Non è un mistero che nel nostro paese una certa tendenza censoria e una buona dose di ipocrita perbenismo riescano spesso ad avere la meglio, soprattutto quando prendono di mira i prodotti che si rivolgono ai giovani o ai giovanissimi. Così, ad esempio, intere serie animate vengono stravolte per eliminare tutti i possibili accenni all'omosessualità, e i serial che trattano questi temi vengono "ritoccati" o collocati in orari particolarmente inaccessibili, magari eliminando le puntate in cui l'argomento omosessualità viene affrontato in maniera troppo diretta. Se dalla televisione passiamo al cinema la situazione non cambia troppo, visto che nel nostro paese si è scelto di non distribuire il film Little Ashes, incentrato sulla relazione, peraltro storicamente provata, fra i giovani Lorca e Dalì. Tra le altre cose uno dei suoi protagonisti era Robert Pattinson, idolo dei teenager, che avrebbe attirato un vasto pubblico giovanile: evidentemente rappresentava un rischio troppo alto.
Fortunatamente i censori e i perbenisti hanno poca dimestichezza con forme di intrattenimento più moderne, e così anche nel nostro paese stanno arrivando senza problemi i videogiochi di ultima generazione, che lasciano sempre più spazio a tematiche e opzioni "omosessuali". In realtà non si tratta di una vera e propria novità, visto che da anni è possibile gestire relazioni omosessuali in giochi di simulazione come “The Sims” e in diverse proposte virtuali accessibili dalla rete, tuttavia le cose stanno prendendo una piega sempre più gay friendly. Infatti, se in “The Sims” l'opzione omosessualità era lasciata alla discrezione del giocatore, nei giochi più recenti si tratta di una componente effettiva del gioco, se non addirittura di una parte integrante del percorso del giocatore.
I primi segni in questo senso sono arrivati da Bully, un videogioco del 2004, in cui il protagonista (una matricola quindicenne di nome Jimmy Hopkins, che doveva spuntarla contro i bulli del suo collegio), poteva ricaricare le proprie energie seducendo e baciando appassionatamente le ragazze... e i ragazzi più grandi (che alla fine sottolineavano il loro gradimento con tutta una serie di gemiti)! Nel 2008 è stata la volta di “Fable II”, seconda parte di un noto videogioco di ruolo fantasy, dove era possibile stabilire l'orientamento sessuale del protagonista e addirittura organizzargli un matrimonio con la persona amata a prescindere dal suo sesso! C'è da dire che in questo videogioco le possibilità di creare rapporti interpersonali sono abbastanza ampie e prevedono anche la bigamia, l'adulterio, la poligamia e persino il sesso di gruppo.
Ovviamente tutte queste pratiche non vengono mostrate nei loro dettagli più sconci, ma si è trattato comunque di una svolta significativa. Allo stesso modo, quest'anno, ha rappresentato una novità decisamente interessante l'annuncio del quarto capitolo della serie “Grand Theft Auto”, che si intitola “The Ballad Of Gay Tony”. Molto in sintesi ecco la trama: bisogna guidare Luis Fernando Lopez, una body guard, nel difficile compito di proteggere Anthony Prince, un proprietario di diverse discoteche (gay e etero) entrato nel mirino di alcune associazioni criminali.
Anthony Prince è gay dichiarato, tant'è che viene soprannominato Gay Tony. La cosa divertente è che il videogioco è ambientato anche in diversi locali e discoteche, frequentati da una clientela prettamente gay. Notevole la caratterizzazione di Gay Tony, che quando interagisce col protagonista e con gli altri personaggi della serie spesso parla di sé e del suo mondo, in maniera decisamente inusuale per un videogioco della serie Grand Theft Auto, notoriamente machissima.
Tuttavia quest'anno, oltre ad avere offerto il primo gay dichiarato in un videogame a grande distribuzione, passerà alla storia anche per aver presentato il primo videogioco in cui - muovendosi nel modo giusto - è possibile sedurre i protagonisti maschi del gioco col proprio personaggio maschio e portarseli a letto, con tanto di scene di sesso (ovviamente soft). Il videogioco in questione è un altro gioco di ruolo fantasy, in uscita proprio in questi giorni: “Dragon Age Origins”.
Qui il protagonista può provare a sedurre gli altri guerrieri fra un combattimento e l'altro e, se dice le cose giuste, i suddetti guerrieri (umani e di altre razze, come l'elfo Zevran) possono concedergli caldi momenti di passione, che vengono mostrati per la prima volta sullo schermo. Non male, vero? E la cosa straordinaria è che tutte queste cose sono disponibili sugli scaffali dei nostri negozi di videogame senza problemi. Se questo Natale volete fare un regalo originale ai vostri nipoti, questa potrebbe essere un ottima scelta.