Al via il 15° Florence Queer Festival, protagonista è la cultura LGBT

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È in corso il cinefestival fiorentino con la commedia lesbica americana Signature Move. Film, libri e mostre queer fino al primo ottobre.

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Non solo cinema al Florence Queer Festival, ma anche presentazioni di libri e mostre fotografiche all’insegna di una visione globale della cultura LGBT. Ha inaugurato presso il cinema La Compagnia la quindicesima edizione con la partecipazione speciale di Drusilla Foer che si esibirà sulle note di I Will Survive accompagnata dal suo maestro-produttore Franco Godi, noto negli anni ’70 come Mister Jingle perché autore di celebri spot pubblicitari.

Segue la lesbicommedia romantica americana Signature Move di Jennifer Reeder su un’avvocatessa pakistana, Zaynab, che accudisce la madre desiderosa di vederla accasata con un uomo. Quando Zaynab intraprende una storia d’amore con la chicana lottatrice di wrestling Alma non sa come rivelarglielo.

Alle 17 è stato proiettato invece il documentario Ricordi di Flowers alla presenza di Lindsay Kemp – il celebre coreografo vive da diversi anni a Livorno – e di David Haughton, direttore di produzione e assistente del suo visionario spettacolo Flowers, liberamente ispirato a Nostra Signora dei Fiori di Jean Genet.

Tra i lungometraggi di finzione da non perdere, il buon biopic Tom of Finland di Dome Karukoski sull’iconico fumettista finlandese Touko Laaksonen, alla presenza del protagonista Pekka Strang, a cui si collega la mostra-omaggio dedicata da Luca Locati Luciani; l’anteprima italiana dell’erotico s/m tedesco Sodom di Mark Wilshin alla presenza del regista; il saffico sperimental-psichedelico The Ladies Almanack sulle artiste più radicali della Parigi anni Venti e The Book of Gabrielle su una disegnatrice lesbica.

Particolare attenzione è data alla ricca selezione di documentari: Jewel’s Catch One di C. Fitz racconta la storia del più longevo nightclub losangelino dedicato alla comunità nera, con interviste a Sharon Stone e Madonna; Chavela di Catherine Gund e Daresha Kyi è un ritratto a tutto tondo della grande cantante messicana Chavela Vargas che fu amante di Frida Kahlo; My Wonderful West Berlin di Jochen Hick è un documentato excursus sulla Berlino queer dalla fine degli anni 50 ad oggi; il venezuelano Tamara diretto da Elia Schneider ricostruisce la battaglia esistenziale dell’avvocato Tamara Adrián, prima transessuale eletta nel 2015 all’Assemblea Nazionale del Venezuela.

Tra gli italiani vi segnaliamo Le regine della Notte. Il Queer Clubbing nel cinema di Luca Locati Luciani e Andrea Meroni su cinquant’anni di rappresentazioni della vita notturna gaia sul grande schermo tra stereotipi e macchiette pecorecce (sempre di Meroni, su tema affine, si può recuperare il precedente Ne avete di finocchi in casa?). È possibile riscoprire la figura di Vinicio Diamanti, attore che recitò per la Cavani, Chabrol e apparve ne Il vizietto, grazie a Diamanti Forever di Enrico Salvatori. La Firenze più glam e modaiola degli anni Ottanta è invece ricostruita nel doc Scintille. Firenze: Generazione Trend di Bruno Casini, direttore del festival insieme a Roberta Vannucci, e Carlo Gardenti.

Le presentazioni di libri, raccolte sotto il nome della sezione Queer Book, sono gratuite: Margherita Giacobino presenterà il suo nuovo romanzo Il prezzo di un sogno (Mondadori) in cui ripercorre le vicissitudini esistenziali di Patricia Highsmith. La Vittoria che nessuno sa (Sperling & Kupfer) è invece un racconto autobiografico in cui l’attrice Vittoria Schisanosvela la parte più intima di sé: i suoi sogni di bambina, le fughe, i dolori, la fatica di dover essere ciò che gli altri volevano che fosse e la gioia di vedersi finalmente una donna”.

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Organizza l’associazione Ireos di Firenze. Trovate il programma completo sul sito www.florencequeerfestival.it.

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