Marrazzo: "Io vittima di un tribunale politico"
Martedì 8 Febbraio 2011
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L'ex presidente di Arcigay Roma, espulso con le accuse di violare ripetutamente lo statuto dell'associazione, accusa il presidente nazionale di aver allestito un tribunale politico e di essere vittima |
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Che valutazione dai di quanto successo sabato e domenica, cioè di quel che ha portato alla tua espulsione?
È stato un Consiglio Nazionale trasformato in un tribunale dell'inquisizione, con presunte violazioni formali si è voluto nascondere un processo politico. Una cosa che non avrei mai immaginato possibile in Arcigay, un'associazione che dovrebbe essere fondata su principi libertari e democratici. In sostanza un processo di epurazione volto a colpire chi era stato promotore di una linea diversa da quella dell'attuale presidente. La mozione "Inarrestabile cambiamento" a Roma aveva avuto oltre 250 partecipanti, ed era stato il congresso più partecipato in Italia. Con la mia espulsione si è voluto sovvertire il voto romano con un colpo di mano.
Ti accusano di aver fondato un'associazione costituita da tre soci, di fatto parallela ad Arcigay Roma, che dava in affitto i locali ad Arcigay Roma e Gay Help Line. Cosa dici a chi ti accusa di aver privatizzato Arcigay Roma?
È falso, l'associazione non è costituita da tre soci. Tre soci sono quelli fondatori. È come dire che Arcigay Nazionale è costituita da cinque soci, ossia i soci che hanno firmato l'atto costitutivo. Inoltre la costituzione di questa associazione era nota ai soci di Arcigay Roma come risulta dai documenti delle assemblee. In più non si tratta di un'associazione privata, in quanto non è una società ma un'associazione con diversi associati tra cui gli organi dirigenti di ArciLesbica Roma, che in questo modo hanno un controllo paritario e condiviso dei progetti che le due associazione portano avanti insieme.
Perché l'associazione si chiama "Gay Help Line Due", un nome così simile al servizio di telefono amico?
Anche questo è falso. Non esiste nessuna Gay Help Line due, questa è un'invenzione del tribunale politico. L'associazione si chiama Gay Help Line, l'altra è un raggruppamento temporaneo che gestisce il servizio di contact center contro l'omofobia a cui è stato dato l'uso del nome Gay Help Line. Ma qualcuno invece di fare l'archivista del tribunale politico vorrebbe parlare dei risultati contro l'omofobia e a favore di tutti noi di Gay Help Line?
Ti accusano di esserti rifiutato di consegnare alla tua associazione nazionale i documenti e le spiegazioni che ti sono state richieste, come il contratto d'affitto, per esempio
È falso. Il documento richiesto era il progetto. È stato messo a disposizione del nazionale previa firma di un accordo di riservatezza voluto dal raggruppamento, al fine di tutelarne i contenuti, soluzione "giuridicamente ineccepibile" come dichiarato da Paolo Patanè stesso in una sua mail del 7 dicembre scorso. Non capisco quale fosse il problema ad accordarsi in questo senso. Inoltre, va ricordato che l'attuale "responsabile progetti" di Arcigay aveva collaborato alla prima elaborazione e scrittura del progetto e quindi ne conosce bene i contenuti.
Ti si accusa di aver presentato agli occhi delle istituzioni la Gay Help Line romana come numero unico di rete nazionale di 40 circoli Arcigay, scavalcando così l'associazione nazionale. Come rispondi?
È falso. Abbiamo detto che Arcigay Roma fa parte di Arcigay che è costituita da una rete di 40 comitati provinciali. In più nel famoso tribunale politico, detto Consiglio Nazionale, per accusarmi ha tirato fuori il rapporto Brodolini nel quale si fa riferimento a questi 40 circoli, senza considerare che si trattava solo di una bozza, come ci ha scritto la stessa Fondazione con una scritta: si trattava solo di una bozza non concordata e non ufficiale divulgata ad alcuni soggetti per la revisione e che quindi verrà poi corretta prima della pubblicazione. Inoltre, di cosa ci si accusa visto che i fondi ottenuti per la Gay Help Line hanno solo carattere locale, quindi in nessun modo in conflitto con il nazionale?
Cosa rispondi a chi ti accusa di una gestione aggressiva dell'associazione?
