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Si fa largo l'illusione che gli "anta" del 2010 siano gli "enti" degli anni '80 tanto per le donne quanto per gli uomini e soprattutto per i gay. 40 anni sono sempre 40 anni: facciamocene una ragione |
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"I 40 sono i nuovi 20" annuncia con orgoglio la protagonista di Cougar Town, una imperterrita Courteney Cox che vuole far credere che anche a un passo dalla menopausa si può ancora fare la smorfiosetta con tutti i maschi del paese come una ragazzina di 20 anni. Si sta facendo sempre più largo negli Stati Uniti (e di sponda quindi anche nel resto dell'Occidente sempre più perso in una crisi economica ma ancora più d'identità) l'illusione che gli "anta" del 2010 siano gli "enti" degli anni '80, tanto per le donne quanto per gli uomini e soprattutto per i gay.
Uno scampolo d'edonismo che già nella sua proposizione rivela un cenno di disperazione e insicurezza perché, anche se averli oggi non è come averli avuti nel 1915 e anche se vivi in palestra, ti nutri solo di bacche e vai a letto seguendo il fuso orario delle carmelitane scalze, 40 anni sono sempre 40 anni e sarebbe bene farsene una ragione.
Tante volte mi è capitato di sentir descrivere qualcuno (o peggio: descriversi) come "un ragazzo sulla quarantina" e questa temerarietà nell'inoltrare forzatamente la primavera è piuttosto imbarazzante. Forse è solo una questione linguistico-semantica, forse dovremmo dare un'alternativa meno "impegnativa" alla definizione di "uomo" che, in effetti, abbraccia una porzione fin troppo ampia della nostra vita. Allora potremmo lanciare il concorso: dai un nome all'età di mezzo. "Adolescente attempato", "maturo puberale", "virgulto da tempo", qui di termini creativi ce ne sarebbero da tirare fuori ma tutto sommato che problema c'è nel definirsi semplicemente: "uomo"? Eppure a molti questa descrizione non piace, o meglio, li spaventa. Sarà che l' "uomitudine" porta con sé concetti che rimandano alla responsabilità, alla maturità, alla presa di coscienza, tutte attitudini che molti fanno fatica a sostenere.
Si cerca così di esorcizzare il termine per il suo contenuto, pericolo che porta ad avere poi una percezione di noi stessi quantomeno dismorfica cercando di sembrare quello che ovviamente non siamo più: dei ventenni. Ognuno per carità è libero di atteggiarsi e di appellarsi come meglio crede ma se penso di incontrare qualcuno che alla veneranda età si ostina definirsi "ragazzo" crogiolandosi nel mito dell'eterno fanciullino, quanto meno un sorriso mi scappa fuori.
È vero, la nostra società sta attribuendo sempre più valore alla giovinezza e alla cristallizzazione di un'età dell'innocenza che non vuole lasciare campo alla stagione della consapevolezza ma la conseguenza è che si generino ridicoli risultati di quarantenni ancora strippati in magliette con scritte argentate composte per il 90% di poliestere e per il 10% di spudoratezza e con tagli di capelli che dovrebbero restare sui banchi del liceo all'indomani del diploma e non portati ostinatamente fino a un passo dalla terza età. Certo, a tutti piacerebbe trovarsi i glutei al loro posto e non ruzzolati giù in cantina, avere uno sguardo da cerbiatto invece che quello di un pachiderma che si avvia sulla strada del cimitero degli elefanti ma non è certo scalandosi gli anni (soprattutto sui profili delle chat, quasi sempre accompagnati da foto sviluppate ai tempi dei rullini) che il risultato potrà cambiare perché, come direbbe Meryl Streep al cospetto della sempiternamente giovane Isabella Rossellini: "la vecchiaia fa parte della natura". Isabella ovviamente le risponderà: "la natura un cazzo!" e infatti qui nessuno vuole mitizzare la caducità della vecchiaia che porterà pure ad ottenere saggezza ed esperienza ma sai che te ne fai quando ti ritrovi la pelle pendula e una serata per locali la sconti in non meno di 10 giorni di riabilitazione.
Simone De Beauvoir diceva: "L'ansietà dei giovani nel momento d'affrontare la vita sociale è simmetrica all'angoscia dei vecchi al momento in cui ne sono esclusi". Ed è forse presi da questo panico che dopo una certa età si rischia di inciampare nel ridicolo, che non è dato dalla scelta di essere eccentrici (quello è un gusto che non guarda la data di nascita e, il più delle volte, premia in termini di affermazione della propria personalità), ma dalla reiterazione di modelli estetici che appartengono esclusivamente ai post adolescenti e che solo su di loro sono accettabili.
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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
ben81
Data:
28-10-2010 21:54
Direi game over.
