Sirchia: Proibire ai gay la donazione del sangue per legge
Venerdì 23 Luglio 2010
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L'ex ministro della salute dice che i gay sono una categoria a rischio e auspica una legge che probisca loro di donare il sangue. "Li esclude quasi tutto il mondo". La realtà, però, è ben diversa. |
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Sirchia chiede una legge - Chiarimenti sul no alle donazioni di sangue da gay sono stati chiesti dal ministro della Salute Fazio al Consiglio superiore di sanità. Ma la vera notizia arriva da Girolamo Sirchia, anche lui ministro della Salute nel precedente governo Berlusconi ed ematologo del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano. «Non c'è solo Milano a escludere i gay dalla donazione di sangue: c'è la maggior parte dell'Italia, e quasi tutte le nazioni del mondo, dagli Usa all'Europa intera, esclusa la Spagna. E questo perché la letteratura scientifica mondiale specifica che i rapporti omosessuali sono comportamenti a rischio».
«Ad oggi - continua Sirchia - in mancanza di chiare norme, in Italia c'è qualcuno che accetta donazioni dai gay. Ma la legge è abbastanza ambigua, perché dice che non possono essere assoggettati a prelievo i candidati donatori che sono ad alto rischio o a rischio più elevato del normale, però non dice quali sono questi rischi. Sappiamo però dalla letteratura che queste persone sono a più alto rischio, quindi li escludiamo». Questo significa, in pratica, che «in Italia prima l'esclusione dei gay c'era dappertutto, mentre solo ora qualcuno li accetta come donatori: questo però - aggiunge l'ematologo - è contro tutte le normative internazionali».
«Se poi la legge italiana precisasse che bisogna prelevare gli omosessuali noi lo faremo, anche se non siamo convinti. Ma non credo che avverrà, perché è una cosa molto rischiosa. La nostra coscienza ci dice che dobbiamo proteggere i pazienti: ci dispiace escludere il donatore, ci rendiamo conto della mortificazione, ma dobbiamo difendere prima di tutto il malato».
L'errore di Sirchia - In realtà quello per cui gli omosessuali sarebbero anche una categoria a rischio è un equivoco. E lo stesso concetto di "categoria a rischio" è ormai considerato antiscientifico. Nel 1991 l'allora ministro della Sanità pubblica Francesco De Lorenzo emanò un decreto sull'onda di uno scandalo che vide la circolazione di partite di "sangue infetto". Nel questionario che serviva a valutare la storia personale del donatore comparve quindi la domanda sulle esperienze omosessuali. Le indagini misero in luce che la causa di quel tragico errore fu però dovuto all'incuranza della classe politica che decise quindi di lavarsi le mani e incolpare intere categorie di persone facilmente individuabili (evitando ad esempio i nove milioni di italiani che frequentano regolarmente le prostitute e non considerando che nella popolazione lesbica il tasso di infezione è prossimo allo zero). Fu poi il nuovo Ministro Umberto Veronsesi a modificare quella domanda nella più generica "ha mai avuto comportamenti sessuali a rischio di trasmissione di malattie infettive?". Anche il Parlamento europeo, nel 1998, fece sentire la sua voce sull'esclusione delle persone omosessuali dalla donazione dicensosi contrario a questa politica di demonizzazione. Non sarebbe la prima volta che un ministro per la Salute offre consigli sbagliati in materia di HIV e prevenzione. È rimasta nei manuali di comunicazione pubblica la lettera che Ministro della Sanità Carlo Donat-Cattin spedì a tutti gli italiani consigliando l'astinenza come unico mezzo per non contrarre il virus. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Ospite
Data:
18-11-2010 16:33
ma non si eseguono i controlli necessari sulla sacca di sangue prima di effettuare la trasfusione della stessa?
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| Inviato da:
Ospite
Data:
4-08-2010 12:43
Appunto non sono le persone, ma i comportamenti che rendono a rischi di HIV, quindi non sono i gay o gli etero, ma le abitudini che hanno che li rendono a rischi di HIV. Quindi proibire a certe persone, e a altri no è sbagliato. E' più importante diventare più restrittivi e efficenti nei controlli del sangue.
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| Inviato da:
Tommy_83
Data:
30-07-2010 11:42
il periodo finestra vale per chiunque non solo per chi è gay se io sono un donatore da anni ma la settimana scorsa ho contratto l'hiv con una prostituta o con una ragazza tanto carina in discoteca che me l'ha data nei cessi che sia etero sposato con 4 figlie la nonna centnaria votata a santa lucia la zia che va a messa ogni domenica e fa casa e chiesa da 50 anni ancora vergine state pur certi che all'innocentello l'hiv lo attacco lo stesso
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| Inviato da:
Ospite
Data:
30-07-2010 01:53
Auguro all'on. Sirchia non abbia mai bisogno di una donazione di sangue....
..ma scusate la prassi non è: faccio le analisi se i risultati sono buoni dono il sangue???
quindi dov'è il problema?
perche altrimenti bisogna vietare di donare il sangue a: chi va a prostitute, chi è tossicodipendente, chi è sposato ma poi va a uomini, chi ha un lavoro a rischio di infezione, chi ha comportamenti a rischio di infezione, chi va con i viados, chi non usa il presevativo ecc.. ecc..
madonna quanta ignoranza....
il problema sta che il tuo sangue non lo vedono se e' buono...
se tu 2 settimane fa ti sei fatto scopare e ti sei infettato e domani vai a donare il sangue questo e' visto come buono e quindi trasfuso a un innocente paziente.....
mai sentito parlare di periodo finestra???
e siamo nel 2010
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| Inviato da:
Ospite
Data:
30-07-2010 01:50
ma l'avete letto l'a rticolo su gay.it????
vi cito il passo "Le preoccupazioni crescono perché in varie zone del pianeta l’infezione continua a dilagare tra la popolazione omosessuale con tassi pari anche a 20 volte quelli registrati tra gli etero"
e quindi e' statistica...punto e basta....sara' perche' gli etero sono molti di piu' numericamente ma comunque e' cosi' che vi piaccia o no, sono gay e do' ragione a sirchia...
le zone del pianeta dove cresce l'hiv per i gay sono quelle dove i rapporti omo sono vissuti clandestinamente
e sirchia ha torto
quindi mi stai dicendo che verona dove un gay su 11 e' siero+ e' un posto dove i rapporti omo sono vissuti clandestinamente....
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| Inviato da:
Medicus insipiens
Data:
28-07-2010 16:58
..ma scusate la prassi non è: faccio le analisi se i risultati sono buoni dono il sangue???
quindi dov'è il problema?
Appunto... anche perché non capisco come si possa essere così incauti da accettare un donatore solamente in base alle sue dichiarazioni... come possono sapere se il donatore non sia uno schizofrenico o semplicemente un delinquente che voglia infettare gli altri con le sue malattie, magari per vendicarsi, a torto o a ragione, della società?
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| Inviato da:
..
Data:
28-07-2010 16:50
Auguro all'on. Sirchia non abbia mai bisogno di una donazione di sangue....
..ma scusate la prassi non è: faccio le analisi se i risultati sono buoni dono il sangue???
quindi dov'è il problema?
perche altrimenti bisogna vietare di donare il sangue a: chi va a prostitute, chi è tossicodipendente, chi è sposato ma poi va a uomini, chi ha un lavoro a rischio di infezione, chi ha comportamenti a rischio di infezione, chi va con i viados, chi non usa il presevativo ecc.. ecc..
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