Città del Messico: quando le apparenze ingannano
di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing
Martedì 24 Luglio 2007
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Dicono che la capitale del Messico sia pericolosa, inquinata e arretrata. Invece la situazione sta cambiando rapidamente. Approvate le convivenze, anche quelle gay. E c'è pure un quartiere tutto rosa. |
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Paure, dubbi, timori, preoccupazioni? Devo ammettere che mi sembrava da incosciente arrivare a Città del Messico, la seconda città più grande del mondo (dopo Tokio) senza un minimo di contatti, conoscenze e informazioni. Mi dicevano di una città pericolosa, inquinata, caotica... eppure le sorprese sono state tante. Il taxi in trenta minuti e in orario di punta (erano le 18) mi ha condotto in albergo. Fortuna? Arrivo nell'unica guest house gay della capitale e il proprietario, Oscar, mi accoglie con molta disponibilità. Mi assegna una bella camera in cui posso introdurre ospiti senza restrizioni, mi dà una mappa della zona gaia e tutte le dritte di cui ho bisogno. Sono stanco e vado a riposare. Il lungo viaggio e 7 ore di fuso orario si fanno sentire, la sera non esco, mi rifarò l'indomani che è venerdì. Ma alle sei del mattino non ho assolutamente sonno. La camera è silenziosa. Un mio amico messicano che studia in Italia mi aveva consigliato di non avventurarmi da solo. Ad esempio bisogna diffidare dei tassisti e contattarli per telefono o alla stazione (sitio) autorizzata, mai per strada. Che fare? 
La mia spregiudicatezza ha il sopravvento e all'alba perlustro il quartiere zona Rosa. Ci sono i 7eleven aperti tutta la notte, faccio colazione e un po' di turismo nelle calli,inconsueto data l'ora. Giungo fino al lungo viale del Paseo de la Riforma, punto nevralgico della città. Tutto procede bene e rincuorato me ne torno in albergo più disteso. Non sono stato aggredito, non sono incappato in delinquenti o narcotrafficanti, ma non ho nemmeno fatto incontri interessanti.
E l'inquinamento? Certo la posizione della città non è favorevole perché si trova in una conca circondata da vulcani e montagne che non agevolano la circolazione delle nubi. Ma sono capitato nell'inizio della stagione delle piogge,quasi tutti i giorni una pioggerellina purificava l'aria e il problema non l'ho vissuto a pieno. Molto peggio ad esempio Il Cairo. Quanto all'inquinamento acustico, calle Marsillia dove ho alloggiato è una via silenziosa, sembra di stare in un tranquillo paese di villeggiatura. Che piacere farsi frullare un cocktail naturale alla frutta esotica nei pressi di un chiosco. La zona Rosa è un quartiere che recentemente si sta sviluppando come area gay e lesbica. Alla fermata del metro Insurgent decine di ragazzi e ragazze stazionano facendo salotto, il clima è piacevole e molte sono le coppie gay che si fanno coccole, si abbracciano, si baciano in pubblico, sotto gli sguardi indifferenti degli altri passanti e della polizia. 
Nessun problema. E quello che mi colpisce è l'affiatamento tra i giovani omosessuali e le lesbiche, anche minorenni, ma già convinti della loro gaiezza: si danno appuntamento sin dal primo pomeriggio al Cabarétito, locale aperto dalle undici del mattino e indirizzato alla nostra comunità.
In calle Londres, Genova, Amberes e Florencia e dintorni è un continuo succedersi di locali gay, discoteche, bar, boutique e perfino un cinema culturale Glbt. Prendo la metro, la trovo comodissima, mai un'attesa superiore ai due minuti al costo di 2 pesos la corsa (15 centesimi di euro soltanto!). La mia prima tappa è il centro storico, lo Zócalo. Qui c'è la plaza de la Constitucion, forse la più grande del mondo, centro degli eventi, della politica, delle manifestazioni e degli incontri. C'è la Cattedrale, il Templo Mayor, il Palacio Nacional, il Mercado e vari musei.
Passeggio, osservo e ammiro oltre agli edifici anche i ragazzi che trovo veramente interessanti, anche se non mi considerano per nulla e questo non mi succedeva a Rio e nemmeno a Tunisi. Forse sto invecchiando oppure i muchacho sono più riservati con i turisti? Tutta la giornata in giro a piedi. Visite alle chiese, ai musei, una passeggiata nel vicino parco Alameda e non poteva mancare l'ingresso al Palacio de Bellas Artes. Per mangiare ci sono tante opportunità, ho preferito utilizzare le catene di ristorazione Vips e Saborns e non mi posso lamentare. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Ospite
Data:
15-08-2007 14:17
[quote="ospite_scottento":py7zi9za]io a quel gay pride c'ero e posso dirvi con certezza che non c'era nessuno dei vostri inviati ne questo articolo è stato scritto con informazioni di prima mano...
tutti i vostri articoli dall'estero sono scopiazziati... o inventati...
fatevi un amico che viaggia e vi racconti un pò le cose che vede
infatti hai controllato ogni singola persona presente a quel gay pride e chiesto se fosse un inviato di gay.it.....
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| Inviato da:
zancle
Data:
9-08-2007 15:06
Sono stato molto di recente a Città del Messico e anch'io sono rimasto particolarmente sorpreso dall'atmosfera "gay friendly" che si respirava nel centro storico. La città è meravigliosa e regala emozionanti scenari, soprattutto nelle zone dei reperti archeologici.
Peccato solo che nel pezzo non si faccia alcun riferimento alla inequivocabile condizione di sofferenza dei messicani, un elemento che anche il più insensibile dei turisti non si sarà certamente lasciato sfuggire. Del resto stiamo parlando di un popolo che vive con un salario medio di 150 dollari al mese.
Di gay insomma ce n'erano tanti, ma di gaiezza ne ho trovato davvero molta poca...
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| Inviato da:
ospite_scottento
Data:
26-07-2007 09:46
io a quel gay pride c'ero e posso dirvi con certezza che non c'era nessuno dei vostri inviati ne questo articolo è stato scritto con informazioni di prima mano...
tutti i vostri articoli dall'estero sono scopiazziati... o inventati...
fatevi un amico che viaggia e vi racconti un pò le cose che vede
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| Inviato da:
redazione
Data:
25-07-2007 15:57
Gentile lettore,
l'articolo su Città del Messico a cui fa riferimento non è "scopiazzato". E' un pezzo di Felix Cossolo tratto da Clubbing (come dice esplicitamente la firma del pezzo stesso). Il pubblicare notizie, reportage e servizi del genere nasce, piuttosto, dalla collaborazione costante che Gay.it ha con altre testate, portali o realtà che fanno riferimento alla comunità GLBT.
la redazione
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| Inviato da:
ospite_scontento
Data:
25-07-2007 10:12
per la redazione:
quando la finite di scrivere articoli scopiazzati qui e la?
che ne dite di scrvere cose dove avete madato un vostro reporter?
è vero che non spendete i soldi per arrivare da roma a firenze però...
non fate altro di copiare, tradurre o riassemblare articoli poco origginali già pubblicati su altri siti...
io alla manifestazione ci sono stato... a parte che non parlate dell'attrazione principale di quest'anno della manifestazione che essendo italiana almeno due parole si potevano spendere ma apparte questo vi siete scordari di tradurre parti importanti...
ma fatemi il piacere
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