Agender: il tabù dell’emozione cade al Tekfestival

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Giunto all'ottava edizione, il festival romano del cinema indipendente internazionale, ospita una nutrita sezione queer. Una finestra sulla cultura queer da Madrid a New York passando per la...

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Inizia il 7 maggio prossimo l’ottava edizione dell’ormai consolidatissimo "Tekfestival… ai confini del mondo sentro l’occidente", festival di cinema indipendente e sociale, documentari e lungometraggi narrativi che ospita spesso numerose premiere internazionali. E perché ne parliamo proprio qui, vi chiederete. Perché pur non essendo un festival esclusivamente lgbt, grazie alla sezione riservata al cinema queer e allo spazio dedicato ai lavori di registi gay e lesbiche di tutto il mondo, è diventato un appuntamento imperdibile per la comunità lgbtq romana, e non solo. Sei giorni, dal 7 al 13 maggio, in cui sarà possibile, oltre che assistere alle proiezioni, anche partecipare ad incontri con gli autori, a mostre e a feste.  "La selezione riflette le anime del festival – spiegano le organizzatrici e gli organizatori -, in cui le diverse idee di cinema si nutrono della capacità di raccontare qualcosa del reale e/o del necessario: le conflittualità e le guerre permanenti, le precarietà della vita, le migrazioni, le società post-coloniali, le memorie, il tabù dell’emozione, le risorse creative messe in campo per ovviare a traiettorie di accesso negato".

Ed è proprio sul tabù dell’emozione che si sviluppa la ‘finestra’ queer di quest’anno intitolata "Agender", che raccoglie l’eredità del Phag Off e si sviluppa lungo tre percorsi: il primo è "Emoporn", rassegna d’amore sesso e disperazione i cui protagonisti saranno la regista francese Laurence Chanfro, il regista americano Charles Lum, il videoartista toscano Pier Giorgio De Pinto, il film-maker sperimentale Mancuniano Kevin Rolfe, il performer F-to-M canadese Tobaron Waxman, il collettivo fotografico e video queer My Jemma Temp "che ci faranno sondare le zone più ignote dell’emozione – dicono dallo staff del Tekfestival -; lì dove eros e thanatos si uniscono in una copula pandrogina".

Immancabile, come ogni anno, "Bears on film" il cui titolo di punta sarà la commedia nera "Chuecatown" di Juan Flahn. Il film racconta la storia di un agente immobiliare spagnolo, Victor, che pur di appropriarsi di quanti più appartamenti possibili del quartiere Chueca di Madrid, è disposto a fare di tutto, anche a strangolare vecchiette. Gli acquirenti? Ricchi gay snob. Il tutto viene inquadrato in una riflessione al vetriolo sul senso della coppia gay, di famiglia fluttuante dove il soggetto femminile e la maternità vengono accolte da un’ottica gay prettamente spagnola. "Chuecatown" ha ricevuto moltissimi premi, è stato proiettato nell’ambito di svariati festival lgbt e queer nel mondo ed è una riflessione profonda e allo stesso tempo ironica sia su come gli orsi vivono il famoso quartiere gay della capitale spagnola, sia su come nascono e si sviluppano i processi di rivalutazione dei quartieri degradati grazie anche alla speculazione edilizia.

Altro percorso di Agender è "Agenderphobia", riflessione sulla violenza sessuofobica il cui titolo portante è il documentario "Dreams Deferred: The Sakia Gunn Film Project" che racconta la storia di Sakia Gunn, una ragazza di 15 anni afroamericana uccisa nel New Jersey da un uomo infastidito dall’identità di genere indefinita secondo i canoni tradizionali, di questa giovane queer amante dell’hip hop e dei vestiti extra large. Il documentario racconta il percorso della "Pier People" ovvero la comunità giovanile lesbica, gay, bisessuale, transgender e queer afroamericana che si incontra e vive nel molo alla base della famosa Christopher Street, a New York. Ad introdurre il film ci saranno due corti:"Three Queer Mice" animazione curata dall’organizzazione giovanile queer Global Action Project, e "What Are We Doing Tonight" di Marie Vermeiren che racconta le gesta notturne di una banda di ragazze all’attacco della comunicazione misogina dei cartelloni pubblicitari.

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Ma non finisce qui. Tra gli eventi collaterali, infatti, è prevista la proiezione di "Comrade Couture" (titolo originale: "Ein Traum In Erdbeerfolie") di Marco Wilms, presentato all’ultima Berlinale che racconta il mondo parallelo, eccentrico e a suo modo sovversivo, degli stilisti di moda di Berlino Est, negli anni difficili della RDT. Una visione originale di un mondo fantastico nel quale ci si poteva anche permettere di essere eccentrici e provocatoritra disegnatori e i creatori delle mode. In più, verrà proiettato in prima nazionale il documentario, tutto italiano, "Over the Rainbow". Realizzato da Marica Pierdicchi e Daniela Bellisario, la pellicola affronta l’inesplorato mondo dell’omogenitorialità al femminile raccontando una storia vera. Il programma completo e dettagliato del Tekfestival è scaricabile sul sito del festival stesso.

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