Fès, viaggio nel Marocco imperiale dove essere gay è reato
di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing
Mercoledì 25 Febbraio 2009
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Nonostante le leggi contro l'omosessualità, che impongono discrezione ai turisti, vale la pena di visitare Fès, dove sacro e profano convivono e dove scoprire antichi riti e atmosfere magiche. |
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Marocco esotico, caldo e a basso costo. MyAir collega Milano/Venezia con Marrakech e Casablanca, EasyJet con Marrakech ed ora è la volta di Ryanair con la nuova tratta Orio al Serio (Bergamo) - Fès (Fez) a prezzi low cost. Entro il 2011 quest’ultima compagnia prevede di organizzare ben 20 nuove rotte per il Marocco, un milione di passeggeri l’anno. Considerando che la disoccupazione si aggira intorno al 20% e che il salario medio è di circa 150 euro al mese, il turismo di massa potrebbe essere linfa per lo sviluppo di questa terra ricca di tradizioni ma molto povera economicamente. Una contaminazione che se da un lato porterà benefici rischia anche di creare seri problemi, soprattutto nei riguardi di una mentalità integralista e ben radicata. Staremo a vedere.
Le autorità del turismo fremono per sviluppare questa industria e richiamare milioni di turisti offrendo una terra ricca di contraddizioni e una miscela d’interessi per tutti i gusti: dai campi da golf alle preghiere dei muezzin, dal tè alla menta al mercanteggiare nei suk, dalle medarsa (scuole religiose) ai nuovi grandi centri commerciali. Il partito islamista è preoccupato: troppi casinò negli hotel, ristoranti che servono alcolici e ‘perfino’ lo sviluppo di una scena gay.Approfittando dell’offerta Ryanair io e il mio amico Omar (vive a Milano ma è di Casablanca) siamo sbarcati a Fès, in gennaio, per proseguire poi per Casablanca e Marrakech. Non è il periodo ideale per una vacanza, fa ancora freddo, soprattutto la notte e per fare qualche bagno in spiaggia ad Agadir bisogna aspettare marzo.
Dall’aeroporto i grand taxi ti portano nella ville nouvelle dove abbiamo soggiornato all’hotel Mounia.
Fès è la più antica città imperiale e la sua medina è patrimonio mondiale dell’Unesco oltre a essere capitale culturale e religiosa e sede di una storica università. La città vecchia Fes el Bali ha un’architettura differente in base ai vicoli (alcune migliaia): moresca, andalusa, berbera. È assolutamente necessario appoggiarsi a una guida ufficiale per non rischiare di perdersi.
Noi abbiamo seguito un ragazzo offertosi spontaneamente ma alla fine è stato fermato dalla polizia locale e abbiamo dovuto pagare 100 dirham evitando che fosse arrestato per attività abusiva. Siamo nella città dove è nato il giornalista Tahar Ben Jelloun (1944) e ha soggiornato lo scrittore Paul Bowles. Purtroppo è venerdì (la città vecchia è avvolta nella nebbia), giornata di riposo e di preghiera, molti negozi sono chiusi, compresa la conceria dove ritorneremo il giorno prima del ritorno a Milano. Meglio il mattino, consiglia la Lonely Planet, i colori sono più brillanti.
Nelle tinozze colme d’acqua e di coloranti naturali, le pelli verranno trasformate e diventeranno forse pantofole colorate, in un processo di lavorazione invariato sin dal medioevo; odori e puzza, una miscela di acidi e urina di vacca. Ragazzi a piedi nudi e jeans avvolti sin sopra le ginocchia pressano le pelli che successivamente vengono esposte sulle terrazze per l’essiccazione e la tintura. La moschea Karaouine, famosa anche per la sua biblioteca, è la più importante di Fès: una capienza per 20mila fedeli, ma i non musulmani non possono visitarla. In compenso le scuole coraniche sono accessibili con i patii, le ceramiche, i mosaici e le fontane. Tra i luoghi santi ho fotografato l’ingresso della Zawiya Moulay Idriss II, dove alberga la tomba del patrono della città (a partire dal ‘808 edificò moschee, palazzi e monumenti).
Da non tralasciare il Museo del Legno e delle Ceramiche, la mellah (quartiere ebraico) e il quartiere andaluso. La vecchia Fès è circondata da 8 km di mura, attraverso le sue porte possono circolare solo asini, muli e biciclette quali unici mezzi di trasporto. Tra i vicoli i prodotti variano: menta fresca, carne di cammello, pollami, lumache, datteri e frutta secca, henné, oggetti in legno, rame e altri metalli, abbigliamento in pelle, tappeti e filati, caffetani e stoffe ricamate, lampade e candele... la contrattazione è d’obbligo. Ma non mancano i cybercafè dove collegarsi a internet, un tocco di modernità non guasta. Nel Palazzo Reale non è possibile accedere, il re Mohammed VI sta soggiornando proprio in questi giorni e la città è bardata a festa con decine di ritratti del sovrano e centinaia di bandiere rosse. Sarebbe stato piacevole un hammam all’hotel Palais Jamai ma è riservato solo ai suoi ospiti; optiamo per uno storico, con meno pretese.
