PAOLA E CHIARA SI CONFESSANO


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  PAOLA E CHIARA SI CONFESSANO

Esclusivo: Qx intervista la coppia musicale del momento. Le sorelle Iezzi raccontano i loro successi e le cadute, le loro opinioni su sesso, droga, adozioni gay.

Paola e Chiara saranno venerdì 10 agosto al Mardi Gras di Torre del Lago (LU) con un concerto memorabile. Per l'occasione riproponiamo questa intervista esclusiva rilasciata a Gay.it in occasione dell'uscita dell'album TelevisionNon è facile riportare un'intervista con Paola e Chiara Iezzi, 25 e 26 anni rispettivamente. Sono giovani, molto belle, socievoli, ottimiste. e impari subito a riconoscere la bionda dalla bruna (primo perché si presentano, poi perché lo ricordi: Chiara è la bionda). Il problema è un altro. Essere sicuri di cosa ha detto Paola e cosa ha detto Chiara ogni volta è impossibile. Perché, con l'invidiabile complicità che le unisce, capita che una inizi la frase e l'altra la finisca (pur avendo su alcuni argomenti idee molto diverse). Curiose e rilassate Paola e Chiara si arrendono alle domande e scherzano.

Qx: "Prima di tutto, ben trovate! Siete state in giro per l'Europa, mi han detto..."

Paola: "Sì, siamo state a Madrid"

Qx: "In Spagna andate forte?"

Chiara: "Tutta la risonanza europea è stata grande. Germania, Spagna, Grecia...".

Qx: "Cosa piace di voi, quando siete in altri paesi?"

Paola: "Il sound, il fatto che siamo sorelle. Il disco in Spagna l'hanno voluto tutto in spagnolo. E adesso incidiamo un pezzo in portoghese, una specie di bossa nova. E' un rifacimento di Fino alla fine".

Qx: "Vorrei chiedervi qualcosa di questa ricchissima serie di ringraziamenti sul CD: c'è Gary Kemp, leader degli Spandau Ballet...

Chiara: "Gary lo abbiamo conosciuto nel backstage di Vota la Voce 5 anni fa, quando eravamo coriste e strumentiste con gli 883 e lui stava promuovendo il suo album solista. Una suonava la tromba, l'altra il flauto. Gary ci ha visto, si è incuriosito. Da lì siamo diventati un po' amici, ci chiamava da Londra, gli mandavamo il disco tutti gli anni: si è appassionato a Vamos a bailar e ha scritto la versione inglese, quella che è andata in tutta Europa"

Qx: "Perché ringraziate Claudio Baglioni?"

Chiara: "Perché ci chiese di duettare con lui nel programma di Fabio Fazio in un periodo in cui non ci chiamava nessuno ed eravamo preda di una sfiducia mortale"

Qx: "E Andrea Pezzi?"

Paola e Chiara: "Lui, e tutta MTV ci hanno permesso di provare, di cambiare"

Qx: "Perché un disco come TeleVision, fortemente emotivo, dopo l'album di esordio ed "esservi perse" con Giornata Storica nei prati irlandesi?"

Chiara: "E' nato dalla sofferenza del cambiamento. Il primo album era andato molto bene, l'esordio. perfetto. Il secondo album meno, la gente non ha capito, Sanremo è andato così così. Avevamo cambiato taglio di capelli e look, venivamo prese in giro, e questo ci ha fatto molto soffrire. Credo che lì sia nata la voglia di ricominciare tutto da capo. Resettare tutto e ripartire da zero, senza dimenticare. E quando le canzoni te le scrivi tu ti senti più autorizzato a cambiare."

Qx: "Perché una svolta pop-dance?"

Chiara: "Noi non siamo state nazional-popolari o tipicamente italiane. La curiosità ci ha spinto fuori d'Italia, a Berlino, Londra, Madrid, Dublino. Sentivamo la necessità di qualcosa che fosse passato e moderno insieme, e andasse bene a tutta l'Europa."

Qx: "Perché il nome TeleVision?"

Paola: ""Television in greco/latino è visione da lontano, mettersi da fuori e osservare in maniera atarassica, quasi immobile. Diventare specchio degli altri per allontanarsi dalla propria sofferenza".

Qx: "Chi scrive la parole e chi la musica?"

