Lesbiche stuprate in Sud Africa per essere "curate"

Lunedì 16 Marzo 2009

 

Violenze di questo genere diventano sempre più comuni a Johannesburg e Cape Town. A Dubai, invece, il governo dichiara guerra all'omosessualità femminile.

Mentre l'Onu e l'Ue discutono di depenalizzare l'omosessualità in tutto il mondo, in alcuni Paesi le persecuzioni contro le persone lgbt si fanno sempre più aspre e pressanti. La notizia più tragica arriva dal Sud Africa dove molti uomini ritengono che stuprare le lesbiche sia una terapia per "curarle dall'omosessualità". Secondo uno studio realizzato e diffuso da ActionAid questo è uno dei crimini più comunemente commessi contro le lesbiche sudafricane. In città come Johannesburg e Cape Town le violenze di questo genere, considerate "correttive", sono aumentate: quasi la metà delle donne in quel paese saranno violentate almeno una volta nel corso della loro vita. Il Sud Africa registra 500 mila stupri ogni anni e solo un uomo su 25 viene condannato.



Negli Emirati Arabi Uniti, invece, a perseguitare le donne omosessuali è, ufficialmente, il governo che ha allestito una campagna che ha come slogan: "Scusa, ma sono una ragazza. Insieme per una società priva di deviati". Il 2009 è stato dichiarato l'anno della guerra alle done omosessuali. Un folto team di psichiatri, sociologi e operatori sociali batteranno a tappeto scuole, università, centri commerciali e qualsiasi altro luogo venga individuato come posto d'incontro per donne. La campagna si baserà su "video femminili che risveglino l’istinto della femmina". La Tv satellitare più diffusa della zona, Al Arabiya si è chiesta come sia stato possibile mettere in piedi una simile campagna da parte del Ministero degli Affari Sociali di Dubai, dato che non esistono statistiche ufficiali sulla diffusione del lesbismo nel Paese. 



La risposta è stata tanto semplice quanto disarmante: "Basta guardarsi in giro per vedere troppe ragazze e donne che tentano di imitare i maschi nel modo di vestirsi, nei movimenti del corpo, nel modo di parlare, nel timbro della voce, nel taglio dei capelli e nei profumi maschili che usano". Insomma, quella di Dubai è un'omofobia che parte ancora da più lontano: dal maschilismo più becero. Le donne arabe, quindi, non possono truccarsi, indossare gonne di un certo genere etc perché altrimenti vengono tacciate di essere donne di facili costumi, e se, invece, hanno atteggiamento che appare meno femminile, vengono perseguitate come lesbiche.

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