I medici lombardi con la Atzori: "E' libertà d'espressione"
Lunedì 30 Agosto 2010
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L'Ordine professionale, rispondendo ad Arcigay, non si è dissociato dalle posizioni dell'infettivologa sostenitrice delle terapie riparative e amica di Nicolosi e si appella alla libertà d'espressione |
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"Irricevibile". Così, in una nota, Arcigay definisce la risposta dell'Ordine dei Medici della Lombardia all'esposto presentato dall'associazione riguardo alla partecipazione della dottoressa Atzori ad un convegno sulle terapie riparative. Stiamo parlando di "Identità di genere e libertà", l'iniziativa tenutasi a Roncadelle (Brescia) lo scorso maggio e che aveva come ospite principale il maggior fautore delle terapie riparative Joseph Nicolosi. L'evento suscitò non poche polemiche e portò perfino l'Ordine degli Psicologi della Lombardia a prendere le distanze non solo da Nicolosi, ma dalla teoria della riparazione in genere. A quel convegno partecipò anche l'infettivologa Chiara Atzori, più volte assorta agli onori delel cronache per le sue idee su come un'eventuale legittimazione delle coppie gay avrebbe conseguenze disastrose sulla diffusione dell'Aids, solo per citare la più bizzarra delle sue teorie. A Roncadelle, la dottoressa Atzori ha tenuto una relazione dal titolo "Uomini e donne o GBLTQ? Un introduzione al tema del gender".
Oggi si viene a sapere che secondo l'ordine dei Medici della Lombardia, chiamato in causa da Arcigay, non solo la dottoressa Atzori non avrebbe, partecipando a quel convegno e sostenendo le tesi di Nicolosi, violato in alcun modo il codice deontologico, ma "nell'ambito della libertà d'espressione costituzionalmente sancita, ha diritto di dissentire dalla teoria del gender e le sue opinioni non sono da considerare una indebita 'ingerenza' ed uno sconfinamento rispetto alle competenze di medico specialista in malattie infettive". L'Ordine dei medici, poi, conclude la nota auspicando "un confronto civile su tematiche così delicate tra esperti con posizioni differenti al fine di un rispetto delle varie convinzioni".
"Per assurdo se un medico teorizzasse o pubblicizzasse l’elettroshock come terapia per i malati psichiatrici - commenta incredula Arcigay - verrebbe certamente condannato o ammonito dal proprio ordine. Per l’omosessualità non è così e l’ordine dei medici lombardo si è ben guardato dall’ammonire la Atzori, trincerandosi dietro ad una pretestuosa libertà di espressione".
Al contrario di quanto fatto dall'Ordine degli Psicologi, quello dei medici non ha ritenuto opportuno prendere le distanze da quelle che Arcigay, nella richiesta di intervento inviata all'ordine lo scorso maggio, aveva definito "affermazioni improntate ad una visione ideologica e militante, e non onestamente e rigorosamente scientifica" che rischiano di "fomentare situazioni discriminatorie ai danni delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali". E all'appello per un "chiarimento definitivo della posizione dell’Ordine rispetto alle iniziative della dottoressa Atzori, e a tutela della comune sensibilità umana, giuridica, culturale dell’Unione nel contrasto alle discriminazioni, anche e soprattutto in campo sanitario" l'Ordine ha preferito rispondere invocando la libertà d'espressione, senza tenere in alcun conto le posizioni ufficiali dell'OMS, della comunità scientifica internazionale e dei colleghi psicologi. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Ospite
Data:
2-09-2010 14:42
[quote="alanmathisonturing":1fwz2d2w]Penso che sarà molto difficile che potranno mai dimostrare così efficacemente la validità delle teorie riparative: che io sappia le associazioni di ex-gay (che in America contano numerosi iscritti) non sono in realtà composte da ex-gay, ma da gay che si reprimono giorno dopo giorno e si autoinfliggono i sensi di colpa se per caso iniziano a deccitarsi vedendo un uomo, più o meno con lo stesso meccanismo vissuto dagli alcolisti che tentano di guarire dalla loro dipendenza. Con l'unica differenza che l'omosesualità non è una dipendenza ma un modo di essere come tanti altri.