Paola e Chiara: "C'è una buona collaborazione. Ognuno porta le sue emozioni, e questo poi non è un disco autobiografico. Ci siamo molto appassionate alle storie della gente, a quello che ci gira intorno, e abbiamo notato come molte volte le storie degli altri fossero più interessanti della nostra, e poi anche i racconti di certi libri o di certi film. Nei periodi in cui scrivi, e non sei impegnato, ti coinvolgono e ti lasci prendere. Prima partivamo da noi e parlavamo di noi agli altri. Poi è successo il contrario: abbiamo ascoltato, per riconoscerci in quello che gli altri ci hanno detto. L'ombra di Vamos a bailar ad esempio è forse una persona, forse una situazione: quello che non ti permette di essere al massimo delle tue possibilità. Abbiamo utilizzato l'elemento della danza come metafora del sentimento: tu balli sulle ceneri della tua disperazione, cercando di ritrovare un sentimento, e non quel cinismo al quale ti abitui quando stai male."

Chiara: "Ci sono due cose che puoi fare quando stai male, o ti abbandoni alla disperazione più cupa oppure cosa fai? Ti metti a ballare... Ironia! "

Qx: "Un paragone che qualcuno ha fatto: i Pet Shop Boys. Vi piacciono?"

Paola e Chiara (in coro): "Mooltoo"

Qx: "Quali sono i vostri artisti italiani preferiti?"

Paola: "Battiato, Mina"

Qx: "E stranieri ?"

Chiara: "George Michael, la sintesi totale di pop, rock, blues..."

Paola: "David Bowie . A noi piacciono quelli che cambiano. Bisogna sospettare di quelli che, abituati a vendere tanto, tornano sempre su se stessi e non cambiano per paura. E' innaturale dopo due anni essere sempre la stessa persona. E non c'entra col fatto di essere un'icona o meno. David Bowie è un'icona proprio perché non s'è mai fermato. E Madonna, uguale. La matrice sei tu, ed è più forte della musica che fai o del vestito che indossi"

Qx: "Voi viaggiate molto: l'Italia è un paese che va avanti?

Paola: "L'Italia soffre di una sindrome di arretratezza, un legame contraddittorio con la tradizione. All'estero questo è meno evidente. Anche se alla fine io amo l'Italia "

Chiara: "Anche se all'estero si esce di più, i ragazzi giovani hanno un vero culto del divertimento, e le persone si lasciano molto più andare. In Italia è come fossero bloccati"

Qx: "Sapevate di essere un cult per una parte della popolazione gay?"

Chiara: "(risata a due) Ci era arrivato qualcosa!!! Ci hanno detto che al Gay Pride Vamos a Bailar era praticamente un inno e ne eravamo orgogliosissime. Attraverso le mail ci hanno detto che in molti club gay impazziscono per la canzone..."

Paola: "(risata) E abbiamo molti amici gay che ci tengono aggiornate sull'indice di gradimento"

Qx: "Che ne pensate?"

Chiara: "E' affascinante..."

Paola: "La cosa più bella è questa: certi artisti apprezzati dai gay hanno storie personali travagliate, difficili da spiegare e rendere credibili agli occhi dei cosiddetti "normali". Credo che i gay avvertano la difficoltà di vivere e cambiare con una capacità di comprensione non detta, mentale, senza parole..."Qx: "Vi chiamavano bambine... avete sofferto dell'immagine baby baby.? Voi badate all'età di chi incontrate?"

Paola: "Secondo me l'età è qualcosa da tenere in considerazione, ma non per giudicare la persona, perché l'età non è una colpa".

Chiara: "Essere grandi o essere piccoli non ha più molto senso in questa società".

Paola: "Noi abbiamo sempre avuto molti amici e punti di riferimento più grandi. E' troppo bello farsi insegnare le cose"

Chiara: "Ci piace ascoltare anche quando qualcuno è in completo contrasto col nostro modo di vedere. Ti permette di rimetterti in discussione"

Qx: "E' cambiata l'età del vostro pubblico con TeleVision?"

Paola: "Sì e lo sappiamo grazie a Internet . Dai ragazzini di 12 /13 anni alle persone di 50 che ci ringraziano perché abbiamo dimostrato che era giusto credere in noi...

Chiara (sorridendo): "E' favoloso... bellissimo".

Qx: "C'è un vantaggio nell'essere sorelle?"

Paola: "Nei momenti bui, le lunghe attese, ci mettiamo in due senza star lì a fissare il soffitto... "

Chiara: "E poi non hai il mondo concentrato su di te, ci facciamo il culo a vicenda....Ti aiuta a contenere l'ego, una persona che ti conosce molto bene nei tuoi lati più deboli e più forti."

Qx: "Sapete che ci sono le fazioni di chi dice che è più brava la bionda e chi la mora, di chi è convinto che Paola ha una voce più calda o che senza le armonizzazioni di Chiara, sia kaputt?"

