Trans turche picchiate e arrestate rischiano il carcere
Martedì 19 Ottobre 2010
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Attiviste di un'associazione che si occupa di diritti lgbt, cinque transessuali sono state arrestate, brutalmente picchiate e accusate di resistenza e prostituzione. Possibile condanna a 3 anni. |
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C'è voluto l'impegno di cinque associazioni internazionali sul loro caso perché la storia di cinque transessuali turche, non diversa da tante altre verificatesi negli ultimi mesi, venisse conosciuta da tutto il mondo.
Le cinque, lo scorso 17 maggio vennero fermate dalla polizia senza ragione mentre, in auto, andavano a trovare un amico, maltrattate, picchiate e accusate di resistenza alle autorità e prostituzione. Adesso del loro caso si occupa, tra le altre organizzazioni internazionali, anche la statunitense Human Rights Watch che in una lettera inviata ai ministeri degli Interni e della Giustizia turchi ha chiesto che le accuse mosse fossero ritirate.
La sera del 17 maggio scorso, le cinque attiviste dell'associazione "Pembe Hayat", che si occupa dei diritti delle persone lgbt, vennero fermate in una strada di Ankara da quattro poliziotti che usarono contro di loro prima lo spray rticante sugli occhi, poi i manganelli e i calci in tutto il corpo. Poi vennero arrestate con l'accusa di prostituzione e resistenza a pubblico ufficiale, anche se tutte e cinque hanno sporto denuncia per maltrattamenti. Il processo contro di loro è previsto per giovedì e la condanna che rischiano è di passare in prigione i prossimi tre anni.
"Il governo turco sta trasformando noi transessuali in criminali per il solo fatto che esistiamo. Noi siamo il crimine ed il governo, invece di proteggerci, abusa di noi e ci costringe a vivere e morire al di fuori della legge'', ha detto Mauro Cabral, condirettore del gruppo per i diritti dei gay "Gate".
Da un po' di tempo a questa parte la maggiore visibilità conquistata dalle persone trans ha attirato anche i violenti e i transfobi. Si calcola che negli ultimi 20 mesi siano nove i transessuali uccisi. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Voce Divina
Data:
21-10-2010 20:00
I giovani maschi Turchi musulmani e casti non possono assistere indifferenti allo spettacolo osceno offerto gratuitamente da transessuali e invertiti su pubbliche vie,è logico che passino alle vie di fatto,se non altro per fugare il peccato.
L'omofobia non è un reato in sè,è la risposta ad una provocazione,ad una offesa insanabile dei sentimenti religiosi,succede anche da noi del resto.
Il nostro Amatissimo,Reverendissimo,Castissimo e Sacerrimo Padre Benedetto XVI ,pur essendo contrario alla violenza,non finisce mai di esortare i cattolici,e noi tutti di Militia Christi,a scacciare in ogni modo il peccato dalla nostra vita quotidiana e noi,chinando riverenti il capo,umilmente obbediamo.
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| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
20-10-2010 19:36
Prima di dare spiegazioni sul significato del termine "Gay" sarebbe buona cosa fare un poco di ricerca storico-culturale (giusto per capire che trans e gay sono due cose diverse, benché accomunate da un destino di discriminazione e di soprusi ai quali, per fortuna, si stanno (ci stiamo) ribellando) ... a prescindere da questo abbiamo l'ennesima prova del fatto che la diversità in generale è vista come minaccia nelle società più attaccate alle tradizioni ancestrali ... bhé, tutto detto e ridetto ... perché non organizzano a questo punto un genocidio anti - GLBT su scala mondiale? almeno finirebbe il nostro tormento ogni vlta che sentiamo di queste notizie e nessuno si scandalizza per tanta violenza ingiustificata!!!!!
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| Inviato da:
Ospite
Data:
20-10-2010 18:08
e perchè? ai gay interessano solo le pare pseudosentimentali, le dimensioNi del pene i fatti di moda , il grande fratello ecc. sennò non sarebbero gay, lo dice la parola stessa
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Inviato da:
Edy87 (Lombardia)
Data:
20-10-2010 13:07
Guarda il mio profilo su Me2
qualcuno intervenga!
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