Io sono l'aggredito in questa triste storia del movimento gay. Poi, se essere aggressivi vuol dire essere orientati a raggiungere degli obiettivi come quelli di una concreta lotta all'omofobia, allora sì, noi di Arcigay Roma siamo stati aggressivi e vorrai permettermi, efficaci. C'è solo da sperare che un intero lavoro sociale e politico non venga buttato al macero. Sarebbe un danno per tutti i gay, lesbiche, transessuali. Le associazioni sono strumenti per raggiungere obiettivi per il bene comune vorrei ricordare.
Adesso che farai?
Andrò all'Isola dei Famosi, anche li ci sono le nomination (ride). Ma prima ricorrerò in magistratura per far valere i miei diritti e quelli di qualunque socio di Arcigay di non vedersi togliere la tessera e il diritto di voto e per riaffermare la democrazia. Il gruppo dirigente romano è il più votato d'Italia in Arcigay.
Saresti disposto a fornire tutte le spiegazioni richieste al Consiglio Nazionale in cambio della tua riabilitazione?
Ho già fornito tutte le risposte e mi sono sempre reso disponibile a valutare variazioni che potessero migliorare le sinergie, ma non c'è stata nessuna volontà. Ne sia conferma che in Consiglio Nazionale la proposta dell'ex presidente Sergio Lo Giudice che andava in questo senso, non è stata minimamente presa in considerazione da chi ha voluto interpretare il ruolo di Torquemada. Se ci fosse stata la volontà di risolvere un problema se questo vi fosse (cosa che a me non risulta) e non solo la pervicace volontà di epurare, si sarebbero scelte altre vie, quelle di un pacato e serio confronto. Se davvero ci fossero stati dei problemi, si sarebbero risolti con la mia espulsione? Ho la netta sensazione che si sia trattato e si tratti solo di un regolamento di conti. Nei fatti di un colpo di mano anti democratico.
Se tornassi indietro rifaresti tutto come prima?
Sì, non ho nulla di cui rimproverarmi tranne di aver dato fiducia a persone che poi hanno mostrato altri interessi...
Rimpiangi qualcosa?
Credo sia inutile provare rimpianti, ma si deve sempre guardare in avanti. Ho ricevuto centinaia di mail, telefonate e messaggi di solidarietà, anche più di quanto mia spettassi. Resto deluso invece. Deluso dalle persone che in un'associazione di volontariato si dovrebbero occupare del bene delle persone lgbt. Invece questa dirigenza è assolutamente assente dalla scena politica. Arcigay si regge solo sul lavoro dei comitati, ed il Consiglio Nazionale è stato usato come tribuna per eliminare il dissenso. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Fabio Castorino SV
Data:
12-02-2011 18:56
Ma perché quest e associazioni isteriche, invece per azzuffarsi su una help line che serve solo Roma e i romani, non si impegnano per fare una help line nazionale per tutti gli omosessuali ITALIANI vittime di discriminazioni o bullismo?
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| Inviato da:
bob59
Data:
12-02-2011 15:16
Spett.le Redazione,
Su tutta l'intervista a Marrazzo cè un punto che proprio non mi torna. Che a mio parere è il punto essenziale per capire.
A roma ci sono due gay help line, una con dentro diverse associazioni che potremmo definire metassociazione. Questa ha statuti, regolamenti, iscritti.... insomme è ufficiale.
Poi cè un'altra associazione Gay help line. Questa invece è, come dire?, un'"associazione" "informale", composta da diverse persone, e proprio per questo non ha niente tipo statuto, soci etc etc
Ora la prima domanda è: perchè Marrazzo, presidente di ArciGay di Roma fonda questo gruppo? E perchè, soprattutto, questo gruppo da lo stesso identico nome alla metassociazione?
In genere, normalmente, quando si fonda un gruppo la prima cosa che si fa è preoccuparsi che nessun altro gruppo abbia già il nome che si vorrebbe scegliere, proprio per evitare che si confondano.
Qui invece no. Si sceglie lo stesso nome di un'associazione già esistente.
Perchè?
Soprattutto, Marrazzo Presidente di ArciGay di roma è anche all'interno di Gay help line.
Già ma quale delle due? Quella "ufficiale" o quella "ufficiosa"? O in tutte e due?
Mi sono immaginato una situazione: a una riunione di ArciGay di Roma il presidente dice che l'ArciGay versa l'affitto alla Help Gay Line. Ma dice, specifica quale?
I soci di ArciGay Roma, sono messi in condizione di capire, sapere di quale Gay help line si parla?
Qui non si capisce. E l'intervistato non dice. Si limita a dire che l'help gay line da lo stesso nome alla metassociazione. Dopo di che sposta il discorso per invitare a parlare dei risultati.