Personalmente sospetto che questi psicologi sostenitori delle teorie riparative, l'unica cosa che realmente sostengono sia il rimpinguamento dei loro portafogli a scapito di persone sfortunate che non riescono a daccettare una condizione che vivono come nefasta ma che, in realtà, è neutra.
E' quello che sostenevo, o dimostrano dell'avvenuta "guarigione" di veri ex gay, e non soltanto che si sono limitati a sopprimere un po' la loro omosessualità egodistonica, cosa che del resto, cercano già di fare da soli quasi tutti i gay, prima di autoaccettarsi, o devono finire dentro.
Se uno "guarisce" dall'omosessualità vuol dire che diventa etero, e un etero lo puoi far andare finchè vuoi a letto con un uomo che non diventerà mai omosessuale, nemmeno i carcerati lo diventano, poichè il rapporto omosessuale nel loro caso è un ripiego momentaneo che sostituisce il rapporto etero, perciò credo sia valido il test di fare andare a letto il guarito con dei gran bonazzi, prima di accertarne la avvenuta guarigione.
L'alcolismo poi è un'altra cosa, uno non guarisce, smette solo di bere. Tutto qui, non c'è un'identità con l'alcolista come stile di vita positivo che porta ad invecchiare e farsi una famiglia.
E poi non ci sono animali alcolisti in natura, ma omosessuali si.
Per il resto sono d'accordo con te, ad esempio un neurochirurgo, affermato credo, che mi è stato presentato, e credo pure che fosse pure ricchissimo vista la sua posizione, la sua auto e il suo amante giovane e bello, aveva appunto per amante un bonazzo che a me piaceva da matti, ed entrambi mi sembravano, nonostante la preparazione in materia, ben contenti di rimanere gay, come pure altri psicologi che conosco, strano che almeno loro non credessero, con una preparazione così specifica alle teorie riparatrici.
Io poi andrei a fondo della vita privata di questi e queste neurologhe che teorizzano la riparazione dei gay, come di certi cantanti e calciatori il cui indirizzo sessuale dichiarato, nel caso di questi ultimi, a volte mi lascia un po' perplesso.
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| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
2-09-2010 13:03
Penso che sarà molto difficile che potranno mai dimostrare così efficacemente la validità delle teorie riparative: che io sappia le associazioni di ex-gay (che in America contano numerosi iscritti) non sono in realtà composte da ex-gay, ma da gay che si reprimono giorno dopo giorno e si autoinfliggono i sensi di colpa se per caso iniziano a deccitarsi vedendo un uomo, più o meno con lo stesso meccanismo vissuto dagli alcolisti che tentano di guarire dalla loro dipendenza. Con l'unica differenza che l'omosesualità non è una dipendenza ma un modo di essere come tanti altri.
Personalmente sospetto che questi psicologi sostenitori delle teorie riparative, l'unica cosa che realmente sostengono sia il rimpinguamento dei loro portafogli a scapito di persone sfortunate che non riescono a daccettare una condizione che vivono come nefasta ma che, in realtà, è neutra.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
2-09-2010 12:41
invece di teorizzare che lo provino sul serio. E' così che funziona la scienza, che ci portino degli omosessuali ovviamente volontari, disposti a dimostrare davanti ad una commissione medica, che sono tali e poi dopo la terapia, ben documentata, che si proceda a dimostrazioni concrete della avvenuta guarigione. Quindi, sempre davanti ad una commissione medica e che dimostrino che gli ex gay si eccitano davvero, magari con dei sensori applicati, mentre guardano diversi strip tease di donne bellissime dal vivo, e che rimangono totalmente indifferenti davanti a uomini bellissimi che si spogliano davanti a loro e che gli si strofinano contro. Si ripete poi la prova in periodi diversi e in un periodo di che so magari 5 anni , poichè potrebbe inizialmente subentrare l'imbarazzo o altri fattori che vizierebbero i test ecc, ecc. Se effettivamente dimostrano che hanno sviluppato l'eterosessaulità e non hanno semplicemente convinto deipito poveri deficenti a sposarsi delle cretine represse con una vita sessuale che è quello che è, se riescono appunto a provarlo, bene, sennò a mio giudizio dovrebbero essere trattati allo stesso modo di millantatori e ciarlatani, con le dovute conseguenze. Non dobbiamo farci intervistare da interviste fatte a dei cretini che con l'espressione da povere sfrante ci assicurano che sono guariti, ci vogliono le prove serie.
