Rapporto 2012 di Ilga Europe: all'Italia solo 2,5 punti
Mercoledì 16 Maggio 2012 |
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Nessun paese europeo garantisce la pienezze dai diritti alle persone lgbt, ma l'Italia si attesta agli ultimi posti, sopra solo alla Grecia, al Kossovo, all'Estonia e alla Polonia.

Quello che emerge dal documento, come fa notare l'associazione radicale Certi Diritti, è che nessuno Stato europeo dà piena uguaglianza giuridica alle persone lgbti. I paesi che hanno ottenuto un punteggio migliore, in una scala da -12 a 30 sono: Gran Bretagna (21 punti), Germania e Spagna (20 punti ciascuno), Svezia (18 punti), Belgio (17 punti).
Dieci sono i paesi che si collocano addirittura nell’area negativa non rispettando nemmeno gli standard base in materia di diritti umani: Moldavia e Russia (-4,5 punti ciascuno). Armenia, Azerbaijan, Macedonia e Ucraina (-4 punti ciascuno). Monaco, San Marino e Turchia (-3 punti ciascuno), Bielorussia e Liechtenstein (-1 punto ciascuno).
L’Italia, a cui manca una legge contro l’omofobia e le discriminazioni, una forma di riconoscimento giuridico delle coppie gay e che prevede l’obbligo di sottoporsi all'intervento chirurgico per cambiare legalmente nome e genere, ottiene solo 2,5 punti collocandosi al di sotto di Andorra e Lituania e appena al di sopra di Estonia, Grecia, Kossovo e Polonia.
Elementi positivi che emergono sono i progressi raggiunti nel 2011 a livello internazionale ed Europeo nei campi dell’asilo e della protezione dalla violenza. Vari paesi continuano ad andare nella direzione del riconoscimento del diritto all’eguaglianza per le famiglie arcobaleno e si registra un certo numero di proposte di legge volte a introdurre delle norme più umane riguardanti il cambio del nome e del genere per le persone trans.
Elementi negativi sono, invece, la stasi di alcuni paesi e, peggio, i sempre più diffusi tentativi di adottare leggi che criminalizzino la cosiddetta “propaganda dell’omosessualità” com'è accaduto di recente a San Pietroburgo.