E' ben evidente che la domanda nn era sui risultati ma sul perchè di questa "confusione".
C'è poi un'altra questione: a parte i componenti il CN di ArciGay nessuno è in grado di sapere e quindi capire che cosa ha portato all'espulsione di Marrazzo e Poto. E poichè vedo interviste di tutti Patanè, Marrazzo e Poto, noi non siamo in grado di capire perchè manca l'elemento decisivo: i verbali.
La segreteria ArciGay ha già fatto sapere che pubblicherà verbali "light" per un problema di "privacy". Per poter aver accesso ai verbali integrali e alle registrazioni di quel CN cè bisogno di un'autorizzazione di Marrazzo, Porro e forse anche di Guarino.
Per amore della nostra associazione, per amore della verità, per amore della trasparenza domando a tutti e tre gl'interessati: potete chiedere alla segreteria la pubblicazione integrale dei verbali e della registrazione della seduta?
Poichè questa scelta dipende esclusivamente da voi, sono ben certo che inoltrerete nel più breve tempo possibile tale richiesta.
E' ben ovvio che se ciò non avvenisse, se cioè non fosse data la possibilità a noi di sapere, farci un'idea (che dipende, ripeto, da voi), si potrebbe pensare che non si voglia far sapere come sono andate realmente le cose. Mantenendo la possibilità, quindi: 1) per voi, e a Patanè, di dire cose che non possono essere verificate 2)d'impedire all'associazione tutta il sacrosanto diritto di sapere come si sono svolte realmente le cose.
Cordiali saluti
Roberto Donatini Milano
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
11-02-2011 14:37
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Gioisco per l'espulsione di Marrazzo.
Primo e fondamentale passo: liberarsi dai cattolici (gay o etero) e da chiunque mostri legami con la Chiesa Cattolica che è l'unico ostacolo per la conquista di diritti civili irrinunciabili.
Certo. Tanto c'è la Binetti. O la Sinistra storica a garantirci i diritti civili, vero?
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Inviato da:
Meursault (Lazio)
Data:
9-02-2011 23:53
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Gioisco per l'espulsione di Marrazzo.
Primo e fondamentale passo: liberarsi dai cattolici (gay o etero) e da chiunque mostri legami con la Chiesa Cattolica che è l'unico ostacolo per la conquista di diritti civili irrinunciabili.
Non c'è un solo chierico che non sia stipendiato e quindi sotto influenza vaticana diretta. Persone di buona volontà, come Don Barbero, sono state allontanate dalla Chiesa stessa.
Ripartire da una visione completamente laica e atea delle istituzioni è il solo modo per applicare il principio d'utilità che è l'unico modello organizzativo proponibile. La religione è un diritto privato, organizzato a livello di partito o associazione governativa diventa vessatorio. Di pretuncoli, mammole autolesioniste, inginocchiati, ipocriti, cerchiobbotisti e ignavi ne abbiamo avuti troppi. Largo a chi pensa e a chi sceglie.
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
9-02-2011 01:32
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Ovvio. Sono le conseguenze di quella che io ho definito endo-omofobia. L'omofobia (assurda, ma reale) di un omosessuale nei confronti di un altro omosessuale.
Talvolta, pur malmostosi, lo ammetto, viene di pensare che l'unica cosa di naturale che ci sia nell'omosessualità è dividersi per distruggersi. Fin quando gli omosessuali cattolici e quelli laici non la smetteranno di farsi oggetto reciproco delle rispettive omofobie interiorizzate, un'intesa non ci sarà mai. Io detesto la maggior parte degli omosessuali cattolici italiani, specialmente quelli che vorrebbero rappresentarmi.
Non riesco a detestare così tanto gli omosessuali "laici" (spesso atei devoti o cattolici repressi) italiani.
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| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
9-02-2011 01:07
[quote="perfomance2":3tbe365a]Risulta incomprensibile questa scissione del movimento glbt italiano in un miriade di associazioncine che si indeboliscono a vicenda
...della serie facciamoci del male
E' sempre stato così, ed è uno dei motivi per cui ci sognamo i riconoscimenti giuridici di cui godono i nostri omologhi nel resto dell'Europa Occidentale e perfino in alcuni Paesi dell'America Latina!!!
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Inviato da:
Edy87 (Lombardia)
Data:
8-02-2011 22:02
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ora la gente inizia a delirare tale e quale a Berlusconi.
=P
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