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A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobia

Venerdì 6 Maggio 2011

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Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobia
Il cardinale Romeo vieta l'uso di una parrocchia per la veglia in occasione della Giornata contro l'Omofobia. Rammarico di Ali d'Aquila, organizzatrice, e del Palermo Pride. Ma la veglia si farà.

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Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobiaAvrebbe dovuto svolgersi il 12 maggio nella Parrocchia di Santa Lucia, che si trova nella piazza intitolata non a caso alla Pace, a Palermo, la veglia di preghiera in memoria delle vittime dell'Omofobia organizzata dal gruppo di gay e lesbiche cristiani Ali d'Aquila in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia e nell'ambito delle attività preparatorie del Palermo Pride.
Invece, a pochi giorni dall'appuntamento, arriva il veto direttamente da Monsignor Paolo Romeo, arcivescovo del capoluogo siciliano. Sul sito della parrocchia, padre Luigi scrive:
"La Curia di Palermo, venuta a conoscenza dell'iniziativa, mi ha invitato al pieno rispetto delle norme date dalla Santa S. al n.ro 17 del documento "Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali" del 1-10-1986 (firmata dall'allora cardinale Joseph Ratzingher). Quindi mi invita a sospendere l'incontro di preghiera del giorno 12 nella parrocchia di Santa Lucia. Padre Luigi".

Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobiaIl riferimento, con ogni probabilità, è al paragrafo 17 del documento. Nella prima parte di questo documento si legge: "In particolare i Vescovi si premureranno di sostenere con i mezzi a loro disposizione lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali. Ciò potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa". Ma il passaggio che probabilmente ha provocato il divieto è il seguente: "Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso può dare origine a gravi fraintendimenti. Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta alla pratica della programmazione di celebrazioni religiose e all’uso di edifici appartenenti alla Chiesa da parte di questi gruppi, compresa la possibilità di disporre delle scuole e degli istituti cattolici di studi superiori. A qualcuno tale permesso di far uso di una proprietà della Chiesa può sembrare solo un gesto di giustizia e di carità, ma in realtà esso è in contraddizione con gli scopi stessi per i quali queste istituzioni sono state fondate, e può essere fonte di malintesi e di scandalo".

Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobiaSconcerto tra gli organizzatori tra i quali, oltre ad Ali d'Aquila c'erano anche la Comunità San Francesco Saverio dell'Albergheria (guidata da Padre Cosimo Scordato, spesso annoverato tra i cosiddetti preti di strada e che più volte ha espresso solidarietà e vicinanza alle persone lgbt), dalla Chiesa Evangelica Luterana e dalla Chiesa Valdese di via dello Spezio.
In una nota, l'associazione Ali d'Aquila "esprime la sua tristezza e indignazione per il veto, posto dalla Curia e comunicato al gruppo tramite terzi. (...) Poichè la nostra intenzione era, e resta, unicamente quella di esprimere con la preghiera la nostra comunione con quanti soffrono a causa del pregiudizio omofobico, manifestiamo l'intenzione di volere continuare a pregare anche dinanzi ad una porta chiusa". Ovvero, la veglia si farà, nonostante il veto, forse davati alla parrocchia che si trova nel quartiere Borgo Vecchio, di fronte al carcere Ucciardone.

Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobiaSecondo alcuni, a far intervenire la Curia sarebbe stata l'associazione della veglia (già celebrata negli anni passati) con il Palermo Pride che si svolgerà il prossimo 21 maggio.
"Siamo stupiti e addolorati. E' un veto che cancella la sofferenza di vittime inermi - dichiara Arcigay -, di quegli stessi deboli che il cardinale e la chiesa si dicono votati a difendere senza distinzioni. La proibizione è anche un atto di aggressività, nella sua complicità, a coloro che diffondono omofobia e odio".
"Il senso dell’iniziativa del Palermo pride, in programma il 21 maggio, è ben lungi dal voler aprire un fronte di polemiche - ha dichiarato in una nota Daniela Tomassino, presidente di Arcigay Palermo e portavoce del Palermo Pride - ma era quello di offrire uno spazio di riflessione, che tenesse in considerazione l’estrema varietà del movimento lgbt, composto sia da atei che da agnostici, ma anche da migliaia di cattolici. La veglia comunque si farà, anche per strada, se non troveremo altri spazi".

Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobia"Vietare una preghiera per le vittime dell'omofobia è solo l'ultimo degli insulti che le gerarchie rivolgono a gay, lesbiche e trans italiane - aggiunge Paolo Patané, presidente nazionale di Arcigay -. La chiesa con quest'atto che vorrebbe mettere a tacere le vittime di un orrore quotidiano, mostra, ancora una volta, di essere complice e grande sponsor dell'avversione alla dignità di milioni di persone". Rammarico esprile il comitato Palermo Pride in una nota diffusa oggi. "Invitiamo tutti i credenti di ogni confessione a partecipare alla veglia di preghiera che avrà ugualmente luogo il 12 maggio in un luogo ancora da stabilire - si legge nel comunicato -, e tutte le persone di buona volontà, in qualunque cosa credano o non credano, a partecipare alla parata del pride del 21 maggio ed agli altri eventi del pride. Ci chiediamo perché la Chiesa cattolica continui ad  assumere un atteggiamento di non dialogo e di chiusura verso gli omosessuali credenti, anche in occasione di  una giornata come quella mondiale contro l’omofobia. La posizione della Curia ci addolora ma purtroppo non ci stupisce".

Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobiaSulla vicenda interviene anche Paola Concia, deputata del Pd e relatrice della legge contro l'omofobia, che chiede di incontrare Romeo. "Il suo è un gesto cattivo, disumano - dice l'onorevole -. Con questo divieto offende i tanti cattolici omosessuali che ci sono. Voglio incontrarlo e voglio che mi spieghi, guardandomi negli occhi, perché vuole vietare una veglia il cui fine è, tra le altre cose, ricordare chi è morto per colpa dell'omofobia. Non voglio credere che le gerarchie ecclesiastiche si siano ridotte a questo. Perché non pensano al vero messaggio di Gesù e del Vangelo?".

Gay.it - A Palermo vietato pregare per le vittime dell'omofobiaSul sito della Parrocchia, fino a qualche ora fa, erano leggibili le mail arrivate in risposta al veto, comprese quelle di alcuni membri di Ali d'Aquila e la lettera inviata lo scorso 5 aprile dal gruppo proprio a Romeo con la quale i ragazzi chiedevano l'adesione della Curia alla veglia. Quelle mail adesso non sono più leggibili, ma Internet, si sa, ha una memoria lunga e ci restituisce anche contenuti cancellati. Potete leggere la versione del sito prima che venisse censurato cliccando qui.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: grillo monello
Data: 16-05-2011 15:21

coccodrillesca preghiera della chiesa cattolica . come i mafiosi che mandano le corone di fiori ai funerali delle loro vittime.


Inviato da: soledamore (Campania)
Data: 13-05-2011 11:37
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[quote="Luca.Mukkato":ni1yjnid]Preghiera per le vittime dell'omofobia... bella cosa... ma perche associarla a qualcosa di cattolico? Forse perché quelli che avrebbero voluto organizzare la veglia sono cattolici? :D


Inviato da: Luca.Mukkato
Data: 12-05-2011 16:42

Preghiera per le vittime dell'omofobia... bella cosa... ma perche associarla a qualcosa di cattolico? Tanta omofobia che ha causato vittime è partita dalla chiesa presso la quale ora si vorrebbe andare a pregare... Non capisco...


Inviato da: tetraboy01
Data: 8-05-2011 22:50

ora l'atteggiamento discriminatorio viene bellamente trasformato in "atteggiamento prudenziale" dall'utente cattolico "soledamore".... certo, anche quando crocifiggevano le persone per eresia fu SICURAMENTE un "atteggiamento prudenziale": serviva infatti per prevenire che qualcuno intaccasse il potere e i privilegi secolari della Chiesa. A poco serve dire che 1 parroco su 100 è aperto alle questioni della comunità lgbt, se cmq il marcio resta sempre al vertice. ... quel marcio a cui tutti furono e sono (per fortuna sempre meno) devoti.


Inviato da: soledamore (Campania)
Data: 7-05-2011 16:07
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Credo si tratti di atteggiamento prudenziale..leggendo dietro le righe si ha come l'impressione che non ci sarebbero stati problemi se non si fosse pensato di organizzare anche un gay pride. In ogni caso quello che fa o dice un vescovo non rappresenta la totalità dell'atteggiamento ecclesiastico. Il vescovo di Livorno, tanto per dirne una, ha appema instaurato un dialogo proficuo con le associazioni glbtq. Speriamo che la cosa abbia continuità temporale...


Inviato da: Edy87 (Lombardia)
Data: 7-05-2011 14:17
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oscurantismo religioso.


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