Un massaggiatore mi scuoia con il gommage utilizzando un guanto di tessuto (kessa) simile ad una carta vetro. Una volta riscaldati possiamo proseguire la visita alle tombe che offrono una bella panoramica della città. Abbiamo prenotato un grand taxi e in mezz’ora siamo alle Terme di Moulay Jacob. Ci sono quelle tradizionali e quelle moderne. In una piscina ricca di zolfo decine di bagnanti (reparti rigorosamente separati) si riscaldano, si purificano, si lavano e si curano nelle caldissime acque termali. Massaggiatori si propongono, molti sguardi discreti, sono l’unico turista e ho l’autorizzazione e scattare delle foto nonostante i vapori mi appannino gli occhiali e l’obiettivo.
Se state pensando ad una vacanza a Fès, leggete i consigli utili e le indicazioni sulla vita gay. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
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Ospite
Data:
31-10-2010 10:06
I marocchini hanno ragione, i froci sono delle bestie che interessano solo per i loro soldi.
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astiosamasincera
Data:
31-10-2010 09:09
certo che certe sfrante (esclusi i presenti) che vanno in marocco riempiendosi la bocca degli aspetti culturali (o di cazzi?), e poi ti vengono anche a dire che cercano l'arte quando invece cercano di farselo mettere dai marocchini giocandosi l'unica carta che rimane loro e cioè quella che sono delle turiste europee in viaggio con privilegi annessi e connessi e per non aggiungre poi che probabilmente qui in europa non se le filerebbero di pezza neppure i marocchini naturalizzati, anzi qui rischierebbero pure di essere menate, fanno davvero ridere.
e quel che fa tristezza è che poi danno dell'ignorante a te perchè non capisci... perchè sei tu che hai dei problemi, e cominciano a magnificare l'apertura mentale di quel popolo in fatto di omosessualità solo perchè magari sono riuscite a rimediare un cazzo.
probabilmente tra i marocchini l'omosessualità resta un brutto tabù ma fanno un'eccezione per i turisti che i realtà vedono solo come delle banconote o potenziali permessi di soggiorno che camminano (con la borsa a tracolla e occhiali da sole)
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Ospite
Data:
6-10-2010 21:56
A parte condividere pienamente tutte le affermazioni fatte da viaggiatori, ovvero di chi ha provato a spiegare cosa significa scoprire una nuova cultura nel rispetto della stessa, vorrei darvi un'informazione sconvolgente.
Come avviene in tutti i paesi mussulmani, su molti argomenti, esiste una più che discreta ipocrisia.
Lo sapete che nei paesi del magreb l'omosessualità è molto più comune che da noi ? La differenza sostanziale è che sanno vivere i loro trasporti e affetti in maniera estremamente più riservata che non da noi.
Le leggi omofobiche ci sono, ma vengono applicate solamente in casi estremi o a modalità di esempio (il marocco non vuole diventare una meta per sesso facile), ma in nessun posto come nel magreb è sufficiente una sola occhiata per capirsi ... chissà perchè !!
Vi consiglio però di godervi il bel marocco e lasciare le vostre avventure per altri posti ... è un gesto dovuto se pretendete di dire che sapete rispettare la cultura dei posti che visitate
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| Inviato da:
Ospite
Data:
6-09-2010 00:09
Non sapevo! Quando andai in marocco nel 2000 a Casablanca, i ragazzi marocchini ci provavano spudoratamente, chiedendomi appuntamenti. Un ragazzo venne tranquillamente con me in albergo, il sesso con lui fu bellissimo e veramente dolce, nessun ragazzo ha mai fatto sex con me in maniera così dolce, intensa e vibrante. E non parlo delle dimensioni notevoli che pure vi erano, ma anche e soprattuto dei massaggi, delel coccole, dei baci profondi e passionali. Forse le cose sono cambiate. Se potrò vi aiuterò. Vi assicuro che però non sono andato in Marocco per fare sesso, certo che se ragazzi bellissimi ci provano pesantemente e in maniera ben diversa dalle fro.cie milanesi, non si può rimanere insensibili. Idem dicasi per Egitto.
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rachid2272
Data:
25-05-2010 14:17
e stato creato un gruppo in italia affiliato all'associazione kifkif in marocco che lotta per i diritti lgb .
visitate il nostro sito dove capirete meglio la nostra situazione in marocco e con quale modi vi poteti darci sostegno il nostro sito e gaymarocco.com
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mac fe
Data:
22-07-2009 14:49
Se volete assaporare un po' di mille e una notte andate a gurdarvi l'Alhambra di Granada così vi togliete lo sfizio. Mare? credo che la Croazia, la Sardegna , Fuerteventura o Santo Domingo non abbiano nulla da invidiare alle Maldive o Marocco. Buon viaggio
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| Inviato da:
mac fe
Data:
22-07-2009 14:37
Ma bisogna essere proprio dei disperati per andare a rimorchiare in un luogo dove essere gay non solo è reato, ma significa essere, mi sembra di capire, qualcosa tipo un maiale (vedi articoli precedenti o l'ultimo libro scritto proprio da un marocchino gay). Ma come si può farselo mettere da chi ti condidera una bestia che va bene inculata ecc. ecc. e rischiare pure? Dov'è la dignità? Ma boicottiamo almeno noi gay questi posti, Marocco Maldive ecc. Andiamo in Spagna, Grecia, Israele, Thailandia...Australia, ci sono un sacco di bei posti al mondo pieni di cultura e bei ragazzi. Quando leggiamo sulla guida che nel paese dove si vuole andare, l'omossesualità è reato, penso che dovrebbe essere sufficente per fare le nostre valutazioni. Se proprio si è attratti da quei luoghi, ci si mette il burka e li si visita senza far capire che siamo delle bestie e senza andare a cercarsi rogne coi ragazzi del posto, anche per rispetto al paese ospitante e alla sua cultura.
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