Facebook? È nato per i party bisex, parola di Fincher
di Roberto Schinardi
Lunedì 15 Novembre 2010
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Il migliore film del regista di "Fight Club" è un dramma vertiginoso e coinvolgente sulla storia dei due amici/nemici fondatori di "Facebook", fenomeno globale con 500 milioni di iscritti. Imperdibile |
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Un dodicesimo della popolazione mondiale ha un profilo su Facebook, cioè circa cinquecento milioni di persone. Questa scatola magica virtuale, creata nel 2004 da un geniale studente di Harvard, il nerd Mark Zuckerberg, con la collaborazione di Andrew McCollum e Eduardo Saverin, aveva lo scopo iniziale di creare una rete di contatti tra gli studenti, fondamentalmente per organizzare party bisex. Eh sì, questa è la tesi dell’ottimo "The Social Network" di David Fincher, vertiginosa ricostruzione del fenomenale "Feisbum", ossia la diffusione su scala mondiale di questa straordinaria piattaforma comunicativa che consente di ritrovare vecchie conoscenze, tenere i contatti con amici, complici e amanti, chattare con sconosciuti ma soprattutto consentire ai gestori di Facebook di gestire una quantità di dati impressionante sui propri iscritti.
Così, grazie a Facebook, Mark organizzava feste monumentali dove impazzavano droga e sesso libero, a uso e consumo dei maschi eterosessuali, quindi ragazze disinibite che si prodigano in acrobazie lesbiche in pubblico e in bagno, seduzioni saffiche, giochi provocatori con strisciate di coca simili a cavi informatici e via dicendo.
Con una capacità narrativa eccezionale, trasmettendo sotto traccia un senso di tensione crescente della potenza globale del mezzo Facebook, il regista di "Fight Club" si autocita nel gioco dei programmatori che intorno a un tavolo devono battere in velocità gli avversari incitati dai compagni e coinvolge lo spettatore raccontando una storia d’amicizia e poi d’odio tra due ragazzi come se fosse un amore mancato: la rivalità tra Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg, centrato) e Eduardo Saverin (Andrew Garfield ("Parnassus") darà vita a una causa legale milionaria con svolte sorprendenti e inaspettate, trasformando il film in una sorta di giallo virato blu Facebook senza esclusioni di colpi (di scena). L’ultimo dialogo tra i due ragazzi giovani, intelligenti, non brutti è semplicemente da brividi.
Ma "The Social Network" è anche una riflessione profonda sui rischi della "macchina del fango" della diffamazione online, delle paranoie indotte dal successo improvviso (vedi il cofondatore Napster, Sean Parker, caduto in disgrazia ma cooptato da Zuckerberg – lo incarna uno sbalorditivo Justin Timberlake,) e anche dei rischi di sovraesposizione della propria vita privata.E se si pensa a quanto Facebook è utile a chi è inchiodato a un letto o a chi soffre di solitudine e al significato sociologico di questo fenomeno di massa, anche per la comunità glbt, non si può rimanere indifferenti alla forza espressiva di un dramma attualissimo come questo, soprattutto tenendo presente i rischi della sua diffusione planetaria soprattutto per i minorenni: oggi l’Arabia Saudita ha bloccato temporaneamente Facebook definendolo "blasfemo e lussurioso", dopo lo stop di Bangladesh e Pakistan.
Occhio ai due bellissimi gemelli biondi che cercano di lucrare su Facebook: sono interpretati in realtà da un solo attore, l’apollineo Armie Hammer. Il migliore film di Fincher. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Ospite
Data:
16-11-2010 19:59
[quote="Roberto Schinardi":1yqy3zov]Gentile Ospite,
il tuo link è più interessante della tua provocazione. Per chi non lo sapesse, Sorkin è lo sceneggiatore di 'The Social Network' (il film è tratto da un libro di Ben Mezrich). Continua a leggerci!
Con viva cordialità,
Roberto Schinardi
Non era una provocazione, just a firm belief.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
16-11-2010 19:55
Non che questo sito abbia una qualsivoglia reputazione da mantenere (vedi articolo-pippa sull'attore che bacia altro attore), tuttavia sarebbe auspicabile la rimozione di questa cialtronata di articolo.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
16-11-2010 17:26
Articolo tremendo. Sembra scritto da un 12enne esaltato che vuol vedere gay dappertutto!
Ma dove sono finite le belle recensione di film gay per davvero?? Da qualche tempo qui si fa solo pubblicità o si parla di film (come questo) che non centrano nulla volendo farli passare per capolavori del cinema gay. Articoli infarciti inoltre di sensazionalismo d'accatto, puerilità ed autoesaltazione masturbatoria.
Ma c'è qualcuno che filtra gli articoli pubblicati o che almeno ha una vaga idea di ciò di cui si parla nell'articolo???
VERGOGNA!
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| Inviato da:
Ospite
Data:
16-11-2010 16:35
Io ho visto il film, si vedono solo delle ragazze baciarsi ma nella prima parte, cioè ancora prima che fosse lanciato facebook, ma dellla sottointesa omosessuale, bisessuale nel film non c'è alcun riferimento, se poi l'autore vuol dire che nel libro relativo c'è, è altra cosa.
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| Inviato da:
bubifuera
Data:
16-11-2010 13:00
ma davvero ma che film si è visto l'autore di questo articolo??????
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Inviato da:
Edy87 (Lombardia)
Data:
16-11-2010 12:11
Guarda il mio profilo su Me2
però nel film non se ne parla...
=D
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| Inviato da:
Roberto Schinardi
Data:
16-11-2010 07:28
Gentile Ospite,
il tuo link è più interessante della tua provocazione. Per chi non lo sapesse, Sorkin è lo sceneggiatore di 'The Social Network' (il film è tratto da un libro di Ben Mezrich). Continua a leggerci!
Con viva cordialità,
Roberto Schinardi
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