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| Inviato da:
Trifide
Data:
25-10-2010 07:49
Oh my God! Presto presto diventiamo eterosessuali! Per l'amor di dio, prestoooooo!!! Non ce la faccio più ad essere gay!!! Prestooo!! Ma va vanfanculo va!
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| Inviato da:
Pendulo
Data:
25-10-2010 00:32
Che articolo stupido e superficiale e stupido chi lo ha scritto. La vita non è fatta solo di t-shirt e jeans firmati o di serate a muccassassina o di capelli spalmati di gel e soprattutto non è una stressante vetrina dove mettere di continuo in mostra se stessi con l'ansia di essere accettati. L'amore, le emozioni, l'amicizia, la lealtà, il rispetto e l'intelligenza non hanno età e sono le uniche cose che contano nella vita a prescindere se si abbia 20 anni 50 oppure 70. Il mondo poi è variegato, c'è anche chi trova molto più sensuale ed emozionante il corpo di un 50enne o 60enne e per fortuna questi stereotipi idioti attecchiscono solo tra le persone vuote come chi ha scritto le banalità riportate nell'articolo. Il pachiderma sarà quindi lui in tutto il suo insignificante e squallido vuoto nonostante non abbia la pelle pendula.
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
24-10-2010 23:05
Guarda il mio profilo su Me2
E vado oltre e ti dico, che queste scimmie disvertite adorano almadell, il guru del politically correct, quello che ti dice: Ama, e mettiti il preservativo!
No(n ti dice): ama e fa quel che vuoi.
Ma: ama, e mettiti il preservativo.
Ma preservativo e amore sono inconciiabili.
Se ti metti il preservativo non ami. Se fai sesso senza preservativo e non ami, non hai un progetto. E' tutta qui la tragedia del gay contemporaneo.
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
24-10-2010 23:01
Guarda il mio profilo su Me2
[quote="Voce Divina":980l4sqm]La mia colpa,se c'è,è quella di voler redimere gli invertiti riportandoli sulla luminosa via del Signore.
Il peccato contro natura avvicina al Demonio ed allontana dal nostro Amatissimo,Reverendissimo,Castissimo e Sacerrimo Padre Benedetto XVI.
Carissimi amici(Ospite,Trifide,Soledamore ecc ecc) anche se mi offendete e mi vilipendete in modo pesante,io vi perdono e vi amo in nome di Cristo Gesù e di tutta Militia Christi.
So che il vostro astio non è normale, ma nasce dall'inconscio tormento di vivere portandosi addosso il più nefasto dei peccati biblici:la SODOMIA.
Finchè sarete rosi dal tarlo tremendo del "sesso contro natura",vi verrà spontaneo aggredire chi è casto e timorato di Dio e vuole salvarvi dall'eterna dannazione.
Mi auguro che mi ascoltiate,se non altro per redimere le vostre anime:diventate eterosessuali presto!
Amore papale, io non ti ho offeso né vilipeso! leggi bene quello che ho scritto! io ti ho difeso anche se non condivido le tue ragioni! io educo queste scimmie disvertite al libero arbitrio, per questo mi odierebbero più di te se potessero!
Il rapporto con il peccato è un FATTO PERSONALE, secondo la religione cattolica. Per questo sono contro la violenza normofobica che ha costretto Tiziano Ferro a gayzzarsi.
Ma loro non capiranno mai.
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| Inviato da:
Trifide
Data:
24-10-2010 22:21
@soledamore
I cattolici hanno anche troppo diritto di esprimere la loro opinione.
Dovrebbero starsene zitti e farsi i cazzi loro!
Quella checca di Voce del mio Santo Culo sarà un troll o un'elfo sfigato chiamalo come vuoi, sta di fatto che io personalmente lo odio, ma non solo, odio tutto quel puttanaio del Vaticano.
Abbiamo il libero arbitrio no? Allora io sono libero di insultare anche questa insulsa scoreggia, che si crede Dio in persona. Pensa, dice che mi "ama" quando non sa nemmeno il significato stesso della parola. I cattolici a casuccia loro.
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| Inviato da:
salvo1965
Data:
24-10-2010 21:08
La non accettazione del tempo che passa é un problema trasversale, di uomini e donne; ma ancora piú ridicole delle donne siliconate, sono i maschietti (categoria a cui appartengono) che da una certa etá, sotto la quarantina (etá a cui, momentaneamente, appartengo)continuano ad inforcare gli stessi pantaloni griffati aderenti e magliette a rete su pettorali smosci. Tutte le etá sono belle. e ogni etá dovrebbe avere il suo modo di valorizzarsi: si puó anche decidere di fregarsene delle regole estetiche, questo é chiaro, e di mettere quello che ci piace. Ma evitiamo peró poi di crederci degli adone in passerella, possiamo ambire al massimo ad essere dei simpatici eccentrici di una "certa" etá: la nostra
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