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Certi Diritti: "Regione Lazio censura siti gay"

Mercoledì 17 Novembre 2010

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Gay.it - Certi Diritti:
I Radicali di Certi Diritti scoprono che la Regione Lazio considera i siti con la parola gay, compresi quelli di informazione come pornografici. La Polverini? Il "Goebbels de' noantri", dicono.

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Gay.it - Certi Diritti: "La pagina che si sta tentando di visualizzare è categorizzata come 'Pornography'". E' questo il messaggio che compare quando si tenta di accedere a siti di informazione gay dagli uffici della Regione Lazio. A rendere noto il caso, non l'unico purtroppo, è Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti e Capo Segreteria Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio.

«Quando dai pc della Regione Lazio si naviga su internet - dice Rovasio - e si richiedono indirizzi che hanno la parola "gay", scatta un'azione censoria che impedisce di aprire la pagina ed esce la frase: "Accesso non consentito. Motivazione: Le attuali policy aziendali non consentono l'accesso al sito richiesto. La pagina che si sta tentando di visualizzare è categorizzata come "Pornography"».
 
Gay.it - Certi Diritti: Dietro alla censura ci sarebbe una strategia della governatrice Renata Polverini che a suo tempo decise di chiudere l'accesso ai social network per i dipendenti della Pisana, sede della Regione Lazio. «Dopo aver chiuso (e riaperto) nelle ultime 48 ore, l'accesso a decine di siti di informazione e social-network, ora è la volta dei siti che danno informazioni sulla comunità lgbt italiana. L'esempio più eclatante - spiega Rovasio - è dato dalla richiesta di accesso a siti di informazione che pubblicano spesso anche iniziative dei consiglieri regionali radicali del Lazio, ad esempio sulle unioni civili e per la lotta alle discriminazioni. Tra questi vi è il sito internet www.gay.it il più importante portale gay italiano».
 
«Occorrerebbe capire per quale motivo è stata attivata questa procedura che ha alcuni aspetti gravi: da una parte si considera la stessa parola gay come una parola pornografica e dall'altra si decide in modo autoritario, alla "Goebbels de noantri" di limitare l’accesso perché magari il contenuto non piace a chi sta nei piani alti».
 
«Ci auguriamo - conclude il segretario di Certi Diritti - che tutto ciò sia dovuto ad un errore e non ad una politica censoria avviata dai vertici della Regione Lazio».

Gay.it - Certi Diritti: «Eravamo già a conoscenza – aggiunge il direttore di Gay.it Alessio De Giorgi – che diverse amministrazioni pubbliche e aziende "discriminano" il nostro sito internet, etichettandolo come pornografico e permettendo nel contempo l'accesso ai propri dipendenti a siti di vario genere che hanno contenuti spesso meno casti del nostro (sportivi, femminili e così via). Questa è una vera e propria discriminazione, che non permette di informarsi peraltro a persone – come chi lavora negli Enti Pubblici - che avrebbero proprio necessità di invece essere sensibilizzate sui temi dell'omofobia e del riconoscimento dei diritti civili alle persone lgbt».

 

Segnalaci il posto di lavoro pubblico o privato che blocca l'accesso ai siti gay


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Edy87 (Lombardia)
Data: 18-11-2010 20:05
Guarda il mio profilo su Me2

che superficialità ragazzi.


Inviato da: alanmathisonturing
Data: 18-11-2010 16:36

L'essere un "sito promiscuo" è una scusa che non regge, neppure per la censura: allora dovrebbero censurare il 90% dei prodotti televisivi italiani!!! Questo trend non è per nulla confortante: censura oggi, censura domani, e alla fine saranno giustificati linciaggi e percosse, se non addirittura le forme più viscide di "discriminazione istituzionalizzata", come la chiamo io!! La censura dei siti gay è solo la punta dell'iceberg: dietro ad essi vi sono migliaia di persone che subiscono "censure" a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere... e sarebbe anche l'ora di parlare di come la censura del web sia solo la conseguenza di una intolleranza diffusa a livello istituzionale e che rende difficile a tutti i GLBT, ma in particoalre a gay e trans M to F, esercitare determinate professioni. Nel sentire collettivo il gay ( e la trans M to F) è visto come qualcosa di estraneo e di "pericoloso" per le nuove generazioni, una sorta di cattivo esempio o di "vampiro" in grado di trascinare nella strada della "perversione" tutta la gioventù psicologicamente predisposta a ciò ... che però potrebbe essere "salvata" allontanando il "mostro" da tutti quei lavori che lo portano a contatto coi giovani; diciamocela tutta: molti italiani non hanno chiara la distinzione tra gay/trans M to F e pederasta/pedofilo, e ciò è causa di questa malcelata insofferenza verso ogni forma di sessualità diversa da quella eterosessuale!!! Credo che risolvendo - con grandi sforzi e molti anni di duro lavoro - questo equivoco, forse, in un futuro lontano, non saranno più censurati neppure i siti gay. ma tanto per dirla in parole spicce: se lavori in un campo ove la persona gay o trans M to F è maltollerata, osteggiata, mobbizzata, costretta ad autolicenziarsi ecc. ecc., che te ne vienbe se non ti fanno navigare in un sito gay??? Non so se mi spiego!?!? L'informazione è importante, ma prima dovremmo essere noi ad informare il resto del Popolo Italiano del fatto che non siamo persone cattive né tantomeno pericolose, o almeno non più degli eterosessuali ...


Inviato da: nuvole79
Data: 18-11-2010 12:49

Io sono contro ogni forma di censura, ma bisogna sempre avere un senso di responsabilità nelle cose, se siti di informazione come questo lasciano la possibilità di esporre agli utenti la propria "merce intima" il rischio è che si venga poi tacciati di pornografia... quindi a volte mettiamoci la mano sulla coscienza e decidiamo se vogliamo essere un sito di informazione o un sito "promiscuo", in fondo non biasimo chi decide per motivi proprio che vanno sempre rispettati che un sito fatto come questo possa essere bloccato! cosa gravissima visto che informa anche .....


Inviato da: M&M
Data: 17-11-2010 21:02

la Regione Lazio - e tutti gli enti pubblici - li dovrebbe oscurare tutti i siti e lasciare accessibili solo quelli per uso lavorativo del resto uno sta al lavoro ed è pagato per produrre... per il resto è discriminazione aver censurato il sito di certi diritti[b][/b]


Inviato da: nemes_2482
Data: 17-11-2010 17:58

con tutto rispetto per il sito che leggo e mi piace (il più delle volte) se un lavoratore del comune va su gay.it lo fa per cazzeggiare ebbasta. Benvenga la chiusura. Per quanto mi riguarda dovrebbero tenergli aperto solo l'ansa e le principali testate giornalistiche.


Inviato da: Luca VE
Data: 17-11-2010 16:28

Purtroppo, anche nel Comune di Caorle - Venezia, succede la stessa cosa...


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