Addio Patrick, faccia d’angelo e muscoli d’acciaio

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Se ne va a 57 anni per un cancro al pancreas il dolce e bellissimo Patrick Swayze, star di "Ghost" e "Dirty Dancing". Recitò con Keanu Reeves in...

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Ovunque sia adesso, una cosa è certa, sorride con quel suo sguardo così tranquillizzante e sereno e  osserva, senza giudicarli, tutti quei fantasmi tristi e rancorosi che abitano questo pianeta così invivibile. Ma in realtà Patrick Swayze, attore e ballerino texano doc ‘più sexy del pianeta’ per People nel 1991, morto di cancro al pancreas all’età di cinquantasette anni, resterà sempre nei nostri cuori perché lui, un angelo, lo è sempre stato. Lo è stato quando ci ha fatto piangere a dirotto in “Ghost”, perché era più vivo di Demi Moore e grazie a quello spiritello cialtronesco di Whoopi Goldberg gliel’ha fatto capire per non farla soffrire troppo.

Quante volte l’abbiamo sognato a modellare la creta, estasiato e rassicurante, quando magari avevamo nel letto una cretina che russava? Oppure quando vestiva i sexyssimi panni di Johnny Castle nel cult “Dirty Dancing” e ballava sciolto, amabile, elegante mentre le pollastrelle di turno si scatenavano sgraziate e sciatte (ricevette anche una candidatura ai Golden Globes)? Quando Jennifer Grey, alias Baby, gli dice: “Non riesco ad immaginare come sarà qui senza di te…” e lui, sereno e inappuntabile, le risponde: “Non rimpiango niente”. “Nemmeno io”.

“Un cowboy dal cuore tenero” lo ha definito la Grey. “Ballavamo, ci esercitavamo a scivolare sul lago ghiacciato e ci divertivamo tantissimo a fare questo piccolo film che pensavamo destinato a non essere visto da nessuno”.

Ma noi lo ricorderemo soprattutto per “Point Break”, inquieto e bellissimo leader filosofo, a rubare la scena a Keanu Reeves, infiltrato nel gruppo di surfisti rapinatori. Forse è stato il suo ruolo migliore. E ci aveva sorpreso anche in “To Wong Foo” (il titolo wertmülleriano è “To Wong Foo Thanks for Everything, Julie Newmar” e si riferisce alla foto con dedica lasciata dalla Catwoman di Batman: quanti pochi fortunati, in questo momento, staranno contemplando l’autografo di Swayze?).

In questo deboluccio Priscilla americano in tono minore, Swayze interpreta la drag Vida Bohème, matronale e rassicurante, con un gusto un po’ retrò per abiti spagnoleggianti o completini poco raffinati anni ’50. Le altre comprimarie erano nientemeno che Wesley Snipes e John Leguizamo ma l’unico che riuscì a far emergere anche con una certa classe una femminilità credibile era proprio lui, il dolce Swayze.

Dopo “Donnie Darko” del 2001 non era più riuscito a trovare ruoli interessanti e si accontentava di lavorare per la tv e per il teatro (“Chicago” nel 2003 e “Guys and Dolls” nel 2006). Il suicidio della sorella Vicky lo aveva fatto precipitare nell’abisso dell’alcolismo ed era stato ricoverato più volte in cliniche specializzate.

Adesso, sulla sua stella della Walk of Fame, a Hollywood, ci sono girasoli e garofani. Ma per l’ultimo ballo ci sarà la sempre fedele moglie Lisa Niemi che aveva conosciuto da ragazzo.

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