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Povia a Domenica 5 fa il verso a un gay nel pubblico

Lunedì 3 Maggio 2010

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Gay.it - Povia a Domenica 5 fa il verso a un gay nel pubblico
Il cantante torna sul brano "Luca era gay" incalzato da un ragazzo nel pubblico. Ma quando le richieste di chiarimento si fanno più pressanti, Povia gli fa il verso. Il video.

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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Avezzan81 (Abruzzo)
Data: 17-05-2010 17:39
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e infatti il primo fattore determinante nel Super-io è proprio la madre, che nella formazione del bambino cronologicamente viene molto prima di qualsiasi influsso da parte della società/cultura di cui un bambino di 3 anni (ché è quella l'età in cui scocca tutto) non ha alcuna esperienza: per lui il Super-io è solo madre+padre; se manca il padre, e a ciò si uniscono ulteriori circostanze, è probabile che si formi come omosessuale. La teoria del pansessualismo è una vera cagata: ai gay fa schifo la figa (perchè ci rivedono la madre): sono di un partito solo, non pansessuali. Esiste la bisessualità, che può anche essere vista come una forma iniziale, androgina, dello sviluppo di ogni bambino (esempio: tanti etero cominciano segandosi in coppia, ma poi dimenticano). Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l'omosessualità che è una scelta monodirezionale e monolitica, dove ogni tentativo di compromesso con l'altro sesso è pura ipocrisia da crisi dei 40 anni, tipico dei non dichiarati di provincia. Che non ci sia cura, questo non si sa; allo stato attuale, le cure tentate hanno portato o a recidive o a suicidio. Probabilmente, una volta cresciuti come omosessuali, non si torna indietro.


Inviato da: Ospite
Data: 17-05-2010 12:51

Il pensiero freudiano è colpevolizzante e molto limitato. E' stato superato da Jung ma anche questo ha fatto il suo tempo ormai. Oggi esistono molte nuove scuole tra cui la cognitivo-comportamentale che non riconducono tutto al "complesso edipico" freudiano, che resiste nell'immaginario collettivo solo perché suggestivo.


Inviato da: alanmathisonturing
Data: 17-05-2010 12:07

Quanto alla causa nella madre, lo dicono in tanti, compreso Freud. Veramente, prima di morire, Freud cambiò opinione in merito, anche se a continuare a prevalere, non si sa perché, è solo la vecchia versione della sua teoria. Alla fine della sua vita Freud sosteneva che l'essere umano è (per natura) pansessuale (cioè attratto da qualunque cosa) e che solo con l'influenza esercitata dalla società e dalla cultura (il Super - Io) la sessualità finisce, nella maggioranza dei casi per orientarsi verso gli individui del sesso opposto. E quando una dmadre americana, disperata per l'omosessualità dekl figlio gli scrisdse per chiedergli aiuto nel 'riparae' il figlio stesso, egli le rispose che nessuna terapia poteva garantire una cosa del genere, e che era una vera ingiustizia far soffrire o condannare le persone omosessuali per il loro orientamento. CONTINUO A CHIEDERMI PERCHE' QUESTA CONCLUISIONE DI FREUD VIENE TACIUTA ANCHGE DA BUONA PARTE DELLA COMUNITA' SCIENTIFICA QUANDIO SI PARLA DI LUI.


Inviato da: Avezzan81 (Abruzzo)
Data: 17-05-2010 02:39
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non ho fatto alcuna analisi. Ho riassunto la tesi di Povia che fece allarmare i gay. Quanto alla causa nella madre, lo dicono in tanti, compreso Freud. La verità certa non può darla nessuno (ci si nasce, ci si diventa, per colpa di chi) ma è sufficiente guardarti attorno e farti il conto di quanti gay conosci a cui sia morto/fuggito/restato distante/in ruolo succube il padre e/o abbiano avuto una madre iperprotettiva/invadente/dominatrice/vamp. Almeno nella mia esperienza, il 90% dei gay maschi che ho incontrato ha un passato così. Quanto al mio idolo, che è ovviamente Pasolini e non Sciascia di cui è la frase citata, amava la madre sopra ogni cosa, e non si suicidò per non lasciarla sola.


Inviato da: Ospite
Data: 15-05-2010 08:39

"la mamma la mamma, tutto qui il problema, la donna che sta nel letto di vostro padre" (L.Sciascia, Il Contesto) La "colpa", quindi, è sempre della mamma. Ma per piacere. Trovo la tua analisi di una misoginia inaudita. Vai a braccetto con il tuo idolo.


Inviato da: Avezzan81 (Abruzzo)
Data: 15-05-2010 01:38
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Per l'ospite di 2 post fa: sublimazione e non risoluzione del problema vanno di pari passo e accompagnano tutta la vita: la pulsione (continuamente) non accettata viene (continuamente) sublimata verso qualcosa di accettabile (l'arte); se scomparisse la pulsione non ci sarebbe bisogno di continuare a sublimare (Pasolini ha scritto fino a poche ore prima di trovare la morte). Quanto al suo apparire ambiguo è ovvio:la pulsione dentro c'è, rimane: lo stesso rifare il verso, o abbracciare un gay del pubblico è sublimazione (compensa quello che nella vita privata non vuole più fare). Quanto al suo essere molto semplice: è un dato di fatto, nessuno ha mai detto che è geniale; ma che, ingenuamente, riesce a coglierci; tanta poesia nella storia è nata da semplicità oggi irricostruibili; semplicità penso apprezzabile a confronto delle tante costruite Arise (specchietti per le tante allodole fans, ovviamente, gay). Quanto alle tematiche diverse dal sesso (che poi lui si è occupato anche di anoressia, eutanasia, quindi sei anche male informato): il tuo dire "c'è ben altro, c'è il Darfur", si chiama "benaltrismo" e non sto a spiegare cosa sia. Povia si occupa di tematiche psicologiche su disadattati ed esclusi dalla società perchè in essi la sua parte interiore si identifica, e parlandone cerca di esorcizzarla. Negargli il diritto di cantarne, o giudicare in negativo la sua scelta solo perchè non è la propria, e soprattutto buttarla sul politico, mi sembra inappropriato. Povia ha semplicemente detto (riassumo tra canzone e cartelloni esposti durante l'esibizione): la società ti emargina se vivi da gay, se resti emarginato soffri, meglio allora la serenità ad una finta felicità che non solo emargina ma inoltre è promiscua e non dura perchè ti illude di ritrovare un padre che non hai mai avuto e che non troverai nell'uomo che cerchi; sganciati dalla figura materna e cerca di trovare in una ragazza qualcosa di profondo che non sia tua madre". Non mi pare né un offesa né uno sproloquio; lui dà la testimonianza vissuta di gay convertito; come tale va lasciato esistere e raccontare. Chi ascoltando la canzone resta ferito e si sente portato a giudicarlo male, non lo fa perché si sente ingiuriato, ma perché si sente colpito nel segno da parole che sono un autobiografico punto di vista - forse la verità? - che non vuole sentir pronunciato da nessuno. "la mamma la mamma, tutto qui il problema, la donna che sta nel letto di vostro padre" (L.Sciascia, Il Contesto)


Inviato da: alanmathisonturing
Data: 14-05-2010 19:36

... Io penso che Povia sia riuscito a sublimare il suo impulso omosessuale nell'arte e in altri impegni (come tanti altri ... [quote] Non credo che l'abbia sublimato molto bene se poi questo esce sempre fuori coem una cascata di un fiume in piena, e per di più in maniera ossessivo-compulsiva


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