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Omar Sharif Jr sfida l'Egitto: "Sono mezzo ebreo e sono gay"


  Omar Sharif Jr sfida l'Egitto:

Il giovane nipote del noto attore egiziano, anch'egli attore, fa coming out dalle pagine di The Advocate e si rivolge alla nuova classe politica del suo paese: "Che posto hanno i diritti umani ora?".

"Scrivo questo articolo con paura. Paura per il mio Paese, per la mia famiglia e per me stesso. I miei genitori saranno shoccati nel leggerlo, sicuramente avrebbero preferito che fossi rimasto nell'ombra e in silenzio, almeno per il momento. Ma non posso".

Comincia così l'articolo con cui Omar Sharif jr, nipote del noto attore egiziano interprete del celeberrimo "Lawrence d'Arabia" fa coming out sul sito della rivista statunitense The Advocate. Ripercorre l'ultimo anno dell'Egitto, attraversato dalla rivoluzione, dalla speranza di giungere, finalmente, all'autodeterminazione, ad un paese più aperto e democratico. Ma anche con la consapevolezza del rischio insito nello scrivere certe cose in un momento in cui tutto è ancora molto precario e sapendo che, se si dovesse tornare indietro adesso, le cose sarebbero anche peggiori di prima.


"Scrivo con un certo rispetto per i danni che seguirebbero, per la paura che la Prmavera Araba dell'Egitto ci possa portare indietro invece che avanti - scrive il giovane Sharif -. Quindi con esitazione confesso: sono egiziano, sono metà ebreo e sono gay".Alla luce dei recenti sconvolgimenti politici, non ultime le vittorie dialcuni partiti islamici alle recenti elezioni, Sharif si chiede: "Sono benvenuto in Egitto?". "Dalla posizione privilegiata di attore e personalità - scrive - potrei diventare il nemico pubblico egiziano".

L'articolo prosegue con il racconto di alcuni episodi. "Lo scorso mese sono uscito per fare una corsa pomeridiana fuori da casa mia, al Cairo - racconta -. Era caldo e mi sono tolto la maglietta. Ho avuto la strana sensazione che qualcuno mi guardasse. Ho sentito un'auto avvicinarsi lentamente ed un uomo ha urlato che non potevo più andare in giro per le strade a torso nudo nel nuovo Egitto. Con qualche reticenza, ho indossato la maglietta ed ho continuato a correre".


Ma non è una provocazione fine a se stessa, quella del giovane attore. Anzi, è un tentativo di dare voce a tutti i gay e le lesbiche egiziane che, non avendo la protezione data dalla notorietà, non possono uscire allo scoperto. Ed è anche un appello per spingere le nuove forze politiche egiziane ad esporsi sui diritti umani.

"Scrivo quest'articolo per tutti coloro che non hanno voce e volto - continua Sharif -. Scrivo questo articolo perché non sono l'unico in Egitto e perché molti soffriranno se il nuovo governo egiziano non sposerà il rispetto per i diritti fondamentali dell'uomo e l'uguaglianza. Questo articolo è una cartina di tornasole che si aspetta una reazione. Sfido tutti i partiti eletti in parlamento ad esprimersi, pubblicamente, su come si pongono riguardo al rispetto dei diritti degli egiziani, a prescindere dal genere, dall'orientamento sessuale o dalle convinzioni politiche. I partiti religiosi parlano di moderazione ora solo per consolidare il loro potere? Mostrateci che il vostro intento non è quello di sradicare gradualmente lep oche libertà civili e di salvaguardare quello che abbiamo sempre protetto per convenzione, se non per costituzione".


La paura che Sharif vuole fugare con il suo coming out, insomma, è che l'Egitto passi dall'essere uno degli stati più secolarizzati tra i paesi islamici ad un paese fondamentalista dove non c'è posto per i diritti umani che si tratti di quelli legati all'orientamento sessuale, alla religione o alle idee politiche. Un coming out coraggioso e importante che candida il giovane attore a diventare uno dei massimi rappresentanti della comunità lgbt egiziana.

Gli ultimi interventi su questo argomento da Facebook:

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