Happy birthday, Mr. Guggenheim!
di Roberto Schinardi da New York
Giovedì 27 Agosto 2009
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Il celebre museo Solomon R. Guggenheim di New York dalla caratteristica forma a spirale festeggia mezzo secolo con una ricca retrospettiva sul grande architetto che lo progettò, Frank Lloyd Wright. |
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Quando fu presentato al pubblico, nel 1959, i newyorchesi lo bollarono con appellativi negativi quali ‘La lavatrice’ o ‘Il cupcake invertito’. Ma il Solomon R. Guggenheim, originale museo a forma di bianca conchiglia smaltata situato sul Museum Mile della Quinta Strada, quel miglio dell’Upper East Side di fronte a Central Park dove si concentrano alcuni dei più rinomati musei della città, quali il Metropolitan e la Neue Galerie, è entrato in fretta nel cuore degli abitanti pur rompendo con la tradizionale idea dello scrigno-scatola destinato a custodire opere d’arte. Il suo progettista, Frank Lloyd Wright, uno dei massimi architetti statunitensi, non ebbe però la possibilità di essere presente all’inaugurazione perché morì sei mesi prima, alla veneranda età di novantuno anni (curiosamente, pur avendo firmato progetti architettonici in quasi tutti gli States, non aveva ancora realizzato nulla a New York).
Il fascino scenografico del Guggenheim è stato spesso sfruttato dal cinema - si pensi a "Men in Black" o "The International" - e il suo nome si deve a uno degli esponenti della più celebre famiglia americana di collezionisti d’arte, Solomon Robert Guggenheim, zio di quella Peggy a cui è intitolato l’omologo museo veneziano.
Per l’anniversario dei cinquant’anni, è stata organizzata dalle fondazioni Solomon R. Guggenheim e Frank Lloyd Wright una ricca retrospettiva dal titolo "Frank Lloyd Wright: From Within Outward", che ricostruisce più di settant’anni di carriera del maestro, attraverso 64 progetti di tutti i tipi (case private, colleges, centri amministrativi, etc.) e oltre 200 disegni originali mai mostrati prima.
Teorico dell’architettura organica, in base alla quale qualsiasi elemento artificiale deve essere integrato in maniera armonica con l’ambiente naturale senza snaturarne l’intima essenza, Frank Lloyd Wright cercò di conciliare la funzionalità esteriore con il comfort e la gradevolezza estetica degli interni arrivando a reinventare e modellare in maniera innovativa le divisioni tra gli spazi, attraverso morbide strutture curvilinee (si pensi all’avveniristico parco acquatico di Pittsburgh con due enormi acquari di forma sferica) ma anche torri imponenti che sfidano la verticalità con linee comunque essenziali. Uno dei più impressionanti progetti che si possono ammirare è il "Plan for Greater Baghdad" (Piano per una Baghdad più grande) del ’57-‘58, uno degli ultimi realizzati dal grande architetto, ambiziosa opera di riqualificazione della capitale irachena attraverso un rivoluzionario complesso urbano che avrebbe dovuto includere un ampio centro culturale comprendente un’università e un teatro.
Le opere più note della collezione permanente si trovano invece nella Small Rotunda - un po’ sacrificate, a dir la verità - dove si possono ammirare vari capolavori di Picasso quali l’ombroso "La stiratrice" e il sorprendente "Moulin de la Galette" in stile impressionista (fu realizzato dall’artista quando aveva solo 17 anni), un’intera ala dedicata a Kandiskij e, tra gli altri, vari pregevoli Modigliani, Chagall, Manet, Seurat e Léger.
A colpire la nostra attenzione è però l’opera più queer del pittore espressionista tedesco Ernst-Ludwig Kirchner, "I soldati al bagno", che riproduce con pennellate decise e colori forti un gruppo di militari nudi frontalmente sotto la doccia. Molte delle sue opere furono distrutte dai nazisti perché considerate "arte degenerata" e questa fu una delle poche ad essere salvate. Non si salvò però il suo autore che, in preda a una grave depressione anche a causa della perdita del proprio patrimonio artistico, si suicidò nel 1938 a Davos, in Svizzera, dove si era rifugiato al termine della Prima Guerra Mondiale. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Un architetto
Data:
28-07-2010 22:46
Bell'articolo.
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| Inviato da:
passantediqui
Data:
13-02-2010 11:13
una risposta a cita e napoleone..
per quanto mi riguarda l'articolo è ben fatto, se leggo del guggenheim su un sito che non è d'arte ma si occupa di una serie di argomenti, non mi aspetto chissà quali chiccherie da cultori del sapere quali siete. per questo non c'è motivo di una critica cosi in questo contesto. quando poi si passa alle offese, mi piacerebbe che avessero inventato degli schiaffi virtuali, in alcuni casi sarebbero molto utili.
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| Inviato da:
Cita di Tarzan
Data:
5-09-2009 18:01
Premesso che il nome usato è un nick, cosi come poteva essere Zorro , Tarzan, oppure Cita se questo toglie dal suo pensare la mia presunta altezzosità.
In merito all'epiteto usato non è certo volere offendere chicchessia, in certi contesti sembra essere quello più consono!
Per quanto invece all'ambito artistico, senza per questo promuovermi a critico d'arte,
volevo sottolineare la ristretta visione alla tipologia d'opera scelta.
Veda, concorderà con me che l'arte quando sia tale e non pastrocchi spacciati tale
dovrebbero/devono avere sempre e comunque il massimo rispetto in quanto espressione di una visione più elevata e raffinata rispetto alla mediocrità comune, ne è certamente l'esempio l'opera da Lei descritta nel suo articolo.
Quello che mi sono permesso di fare notare è la ristretta visione relativa al soggetto preso in esame
rispetto alla quantità di perle preziose presenti in quello scrigno di cui Lei ha visitato.
Vista inoltre anche la mediocre qualità di questo portale il rischio di banalizzare quest'opera è palese.
Le auguro di avere ancora molte squisite e sfizziose visite, con affetto Cita.
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| Inviato da:
Roberto Schinardi
Data:
31-08-2009 18:39
Gentile, anzi poco gentile, Napoleone I (che altezzosità!),
sorvolo sull'epiteto 'cule di turno' - non è davvero il caso di sprecare parole per commentarlo - ma le assicuro che quel quadro di Kirschner definito 'degenerato' contribuì a infrangere il tabù della nudità maschile, quanto mai queer all'epoca, perlomeno in senso etimologico.
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| Inviato da:
Napoleone I°
Data:
28-08-2009 12:55
E ti pareva quale opera potesse colpire l'animo esteto/artistico delle cule di turno?? I soldati ignudi!! Un pò come guardando le opere a Firenze colpisse il "quarto inferiore " del David! Poveri noi, anzi, povere loro!!
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