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Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outing

Venerdì 23 Settembre 2011

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Gay.it - Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outing
Se la maggior parte dei politici presenti nella lista ironizza e risponde con una battuta, Arcigay parla di "operetta", Concia invita alla riflessione e la Carfagna parla di bufala violenta.

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Gay.it - Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outing"E' sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità". E' quello di Franco Grillini, responsabile diritti civili dell'Idv, il primo commento ad arrivare alle agenzie dopo la publicazione dell'ormai famigerata lista di dieci nomi di politici da sempre su posizioni omofobe, ma che sarebbero gay non dichiarati."La pratica dell'outing ci lascia perplessi, perchè la lotta politica si fa, mettendoci la faccia e correndo anche i relativi rischi - continua Grillini -. Volendo trovare qualcosa di positivo in questa vicenda possiamo riflettere sulla gigantesca ipocrisia di molte persone di potere che sostengono una politica omofoba, clericale, opponendosi all'affermazione dei diritti civili per poi combinarne di tutti i colori nella vita personale, come fa Berlusconi".
E le posizioni si contrappongono per tutta la giornata, mentre la polizia postale fa sapere di non avere ravvisato, al momento, alcuna ipotesi di reato né di avere ricevuto denunce.

Gay.it - Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outingDel resto, a dare il senso dell'efficacia dell'azione, compiuta senza prove a supporto e anonimamente, arrivano i commenti sarcastici di alcuni dei dieci politici in questione. Secondo Corsaro "sarebbe stato peggio finire nella lista degli interisti incalliti", mentre Baccini fa sapere di avere "schiere di fan preoccupate per la notizia" e Gasparri commenta così: "Divertente, ma sono un banale eterosessuale". L'unico a reagire seriamente è il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che parla di "fantasie malate".
Mentre in rete le opinioni si dividono e si contrappongono, la polemica imperversa tra associazioni e mondo della politica. "L'outing rappresenta una pratica estrema e violenta che non fa parte della mia cultura politica - dice Paola Concia, deputata del Pd -, ma in questo caso è senza dubbio figlia dell'esasperazione dei cittadini omosessuali e transessuali che ogni giorno sono vessati e costretti a subire discriminazioni inaccettabili e sono cittadini senza alcun diritto". La deputata, poi, invita alla riflessione sui temi della coerenza, della privacy e della percezione dell'omosessualità e a non "trasformare questa vicenda così delicata in una guerra tra bande".

Gay.it - Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outingNon usa mezzi termini Paolo Patané, presidente di Arcigay che parla di gossip e pettegolezzo e definisce l'operazione "una pagina da operetta". "Nessuno di loro è politicamente difendibile - precisa Patané -, ci mancherebbe, ma  quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi. Ma qui siamo di fronte ad un miserevole rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento preciso che finisce per ingannare le aspettative delle persone, la loro rabbia e la sofferenza per la mancanza di diritti. L’operazione così conclusa non ha alcun valore ma solo il ridicolo della sua inconsistenza e il cinismo con cui ha giocato sulla stanchezza delle persone lgbt".
Condanna l'iniziativa di questo gruppo di anonimi internauti anche Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd. "Mi pare un’operazione così pasticciata e dilettantesca da far molto male alla battaglia per i diritti civili. Questa vicenda riporta a zero un dibattito che invece bisogna portare avanti con determinazione e serietà estreme - scrive Scalfarotto sul suo sito -. Chi ha ispirato e condiviso questo pasticcio che non porta nessun vantaggio alle persone LGBT e alla battaglia per i loro diritti dovrebbe assumersene totalmente la responsabilità politica".

Gay.it - Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outingContinua a difendere l'operazione, invece, colui che l'ha annunciata, ovvero Aurelio Mancuso che in un editoriale pubblicato da "Gli Altri", senza fare alcun accenno alla mancanza di un qualsiasi contesto attorno a quei dieci nomi, parla di coerenza ricordando, ad esempio, a Grillini che proprio lui da 15 anni dice di conoscere i nomi di almeno 60 politici gay seduti in Parlamento, senza averli mai fatti. "Questo outing, per opera di un gruppo anonimo di corsari informatici - scrive Mancuso riferendosi all'uso dell'outing come strumento di lotta politica usata all'estero - semmai arriva in ritardo, perché in Italia ci vuole più tempo, si sa, quei venti trenat'anni di umiliazioni per fare sbottare almeno qualche isolato".
Ma contro l'outing si schiera anche Mara Carfagna, la cui voce qualcuno ha invocato nell'ambito dello scandalo che coinvolge il premier. La ministra parla di "una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza. Il ricorso all'idea di 'lista', poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno". Il sottosegretario Giovanardi, invece, parla di "azione violenta di intimidazione".