Paola e Chiara: "A noi non lo dicono! Da sempre, pensano che una è più bella l'altra è più brava. Non sanno ancora chi è Chiara e chi è Paola, quindi non abbiamo mai capito a chi si riferiscono. Stiamo pensando di scambiarci i colori dei capelli così... ciao! un circo pazzesco!"

Qx: "Perché nel booklet del CD ringraziate Camille Paglia?"

Paola: "Perché Sexual Personae è un libro che leggiamo insieme e discutiamo. In alcuni punti è così radicale che è veramente rivelatorio. Certe volte dici: ma sono cose che ho sempre pensato e non ho mai avuto il coraggio di dire! Analitica, di una cultura sconfinata..."

Qx: "Leggete molto? Vi abbiamo visto in TV nel programma di libri da Patrizio Roversi..."

Paola e Chiara: "Sì ma abbiamo perso per 2 punti contro Giobbe Covatta. Lì ci hanno visto Mario e Luisa Spagnol e ci hanno chiesto di partecipare alle presentazioni dei loro scrittori, scrivere una prefazione ad un libro di sonetti di Shakespeare. Poi Spagnol è interista come noi!!!"

Qx: "E perché ringraziate una palestra? "

Paola e Chiara: "Perché ci hanno regalato un abbonamento per rifarci i glutei..."

Qx: Quando avete cominciato a suonare?

Paola: "Quando avevamo 13 anni abitavamo dalla nonna a Novi Ligure, e lì dopo la scuola ci facevano uscire la sera -cosa che a Milano non era possibile-, andavamo in discoteca; così... abbiamo conosciuto dei ragazzi che facevano pezzi dei Pink Floyd, hanno sentito che eravamo intonate. Noi non avevamo mai pensato di suonare, la prima batteria che abbiamo visto dal vero è stato lì in sala prove. Io ho iniziato il basso elettrico e Chiara la chitarra elettrica. "

Chiara: "Siamo tornate a Milano e siamo andate al famoso Free Sound, una scuola di Milano famosissima, e da lì abbiamo cominciato a studiare musica, fare feste di piazza... suonato con gruppi di ogni genere musicale blues, jazz, rock... Io ho avuto anche la fase heavy metal!"

Qx: "Cosa pensate della cultura dell'impasticcamento?"

Chiara: "Difficile da dire. C'è questo senso di vuoto generale tra le persone ..."

Paola: "E' solo cambiata il tipo di droga. Adesso ci sono queste droghe chimiche più efficienti e specializzate. E' la droga adatta per quest'epoca. L'altro giorno mi e' capitato di vedere 2 ragazzi che si facevano di eroina e questa cosa mi e' sembrata assurda, anacronistica..."

Qx: "Siete favorevoli alle unioni civili tra persone dello stesso sesso? Pensate che una coppia dello stesso sesso vada riconosciuta?

Paola: "Assolutamente, e non capisco perché non sia ancora così. Anche i figli ..."

Qx: "Siete favorevoli all'adozione di bambini ...da parte di una coppia di uomini o una coppia di donne?"

Chiara: "Sì, certamente"

Paola: "L'importante per un bambino è che ci sia l'amore, questa è l'unica cosa necessaria. E' ovvio che questa cosa è difficile se c'è un tabù della società. Un eventuale figlio può soffrire della discriminazione, ma è la società che deve cominciare a capire. "

Qx: "E la depenalizzazione delle droghe leggere?"

Chiara: "Dopo quello che hai visto e vissuto al Liceo, ti sembra giusto dare la libertà. Poi, quando sei grande capisci tu se ti serve ancora quella cosa o no. E non è certo vietandole che la gente smette di usarle".

Qx: "Secondo voi gli uomini e le donne sono uguali?

Paola e Chiara: "No."

Qx: "Perchè?"

Paola: "Le dinamiche sono diverse. Però nelle parole delle nostre canzoni non c'è mai un maschile o un femminile: a questo siamo state molto attente. Volevamo che le canzoni rappresentassero insieme sia il lato maschile che quello femminile dell'amore".

"TeleVision" è il terzo album di Paola & Chiara. Co-prodotto dalle ragazze insieme a Roberto Baldi. Dell'incontro con le sorelle Iezzi resta una sensazione di gioia: ce ne vorrebbero, di amiche giovani così. Speriamo di aver passato a chi ha letto questa intervista un po' dell'allegria e dell'intesa di quell'incontro.

Il nuovo (nuovissimo) sito web di Paola e Chiara è www.paolaechiara.net

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