mi correggo: non dobbiamo farci intortare da interviste...
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| Inviato da:
Ospite
Data:
2-09-2010 12:39
invece di teorizzare che lo provino sul serio. E' così che funziona la scienza, che ci portino degli omosessuali ovviamente volontari, disposti a dimostrare davanti ad una commissione medica, che sono tali e poi dopo la terapia, ben documentata, che si proceda a dimostrazioni concrete della avvenuta guarigione. Quindi, sempre davanti ad una commissione medica e che dimostrino che gli ex gay si eccitano davvero, magari con dei sensori applicati, mentre guardano diversi strip tease di donne bellissime dal vivo, e che rimangono totalmente indifferenti davanti a uomini bellissimi che si spogliano davanti a loro e che gli si strofinano contro. Si ripete poi la prova in periodi diversi e in un periodo di che so magari 5 anni , poichè potrebbe inizialmente subentrare l'imbarazzo o altri fattori che vizierebbero i test ecc, ecc. Se effettivamente dimostrano che hanno sviluppato l'eterosessaulità e non hanno semplicemente convinto deipito poveri deficenti a sposarsi delle cretine represse con una vita sessuale che è quello che è, se riescono appunto a provarlo, bene, sennò a mio giudizio dovrebbero essere trattati allo stesso modo di millantatori e ciarlatani, con le dovute conseguenze. Non dobbiamo farci intervistare da interviste fatte a dei cretini che con l'espressione da povere sfrante ci assicurano che sono guariti, ci vogliono le prove serie.
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| Inviato da:
davide-priolo
Data:
1-09-2010 17:36
mi rifiuto di credere che questa donna sia una laureata ma dove e chi la data la laurea il cepu?ma denunciarla e rendere invalida sua laurea se condannata sta donna che sostiene delle puttajnate sui gay?malattia?i gay non sono malati ma sono persone serie cosa non si puo dire di certi signori.va bene dire non mi sono simpatici i gay ma non dire sono malati da curare.andate a spulciare cio che fa lei nel prvato e sua famiglia pescate nel torbido chi strilla a scandali altrui ne a da nascondere di propi poi sputtanatela e vediamio se esce di casa sta infettivologa,se gay e malattia anche il razzismo verso tutte le personr del mondo a chiunque non gli e gradito e da esse malati e sta dottoressa e infetta di razzismo a mio parere malattia che a contaggiato molti euriopei sotto il nazismo che comporto lo sterminio di 6 milioni di ebrei
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| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
31-08-2010 13:15
Posto questo messaggio solo per dissentire da un'affermazione riportata nell'articolo: è quellla ove viene asserito che se si propagandasse l'uso dell'elettroshock per curare le malattie psichiatriche succederebbe il finimondo. Non è così perché in Italia l'elettroshock, sotto il più rassicurante nome di "Terapia elettroconvulsivante" viene tutt'oggi consigliato e praticato in vari centri psichiatrici di eccellenza sotto il silenzio generale!!
Quindi perché sconvolgersi se l'ordine degli psicologi non contesta le affermazioni della Atzori?
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| Inviato da:
34RWDP8Z
Data:
31-08-2010 13:11
Come medico lombardo proporrei una rivolta "fiscale" contro questo ordine del cazzo, promovuendo il non pagamento delle quote di iscrizione per l'anno in corso e il prossimo.
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