Le peggiori secondo me? Anna Oxa e Giusy Ferreri. È dalle certezze che bisogna partire per raccontare un sogno (di Laura Pausini) trasformatosi in un delirio (di 55.613 giovanotti e non solo). Lo scopo? Raccogliere oltre un milione e mezzo di euro da destinare alla ricostruzione di una scuola elementare aquilana.
Entriamo a San Siro ed il colpo d'occhio è già di quelli tosti: mentre Roma ha fatto la stupida la sera prima lasciando praticamente deserto il concerto di Zero&Co, qui, alle tre del pomeriggio, lo stadio della bella madunina sfiora già il pienone e brulica ad ogni anello di varie umanità: dalle famigliole in gita domenicale, a intere carovane di gay e lesbiche (soprattutto le seconde che con Gianna Nannini e Elisa si giocavano nella stessa sera due icone niente male) accorse da ogniddove, con una settimana d'anticipo sul Pride nazionale.
Minaccia tempesta, eppure la carovana delle 112 artiste che hanno aderito (ma se ne sono esibite solo una quarantina) marcia a spron battuto: si canta, si balla, ci si emoziona, il trash e il tanto di cappello si sfiorano. O meglio, in alcuni casi si toccano e amoreggiano allegramente.
Cominciamo citando le assenti: Loredana Bertè, bizzosa, ha deciso di non esibirsi perché non ha avuto il tempo di provare adeguatamente, Patty Pravo è a Dubai, regina tra gli sceicchi, la Zanicchi ha impegni europarlamentari (di domenica?!?) e la Tatangelo manda il certificato medico.
Tra le presenti, alcune perle: il primo momento cult (ovviamente al limite del trash) ce lo regala quasi all'inizio Fiordaliso: abbigliata che non si capisce se sia tornata da una battuta di pesca all'Idroscalo oppure sia arrivata lì un po' a casaccio pensando che fosse il karaoke di una qualsiasi gay night, entra con Annalisa Minetti a braccetto per cantare Non voglio mica la luna e esordisce con: «Fate sentire il vostro calore ad Annalisa che non vi vede!». Gelo del pubblico ma... the show must go on: e La baracca sul fiume parte tra il tripudio e i cori. Anche le altre "storiche" se la cavano egregiamente: Rettore carichissima in tutti i suoi 40 chili di muscoli, nervi e cosce al vento propone un medley di Cobra e Lamette, la divina e charmant Alice carica addirittura la ola del terzo anello con Il contatto e Per Elisa e il trio Mariella Nava - Rossana Casale - Andrea Mirò viaggiano sulle note di Spalle al muro di Renato Zero.
Le giovani promesse azzeccano e no: Arisa è sempre Arisa, Noemi con le mani perennemente sul corpetto per paura che uscissero Le tette per un tetto. Alessandra Amoroso viene accolta da un boato e la voce c'è, la verve, invece, come dicono a Milano "L'è quel che l'è". Karima addirittura sale col foglietto come una qualsiasi studentella all'esame perché non sa le parole di Un'avventura che deve cantare con Nichi Nicolai e l'ottima e gnocca Simona Molinari.
Il premio per la best new act va indubbiamente a Malika Ayane in un medley di Feeling better e Come foglie: ma che lo diciamo a fà? La concorrenza era quello che era… come dire… "vincere facile"
Arriva il secondo momento "indimenticabile": la rediviva Anna Oxa che ha fatto centro in un doppio intento: è stata l'unica che è riuscita a far piovere e a farsi fischiare. Povera. Ormai è in un delirio tutto suo di gorgheggi e divagazioni (a partire dall'aspetto ormai irriconoscibile per gli interventi di chirurgia estetica) sul quale non vale nemmeno la pena indagare.
Dopo di lei chiunque sarebbe stato accolto come una manna dal cielo: così è stato per una ciclonica Spagna (a chiudere il momento Nip/tuck) in un medley di Easy Lady e Call me, che ha infuocato anche le messe in piega delle milanesi bene accorse nei posti "vip" da 150 euro, e per le "Bailanti" Paola & Chiara con un medley dei loro successi danzerecci.
Arriva Giusy e capisce il vero spirito della (non) festa: fare canzoni lente, sconosciute ai più. Niente Non ti scordar mai di me, niente Novembre: eppure la Pausini aveva detto: «Ho chiesto alle cantanti di non puntare troppo alla promozione del loro ultimo pezzo. Siamo qui per un altro scopo». La festa continua intanto tra i panini al salame, le partite a carte della gente che sul prato attende l'arrivo delle grandi e i bagni chimici in cui ormai entrare è una prova stile "Jackass".
Gli assi cominciano a giocarsi ora: Irene Grandi che si esibisce anche insieme a Dolcenera, Syria e Noemi (recidiva col corpetto strabordante), e l'inedito quartetto (tra i migliori in assoluto) Marina Rei - Paola Turci - Carmen Consoli - Nada che ottiene un boato cantando Ma che freddo fa.
Il resto è stata la storia del concerto che avete letto ovunque. Cinque grandi si sono alternate sul palco dando vita a nuovi duetti: Gianna e Laura che cantano La Solitudine, Irene, Laura ed Elisa che cantano Luce, Giorgia che canta un po' con tutti e l'inedito della Nannini Donna d'Onna cantato a 5 voci. Si chiude con il momento trash definitivo (in attesa del dvd previsto per l'autunno): tutti schierati sul palco a cantare Il mio canto libero mentre Fiordaliso e Jo Squillo ormai fanno a pacche per riuscire a rubare il microfono alle più timide tra gli sguardi imbarazzati delle altre.
Menzione d'onore per LaPina, che con altre voci dei network che trasmettevano il tutto via radio ha condotto la serata. Sale sul palco e dice: «Vorrei un urlo da tutte le donne» (si scatena un boato) «vorrei un urlo da tutti i gay» (secondo boato) «e ora un urlo da tutti gli uomini» (e cadde il silenzio…) La Tatona, mio compagno di viaggio, ha urlato tutte e tre le volte. Questo è il vero spirito solidale... questo vuol dire essere davvero amiche...