ALTRI TRADIMENTI

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Il marito scopre che la moglie ha una storia con un'altra donna. Banale? No. Ben recitato, girato con accorta delicatezza, esce oggi nelle sale "Fino a farti male"...

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«E’ capitato anche a me di desiderare altre donne» dice un marito alla moglie che lo tradisce con una femmina. «Ti amo» le sussurra appena scopre l’inganno. Una non banale storia di tradimenti (soprattutto di fiducia) è raccontata con molta sobrietà nel curioso film di Alessandro Colizzi Fino a farti male in uscita oggi. Un discografico riservato (Christopher Buchholz, figlio di Horst e protagonista dell’episodio di Eros Il filo pericoloso delle cose diretto da Antonioni) che ha sotto contratto una diva bizzosa (Jacqueline Lustig de L’ora di religione), scopre al ritorno di un viaggio dall’estero che la moglie Martina ha lasciato il lavoro e ha le chiavi dell’appartamento di un’amica di famiglia incinta. Sospetta il tradimento, teme che lei voglia suicidarsi, crede che l’amante sia il lavoratore di un maneggio, a casa trova una donna: è con lei che la moglie ha avuto una storia forse non ancora finita. Marito e amante di lei decidono di non svelare nulla alla moglie di lui e fanno in modo che le due donne si incontrino per capire i veri sentimenti di Martina.

«Io vedo un problema nella difficoltà dei rapporti, siano essi etero o omosessuali» ha dichiarato il regista alla sua opera seconda dopo L’ospite del 1999. «Riguarda l’incapacità degli esseri umani di essere monogami fino in fondo e di essere nello stesso tempo totalmente inadeguati a vivere una condizione che non preveda l’esclusività. Basta guardare che fine ha fatto la ‘coppia aperta’. Sul tradimento poi se ne sentono di tutti i colori: c’è anche chi sostiene che non si può parlare di tradimento se lo si fa con una persona dello stesso sesso. Francamente non vedo la differenza».

Con pudore e sensibilità, lavorando molto di sottrazione ed evitando eccessi melodrammatici, il regista affronta un dramma borghese sospeso e non a tesi, non interessato a dare risposte sulla sessualità dei personaggi quanto piuttosto ad approfondire con rigore tre personalità opposte, molto interessanti: il marito sempre garbato e rispettoso che ama profondamente la moglie ma non ha mai capito i suoi veri desideri; la moglie psicologicamente fragile e introversa, divisa tra due opposte passioni; l’amante decisa, lesbica un po’ stereotipata, che vuole sapere schiettamente, a costo di soffrire molto, la vera natura del suo rapporto con Martina. Rimarchevoli le interpretazioni dei protagonisti (Agnese Nano, attrice prevalentemente televisiva, è abilmente understated in un ruolo non facile) e soprattutto credibili le due scene di passione saffica per nulla voyeuristiche o pretestuose.

«Personalmente non credo ci sia alcuna differenza tra un amore eterosessuale e un amore omosessuale e quindi anche il tradimento ha la medesima valenza. Li metto esattamente sullo stesso piano. Nel film i due rapporti sono trattati alla stessa stregua.» sostiene il regista. Quest’idea forte, di non rendere la diversità sessuale qualcosa da contestualizzare socialmente ma unicamente spunto per analizzare tre percorsi amorosi disarmonici, è in questo caso molto azzeccata. E’ comunque significativo che il protagonista, uomo sempre equilibrato e rispettoso, solo quando è a diretto contatto con l’amante di lei le gridi addosso: «Con quelle normali è più eccitante, eh?».

L’insinuante colonna sonora realizzata da Roberto Mariani contribuisce a contrappuntare in modo suggestivo la partitura trisentimentale e in una scena appare Marina Rei che canta in un locale il brano inedito And I close my eyes.

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