Gay.it - Da destra a sinistra, tutti contro la lista dell'outing"Proprio perché crediamo che il pregiudizio anti-omosessuale vada combattuto apertamente, senza indulgenze e senza timidezze,pensiamo che l'iniziativa di Listaouting sia non solo sbagliata, ma controproducente - dichiara in una nota Flavia Perina, deputata di Fli -. Non si risponde al pregiudizio con la diceria, protetti dall'anonimato".
Una condanna arriva anche da Ignazio Marino del Pd  che aggiunge: "Ritengo tuttavia che, per quanto sconsiderata, questa iniziativa sia figlia della radicalizzazione del dibattito sui diritti civili e la lotta all'omofobia. Viviamo in un Paese che non ha ancora una normativa sulle unioni civili perché la cultura dei diritti è arretrata, e la politica è incapace di affermare 'laicamente' il principio della piena uguaglianza dei cittadini. Questa mancanza di garanzie e tutele rende il Paese più fragile, è ora di porvi rimedio con provvedimenti concreti e non ipocriti sui diritti".


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Frustadeglistupidi (Lombardia)
Data: 30-09-2011 02:14
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[quote="frustadeglisciocchi":1460qlfg]la certezza di essere più alta di te mi conforta. Smettila di guardarmi attraverso quello specchio deformante in piccolo :mrgreen:


Inviato da: frustadeglisciocchi
Data: 28-09-2011 13:40

Sarò anche nana, ma la certezza di essere più alta di te mi conforta. Tantissimo :mrgreen:


Inviato da: Frustadeglistupidi (Lombardia)
Data: 28-09-2011 06:09
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[quote="frustadeglisciocchi":2z1qphw0] Quindi, stranamente, giungo alle stessse conclusioni del mio clone frustadeglistupidi anche se io ci arrivo attraverso un ragionamento filosofico più astratto e "nobile" lui attraverso un ragionamento più pragmatico e "volgare" (nel senso di popolare, non in senso denigratorio eh) :| Sei esilarante quando sali sul podio per tentare di sembrare più alto (alta) degli altri: nonostante l'altezza del podio, rimani sempre un nano (nana) 8) PS: Un principio generale può soffrire eccezioni. Se non le soffre, non è un principio generale, ma assoluto :roll:


Inviato da: frustadeglisciocchi
Data: 27-09-2011 16:12

Sarà impertinente la domanda della melissange, ma qualcosa centra In effetti il nocciolo della questione è: è lecito violare la privacy? Ovviamente non possiamo rispondere di sì, altrimenti negheremo il concetto stesso di privacy Se rispondiamo: sì, in certi casi è lecito (come alcuni hanno detto nel caso dell'outing dei politici omofobi) stabiliamo delle eccezioni, e non credo che si possa stabilire un criterio oggettivo per stabilire quali siano le eccezioni lecite o meno: fare l'outing del politico omofobo o quello del sieropositivo sono due scelte che si equivalgono e che dipendono dalle circostanze, dalle forze che si contrappongono, dal pensiero dominante. Stesso discorso per l'outing dei pedofili (ricordo che in in alcune città Usa l'outing dei pedofili è realtà e che all'inizio dell'epidemia aids si discusse se ci dovesse essere l'obbligo di dichiararsi o meno sieropositivi). Quindi, credo che la scelta migliore sia: NO, PER NESSUN MOTIVO ALLA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY. Quindi questo outing dei politici è stato politicamente scorretto ed è stato inefficace fra l'altro. Il no alla violazione della privacy dovrebbe essere un principio generale. Un principio generale che dovrebbe valere per tutti in ogni circostanza senza eccezioni. Quindi, stranamente, giungo alle stessse conclusioni del mio clone frustadeglistupidi anche se io ci arrivo attraverso un ragionamento filosofico più astratto e "nobile" lui attraverso un ragionamento più pragmatico e "volgare" (nel senso di popolare, non in senso denigratorio eh) :|


Inviato da: Frustadeglistupidi (Lombardia)
Data: 27-09-2011 13:48
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[quote="melissange":1vwsl1f4]e se qualcuno facesse una lista di tutti i gay che sono sieropositivi ? come la prendereste? :evil: La domanda non è pertinente, perché qui si parla della vita privata dei cittadini che hanno incarichi pubblici elettivi, non della vita privata dei cittadini privati.


Inviato da: melissange
Data: 27-09-2011 00:00

e se qualcuno facesse una lista di tutti i gay che sono sieropositivi ? come la prendereste? :evil:


