Sado o maso? La cultura leather ci appartiene?

Sabato 21 Aprile 2012
di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

 

Conosco pochi amanti del genere fetish: leaher, rubber, uniform e così via. Una cultura che nasce nei freddi paesi del Nord Europa ma che nella nostra calda Italia mal si addice...

Apro la mia casella di posta elettronica: 20 mail. Potrei entusiasmarmi per tante lettere se l'esperienza non mi avesse ormai insegnato, non senza una certa frustrazione, che di queste la stragrande maggioranza è composta da spam. C'è l'immancabile rimedio per un mirabolante sviluppo del pene e degli sconti sulla nuova linea di ombretti di Sephora, il che, se uno non mi conoscesse, potrebbe dedurre che io sia una transessuale che ha ancora forti dubbi sulla propria identità.



Insomma, mai una lettera di un ammiratore segreto, mai un invito a cena di qualche amico o anche una inquietante lettera minatoria. C'è da dire però che la causa del mio male sono io stesso e la mia incapacità di rifiutare una qualsivoglia iscrizione a una qualsivoglia newsletter. Che si tratti di Ikea o del cult Il Terzo Occhio per una gravidanza consapevole delle primipare attempate, io sottoscrivo tutto.



Lo faccio con una tale disinvoltura che, non non so come, ma mi ritrovo anche quella del gruppo leather italiano, il quale mi fa sapere che il 21 aprile ci sarà l'elezione del nuovo Mr Leather Italia. Se di quarantenni alla loro prima esperienza con la gravidanza ne frequento poche, di leather (o uniform, rubber e master&slave che più o meno fanno parte dello stesso gruppo) ne conosco ancora meno. Non è un pregiudizio intellettuale, diciamo solo che non è esattamente il mio genere, anzi, le uniformi nazisteggianti, le maschere antigas usate al posto del berretto da baseball, gli stivali lucidati con la saliva e le amache di pelle nera sinistre quanto una vergine di Norimberga (la famigerata "sling") mi incutono paura più che eccitazione. 



A questo aggiungiamo pure che non sono il tipo da sesso "estremo" (se si escludono un paio di sculacciate e qualche esortazione un po' volgare) e l'idea di farmi infilare una mano su per il retto come fossi una marionetta non è ciò che intendo per rapporto intimo e profondo. Clicco comunque sul link della loro homepage e scorro le foto delle passate edizioni di Mr Leather. E mentre scorro le immagini di un candidato vestito in pelle, un candidato strizzato in gomma, un candidato a 4 zampe con guinzaglio, un candidato legato con lo spago stile arrosto della domenica, mi chiedo: come fa ad esistere un gruppo leather a Roma, una città che, esclusa la stagione invernale che dura meno di quella televisiva di una qualsiasi trasmissione condotta dalla Parietti, gode da marzo a ottobre di una temperatura che non scende quasi mai sotto i 21 gradi?



Sarà che la sola idea di andarmene in giro vestito da capo a cockring in pelle o gomma mi fa subito avere un calo degli zuccheri, mentre la mia ipocondria patologica inizia contemporaneamente a dipingere nella mia mente scenari boschiani di pudenda immerse in pozzanghere di sudore capaci di generare batteri patogeni da film di fantascienza. Dal mio punto di vista tutta questa fissazione per l'abbigliamento leather la trovo una scelta incomprensibile, e del tutto fuori luogo in un paese mediterraneo come il nostro tanto quanto la moda ostinata delle nostre mamme di indossare le pellicce all'indomani del boom economico. In questo caso credo che quello che ci frega è la cultura della globalizzazione e la magnifica possibilità (e a volte illusione) di condividere e importare tradizioni che nulla hanno a che fare con le nostre. Che la cultura leather sia nata infatti nel freddo pungente delle regioni nord europee è una cosa comprensibile (li vestono in pelle anche i neonati), un po' meno che sia anche praticata in zone dove i pomodori maturano già a febbraio.



