non è "veramente applicabile"; perché pochissimi comunisti sanno davvero cosa vogliono e due comunisti diversi hanno idee diverse sul comunismo. Su questo sono d'accordo. Se io immagino un mondo di cooperative e l'abolizione progressiva del lavoro dipendente Le cooperative esistono già adesso, non sono certo vietate dalla legge e, anzi, godono spesso di parecchie agevolazioni - però, in genere, non sono molto competitive. In cosa sarebbe diverso il tuo comunismo dal mondo attuale dove è già possibile fondare una cooperativa? e tu un mondo di dipendenti statali (come in URSS) e Tizio invece un'anarchica abolizione della proprietà privata; è chiaro che appena ne parliamo seriamente tra noi nascerà una scissione e che se qualcuno applica un comunismo, per gli altri non sarà "vero". Forse mi sono espresso male. Sono di sinistra, ma non sono comunista. Anche il Liberismo è un'utopia; un mondo senza confini nazionali, governato solo dal Mercato, privo di cartelli e monopoli; dove la libera concorrenza offre servizi sempre migliori a prezzi sempre minori; un mondo dove le diseguaglianza sociali si assottigliano grazie agli investimenti dei ricchi e senza lo stato sociale. Quando si è provato ad applicarlo, c'è stato il disastro. Mi è difficile capire di cosa tu stia parlando esattamente. Non puoi essere più preciso?


Inviato da: soledamore (Campania)
Data: 28-07-2010 11:20
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Liberisti o comunisti, moriremo tutti keynesiani. E' quasi un secolo che ci illudiamo di superarlo e che ci torniamo con la coda tra le gambe. Capisco che tu, comunistoide, possa apprezzare Keynes perché questi sosteneva un certo "dirigismo", ovvero un'intervento pubblico nell'economia. Ma spero proprio che non moriremo tutti keynesiani! Per un motivo ideologico, prima di tutto: ho sempre trovato qualcosa di sciocco nel pensiero di far scavare le buche al solo scopo di riempirle, in modo da favorire l'occupazione...e poi identificare in primis l'homo eoconomicus col consumatore lo trovo ributtante. Strano che anche tu non abbia una sensazione del genere...Devi esserci qualche bug nel tuo apprendistato alla scuola della dialettica dell'illuminismo :( ...E spero anche che non "moriremo tutti keynesiani" per un motivo pratico: sono proprio le politiche keynesiane che hanno causato nel nostro paese il baratro del deficit pubblico. Quello per il quale, detto terra terra, la generazione precedente a questa si è mangiata le pensioni e lo status socio-economico di quella successiva, rubandole il futuro. Il nostro. Certo siamo ancora giovani e forse si può rimediare. Ma partire dal presupposto che "moriremo keynesiani" non mi sembra un buon punto di partenza. Significa che non avremo nemmeno i soldi per pagare l'ospizio. E per gli omosessuali: altro che la Villa Gaya dei sogni di Insy Loan! p.s. Sarà un caso il fatto che Keynes fosse un fervido sostenitore dell'eugenetica?


Inviato da: Ginecologo delle Sfrante
Data: 28-07-2010 10:54

Certo che paragonare un regime totalitario e spietato e ANTIUMANO come il Comunismo ad un sistema economico all'interno delle Democrazie Occidentali come il Liberismo, ci vuole se non ignoranza e ipocrisia una forte cieca stupidità!


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 28-07-2010 10:43
Guarda il mio profilo su Me2

Non capisco come faccia esserti tanto chiaro che il partito comunista cinese non è realmente comunista, mentre ti preoccupi che Vendola lo sia ancora. E Berlusconi? Sarà liberale o ancora socialista? :) Il Comunismo non è "veramente applicabile"; perché pochissimi comunisti sanno davvero cosa vogliono e due comunisti diversi hanno idee diverse sul comunismo. Se io immagino un mondo di cooperative e l'abolizione progressiva del lavoro dipendente e tu un mondo di dipendenti statali (come in URSS) e Tizio invece un'anarchica abolizione della proprietà privata; è chiaro che appena ne parliamo seriamente tra noi nascerà una scissione e che se qualcuno applica un comunismo, per gli altri non sarà "vero". Anche il Liberismo è un'utopia; un mondo senza confini nazionali, governato solo dal Mercato, privo di cartelli e monopoli; dove la libera concorrenza offre servizi sempre migliori a prezzi sempre minori; un mondo dove le diseguaglianza sociali si assottigliano grazie agli investimenti dei ricchi e senza lo stato sociale. Quando si è provato ad applicarlo, c'è stato il disastro. Liberisti o comunisti, moriremo tutti keynesiani. E' quasi un secolo che ci illudiamo di superarlo e che ci torniamo con la coda tra le gambe.


