Lucca Comics & Games è la maggiore manifestazione italiana dedicata a tutto ciò che ruota attorno al fantastico e all'immaginario pop, dai fumetti ai videogames, ma da quest'anno è anche qualcosa di più. Infatti la manifestazione che si è tenuta a cavallo dello scorso week end, ha battuto tutti i record di visitatori, diventando di fatto la terza manifestazione fumettistica al mondo (dopo la fiera del fumetto di Tokyo e quella di Angouleme in Francia). Bisogna inoltre considerare che gli oltre 155.000 visitatori muniti di biglietto sono stati solo una parte del pubblico che si è recato a Lucca per seguire gli eventi gratuiti, dai concerti ai cosplayer, che da soli valevano un giro nella ridente cittadina toscana. A proposito del fenomeno del cosplay, che per chi non lo sapesse sono coloro che si presentano alle fiere impersonando i loro personaggi preferiti, bisogna notare che di anno in anno vanno a sottolineare una crescente apertura nei confronti del mondo gay. In che modo?
Complici anche le belle giornate, calde e soleggiate, quest'anno c'è stata una vera esplosione di cosplayer maschili palestrati e abbondantemente svestiti, ma anche di quelli che non si facevano problemi ad impersonare personaggi dai risvolti palesemente gay friendly o che vengono considerati icone gay. Segno evidente che l'immaginario collettivo legato al fantastico, dai fumetti ai videogames, sta sdoganando sempre più spesso il corpo maschile e la sua sensualità, ma anche personaggi di taglio queer che non sfigurerebbero nei Gay Pride più colorati. Di conseguenza i cosplay diventano i promotori, più o meno consapevoli, di una cultura e di un immaginario sempre più gay friendly, tanto più che non era insolito incontrare ragazzi e ragazze che incarnavano personaggi di sesso opposto. Lucca Comics si può quindi considerare un grande laboratorio per sperimentare l'integrazione dell'immaginario lgbt con l'immaginario in senso lato? Probabilmente sì, tanto più che in questo contesto i visitatori lgbt si sentono sempre ben accetti, e sembrano anche in costante aumento.
Certo bisognerebbe anche considerare che Lucca Comics è di fatto una specie di zona franca dove, una volta tanto, la stragrande maggioranza dei presenti sono giovani dalla mentalità sveglia ed elastica, e quindi si sente molto meno l'influenza di una nazione retrograda e formalmente bigotta come la nostra. Tuttavia bisogna prendere atto che, nonostante il clima gay friendly, la terza manifestazione fumettistica al mondo non ha proposto alcuna iniziativa, mostra o dibattito in cui la realtà lgbt si potesse esprimere in maniera ufficiale e compiuta, a parte la presentazione della casa editrice Renbooks, la prima casa editrice di fumetti lgbt italiana, che però era una presentazione editoriale e non un incontro a tema. Intanto alla fiera del fumetto di New York di qualche settimana fa, giusto per fare un paragone, le inziative a tema lgbt sono state talmente tante che è stato necessario pubblicare una guida a parte.
D'altra parte è anche vero che all'estero ci sono associazioni lgbt che si occupano specificamente di promuovere queste tematiche nel mondo del fumetto e di raccogliere gli appassionati, ma anche gli autori e gli editori, mentre in Italia non esiste ancora nulla del genere. E forse sarebbe ora di pensarci, visto che a Lucca Comics i fumetti a tema lgbt vanno decisamente bene. Giusto per fare un esempio: l'unica novità italiana a tema gay presentata e Lucca, il fumetto umoristico autoprodotto "Zombie Gay In Vaticano", ha esaurito le sue 800 copie già al secondo giorno della manifestazione, e probabilmente non è un caso. Anche gli altri titoli a tema che hanno fatto il loro debutto ufficiale più o meno in questa occasione (come "Baciando Il Ciel" e "Dentro") sono andati molto bene, segno evidente che il pubblico di Lucca Comics & Games sarebbe ormai pronto per delle iniziative a tema più mirate e studiate, che purtroppo sono mancate.
In conclusione: la fiera non ha deluso le aspettative, ma se da una parte era bello vedere che il pubblico lgbt era totalmente integrato con quello etero, spiaceva anche che non ci fossero spazi in cui la cosa si potesse esprimere in maniera completa, soprattutto per sensibilizzare il pubblico non necessariamente gay friendly. Ovviamente nulla ci vieta di sperare che nelle prossime edizioni questa lacuna possa essere progressivamente colmata, anche perchè solo in questo modo Lucca Comics diventerebbe davvero una manifestazione paragonabile alle sue consorelle estere.