Un esempio chiarificatore? Durante il pride noto sempre una delegazione sparuta di leather che con abnegazione ammirabile e un coraggio inflessibile sfila in braghe di pelle  ignorando il calcolo: luglio + pomeriggio + Roma = camera lavica del Pinatubo. Una vera tortura, un supplizio inconcepibile, una sofferenza inenarrabile. Ma è a questo punto  allora che mi punge vaghezza e mi viene da chiedermi se non sia solo un'altra ferocissima pratica di erotismo estremo di stampo sado/maso che tanto sembrano eccitare le fantasie dei nostrani amanti della pelle.

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Yehezqel
[quote="fabiocioni":31rfm52s]@Yehezqel Evviva! Eccone finalmente un altro che possiede la VERITA'!!! Che può, LUI, giudicare tutti gli altri.... Quanta, quanta tristezza e compassione! Certo, io giudico, giudicare è un comportamento umano. E tu hai fatto lo stesso con me...
più di un anno fa
Yehezqel
[quote="primadonna":367d8285]Mi piace il look leather perchè è esagerato, perchè è molto gay e da fastidio ai maschi etero. Mi piace perchè anche se talvolta puo essere grottesco ha n forte carica dissacrante. Comunque la maggior parte dei leather italiani mi sembra sposino più facilmente il look fetish che la filosofia BDSM, di cui non so nulla o quasi. Ma che minchia stai dicendo? Il look leather consiste essenzialmente nel vestirsi con capi di pelle, di solito pelle nera. Pantaloni, giacca e stivali. Non c' è nulla di esagerato in tutto ciò, è un abbigliamento comodo, soprattutto per chi viaggia spesso in moto. E non vedo come possa infastidire i maschi etero, dato che quel look non ha nulla a che vedere con l' essere omosessuali. Semmai può infastidire animalisti esaltati che vogliono vietare pelli e pellicce!
più di un anno fa
Just_david82
[quote="primadonna":1zipg0mp]Mi piace il look leather perchè è esagerato, perchè è molto gay e da fastidio ai maschi etero. Mi piace perchè anche se talvolta puo essere grottesco ha n forte carica dissacrante. Comunque la maggior parte dei leather italiani mi sembra sposino più facilmente il look fetish che la filosofia BDSM, di cui non so nulla o quasi. Non credo, in tutta onestà, che la cultura leather si possa legare solo a questioni climatiche. E trovo piuttosto assurde le associazioni fatte nell'articolo, perché scusate, ma se vogliamo ragionare in modo così superficiale, come fanno i leather berlinesi a stare a torso nudo con le bretelle in pieno inverno? Quindi andiamo oltre, su! A me questo mondo ha sempre incuriosito, che si tratti di un libro di Tom of Finland o di un porno su Man-X, ma quel che ancora non ho capito è se la sottocultura leather nasce insieme a certe pratiche sadomaso/bondage o se queste ultime ne rappresentano una deriva. Magari l'articolo poteva approfondire questo tema invece di perdersi in meteorismi vari.
più di un anno fa
primadonna
Mi piace il look leather perchè è esagerato, perchè è molto gay e da fastidio ai maschi etero. Mi piace perchè anche se talvolta puo essere grottesco ha n forte carica dissacrante. Comunque la maggior parte dei leather italiani mi sembra sposino più facilmente il look fetish che la filosofia BDSM, di cui non so nulla o quasi.
più di un anno fa
almadell
L'autore vuole dirci che la cultura leather è troppo "invernale" per lui che è romano? Per me è esattamente il contrario. Non riesco a capire come facciano i Tedeschi - durante la Folsom Parade di Berlino a settembre - a sfilare solo con una harness, anche se piove...
più di un anno fa
fabiocioni
@Yehezqel Evviva! Eccone finalmente un altro che possiede la VERITA'!!! Che può, LUI, giudicare tutti gli altri.... Quanta, quanta tristezza e compassione!
più di un anno fa
Yehezqel
Non so se sia più penoso l' articolo o i tanti commenti dei pseudo leather "men", biker e non so che altro che rispondono via facebook. La sottocultura leather è ben lontana dal vostro modo di atteggiarvi, anzi siete un insulto a quella comunità, che non ha nulla a che fare con esternazioni stile checca isterica...
più di un anno fa
FIAMMIFERO_86

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