E' difficile recensire il nuovo disco dal vivo di Nicoletta Strambelli, la ragazza triste che tutti conoscono come
Patty Pravo.

Da un lato è l'ennesimo capitolo nel tentativo di imitare se stessa e replicare sulle aspettative del pubblico. Ma questo l'aveva già fatto il precedente "
Bye Bye Patty", album senza spessore che l'ha tuttavia rilanciata.
"
Patty Live 99" invece, registrato dal vivo al
Teatro Regio di Parma è qualcosa di più. Intanto è un disco onesto: anche quando stecca, anche quando non ce la fa e si sente.
Gli arrangiamenti preziosi sembrano aiutare Nicoletta "andandola a prendere" sulle sue potenzialità attuali: brani storici rilanciati da musicisti che -diremmo tra gay- marcano più di lei: vedi "
Morire tra le viole", "
Vola" o "
Se perdo te" che nascono a nuova vita. Canzoni recenti come "
Angelus" o "
Baby Blu", sono probabilmente più belle qui che nell'album in studio.
In un'atmosfera sospesa nel tempo, Nicoletta è un pezzo della nostra storia, la colonna sonora di un'Italia inquieta, leggenda e specchio infranto.

Dalle foto interne al CD si vede che il suo pubblico non è esattamente giovanissimo: ahi, quelle crape pelate o capelli bianchi! E purtroppo, come disse giustamente
Fabio Canino sul palco del
Gay Pride, la defezione di Nicoletta all'ultimo momento fu un insulto al suo pubblico numero uno.
Ma i capricci da bambina viziata sono parte del suo carisma e, se si chiude un orecchio con l'Ave Maria di
Mina, figuriamoci se non si perdona Nicoletta. I gay dimenticano di tutto per sopravvivere, e ancor di più lo fanno con chi hanno incaricato di rappresentare un sogno di libertà e strafottenza a loro impossibile.
Perché la Pravo è un mito. Vuoi perché non definiremmo i gusti amorosi di Nicoletta "eterosessualità irreprensibile". Vuoi per quell'aura sospesa tra maldicenza e leggenda che la circonda.

Raccontiamone alcune ai più
giovani. Con un'avvertenza: dicono più di un personaggio le bugie che la realtà.
Le malelingue dicevano fosse un uomo operato - ben prima di
Amanda Lear - e "
Il mio fiore nero" fosse un inno al culo, ci furono foto poco meno che
porno su "Le Ore" i cui negativi sono stati fatti sparire da una nota discografica per riabilitare l'immagine al rilancio con "
Per una bambola", ancora a Sanremo l'accusa di plagio per "
Pigramente Signora" o il glorioso ultimo posto con "
I Giorni dell'Armonia", gli anni '70 a dir poco scapicollati quando contestava l'uso del playback TV eseguendo le canzoni fuori-sync facendo boccacce al pubblico, i sospetti su alcol o droghe pesanti, l'arresto per droga leggera (vero, purtroppo… cosa non può capitare per un pezzettino di fumo!), lo sbarco in
Cina con un CD che avrebbe dovuto benedire l'arrivo a Shangai della maison Gianni Versace, il suo
amore per "Penso Positivo" di Jovanotti, le passeggiate col poeta Ezra Pound quand'era poco più che bambina, il vezzo di farsi chiamare Nicola,

i litigi nei '70 con l'astrologa che forse solo professionali non erano, i film mai fatti con Fellini o Antonioni, la pretesa di non essersi mai rifatta le labbra, apparizioni che hanno fatto storia della TV italiana e comparsate in squallide trasmissioni di Canale 5 come "Premiatissima 84" dove regalava perle surreali come "
Che m'è 'mparato a fa'" della Loren o "
Il negro Zumbon", il suo volare su Bagdad quando era "no fly zone" perché gliel'aveva ordinato l'astrologo, la pelliccia tagliata per farne un tappetino ed uscire dalla vasca, i miliardi sperperati, l'interpretazione di una canzone ultraqueer come "
Male Bello" di
Ivan Cattaneo, 4 mariti di cui uno già sposato con un'altra, esibizioni in supermercati o pizzerie negli anni più grigi perché lì almeno era più onesto l'aspetto commerciale…
Chi se ne frega se su "
Col Tempo" di Leo Ferrè non ci arriva più o rifa "
La bambola" peggio di una trave che la imita, se il sito Internet
www.pattypravo.it è fermo da 2 anni, se ha dato il nome a un profumo che nessuno si è messo. Errori ed eccessi, eccola ancora qui.

Quando Dolce e Gabbana facevano gli abiti per
Madonna, sembravano essersi ispirati a Nicoletta.
A raccontare tutto quello che ha fatto sembra una via di mezzo tra "Absolutely Fabulous", "Blues Brothers" e "Female Trouble"; invece era Italia.
"
Strada per un'altra Città" ma
Patty Pravo è ancora qui, con una vita ben più spericolata di Vasco Rossi. E' il vero miracolo italiano che resiste, con quelle note sospese, quei sottintesi. Il rimando a qualcosa che non abbiamo ancora le parole per dire. Icona. E dimmi che non vuoi morire? Non ci penso neanche.
Patty Pravo sul Web:
www.pattypravo.it/biografia.htm è la biografia (che ho scritto io, mai pagato) nel suo sito ufficiale. Ancora più interessanti e aggiornati, i due siti tributo
utenti.tripod.it/Valentina_Giampieri/biografia.htm e, senza un pelo sulla lingua,
utenti.tripod.it/pattypravo/.