Inviato da: Frustadeglistupidi (Lombardia)
Data: 25-09-2011 16:36
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Non ho detto che le svolte autoritarie siano impedite dalle pretese di coerenza della classe politica. Sei tu che hai affermato il contrario. Ho detto che non esiste alcun nesso tra Statolatria e coerenza dei politici (che è ciò che hai affermato tu). Non ho affermato che esista nesso tra "Statolatria" e coerenza tra vita pubblica e privata dei politici, ma ho detto che l'esigenza di questa coerenza è effetto (voglio essere possibilista: correggo in <spesso è l'effetto>) d'una concezione sacrale dell'azione politica, d'una concezione sacerdotale del politico. E capisco che tu abbia questa concezione, se è vero che tu sei d'ideologia marxista. Ammetto comunque che l'esigenza della coerenza del politico potrebbe essere effetto anche solo di un giudizio d'opportunità: qualcuno sopra ha citato il pericolo di ricatto per chi ad esempio si faccia campione della morale cattolica, per compiacere la Chiesa e raccogliere i voti dei cattolici o almeno per non perderli, e poi si comporti privatamente come un satiro eterosessuale o peggio omosessuale. In questo senso sono d'accordo che sarebbe meglio essere coerenti: un Hitler che si fosse sposata segretamente un'ebrea sarebbe stato quantomeno imprudente, perché facilmente ricattabile e quindi un antisemita convinto avrebbe fatto bene a togliergli il voto, ma appunto per l'imprudenza dimostrata esponendosi al pericolo di ricatto, non certo perché nell'azione politica fosse stato troppo tollerante degli ebrei (verrebbe da dire: peggio di così...). La coerenza tra vita privata e vita pubblica, in un tale caso, che cosa avrebbe aggiunto all'azione politica proclamata da Hitler ai quattro venti e rigorosamente attuata? Venendo a casi meno truculenti, consideriamo il caso di un politico che, pur non essendo cattolico, per intercettare i voti dei cattolici, prometta l'obbedienza agli insegnamenti morali della Chiesa cattolica nella legislazione e in generale nella sua azione politica. E' eletto e fa quello che ha promesso, quindi ad esempio nega il matrimonio o anche solo il riconoscimento alle coppie omosessuali, impedisce loro l'adozione di figli, impone il <don't ask don't tell> agli impiegati pubblici omosessuali ecc. Poi qualcuno lo pesca mentre fa l'amore con un maschietto. Stando alla posizione di Almadell, Performance, Rainx ecc. sarebbe giusto che quel politico fosse sputtanato pubblicamente per incoerenza. Io invece mi domando: con quale utilità per chi?. Vediamola dalla parte del cattolico rigoroso. L'elettore cattolico che l'ha votato non ha ottenuto quello che voleva?: una legislazione e un'azione politica rigorosamente conformi alla morale cattolica. Non gli basta? Vuole anche che l'eletto sia rigorosamente cattolico nella sua vita privata? S'accomodi!! Ma potrebbe anche invece trovarsi un politico irreprensibile privatamente ma incapace di adeguare l'azione politica ai principi morali proclamati (non è poi così facile....) Vediamola dalla parte dell'omosessuale. L'omosessuale potrebbe anche compiacersi moralmente che quel politico che avesse obbedito ad una dottrina omofoba o comunque non favorevole al riconoscimento di pari diritti per gli omosessuali, fosse sputtanato per incoerenza proprio su questo punto. Ma con quale vantaggio reale? Che dai cattolici obbedienti alla chiesa sarebbe eletto un altro politico altrettanto omofobo nella vita pubblica e realmente omofobo nella vita privata? Non vedo proprio quale sarebbe il miglioramento per l'omosessuale. Anzi, a guardare bene, teoricamente ci sarebbe anche un peggioramento. Infatti il politico omofobo solo per opportunità di raccogliere voti, cambiato il vento dell'opinione pubblica, potrebbe anche gettare alle ortiche la sua politica omofoba, visto che comunque non corrisponderebbe alle sue convinzioni intime e non gli sarebbe più neppure utile per conservare il potere. Al contrario, il politico omofobo per convinzione intima, probabilmente avrebbe più difficoltà ad adeguarsi cedendo al vento della novità e forse resisterebbe ostinatamente, sostenuto dalla Chiesa. In sostanza, quello che fa il politico in casa sua può essere anche sgradevole, se è contro gli ideali portati avanti in pubblico, ma non dovrebbe essere fatto dell'elettore e nemmeno dell'oppositore, i quali dovrebbero invece contentarsi di giudicare o di combattere quanto egli fa nella vita politica, nell'azione di governo. Pretendere che le idee intime del politico o anche solo la sua vita privata siano coerenti con quella pubblica è probabilmente segno d'una concezione sacrale della politica e sacerdotale del politico, che spesso fa più danni di quelli che vuole togliere (ammesso e non concesso che una vita privata, immorale perché contraria ai principi enunciati dal politico in campagna elettorale, possa essere un danno per qualcuno). L'unica cosa che posso concedere è che un politico assennato, proprio perché la concezione sacrale della politica e sacerdotale del politico sembra essere ancora molto diffusa, farebbe bene a stare attento se l'identità, la quantità ed il sesso di chi ha nel letto siano coerenti con i principi morali sbandierati in campagna elettorale o almeno farebbe bene ad evitare di essere colto in fallo. Ma in fondo qui torniamo al problema che ponevo sopra: cerchiamo politici capaci di governare o politici tenacemente obbedienti ai colori della bandiera, qualunque sia, che fanno sventolare per prendere voti? Io preferisco i primi. Altri pensino pure altrimenti.


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