Questo festival e queste pagelle mi hanno stremato, tanto che ho dovuto guardarmi la serata finale a letto febbricitante anziché rispettare la solita tradizione di vederlo con le amiche pettegole al Cassero.
Indi queste pagelle soffriranno un po’ di un doppio risentimento, un po’ come la parola Bastardo che, dopo questo festival, rappresenterà una doppia offesa per tutti.
Ma partiamo con le annotazioni finali sparse.
I non classificati:
ci sono mancati un po’ il duetto tra
Valdemort/Patty Pravo e Morgan e la filastrocca di Tricarico. Nessuna malinconia invece per la Oxa che almeno da una decina d’anni non è più tornata e per il secondo tempo di Pezzali.

Gli pseudo classificati:
nel senso dei classificati dal settimo al decimo. La “messa a punto” del sistema di votazioni del quale nessuno ha capito una ceppa ha fatto sì che in fondo arrivasse un quartetto cult, che io vorrei in un’unica mega tournèe per le piazze:
Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Nathalie, Barbarossa e madame Alonso. Che dire di loro?
Giusy
(voto: 7) è stata fin quasi dall’inizio la mia scelta di campo, la mia favorita anche se ammetto che il duetto con Sàrcina (con l’accento sulla a) – Cicciobomba cannoniere ha portato il tutto su un altro livello e il suo morphing ogni giorno verso Linda Perry delle 4 non Blondes è stato deleterio.

La tata
(voto: 6), ieri in versione metallizzata, che sembrava un misto tra Alexis di Dynasty e la sposa cadavere, ha fatto la sua porca figura (anche se io rimpiango la Errore e la voglio sul mio comodino ogni sera) ed è chiaro che ci ha messo almeno un’ora di trucco per sembrare acqua e sapone.
La signora Del Rosario
(voto: 5) aveva un’abito sul quale è troppo facile sparare: tra una tenda a pacchetto e il poncho-accappatoio della Pimpa.
Nathalie
(voto: 5) bisogna capire dove vuole andare a parare. E il pezzo è uguale a “Street spirit” dei Radiohead.
In sostanza, meno orrori del passato: un peccato anche per noi.

I quasi classificati, ovvero gli "arrivati" dal sesto al quarto.
Van De Sfroos: l’ho rivalutato, nel suo completino fashion che deve avere probabilmente ereditato da Max Pezzali. Finalmente la Padania ha il suo idolo da karaoke e poi ho scoperto che il suo violinista si chiama Angapiemage Galiano Persico: un genio.
Voto: 6Madonia / Battiato: “LA” classe, “LA” maestria, “LA” baldanza dell’autocitazione.
Voto: 8La Crus: lui è il secondo tempo di Yuri Chechi, la canzone è migliorata giorno dopo giorno e finalmente abbiamo scoperto il segreto: Wikileaks ha dichiarato che si lava i capelli con il crodino.
Voto: 8

I contorni:
Gualazzi: a parte la sua somiglianza con il sindaco Renzi, è il designato della commissione al ritorno dell’Italia all’Eurofestival, la manifestazione più trash e gaia che esista sulla faccia dell’universo. Più o meno come mandare la Santanchè al matrimonio di
Elton John. Comunque è chiaro che se non ringrazi ogni due secondi la Caselli ti trovi la testa di cavallo nel letto.
Voto: 6

Belen ed Elisabetta:
Amo Belen, ma l’ho sempre amata. E poi il fatto che abbia un padre praticamente suo coetaneo era successo fino ad oggi solo a Beautiful. Elisabetta CaGnalis è stata rinominata Gambadilegno dopo il balletto. Ha dichiarato: "Io non sono per la tv, ma per una vita tranquilla, orari di ufficio". Non me la immagino proprio a vincere il premio come impiegata del mese.
Voto Belen: 7 voto Ely: 4
Avril Lavigne: insieme agli stacchetti di apertura dell’orchestra, quel fintissimo balletto dei fan-figuranti è stata la cosa più urticante di questi 5 giorni di festival. Spero che chi ha ideato questa scenetta finisca a pulire lo studio di Bruno Vespa e che almeno un italiano su dieci di quelli che hanno assistito a questo scempio si rifiutasse di pagare il canone con “giusta causa”. (Non che di motivi per invece pagarlo con gioia ce ne siano) Voto: 3

Carlucci: a.k.a. la morte ti fa bella.
Una volta in finale c’erano Vasco, Madonna, ecc. ecc. oggi si trovano solo mega spottoni su quello che verrà: comunque da quando ho scoperto che gareggia Povia, ho risparmiato i soldi per televotarlo a manetta. Voto: 5
Ranieri:
su quel palco tra lui e Morandi c’era la storia della canzone italiana e cosa fanno? Parlano!
Io l’ho vissuto come un’ideale passaggio di consegne: e se l’anno prossimo toccasse al Massimo nazionale? (fermo restando che su quel palco mancava Nonno Simpson e sarebbe finito tutto a pizza e fichi)
Voto: 7
I Fogli del podio.

AlBano:
infierire ulteriormente sarebbe accanimento terapeutico. Ha preso solo il 12 % dei voti finali. A parte che lo aspettiamo al varco per le evidenti accuse di plagio che non ha voluto commentare ma, mi chiedo: perché non sta a Cellino a controllare che il vino non si inacidisca? Perché non brevetta il suo acuto come antifurto in modo che le assicurazioni possano costare meno? Speriamo solo che adesso Amanda non finisca ad abitare in via dell’Olgiettina. Voto: 3
Modà e la compagna Emma:
secondi con il 40% dei voti. Lei è stata l’oggetto delle mie rivalutazioni per tutta la settimana e del trio della DeFilippi è stata la meno peggio. Infatti non ha vinto e infatti Maria era contraria alla sua partecipazione. Loro stanno stravendendo e io aprirei un nuovo reality per trovare un nuovo nome al frontmen a.k.a. mister bottarella... Ma come si fa a chiamarsi Kekko???
Voto: 6

Vecchioni the winner:
lascio le parole ad altri per celebrarne il meritato successo con il 48% dei voti. A Marinella Venegoni che sulla Stampa ne ha parlato così: "dopo mill’anni, qui c’è un testo che gronda passione per il nostro mondo, perché c’è cultura non scolastica. E perché la qualità della comunicazione è così forte, che la sentono anche i ciuchi". E
Arcilesbica Bologna ha scritto questo sul suo Facebook:
"Se il televoto ha fatto vincere una canzone con quel testo e con quei riferimenti, vuol dire che il sentire italiano oggi è chiaramente contro il regime che ci sta opprimendo". Quindi ragazzi, vi prego ricordatevene anche alle prossime
elezioni.
Voto: 9
Alla prossima. E’ stato bellissimo.