Inviato da: scettico
Data: 27-07-2010 21:06

Purtroppo non mi è consentito postare dei link (vedo che tu riesci a farlo ?!) Basta copiare l'indirizzo che vuoi linkare nel testo (quello che vedi nella barra degli indirizzi della pagina che vuoi linkare, a partire da http...), poi viene trasformato in automatico in un link. Credo funzioni anche per gli utenti anonimi. Altrimenti, se non ti funziona con il metodo precedente, togli i primi 7 caratteri e parti dal www, così non risulterà come link ma il senso si capisce lo stesso. Anche l' Istat conferma: l' economia della Puglia cresce molto più che nel resto del Mezzogiorno Non contesto questo fatto. Quel che ho detto è solo che il merito di questa crescita non va automaticamente a Vendola, anche perché il fenomeno è cominciato prima che Vendola diventasse governatore. Consentimi di dirti che io ci vivo in Puglia e non ho nemmeno vagamente l'impressione di vivere in Cina o nella Corea del Nord, le tue espressioni mi sembrano francamente anacronistiche nel 2010, potevano avere una qualche ragione nel periodo in cui Churchill le pronunciò, ma oggi mi sembrano alla stregua delle "battute" Berlusconiane che i comunisti bolliscono i bambini Non penso e non ho mai detto che se vince Vendola l'Italia diventa una dittatura comunista e vengono abolite le libertà individuali, o simili. Intendevo solo dire che dal punto di vista economico Vendola non ha ancora digerito il fatto che il comunismo è stato un fallimento e solo il capitalismo è riuscito a creare ricchezza - distribuendola talvolta in modo molto squilibrato, con pochi super-ricchi e molti poveri... ma il comunismo ha saputo produrre solo miseria, il che è anche peggio. Poi, non so cosa farà Vendola se diventerà primo ministro. Spero che dica qualche parola chiara e rassicurante prima delle primarie. Non ce l'ho con Vendola. Come persona lo rispetto, lo stimo perfino (e sono contento che sia stato rieletto governatore). Però, se non dice una volta e per tutte che anche per lui il comunismo è morto e sepolto e il capitalismo è un male necessario... beh, diciamo che non penso sia la persona giusta per guidare il paese. Un conto sono le decisioni che può prendere un governatore (quasi nessuna delle scelte macroeconomiche è di sua competenza), un altro sono le decisioni che potrebbe prendere da primo ministro. La Cina è una dittatura comunista quando fa comodo criticarla per il Tibet; è un paese capitalista quando non si vuole parlare del suo successo economico. (Non vorrei allargare il discorso al Tibet che di certo non c'entra con Vendola.) In Cina è al governo il Partico Comunista Cinese. Questo è vero. Però ormai di Comunista quel partito conserva solo il nome. Da loro le diseguaglianze sociali sono ancora più marcate che nei paesi occidentali. Con dei ricchi "borghesi" che fanno soldi a palate e dei poveracci che lavorano schiavi. Ditemi voi se questo è comunismo o ipercapitalismo selvaggio! Il vero comunismo non è mai stato applicato, quello marxista leninista della rivoluzione russa. Quindi non possiamo giudicare i reali effetti di una politica comunista sui popoli. Il comunismo propone la ridistribuzione delle ricchezze, il benessere per il popolo di qualunque classe sociale appartenente etc. Il VERO comunismo (o comunismo ideale) non è mai stato realizzato da nessuno perché non è praticamente realizzabile - è una cosa che nel mondo reale non sta in piedi, è una favola come quella di Babbo Natale. Se come redistribuzione della ricchezza intendi dire che bisogna redistribuire la richezza ereditata (cioè, che non è giusto che un rampollo della famiglia Agnelli nasca straricco mentre il figlio di un operaio disoccupato della FIAT nasca povero) posso anche essere moderatamente d'accordo. Se, invece, intendi dire che io posso anche farmi in quattro per lavorare e mettere da parte qualche risparmio e poi quel che ottengo dev'essere diviso con chi non ha voglia di fare un accidente, allora non sono affatto d'accordo. Distribuire la ricchezza prodotta in modo "uguale" non significa affatto distribuirla in modo equo quando non sgobbano tutti in modo uguale. Il problema di base è che il benessere non cresce sugli alberi. Bisogna produrlo, bisogna darsi da fare per produrlo, sgobbare... e di norma l'essere umano non è che sia poi così tanto altruista da sgobbare per gli altri. Cioè, va bene a (quasi) tutti sgobbare per produrre il PROPRIO benessere. Però, se dopo che uno si è dato da fare per produrre, gran parte dei frutti che raccoglie li redistribuisci invece di lasciarli a lui... col cavolo che la volta prossima si darà ancora altrettanto da fare! In tutti i paesi comunisti la produttività è molto più bassa che nei paesi capitalisti per questa semplice ragione: la gente fondamentalmente guarda solo al suo personale tornaconto, non a quello della collettività. Per cercare di far funzionare l'economia e spingere la gente a lavorare sono stati utilizzati dei metodi estremi, come nel periodo dello stakanovismo, in cui se non producevi la tua quota rischiavi di finire nei Gulag: nemmeno il capitalismo è arrivato a simili bassezze! e anche questi rimedi non è che abbiano funzionato poi tanto bene nel produrre ricchezza.


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